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The last resource
Capitolo 1
“Che ironia! Siamo diversi nella vita ma uguali nella morte!”
“Pensieri così profondi mentre si cammina per strada tra la gente.
A tutti sarà capitato almeno una volta di fare questi discorsi tra se.
Ma nessuno si sa dare una risposta alle proprie domande.
Con questi pensieri salgo sul treno diretto per Neo Tokio 3.
Mi siedo su un sedile di fronte al finestrino e penso nuovamente.
La giornata sta per volgere al termine e la gente che di solito affluisce a fiumi
sui vagoni del treno non c’è più.
“Questi treni così sofisticati si possono vedere solo in Giappone! “pensai tra me.
“Povera la mia gente. Povera la mia terra. Perché hanno meritato tale fine?”
In un lampo i ricordi affiorarono come una spada che trafigge il cuore.
Anno 2000,13 Settembre.
Come ogni mattina mi alzai dal letto e preparai lo zaino per la scuola.
Come ogni mattina indossai la mia felpa preferita.
Come ogni mattina uscii di casa in ritardo ma mi importava poco.
Come ogni mattina la strada era bagnata e c’era la nebbia.
Come ogni mattina la gente indifferente non mi notava neanche.
Come ogni mattina.
La scuola era sempre più vicina e nella testa i soliti pensieri:
“Chi sono,da dove vengo,perché sono qui….”
I soliti tre piani per arrivare in classe.
Sezione D2. Busso. Entro.
“Complimenti! 15 minuti di ritardo!Vorrei parlare con i tuoi genitori…”
Ultima fila vicino alla finestra…..la mia finestra.
Le ore non passavano più. Nella testa i soliti pensieri.
Guardai fuori dalla mia finestra. Rimasi a fissare.
……..
………
………
Un brivido lungo la schiena.
La sensazione di quando sta per accadere qualcosa.
In lontananza un bagliore accecante nel cielo.
La nebbia si diradò improvvisamente.
La mia finestra vibrò.
Gelo assoluto.
“Cosa succede?Cos’è quel bagliore in lontananza?”
Paura.
Insieme agli altri ragazzi andai a cercare un televisore in giro per la scuola.
In aula video si era radunata già un nutrito manipolo di gente.
Edizione straordinaria!Esplosione di enorme potenza in Antartide!Cause ancora sconosciute!
Nessuno aveva idea di cosa fosse successo.
Ritornammo in classe.
Nel cielo sempre quel bagliore.
Sempre quella sensazione.
Andai in bagno. Presi il cellulare e chiamai i miei genitori.
Nessuna risposta. Riprovai….niente.
Ancora quella sensazione.
I muri e le finestre vibrarono improvvisamente.
Corsi in classe. Non c’era più nessuno.
Ansia.
I muri vibrarono sempre di più.
Guardai fuori.
Fu un attimo.
La mia finestra si frantumò come se niente fosse.
Un onda d’urto tremenda mi fece letteralmente volare contro il muro.
Dalle finestre rotte entrava di tutto.
Le sedie e i banchi mi vennero addosso.Li scostai in fretta e mi misi a correre.
Nella scuola non c’era più nessuno a parte me.
Sentivo il pavimento tremare.
I muri cedevano.
La fine del mondo.
Scesi in strada.
La gente correva in preda al panico. Tutti cercavano un rifugio.
Nessuno sapeva dove andare.
I palazzi crollavano come se niente fosse.
Vedevo uomini e donne che venivano trascinati via dalla furia del vento.
L’aria diventò presto irrespirabile a causa dei detriti e delle polveri.
La terra cominciò a tremare.
Mi rintanai in una vecchia cantina di una piccola casa ormai in disuso da anni.
Ero solo.
Pensai ai miei cari.Alle persone a cui volevo bene.
Non mi diedi pace.
------------
Il treno corre velocemente lungo i binari sopraelevati e fuori dal finestrino il paesaggio si colora di arancione e rosso. Il sole sta per calare.
Quei ricordi così drammatici mi hanno riportato alla mente la mia giovinezza.
Quelle ore passate in quella cantina ammuffita al buio.
Da solo.
“Stazione di Neo Tokyo 3. Si pregano i signori passeggeri di scendere lungo la parte sinistra del treno,grazie”
“Mhh… la famosa Neo Tokyo 3. Sono arrivato.”
Aspetto l’autobus che mi porterà in un appartamento in centro dove passare la notte.
“Domani ho un appuntamento con i corrispondenti della Nerv giapponese.”
Arriva l’autobus.
Salgo.
Mi siedo di fianco a un ragazzo.
Sembra assorto nei suoi pensieri.
In un modo o nell’altro mi ricorda me da giovane.
Sta ascoltando della musica da uno Data player.
Il suo sguardo è perso nel vuoto. Non si sarà neanche accorto della mia presenza.
Arrivo in centro. Sto per scendere. Mi sento osservato.
