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GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI
dall'omonimo romanzo di
DOUGLAS ADAMS
adattamento a cura di
FABIO RUSSO
dedicato alla memoria di
DOUGLAS ADAMS
diretto da
ZUCKER-ABRAHAMS-ZUCKER
ESTERNO - LO SPAZIO INTERPLANETARIO
Le stelle disegnano archi e scie nel buio cosmico. Una galassia a spirale entra in inquadratura... ci avviciniamo...
VOCE NARRANTE (JIM CARREY)
Lo spazio è vasto. Veramente vasto. Non
riuscireste mai a credere
quanto enormemente incredibilmente spaventosamente
vasto esso sia.
Voglio dire, magari voi pensate che andare fino alla vostra
farmacia sia
un bel pezzo di strada, ma quel pezzo di strada è una bazzecola
in
confronto allo spazio. Ascoltate... lontano, nei dimenticati spazi non
segnati
dalle carte astronautiche dell'Estremo Limite della Spirale Ovest
della Galassia,
c'è un piccolo ed insignificante sole giallo...
Il Sole entra in inquadratura... vediamo a malapena i pianeti che vi ruotano attorno, finché Giove non occupa per un istante, prima di sparire di colpo, tutta la nostra visuale.
NARRATTORE
A orbitare intorno ad esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di
chilometri c'è,
o meglio c'era, un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita,
discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che
gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione.
La Terra appare, dapprima piccolissima... ci avvicniamo, ne attraversiamo l'atmosfera fino a ottenere una normale veduta aerea di una metropoli qualunque.
ESTERNO - LA CITTÀ' - GIORNO.
La gente va e viene, passeggia e lavora, si ferma ai semafori e fa jogging... tutto scandito dal caotico, freneico ritmo di vita che ha caratterizzato gli ultimi decenni.
NARRATORE
Questo pianeta ha, o meglio aveva, un fondamentale problema:
la maggior parte dei suoi abitanti era afflitta da una quasi costante infelicità.
Un tipo in doppiopetto fa per attraversare distrattamente la strada, riuscendo quasi a farsi mettere sotto da un'auto. Il conducente gli consiglia urlando quale direzione prendere...
NARRATORE
(ridacchia come se avesse sentito anche lui)
Per risolvere il problema di questa infelicità furono suggerite varie proposte,
ma queste per lo più concernevano lo scambio continuo di pezzi di carta,
perlopiù di colore verde…
(Un tipo acquista un hot dog ad una bancarella...
un altro infila una monetina nel parchimetro... un terzo fa bancomat...)
un fatto indubbiamente strano, visto che ad essere infelici non erano i pezzetti di carta, ma gli abitanti del pianeta.
Vediamo un ragazzo in bici che protesta con un poliziotto che sta scribacchiando sul blocchetto delle multe, due uomini che discutono animatamente mentre i due rispettivi cani, un dobermann e un bulldog, si azzannano l'un l'altro quasi a voler rispecchiare lo stato d'animo dei padroni...
NARRATORE
E così, il problema restava inalterato: quasi tutti si sentivano
tristi e infelici, perfino quelli che avevano gli orologi da polso digitali.
Un tipo controlla sorridendo il suo orologio mentre una sostanza biancastra cade dal cielo imbrattandogli la costosa giacca Armani.
NARRATORE
Erano sempre di più quelli che pensavano che fosse stato un
grosso errore smettere di essere scimmie e abbandonare per sempre gli alberi.
Un gruppo di bambini in gita scolastica guardano estasiati una gabbia con al centro un albero, su cui si dondolano alcuni scimpanzè
NARRATORE
E c'erano alcuni che arrivavano a pensare che fosse stato un errore perfino
emigrare nelle foreste,
e che in realtà gli antenati sarebbero dovuti rimanere negli oceani…
Un pescatore attende, ormai spazientito, impugnando una canna da
pesca rimasta immobile troppo a lungo...
La scena si sposta sul vicino
marciapiede... un bar coi tavoli all'aperto, tutti deserti tranne uno, dove
siede, sola soletta, una ragazza.
NARRATORE
E poi, un certo giovedì, circa duemila anni dopo che un uomo era stato inchiodato
ad un palo
per avere detto che sarebbe stato molto bello cambiare il modo di vivere e cominciare
a volersi bene gli uni con gli altri, una ragazza seduta da sola a un tavolo di una piccola caffetteria nel New Jersey
capì d'un tratto cos'era che per tutto quel tempo non era andato per il verso giusto,
e finalmente comprese in che modo il Mondo sarebbe potuto diventare un luogo di felicità.
Questa volta la soluzione era quella giusta, non poteva non funzionare, e nessuno sarebbe stato inchiodato ad alcunché.
La ragazza, il cui volto si é improvvisamente illuminato di un radioso sorriso, scatta in piedi, afferra la borsetta e si accinge ad andar via, quando un'ombra, improvvisa e gigantesca, oscura decisamente la scena. La ragazza guarda verso l'alto, per cercare di capire cosa mai potrebbe proiettare un'ombra così grande...
NARRATORE
Purtroppo. però, prima che la ragazza riuscisse a raggiungere un telefono
per comunicare a qualcuno la sua idea,
successe una stupida quanto terribile catastrofe, e di quella idea non si seppe mai più nulla.
Tutte le persone freneticamente in movimento fino a poco fa, adesso sono ferme e guardano stupefatte verso l'alto... qualcosa che noi non possiamo vedere, ma la cui ombra procede sulla città, estendendosi... come in "Indipendence Day".
L'incauto pedone di poco fa resta fermo in mezzo alla strada, col naso in su... un'auto, il cui guidatore guarda in alto a sua volta, lo investe, portandolo fuori dall'inquadratura.
I due cani smettono di litigare e guardano il cielo, lanciando guaiti di paura... i loro padroni continuano a discutere animatamente...
Il poliziotto alza lo sguardo e fa cadere il blocchetto delle contravvenzioni... il ragazzo che protestava ne approfitta, salta sulla bici e corre via.
Il tipo che stava acquistando l'hot dog e l'uomo della bancarella guardano in alto anche loro... il proprietario della bancarella continua a spruzzare la mostarda che, riempito il panino e la mano del cliente, sta ora ricoprendone le scarpe...
La scolaresca smette di guardare nella gabbia, in alto c'è qualcosa di più interessante... le scimmiette si affacciano alle inferriate, costernate per non esser più al centro dell'attenzione.
Il signore con la giacca Armani si accorge della macchia bianca sulla spalla... alza lo sguardo in cerca dell'animale responsabile... sobbalza trovando nel cielo ben più di ciò che si aspettava...
L'ombra raggiunge e ricopre il pescatore. Questi, arrabbiatissimo, alza lo sguardo...
PESCATORE
Hei, dico, volete spaventarmi i pe...
Dissolvenza in nero.
SCHERMO BUIO.
NARRATORE
Questa non è la storia della ragazza.
È la storia di quella stupida quanto terribile catastrofe, e di alcune sue
conseguenze.
È anche la storia di un libro, un libro intitolato "Guida Galattica per gli
Autostoppisti",
un libro non terrestre e mai pubblicato sulla Terra, e che,
fino al momento della terribile catastrofe, era totalmente ignorato dai terrestri.
Tuttavia, si trattava di un libro notevolissimo.
In effetti, era probabilmente il libro più notevole che fosse mai stato stampato dalla Grande Casa Editrice dell'Orsa Minore,
della quale, pure, nessun terrestre aveva mai sentito parlare.
Ma questo libro non solo è notevolissimo, è anche un libro di enorme successo,
più popolare di
"Costruitevi la Seconda Casa nello Spazio", più venduto di "Altre 53 Cose Da Fare A Gravità Zero",
e più controverso della trilogia filosofico-sensazionale di Oolon Colluphid,
"Anche Dio Può Sbagliare", "Altri Grossi Sbagli di Dio" e "Ma Questo Dio,
Insomma, Chi È?"
In molte delle civiltà meno formaliste dell'Orlo Esterno Est della Galassia,
la "Guida Galattica per gli Autostoppisti"
ha già soppiantato la "Grande Enciclopedia Galattica", diventando la depositaria di tutto il sapere e di tutta la scienza,
perché nonostante presenti molte lacune e contenga molte notizie spurie, o se non altro alquanto imprecise,
ha due importanti vantaggi rispetto alla più vecchia e più accademica Enciclopedia:
Primo: Costa un po' meno;
Secondo: Ha, stampate sulla copertina, in grandi lettere che ispirano fiducia, le parole
"NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO";
Ma la storia di quello stupido e terribile giovedì, delle sue straordinarie conseguenze,
e di come queste siano indissolubilmente legate al detto libro, comincia
in modo semplice…
comincia da una certa casa...