Mi giro verso quello strano ragazzo. Mi stava fissando, ma appena ha notato che lo stavo fissando anch’io voltò lo sguardo imbarazzato.
L’autobus ripartì immediatamente.
Non ebbi molta difficoltà a trovare l’appartamento.
Sono nel letto al buio.
I soliti pensieri.
Quel giorno di 16 anni fa.
Come dimenticare?
Come dimenticare tutta la mia gente spazzata via?
Come dimenticare il mio paese inondato dalle acque e distrutto dai terremoti?
Come dimenticare la guerra?
Mamma…..papà……..
I soliti pensieri.
6:30 a.m.
La luce del sole mi sveglia in una mattina come tutte le altre a Neo Tokyo 3.
Non sono riuscito a dormire bene stanotte. Come sempre del resto.
Esco dal mio appartamento. Non ho mai fatto colazione alla giapponese!
Entro nella primo ristorante della zona che trovo e lì mi servono del riso in bianco e del sushi.
…..Paese che vai, usanze che trovi…..comunque non è male il pesce crudo a colazione! Tze! Giapponesi, valli a capire!
Dopo la “scorpacciata” di pesce e riso ringrazio l’oste che ricambia cortesemente.
L’incontro con i corrispondenti della Nerv giapponese è tra un paio d’ore, decido di visitare il posto, dato che ci soggiornerò per parecchio tempo….
Cammino lungo la strada senza una meta, mi ricordo quando lo facevo nella mia vecchia città.
Passo davanti a una scuola.Ci sono decine di ragazzi che ridono e scherzano tra di loro.
Nonostante tutto la vita continua ,penso.
Quando mi alzai quella mattina d’inverno di 16 anni fa non mi sarei mai aspettato che sarebbe stato il giorno più buio per l’umanità.
Sento dei ragazzi che parlano tra di loro:
“Hai studiato il capitolo sui danni causati in Europa dal “Second Impact”?”
“No ,non avevo voglia di studiare….puoi ripetermelo tu per favore?”
Che strana sensazione sapere di aver partecipato in prima persona ad un evento finito sui libri di storia.
Ripenso alla mia giovinezza, e mi torna in mente quello strano ragazzo che ho incontrato ieri sera sull’autobus.
A chi non è mai capitato di pensare a una persona per poi ritrovarsela davanti?
Infatti ecco lo strano ragazzo che viene verso di me.
Ha ancora quello sguardo perso nel vuoto.
Insieme a lui ci sono due ragazze della stessa età.
Entrambe mi colpiscono per il loro aspetto.
Soprattutto la ragazza dai capelli azzurri.
Così pallida e persa nei suoi pensieri.
L’altra ragazza invece ha i capelli rossi ed è molto esuberante.
Entrambi mi passano davanti. Soltanto il ragazzo strano mi nota e fa un cenno con la testa come se volesse salutarmi. Ricambio il saluto annuendo pure io.
Quanto mi piacerebbe tornare a scuola assieme ai vecchi compagni.
Come se non fosse successo nulla.
Come se la vita fosse proseguita normalmente.
Adesso sarei spensierato come questi ragazzi.
Purtroppo qualcuno ha deciso di intervenire sulla nostra vita.
Arrivato alla sede della Nerv mi attendono molti agenti armati.
Mostro il pass per entrare.
Un sorvegliante impiccione vedendo che sono straniero mi chiede di che nazionalità sono.
“Italiana” rispondo.
Tutti si voltano verso di me stupiti dalla risposta.
E non gli do torto.
Mi fanno salire su una macchina elettrica che percorre un lungo tunnel ,illuminato soltanto da poche luci artificiali poste sul soffitto.
Nel buio di quel tunnel ripenso alla cantina dove mi rifugiai quel giorno di sedici anni fa.
Appena la macchina si ferma una donna sui trent’anni mi tende la mano e si presenta:
“Comandante Katsuragi, sezione Battle Planner Division, piacere di conoscerla.
“Il piacere è tutto mio” gli rispondo.
“I membri del gran consiglio la stanno aspettando” disse.
Ci incamminiamo lungo un corridoio diretti dove si presiederà l’incontro.
Entrato in una sala completamente buia mi siedo su una strana poltrona rossa. D’un tratto i 5 del gran consiglio compaiono sotto forma di ologrammi.
Ognuno è illuminato da una luce colorata differente.
“Non ritengo opportuna la sua presenza a Neo Tokyo 3,comandante”
disse il capo della Seele, Keel Lorenz.
“Mi dispiace, ma non mi interessa il suo parere riguardo la mia permanenza a Nt3”
dissi; “Sono qui per dare manforte al difficile periodo che questa città sta vivendo;
ormai gli angeli hanno come obiettivo soltanto questa zona, e io sono qui per capirne il motivo”.
Ci fu un momento di silenzio generale interrotto solo dalle parole del comandante
Ikari Gendo:”Quello che più conta ora è sconfiggere il nemico dell’umanità,
le discordie interne possiamo anche lasciarle perdere”.
“Con la mia esperienza a riguardo sono sicuro di esservi d’estremo aiuto contro gli angeli.Il mio unico interesse è salvare la vita dei pochi esseri umani rimasti a questo mondo.Sono dell’idea che bisogna difendere la gente e non i propri interessi.
La sconfitta degli angeli vuole dire la vittoria della vita. Della nostra vita. Di quella di tutti.
Vi assicuro che per la battaglia contro gli angeli useremo ogni mezzo a nostra disposizione.
Soprattutto uno: l’Human shaped final battle weapon; nome in codice “EVA”.
Le armi che noi esseri umani abbiamo usato finora per ucciderci tra di noi sono totalmente inefficienti. L’idea di usare gli stessi angeli come strumento di difesa è l’unica possibilità che ci rimane. E’ in gioco il destino dell’umanità, già compromesso 16 anni fa, e noi tutti dobbiamo collaborare per portare avanti il nostro obiettivo”.
A seguito delle mie parole ci fu un momento di riflessione generale.
“Mi ricordo di lei la prima volta che la vidi”disse Keel Lorenz
“La incontrai nell’unico posto al sicuro dalla guerra e dalle inondazioni.
La base segreta della Seele a Francoforte.
La vidi che era poco più che un ragazzino ma aveva già quell’ aria da rivoluzionario che ha ora.
A quel tempo ero io a tenere i discorsi su come sconfiggere l’invasore e salvare l’umanità!
Lei era soltanto uno dei pochi sopravvissuti italiani alla grande guerra.
Non sapeva assolutamente niente della Seele.
Soltanto sotto la guida di Vladimir Kamenev scopristi la verità sul second impact, sugli angeli e sulla Seele.
Quindi comandante non pensi di poter venir qui a farci la predica su come gestire la situazione!”.
“Non sto dicendo di poter cambiare il mondo,ma sto solo dicendo che se non troviamo una soluzione per sconfiggere gli angeli sarà la fine per tutti.
Penso anche che lei,caro Keel Lorenz, ha fatto del destino dell’umanità un suo affare personale senza che nessuno glielo chiedesse.
Sappia che ostacolerò con ogni mezzo il suo folle progetto di trasformare l’intera umanità in un unico essere.
Il “Third impact” può scordarselo!”.
Gli altri membri si voltarono verso Keel Lorenz stupiti dalle mie parole.
“Sono solo assurdità quelle che sta dicendo!”replicò Keel Lorenz
“Non ho mai avuto l’idea sterminare l’intera razza umana per…”
“Cosa mi dice allora dello Human Complementation Project?”.
A queste parole il comandante Ikari si voltò verso di me con aria attonita.
“Non so di cosa stai parlando….io ecco….non saprei” replica Keel
“Io invece lo so benissimo e dovrebbero saperlo anche gli altri componenti del gran consiglio il suo folle progetto” ribattendo ad alta voce.
“Menzogne! Solo menzogne!Non crederete a costui,un povero mercenario senza terra!”.
Gli altri membri intanto sono molto perplessi.
Uno di questi,spazientito,si rivolge a me dicendo:
“E lei pensa di venire qui con quella faccia tosta a accusare il comandante Keel di voler sterminare la razza umana?
Pensa sul serio di impressionarci con le sue menzogne?”
E con queste parole tutti i membri si scollegano dalla sala conferenze.
Siamo rimasti solo io,Keel e Ikari.
Prima di scollegarsi Keel dice con tono rabbioso:
“Non doveva interferire con i piani della Seele!”.
Ikari si alza dalla poltrona e assieme al suo vice Kozo Fuyutsuki si avvicinano verso di me.
“Si è intromesso in una questione più grande di lei. Stia attento.”
Con queste parole mi lascia da solo nella sala conferenza completamente buia.
Riecco i soliti pensieri….
Io e il comandante Katsuragi ci dirigiamo verso il ponte di controllo.
“E’ la prima volta che vede gli EVA?” mi chiede Katsuragi.
“Sì. Anche se li conosco molto bene non li ho mai visti tutti e tre assieme. Mi piacerebbe vederli da vicino!” gli rispondo.
“A proposito…. Dato che è ora di pranzo non si potrebbe fare prima una sosta a mangiare qualcosa?”le chiedo imbarazzato.
Con il sorriso sulle labbra mi dice: “Non c’è problema,tanto non scappano di certo gli EVA! Ha! Ha! Ha!”. “Non ne sarei così sicuro”pensai.
Incredibile! E’ riuscita a scolarsi cinque lattine di birra in meno di dieci minuti!
Davvero strana questa Katsuragi…..
“Scusi, ma ho un debole per la birra!”mi dice imbarazzata.
“Si figuri, lei è una donna che sa apprezzare i veri piaceri della vita.
A proposito….avrò il piacere di conoscere i tre famosi piloti degli EVA?”.
“Saranno qui tra due ore, dovranno fare un test sul tasso di sincronia.”.