ESTERNO - LA PERIFERIA DELLA CITTÀ' - GIORNO
Sono le prime ore del mattino. L'inquadratura predilige una
piccola casetta a due piani, non particolarmente bella, anzi, decisamente
bruttina e insignificante. Ci avviciniamo e leggiamo sul campanello la
scritta:
"Arthur Dent, Radiotecnico"
Il suono di una sveglia attacca
all'improvviso i nostri timpani.
INTERNO - LA CASA - GIORNO
Vediamo la sveglia, un vecchio modello a molla, che segna le sette
del mattino. Una mano la raggiunge e, dopo aver tentato invano di trovare il
tasto per tacitarla, la afferra e la lancia giù dal comodino. La sveglia rotola
per terra, accanto ad una decina di bottiglie di Bud vuote... il suo
scampanellìo é calato di timbro, ma non é cessato.
Da sotto le coperte del
letto lì vicino, emerge il proprietario della mano, Arthur Dent. Ha la barba
lunga da almeno due giorni, un'epressione chiaramente assonnata e un aspetto
complessivo da gettare via.
Prova a tirarsi in piedi... rovinando
ingloriosamente al suolo. Si afferra al comodino, fa per rialzarsi, ma riesce
solo a tirarselo addosso...
ESTERNO - VICINO ALLA CASA - GIORNO.
Un grosso bulldozer giallo si avvicina, zigzagando rumorosamente sui cingoli.
Zoom out.
Continuiamo a vedere il bulldozer, ma attraverso una delle finestre della casa, che gli fa da insolita cornice. Sul lato inferiore della finestra si aggrappano le mani di Arthur, che riesce finalmente a tirarsi in piedi e, rivolgendoci le spalle, guarda attraverso la finestra.
ARTHUR
(biascicando)
Ah... già...
ESTERNO - I DINTORNI DELLA CASA DI ARTHUR - GIORNO.
Il terreno attorno alla casa è umido e fangoso a causa della pioggia del giorno prima. Un uomo in un abito elegante ed un elmetto di plastica gialla in testa controlla alcune planimetrie disposte su un tavolino da cantiere e urla indicazioni al conducente del bulldozer.
UOMO
Ok, Stan... devi buttar giù quella sezione, per prima...
CONDUCENTE BULLDOZER
D'accordo, Mr. Prosser... ma come faccia mo per le
fondamenta?
UOMO (Mr.PROSSER)
Già, dannazione...
(estrae un cellulare dalla
tasca)
...aspetta, faccio venire un'autobetoniera... una bella colata di
cemento,
ecco quel che ci vuole!
(si rivolge agli altri operai, una deina
in tutto)
Piuttosto, qualcuno di voi ha controllato se Dent é in
casa?
(volgendosi dall'altra parte)
Ehi! Dite all'altro bulldozer di
avvicinarsi!
INTERNO - IL BAGNO NELLA CASA DI ARTHUR - GIORNO.
Un tinello. Lo specchio, del tipo montato su un braccio snodato, é
male orientato e riflette il soffitto. Una mano entra in scena e lo raddrizza.
Per un istante, poco prima che il viso di Arthur occupi gran parte dello
specchio, questo riflette il panorama all'esterno della finestra... e un secondo
bulldozer, più piccolo...
Arthur riorienta lo specchio e osserva di riflesso
il secondo bulldozer... c'é un tipo con un elmetto giallo che sta gesticolando
verso il conducente... lo specchio torna al suo posto.
Arthur fa scorrere un
po' l'acqua nel lavabo e intanto si guarda la lingua allo specchio... anch'essa
sembra tinta di giallo...
ESTERNO - DINTORNI DELLA CASA DI ARTHUR - GIORNO
Una piccola folla di sfaccendati e curiosi si é raccolta attorno
alla casa. Riusciamo a distinguere solo alcune frasi dai loro bisbigli: "Arthur
é rimasto giù al pub tutto ieri sera, a parlarne!"; "Ah, avrebbe passato tutta
la sera al pub anche se non avesse avuto nulla di cui parlare"; "Certo, però,
é un peccato...": "Meglio così, credete a me, finalmente si leverà dai piedi,
quel buono a nulla!"
Alcuni operai stanno sistemando delle transenne e delle segnalazioni di imminente
demolizione. Mr. Prosser sbraita ordini a destra e manca, i bulldozer, tre
in tutto, hanno ormai circondato l'abitazione.
La porta della casa si apre e ne esce Arthur, sbarbato e vestito di tutto
punto. Indossa un impermeabile giallo.Fa un cenno di saluto ai conoscenti
mescolati alla folla e, con passo sicuro e spedito, raggiunge il bulldozer
più grande e si stende al suolo, giusto tra esso e la casa..
Mr.PROSSER
(sopraggiungendo, di corsa)
Su, Mr.Dent, la pianti! Non può
farcela, e lo sa...
non può restare disteso davanti al bulldozer
all'infinito!
ARTHUR
Ne é sicuro?
(si accomoda meglio nel terriccio)
Io sono
pronto a resistere...
Vediamo chi si stanca per primo!
Mr.PROSSER
Temo che dovrete accettare la cosa per forza!
(si rigira
nervosamente l'elmetto giallo tra le mani)
La tangenziale va fatta e sarà
fatta!
ARTHUR
Oh, questa é bella! E perchè mai andrebbe fatta?
Mr.PROSSER
(sorpreso)
Come sarebbe a dire "perché"?
É una
tangenziale... le circonvallazioni sono necessarie!
NARRATORE (VFC)
Le tangenziali sono soluzioni che permettono a certuni di
muoversi molto
rapidamente da un punto A ad un punto B, mentre certi altri si
muovono molto
rapidamente dal punto B al punto A. Gli abitanti del punto C,
posto tra A e B,
passano il tempo a domandarsi cosa ci sia di tanto
importante in A da attrarre
tutti quelli che abitano in B, e viceversa... e,
soprattutto, quando tutti costoro si
decideranno a scegliere una dimora
fissa. Comunque, in quel momento, Mr.Prosser
avrebbe voluto trovarsi nel
punto D, cioé in qualsiasi posto, purchè adeguatamente
lontano dalla casa di
Arthur Dent... e, possibilmente, spendere la maggior parte del
suo tempo
libero in E, cui doveva corrispondere il suo bar preferito....
Mr.Prosser si guarda attorno. Gli operai e la folla, resisi conto di ciò che sta accadendo, ridacchiano neanche troppo sommessamente. È fin troppo chiaro che almeno il 50% delle risate sono destinate a lui. La rabbia lo fa arrossire violentemente.
Mr.PROSSER
Avevate tutto il diritto di protestare quando era il momento,
Mr.Dent!
ARTHUR
Oh, il momento! E quando sarebbe stato, questo momento?
La prima
volta che ho sentito parlare di questa storia é stato
ieri mattina, quando un
operaio é venuto in casa!
Gli ho chiesto se era venuto a lavare i vetri delle
finestre, ma
lui mi ha risposto che no, era venuto a demolirmi la
casa!
Ma, naturalmente, non me lo ha detto subito. Oh, no.
Prima mi ha pulito un paio di vetri e mi ha chiesto dieci dollari.
Poi me l'ha detto!
Mr.PROSSER
Ma, Mr.Dent, sono nove mesi che i piani del progetto sono
disponibili
al pubblico, nel locale Ufficio Viabilità e Traffico...
ARTHUR
Oh, sì, sì! Infatti, appena ho saputo, mi sono precipitato in
Municipio
per vederli... e non posso certo dire che vi siate sforzati molto
di
richiamare l'attenzione sul progetto, vero?
Vi siete ben guardati dal
parlarne...
Mr.PROSSER
Ma i piani sono esposti al pubblico in un albo...
ARTHUR
...che si trova nello scantinato del palazzo!
Mr.PROSSER
Ma é quello l'ufficio di consultazione per il pubblico!
ARTHUR
Non c'era neanche la luce!
Mr.PROSSER
Si saranno fulminate le lampadine!
ARTHUR
Ma se mancava anche la scala!
Mr.PROSSER
(spazientito)
Oh, insomma! Li avete trovati o no, questi
piani?