Finito il pranzo ci dirigiamo verso la sala comando degli EVA.
Nella sala c’è parecchia gente che al momento non sembra molto occupata.
Katsuragi mi presenta i tre operatori del ponte di comando della Nerv.
Maya Ibuki, Makoto Hyuga e Shigeru Aoba.
Entrambi sono sotto il diretto comando della dottoressa Ritsuko Akagi.
Conosco la dottoressa Akagi; sua madre ha creato il sistema MAGI.
Il computer principale della Nerv.
“I children sono arrivati, si stanno preparando per il test”mi fa notare Katsuragi.
Mi avvio verso la postazione di controllo della vasca dell’ LCL.
I tre ragazzi sono già all’interno degli Entry Plug, ma riesco a vedere i loro volti da un monitor.
Mi stupisco nel constatare che i tre ragazzi sono gli stessi che ho incrociato stamattina.
Soprattutto mi stupisco del ragazzo strano.
Chi l’avrebbe mai detto!
Vediamo come si chiamano…
Ikari……sarà il figlio del comandante Ikari.
Ayanami ……la ragazza dallo sguardo perso nel vuoto.
Soryu……….Soryu…….che sia la figlia di……?
Che sia la figlia di Kyoko?!
Chissà cos’ ha passato quella ragazza…
Il test è finito. Il ragazzo strano ha ottenuto la migliore sincronia.
Katsuragi sembra molto felice per lui.
I tre ragazzi dopo essere usciti dagli Entry Plug si dirigono verso gli spogliatoi.
Io e Katsuragi li aspettiamo fuori.
Il primo a uscire è il ragazzo strano.
Sembra più sorpreso di me.
“Lui è Shinji Ikari.Pilota dell’EVA-01.”me lo presenta Katsuragi.
“Sei il pilota del “Prototipe Type” allora. Piacere di conoscerti.”
“P….piacere di conoscerla.”
Si vede che è ancora imbarazzato.
“Devi essere il figlio del comandante Gendo Ikari,vero?” gli domando.
“S..sì. Sono suo figlio” mi risponde con aria afflitta.
Chissà perché questo ragazzo è così chiuso in se. Sarà a causa del padre penso.
Una porta si apre ed escono gli altri due piloti.
“Lei è Rei Ayanami, pilota dell’ EVA-00.”
“Il “Test Type”.E’ il primo EVA che sia mai stato costruito.Sei stata la prima pilota a guidare un EVA vero?” gli domando incuriosito.
“Sì” mi risponde senza battere ciglio.
“E infine c’è Asuka Soryu Langley. Pilota dell’EVA-02.”
“Il serial Type prodotto in Germania.”
Non me la sento di chiederle se è figlia di Kyoko.
“Lei è tedesco?Ha a che fare con la Nerv europea?Conosce il signor Kaji??”
“Ehi! Quante domande! Si vede che sei curiosa!
Non sono tedesco ma italiano,in un certo senso ho a che fare con la Nerv europea e ,sì, conosco il signor Kaji.” le rispondo.
Appena nominato il nome Kaji , Katsuragi si volta verso di me sorpresa da questa risposta.
“E dov’è che ha conosciuto il signor Kaji??” mi domanda Asuka
“Vedo che ti interessa il signor Kaji, eh?”
Asuka diventa rossa e sorride.
Shinji, si volta dall’altra parte come se fosse contrariato.
Rei è impassibile intanto.
“E’ una storia molto lunga da raccontare” le rispondo.
“Magari un'altra volta, ok?”
“Ok….”mi risponde con un po’ di tristezza.
Intanto che i ragazzi si avviano verso l’uscita Katsuragi mi si pone davanti e mi chiede con tono curioso: “Dov’è che hai conosciuto Kaji precisamente?
“Non saprei da dove cominciare comandante Katsuragi….”
“Mi chiami Misato.E’ più confidenziale…..”
“Ah! Ok Misato. Dunque…”
“Vuole venire a cena da me stasera?Così ne parliamo più comodamente.” mi propone senza indugio.
Un po’ sorpreso da quest’ invito le rispondo: “ Va bene, a che ora?”
“Alle 7.30 andrebbe bene. Ci sentiamo! A dopo…..”mi risponde uscendo dalla stanza.
…..
Non sapevo che a Misato interessasse così tanto Kaji….
Mi aveva parlato di una sua vecchia fiamma ai tempi dell’università…che sia lei?
Però è parecchio strana questa Misato. Come tutti d’altronde!
……Però stasera sarò a casa di Misato da solo insieme a lei….
……forse invece di parlare di Kaji …….vorrà ……..!!!
……Adesso è meglio che non mi faccia strani viaggi…..
Comunque anche questi sono i soliti pensieri….no?
Il sole sta tramontando e sono ancora davanti all’ entrata principale della Nerv.
Avessi una macchina…. Aspetto l’autobus.