ARTHUR
Li ho trovati, li ho trovati... l'albo era chiuso a chiave in un
casellario
che si trovava in un cesso fuori servizio sulla cui porta era
stato affisso
il cartello "ATTENTI AL LEOPARDO".
Mr.Prosser rimane senza argomenti per un istante. Alza lo sguardo verso la casa.
Mr.PROSSER
Non é mica tanto bella, la vostra casa...
ARTHUR
Si dà il caso, però, che a me piaccia!
Mr.PROSSER
La tengenziale vi piacerà ancora di più, vedrete!
ARTHUR
Ma smettetela! Smettetela e andatevene, e portatevi dietro
la
vostra stramaledetta tangenziale! Non avete alcuna possibilità,
e lo
sapete!
Poco distante, dietro le transenne che delimitano la zona in
demolizione, la gente si accalca cercando di capire cosa si stanno dicendo i
due.
Da dietro le transenne, vediamo di spalle un uomo in abito grigio che
scavalca le barriere e si dirige verso Arthur e Mr.Prosser. L'uomo in grigio
porta un piccolo zainetto di cuoio su una spalla. Lo seguiamo man mano che si
avvicina, riuscendo anche a cogliere alcuni brani di quanto Mr. Prosser stia
dicendo ad Arthur:
Mr.PROSSER
...È per il bene della comunità, per l'avanzata del
progresso!
Anche a me hanno buttato giù la casa, una volta, sapete?
Ma io
non ho in alcun modo ostacolato l'avanzata del progresso!
Mr. Prosser fa un gesto come a dire "ma che parlo a fare?" e si
allontana, andando incontro al rappresentante degli operai che gesticola verso
di lui, indicando spazientito il suo orologio da polso (digitale)
Noi
continuiamo ad avvicinarci ad Arthur, ancora sdraiato nel fango, finché un'ombra
non lo copre parzialmente e lo spinge a voltarsi verso di noi.
ARTHUR
(sorpreso)
Ford! Ciao, come stai?
L'inquadratura gira, ora possiamo vedere l'uomo in abito grigio, nonché proprietario dell'ombra, in faccia.
FORD
Ciao, Arthur, bene, grazie... senti, hai da fare?
ARTHUR
Se ho da fare? Non vedi? Mi tocca stare sdraiato qui,
sennò
quei bulldozer hanno via libera e mi buttano giù
la casa ma, a parte
questo...
no, non ho niente di speciale da fare, perché?
Ford rimane un attimo interdetto, poi:
FORD
Bene, allora, c'é un posto tranquillo dove possiamo parlare?
ARTHUR
Cosa?!
Ford guarda un attimo il cielo, poi torna a fissare Arthur.
FORD
Dobbiamo parlare!
ARTHUR
Bene, allora... parla!
FORD
...e bere. È di vitale importanza che parliamo e beviamo.
Subito.
Andremo giù al pub.
(torna a scrutare il cielo)
ARTHUR
(spazientito)
Senti, ma non capisci?
(indica
Mr.Prosser)
Quell'uomo vuole buttar giù la mia casa!
FORD
(guarda Prosser)
Beh... può farlo benissimo anche se tu non ci
sei, ti pare?
ARTHUR
(gridando)
Ma io non voglio che lo faccia!
FORD
Ah!
ARTHUR
Senti, Ford... cos'hai, oggi?
FORD
Niente. Non ho niente. Ascolta.
Devo dirti una cosa che non
potresti mai immaginarti.
Devo dirtela adesso, subito.
E devo dirtela
mentre siamo al pub.
ARTHUR
(piagniucolando)
Ma perché devi dirmela proprio al pub?
FORD
(lo squadra un istante)
Perché avrai bisogno di una bella
bevuta...
Ford fissa Arthur. Arthur fissa Ford. L'inquadratura si allontana... uno stormo di anatre passa sopra di loro, starnazzando. Un'autobetoniera, sullo sfondo, passa dalla sinistra alla destra dello schermo.
ARTHUR
Ma.... e la mia casa?
Ford osserva Prosser, che sta discutendo animatamente coi suoi operai, che lo hanno ormai accerchiato.
FORD
Vuole buttarti giù la casa?
ARTHUR
Sì, perché vogliono costruire...
FORD
E non può farlo perché tu stai sdraiato qui?
ARTHUR
Sì, e...
FORD
(incamminandosi)
Sono sicuro che riusciremo ad arrivare ad un
accordo.
(si rivolge a Mr.Prosser e grida)
Scusate!
Prosser si volta verso la voce.
Mr.PROSSER
(sottovoce)
Oddio, eccone un altro...
(si avvicina a
Ford)
Si? Buongiorno! Allora... é rinsavito, il caro Mr. Dent?
Prosser raggiunge Ford, poco distante da Arthur, che é ancora steso nel fango.
FORD
Supponiamo che non lo sia affatto...
Mr.PROSSER
(sospirando)
Ebbene?
FORD
E supponiamo anche che abbia intenzione di restar lì sdraiato tutto
il giorno...
Cosa debbono fare, i vostri operai, restare tutto il giorno qui
senza far niente?
Mr.PROSSER
(perplesso)
Eh? Sì... può essere di sì...
FORD
Se siete già rassegnato a tutto questo, non avete bisogno che lui se
ne stia
sdraiato nel fango tutto il tempo, no?
Mr.PROSSER
(incredulo)
Cosa?
FORD
(pazientemente)
Non avete realmente bisogno che lui stia qui!
Mr.PROSSER
(confuso)
Beh, no... non é esattamente un bisogno..
FORD
(contento d'esser venuto al punto)
Dunque, se voi vi diceste
disposto a dare per scontato
che lui sia realmente qui, lui ed io potremmo
sgattaiolare
fino al pub e starci una mezz'ora. Cosa ve ne pare?
Mr.PROSSER
(come assecondasse un folle)
Mi pare... assolutamente
ragionevole...
FORD
...e se voleste fare anche voi una scappata
al pub, dopo...
potremmo ricambiarvi il
favore coprendovi l'uscita!
Mr.PROSSER
Vi... ringrazio molto... siete molto gentile...
(si leva
l'elmetto giallo e torna a rigirarselo in mano)
FORD
Allora, se siamo d'accordo, vi dispiacerebbe
venire a sdraiarvi
qui?
Mr.PROSSER
Cooosa?!
FORD
Ah, scusate... forse non mi sono spiegato molto bene.
Qualcuno
deve pur star sdraiato davanti ai bulldozer, no?
Sennò, niente impedirebbe
più a questi di avanzare e demolire
la casa di Mr.Dent, no?
Mr.PROSSER
Cosa...?
FORD
(calmissimo)
É semplicissimo. Il mio cliente, Mr. Dent, dice che
smetterà di
star sdraiato qui nel fango a patto che voi veniate qui a
prendere
il suo posto!
ARTHUR
(urlando)
Ma cosa diavolo stai... Ahi!
Ford ha assestato un calcio su una mano di Arthur, per farlo tacere.
Mr.PROSSER
(ribadendo per assicurarsi d'aver capito)
Volete che io vada
a sdraiarmo là...
FORD
Precisamente.
Mr.PROSSER
Davanti ai bulldozer?
FORD
Proprio lì.
Mr.PROSSER
Al posto di Mr.Dent?
FORD
Esatto.
Mr.PROSSER
(piagniucolando)
Nel... fango?
FORD
Sì, nel, come dite voi, fango...
Mr.PROSSER
E, se io mi sdraio lì, voi promettete che porterete Mr.
Dent
giù al pub con voi?
FORD
Ve lo prometto.
(si volta verso Arthur)
Su, alzati e lascia il
posto al signore...
Arthur si alza lentame,te, incredulo sia riguardo quello che sta
facendo, sia sul discorso che ha appena ascoltato.
Ford fa un cenno a
Mr.Prosser che, triste e goffo, si stende nel fango, nel punto esatto in cui
prima si trovava Arthur.
Mr.Prosser si accomoda, per quanto possibile. Il
fango gli entra nei vestiti e gli cola dentro le scarpe. Prosser chiude gli
occhi, cercando di non mettersi a piangere.
FORD
(severo)
E non provatevi ad essere così meschino da
buttar giù
la casa di Mr.Dent mentre lui è via, chiaro?
Mr.PROSSER
(sempre con gli occhi serrati)
Quest'idea non mi ha nemmeno
sfiorato!