Arrivato al mio appartamento preparo i primi appunti da mandare ai miei ragazzi.
Da quello che ho visto oggi la Nerv ha a disposizione un potenziale bellico assai minore di quello della Seele. Dovrò sapere di più in merito al comandante Ikari.
Non vorrei che scoppiasse una nuova guerra….
Mi cambio i vestiti e esco dal appartamento.
Misato mi starà aspettando……
Non è molto distante casa sua da qui.
Decido di andare a piedi.
Vive in questo complesso di palazzoni?
Non pensavo che un dirigente militare della Nerv potesse vivere in un posto simile.
Si vede che mi sono fatto un idea sbagliata della Nerv…….meglio così comunque.
Chissà se avrà preparato una cenetta per due…..
Io e lei da soli tutta sera…… Hi! Hi! Hi!
Suono il campanello.
Sento i suoi passi venire verso di me.
Apre.
……….
“Shinji?”
“Devo aver sbagliato appartamento, sto cercando quello di Misato..”
“Ehm…no . In realtà è questo l’appartamento di Misato. Vivo assieme a lei e a Asuka.” Mi risponde.
“Ah….”l’unica cosa che riesco a dire.
“Misato mi aveva detto che sarebbe venuto a cena da noi…….le piacciono i cibi precotti?” mi domanda un po’ imbarazzato.
“Cibi precotti?!”
“Oh, benvenuto nella mia umile dimora! Prego venga a sedersi.”
Misato mi invita a sedere al tavolo dove ci sono un sacco di lattine di birra e di spezie tipiche giapponesi.
“Tra poco sarà pronto,questione di pochi minuti!” avverte Misato.
“ Ah! Sì va bene!” le rispondo.
Nel frattempo io e Shinji incominciamo a conversare. Non dimostra più timidezza di fronte a me. Penso che ormai non mi consideri più un estraneo, anche se sono qui soltanto da due giorni.
“Non hai detto che anche Asuka vive qui?” E dov’è?” gli domando.
“Ah, non so. Penso sia in camera sua. Vado a chiamarla?”
“No,non la disturbare. Tra un po’ arriverà per la cena.”
A un tratto sentiamo una voce provenire da una stanza.
“Ehi! Stupido! Ti avevo detto di non usare il mio dentifricio per lavarti i denti! Quante volte te lo dovrò ripetere?”.
E’ la voce di Asuka.
Shinji arrossisce e con voce bassa, stile cane bastonato, dice:
“Scusa…”.
Che scena ragazzi! Trattenevo a stento le risate! Sembrano marito e moglie che litigano per cose ridicole. Tipico da sposati.
Asuka, che non si è ancora accorta della mia presenza, entra in sala da pranzo con aria incazzatissima, e prima che si mettesse a urlare di nuovo mi vede e dice cambiando totalmente tono di voce:
“OH! Lei è l’amico del signor Kaji! Che piacere averla qui!”
“E tu stupido! Non potevi avvertirmi che c’erano ospiti?!” dice a Shinji urlando.
“Ma…ma….non volevo disturbarti…”replica shinji timidamente.
“Sei il tipico ragazzo senza spina dorsale. Sei proprio un BAKA*!” *(BAKA=STUPIDO)
Intervengo in modo da risolvere la situazione.
“Su…su… non lo trattare così. Infondo è colpa mia se non è venuto a chiamarti.”
“Ah…..ok. Comunque rimarrà sempre un BAKA!”
Misato entra nella sala da pranzo con aria trionfante. In mano ha un vassoio con quattro piatti.
Serve me per primo dicendomi:
“Questo è un tipico piatto giapponese, l’okonomiyaki.
E queste sono delle polpette di pesce, le kamaboko.”
“Signorina Misato,oggi ha comprato dei piatti veramente buoni!”.dice inconsciamente Shinji.
Dato che Misato non voleva far sapere che la cena l’aveva comprata, come fa di solito, le parole di Shinji hanno lasciato di sasso la povera donna.
“Sei il solito guastafeste stupido!!” urla Asuka al povero Shinji.
“Non si preoccupi signorina Misato. Non sono un tipo che giudica le persone. A me basta avere la vostra compagnia.”
Parole giuste al momento giusto.
“Ah, sa com’è….visto che sono sempre impegnata con il lavoro non ho mai tempo per cucinare…e poi avendo due ragazzi da accudire il tempo che dedico alle faccende non è molto….ma a me va bene così! Ora però cominciamo a mangiare! Buon appetito!”
Incominciamo a mangiare. Shinji e Asuka non si guardano nemmeno,Misato ha già bevuto due lattine di birra e io……..però….buono questo okonomiyaki!
So perché mi ha invitato a cena. Oltre a saperne di più su Kaji vorrà anche scoprire perché sono qui e le mie intenzioni……meglio stare attenti. So cosa dire.
Finito di mangiare Misato mi propone di bere un po’ di sake e io non disdegno certo la proposta. Ai ragazzi porta un tè e per noi due una bella bottiglia di alcool.
Intanto i due ragazzi non si squadrano di un millimetro. Che tipi!
“Adesso che abbiamo finito possiamo parlare un po’ ” dice Misato.
“Allora….come ha conosciuto il signor Kaji???”mi domanda Asuka con la stessa curiosità di quando me lo domandò alla Nerv.
“Non saprei da dove incominciare…..è un po’ lunga la storia….” rispondo
“Non si preoccupi,siamo molto interessati alla sua storia…..vero Shinji?”chiede Asuka al povero ragazzo.
“Eh? Oh….sì,sì certo!” si vede che stava pensando ad altro.
“Oh,bhe! se insistete……...tutto cominciò durante il second impact.
Mi trovavo a scuola quel giorno e per puro caso riuscii a trovare scampo alla morte nascondendomi in una cantina di una vecchia casa.
Rimasi li dentro per due giorni senza bere ne mangiare.
Fuori intanto c’era il finimondo.
La gente urlava. Non sapeva dove andare.
Le madri cercavano i figli sotto le macerie dei palazzi crollati.
Io che allora avevo solo 17 anni pensavo solamente ai miei genitori che in quel momento erano in vacanza nel sud Italia.
Io invece ero al nord, in una cittadina nei pressi della Milano di quel tempo.
Purtroppo i miei genitori non li rividi mai più.
Tutta la mia famiglia e i miei ricordi furono spazzati via in un solo giorno.
E come me tutta la mia gente. La generazione del Second impact.
Uscito dal mio nascondiglio vidi la mia piccola città ridotta a un cumulo di macerie.
Assetato e affamato mi diressi verso casa. Ma anche casa mia fu distrutta.
Mi ritrovai a vivere assieme ad altri ragazzi della mia età e nelle mie stesse condizioni in un casolare di campagna.
La voglia di rivedere i miei genitori era forte.
Speravo si fossero salvati.
Però quando seppi che la maggior parte del sud Italia era stato completamente spazzato via da alluvioni e terremoti non ebbi più la forza per sperare”.
“Se vi sto annoiando ditemelo pure” chiesi a Misato e hai ragazzi.
“No,no continui” mi rispose Misato con aria un po’ mestizia.
“Va bene….. passò circa un anno da quando io e quella combriccola di ragazzi ci ritirammo a vivere in campagna. La vita nonostante tutto continuò.
Ma purtroppo non durò a lungo la pace.
Dopo il Second Impact in Europa come nella maggior parte del mondo si creò una condizione di anarchia da cui uscirono molti pretendenti per il potere.
Molti di essi si dedicarono alla ricostruzione, come in Italia; ma altri vollero approfittare dell’occasione per espandere il loro dominio.
L’ Italia era stata divisa in cinque zone autonome per controllare meglio l’amministrazione e i lavori di ricostruzione.
Il mio paese è stato uno tra i più colpiti dalla tragedia. La sfortuna dell’Italia è che è bagnata quasi per intero dal mare ed è una zona ad alta pericolosità sismica.
Alluvioni e terremoti si susseguirono per settimane.
Alla fine gli italiani che rimasero vittime della catastrofe furono quasi 45 milioni.
Dato che Roma fu distrutta si perse l’autonomia centrale dello stato.
Molti dei vecchi governanti portarono via tutti i soldi delle casse statali per poi fuggire in America dove avrebbero trovato nuova vita, lasciando la gente povera abbandonata a se stessa.
L’Italia fu amministrata direttamente dal popolo.
In Italia si formò quindi un governo di stampo popolare, ma in altri stati Europei andarono al potere uomini senza scrupoli con sete di conquista.
Tra di essi c’era Frank Himmer. Un potente generale dell’esercito francese.
I giorni seguenti al second impact, Himmer salì al potere in Francia con la forza.
L’esercito francese non subì danni di gran rilievo e quindi le mire espansionistiche di Himmer potevano essere esaudite.
L’america fu una delle prime nazioni a espandersi territorialmente. Conquistò le zone limitrofe ai confini nazionali,tra cui il canada e gran parte del sudamerica.
La Francia di Himmer volle seguire l’esempio.
Per prima attacco la penisola Iberica.
In Spagna e in Portogallo regnava il caos dopo il second impact,quindi non fu molto difficile per Himmer occupare i due stati. Gli spagnoli non resistettero per più di un mese.
Ora nelle mire espansionistiche di Himmer c’erano i paesi del nord Africa che erano in grave crisi.
Caddero sotto il dominio francese Marocco, Algeria ,Tunisia e Libia.
Dopo questa ascesa dei nazionalsocialisti francesi in Europa e in Africa, il gran consiglio popolare Italiano si radunò per decidere come agire.
La situazione si complicò visto che l’America non decise di intervenire contro i francesi come fece nella seconda guerra mondiale contro i nazifascisti.
Ma anzi, firmarono un patto di non aggressione dove l’America e la Francia potevano spartirsi continente americano e Europa.