Mr.Prosser apre gli occhi e guarda per un istante il gruppetto di
operai ai suoi ordini. Lo guardano increduli e stupefatti, poi scoppiano in una
violenta, maligna risata.
Prosser richiude gli occhi, si tappa le orecchie
con le dita e affonda la nuca nel fango.
ARTHUR
(preoccupatissimo)
Ma... dici che possiamo fidarci di lui?
FORD
Io sono disposto a fidarmi di lui fino alla fine del mondo!
ARTHUR
Beh, allora...
FORD
(poggiando il braccio sull'impermeabile giallo di Arthur, tutto
sporco di fango)
Andiamo... abbiamo bisogno di bere...
INTERNO - PUB "HORSE & GROOM" - GIORNO
Nonostante sia mattina, il pub non manca certo di clienti. Ford e Arthur entrano nel locale. Ford si siede su uno degli sgabelli al bancone, e Arthur lo segue a ruota.
FORD
(al barman)
Sei pinte di Guinnes, per favore!
E presto... il
mondo sta per finire!
Il barman, un uomo sulla sessantina, lo guarda da sopra i suoi occhiali da astigmatico. Ford non lo nota neppure... sta scrutando il cielo attraverso la vetrina del pub. L'attenzine del barman si sposta su Arthur, che si stringe nelle spalle, come per dire "ne so quanto te".
BARMAN
(mentre spilla le birre)
La fine del mondo? Se non altro, per
l'occasione fa bel tempo!
Allora, Ford... vedrai la partita dei Mets, oggi
pomeriggio?
FORD
(voltandosi)
No... non ha senso!
(torna a scrutare il
cielo)
BARMAN
Ah! Secondo te, il risultato é scontato!
FORD
(senza voltarsi)
No... é che il mondo sta per finire!
BARMAN
(sorridendo)
Beh, certo sarebbe un bel modo di farla franca, per
gli Yankees...
FORD
(voltandosi, serio)
No, non un bel modo, direi!
BARMAN
(sospira)
Oggi sei più strano del solito... eccoti le sei
pinte...
Il barman poggia i sei bicchieri sul bancone.
FORD
(ad Arthur)
Comincia a bere, hai trepinte da far fuori!
ARTHUR
(incredulo)
Tre pinte? Ma... non sono neanche le dieci del
mattino!
FORD
(serio)
Il tempo é un'illusione... e le dieci del mattino sono
una
doppia illusione!
ARTHUR
Dovresti mandarlo al "Reader's Digest".
Dedicano una pagina, a
gente come te...
FORD
Bevi la birra...
ARTHUR
Ma... perché dovrei berne tre pinte, così d'improvviso?
FORD
(paziente)
Perché ti fa rilassare i muscoli...
e presto avrai
bisogno di farli rilassare!
ARTHUR
I muscoli?
FORD
I muscoli.
ARTHUR
(pensando ad alta voce)
Ho fatto qualcosa di male oggi, o il
mondo é sempre stato così
ed io ero troppo rinchiuso in me stesso per
accorgermene?
FORD
E va bene, tenterò di spiegarti.
Da quant'è che ci conosciamo?
ARTHUR
Ehm, da cinque anni, forse sei...
Allora, le cose sembravano
avere più senso...
FORD
Bene, come reagiresti se ti dicessi che non sono
inglese, ma vengo
da un piccolo pianeta nelle
vicinanze di Betelgeuse?
ARTHUR
(stringendosi nelle spalle)
Non so... perché, è questo il tipo
di cosa che
devi dirmi?
FORD
(rinunciando ad ogni altro tentativo)
Bevi.
(poi, con
naturalezza)
Il mondo sta per finire.
ARTHUR
(guardandosi attorno per capire se qualcun altro ha
sentito)
Oggi dev'essere giovedì... non sono mai riuscito a capirli,
i
giovedì...
ESTERNO - LO SPAZIO ATTORNO ALLA TERRA
Alcune dozzine di strani ed enormi oggetti di colore giallo, vagamente simili a mattoni, entrano nell'atmosfera in formazione, per poi romperla e prendere ognuno una propria direzione.
INTERNO - LO ZAINO DI FORD - GIORNO
Uno strano apparecchio, vagamente simile ad un telecomando, inizia a produrre un ronzìo intermittente. Una lampadina rossa si accende e spegne in concomitanza con il suono.