Ora l’unica cosa da fare era resistere all’invasione francese.
Infatti Himmer non tardò molto a penetrare in Italia.
La prima offensiva francese partì il 21 marzo del 2001.
Non potevamo fronteggiare i francesi da soli, quindi chiedemmo aiuto prima alla Germania, che si schierò dalla nostra parte non in modo diretto.
Si limitò a fornirci le armi per la resistenza.
Nonostante la mia giovane età partii per il fronte assieme a molti miei concittadini.
I francesi conquistarono parte della zona piemontese in meno di un mese.
Le nostre forze erano scarse. Non solo per la portata delle armi ma anche per il numero di uomini.
Per la lotta di resistenza tutti parteciparono,comprese donne e anziani.
Le prime sconfitte subite pesarono molto sia sul morale che sulle perdite umane.
La maggior parte dei miei amici persero la vita proprio nei primi giorni di guerra.
Avevamo bisogno di aiuto.
Alcuni membri del consiglio popolare si diressero a est.
Diversi stati dell’est governati dal popolo si unirono per aiutarsi a vicenda nella ricostruzione.
Nacque così l’unione degli stati autonomi indipendenti;l’USAI ,di cui fanno parte i paesi baltici,l’Ucraina,la Romania e parte dei territori russi.
La situazione in Europa interessava direttamente l’USAI che fornì all’Italia sostegno militare e economico.
Adesso i francesi potevano essere battuti.
Io finii tra i commilitoni di un comandante russo: Vladimir Kamenev
Vladimir Kamenev era un generale della vecchia Armata rossa.
Infatti un giorno mi fece vedere l’enorme cicatrice che aveva sulla schiena a causa di una bomba durante la guerra in Afghanistan.
Era un veterano Vladimir. Il migliore a mio parere.
Sotto la sua guida ottenemmo grandi vittorie.
Le vittorie sui francesi diedero vita a una serie di rivolte in tutti i paesi occupati.
La Germania dopo aver aspettato a lungo decise di intervenire direttamente.
Ormai era guerra totale.
Le città venivano bombardate giorno e notte, soprattutto in Italia.
La gente ancora una volta in così poco tempo dovette fuggire dalla morte.
Ma ormai la disfatta francese era vicina.
Il 19 settembre del 2002 i francesi si dovettero arrendere nella battaglia di Rivoli.
In prima linea c’era il comandante Kamenev assieme ai suoi commilitoni.
Me compreso
I francesi non si diedero per vinti e continuarono a combattere.
La guerra di liberazione ci spinse fin oltre i confini francesi dove la gente del posto ci accolse come salvatori dopo averli liberati dalla dittatura.
Il centro del potere del regime francese si trovava a Orleans.
I tedeschi in un solo giorno riuscirono a penetrare dentro la città liberandola e ponendo fine alla guerra.
Il popolo francese festeggiò la liberazione per tre giorni di seguito.
Himmer fu trovato morto dai soldati tedeschi. Si pensa al suicidio.
Ora bisognava ricostruire nuovamente.
In Francia dopo la dittatura militare si passò a un governo stile Italiano comandato direttamente da consigli popolari.
A causa della guerra in Italia ci furono grandi perdite.
Ormai non si poteva più contare soltanto sulle proprie forze.
La gente cominciò a scappare dalla distruzione e dalla miseria.
Molti andarono a Est, altri si diressero in Germania e alcuni emigrarono fino in America.
L’Italia ormai era un paese semideserto.
Io non volevo lasciare la mia terra che avevo difeso con tutte le mie forze.
Anche in memoria dei miei parenti e dei miei amici caduti in guerra.
Ma ormai si poteva fare ben poco.
Il comandante Kamenev , dato che mi considerava uno dei suoi uomini più fidati mi propose di venire assieme a lui in Germania.
Alla fine accettai a malincuore.
Durante il viaggio in treno diretti a Francoforte, Kamenev mi spiegò che c’erano molte menzogne su ciò che accadde il 13 Settembre del 2000.
Mi spiegò che non fu un meteorite a distruggere gran parte del pianeta ma un essere venuto da lontano.
Anche Kamenev si aspettava delle risposte concrete da quell’incontro.
Arrivati a Francoforte ci inoltrammo nelle vie della città.
L’incontro era fissato a mezzogiorno. Ci fecero entrare in uno seminterrato dove c’era molta gente di nazionalità differente.
Molti mi squadravano con aria sospettosa dato la mia giovane età.
Durante la riunione si fece luce su molte questioni tenute all’oscuro.
Gli angeli sono il nuovo nemico dell’umanità e vanno combattuti.
Un gruppo di scienziati giapponesi ha cominciato a costruire l’arma definitiva per la salvezza del genere umano.
L’Human shaped final battle weapon. Gli Evangelion.
Ci furono molti contrari a questa iniziativa poiché non si sapeva a cosa si sarebbe andato incontro.
Finora tutte le armi usate contro gli angeli dalle nuove nazioni unite erano state inutili.
In principio c'era il Gehirn , un'agenzia segreta nata subito dopo il Second Impact, con lo scopo di sviluppare gli Evangelion e i tre Super Computer Magi.
Quel giorno stesso nacque la Nerv che sostituì il Gehirn.
L'agenzia speciale Nerv fu creata con lo scopo di combattere gli Angeli.
Esseri in grado di causare il Third Impact che avrebbe provocato la morte di tutti gli esseri umani...
In Giappone era già in atto la costruzione di una base segreta e anche qui in Germania si volle fare lo stesso.
In corrispondenza della Nerv Giapponese si recò in Germania Ryoji Kaji.
Ed è lì che lo conobbi.
Diventammo grandi amici in seguito.”
Misato e i ragazzi sembrano come sbigottiti dalla mia storia.
Il silenzio è interrotto dalla voce altisonante di Asuka.
“Ma allora lei ha contribuito allo sviluppo dell’Eva-02 assieme al signor Kaji.”mi chiede Asuka.
“Sì. Ho contribuito allo svolgimento delle operazioni assieme a Kaji.”
Dopo questa risposta Asuka si è rattristata molto.
A notte ormai inoltrata lascio la casa di Misato salutando tutti per la gentile ospitalità.
Dopo essere uscito dall’appartamento sento una voce che mi chiama nell’oscurità.
E’ Asuka.
“Lei ha conosciuto mia madre vero?”mi chiede con voce afflitta.
………
“Sì. Era una donna veramente eccezionale.”
Asuka comincia a piangere.
“Mi racconti cos’è successo veramente il giorno del test quando mia madre…..” non riesce a terminare la frase che si mette le mani in volto e piange.
……..
“Kyouko ha creduto fermamente nel progetto Eva.
Ha basato la sua vita soltanto sulla salvezza del genere umano.
Ma poi per colpa di quell’incidente………mi dispiace.”
“Grazie”. Mi dice Asuka che torna in casa ancora piangendo.
……..
Uscito dal palazzo mi avvio verso il mio alloggio.
Ormai è notte e la strada è illuminata soltanto dalla luce dei pochi lampioni che si susseguono. Dietro uno di questi scorgo una sagoma nell’oscurità.
E’ Kaji.
Ci avviamo verso il mio appartamento.
“Hai trovato qualcosa di interessante alla Nerv?” mi domanda
“Sì….ma non sono buone notizie.”
“Ho saputo dell’incontro che hai avuto oggi con i 5 del gran consiglio. Hai fatto una specie di dichiarazione di guerra a Keel.
Stai attento. Quell’uomo non scherza.”
“Neanchio scherzo”gli rispondo.
“Sei andato a cena da Misato…..ti ha chiesto qualcosa in merito alla tua permanenza a Neo Tokio 3?”
“No , gli ho solo raccontato la mia storia…..tutto qui.
Meglio non esporre i particolari.
Altrimenti sia te che me saremmo in guai seri”.
“Hai ragione……….Asuka ti ha chiesto qualcosa in merito alla madre?”
“Sì. Ma non gli ho rivelato la verità sull’incidente.
Al momento opportuno gli riferirai che è stata la Seele a manomettere il test di sincronia per farla impazzire.
Io non me la sento di dirglielo”.
“Ok. A domani”.
“A domani”.
E mentre si sta allontanando si gira e mi dice:” Tieni gli occhi aperti!”
“Lo farò” gli rispondo.
Arrivato al mio appartamento noto subito qualcosa di strano….
Qualcuno ha manomesso la serratura della porta.
La porta infatti è aperta.
Dentro è completamente buio.
Sento muoversi qualcosa dietro la porta.
Tiro fuori la pistola.
A un tratto un uomo compare nell’oscurità.
Spinge la porta con estrema violenza contro di me.
Per l’impatto cado a terra.
Vedo l’uomo correre fuori dall’appartamento e scendere giù dalle scale.
Cerco di inseguirlo ma ormai si è perso nella notte.
Entrato nell’appartamento trovo tutta la mia roba buttata all’aria.
Sicuramente stava cercando qualcosa per potermi incastrare.
Sarà un agente mandato dalla Seele.
Devo sbrigarmi a compiere la missione…..
Fine Capitolo 1.
Nota: Ho incominciato a scrivere questa fan fiction il 28 Gennaio 2002.
Oggi 6 febbraio ho finito la prima parte della mia storia.
Adesso penso di prendermi una pausa riflessiva di un paio di giorni per ideare il proseguo della ff. Non so se vi è piaciuta finora….comunque a mio parere è sempre meglio delle solite ff sentimentali… Comunque se avete dei suggerimenti, idee, oppure semplicemente per mandarmi a quel paese potete scrivermi una mail a cavorsi@libero.it
Ciao a presto Andrea
P.s.: il personaggio che parla in prima persona non sono io. Sia ben chiaro.