INTERNO - IL PUB "HORSE & GROOM" - GIORNO
Ford apre il suo zaino, guarda dentro per un istante, poi si volta nuovamente a guardare Arthur.
FORD
Bevi!
Un improvviso, assordante frastuono. Tutti si guardano attorno. Arthur scatta in piedi.
ARTHUR
Cos'è?!
FORD
Oh, non ti preoccupare, non è ancora la fine...
ARTHUR
(riaccomodandosi)
Uff, meno male!
FORD
... è solo la tua casa che viene demolita...
ARTHUR
(scattando di nuovo in piedi)
Cooosa?!!
Arthur corre verso la vetrina e ci guarda attraverso.
ARTHUR
Oh, mio Dio! È vero! Stanno buttando giù la mia casa!
Cosa
diavolo ci faccio io in questo pub ?!
FORD
Non fa alcuna differenza, Arthur...
lascia che si divertano!
ARTHUR
(furioso)
Che si divertano?
(corre fuori)
Gliela faccio
vedere io!
(torna dentro per un istante, indica Ford)
Con te, faccio i
conti dopo!
(corre di nuovo fuori)
ESTERNO - LA STRADA TRA IL PUB E LA CASA DI ARTHUR - GIORNO
Arthur sta correndo per strada. La gente si volta a guardare questo strano tipo in impermeabile giallo, sporco di fango dal collo ai piedi, che urla e inveisce agitando per aria le mani, una delle quali regge un bicchiere di birra mezzo vuoto.
ARTHUR
Smettetela, vandali! Distruttori di case!
Pazzi visigoti!
INTERNO - IL PUB "HORSE & GROOM" - GIORNO
Ford guarda attraverso la vetrina Arthur che corre per strada. Calmissimo, torna al bancone e si rivolge al barman.
FORD
Quattro pacchetti di arachidi.
E il conto, grazie...
BARMAN
(poggia i pacchetti sul bancone)
Ecco. sono venti dollari,
Ford.
Ford poggia sul bancone un biglietto da 100.
FORD
Tieni pure il resto...
BARMAN
(guardando Ford dritto negli occhi, serio)
Ma, allora... il
mondo sta davvero per finire...
FORD
Temo di sì. Fra due minuti circa.
Ford mette in tasca i pacchetti di arachidi, fa un cenno di saluto e corre via.
BARMAN
(serio, si schiarisce la voce e si rivolge a tutti i
presenti)
Signori, fate le ultime ordinazioni, prego.
ESTERNO - LA STRADA, NELLE VICINANZE DELLA CASA DI ARTHUR - GIORNO
Arthur sta ancora correndo e sbraitando.
ARTHUR
Barbari! Farò causa al consiglio! Vi farò sborsare fino all'ultimo
centesimo!
E vi farò impiccare, squartare e sventrare! E poi bollire
finché... finché...
finché non ne possiate più!
Ford sta correndo dietro ad Arthur. Sta correndo a perdifiato. Ma
l'amico è ancora lontano. Improvvisamente, una gigantesca ombra inizia a coprire
le strade, gli edifici, le persone... è la stessa ombra che abbiamo visto in
apertura. Pian piano, tutti spostano lo sguardo in alto, verso il
cielo.
Tutti eccetto Arthur.
ARTHUR
(affannosamente, mentre continua a correre)
...e poi rifarò
tutta l'operazione un'altra volta! E, quando avrò finito,
prenderò tutti i
pezzettini in cui vi avrò ridotto e ci salterò sopra!
I guidatori abbandonano i bulldozer e scappano via. La folla di curiosi si è dileguata. Solo Mr.Prosser è rimasto, come impietrito, al centro dello spiazzo dove sorgeva la casa di Arthur. Sta guardando il cielo.
ARTHUR
(ormai a pochi metri da Prosser)
... e continuerò a saltare
sopra i vostri pezzettini finché non mi verrano
le vesciche ai piedi, e
finché non mi verrà in mente qualcosa di peggio
da farvi, e allora...
A pochi passi dal capocantiere, Arthur inciampa, rotola nel fango e si ferma faccia in su. Per la prima volta, vede ciò che gli altri stanno guardando e sgrana gli occhi. Alza il dito ad indicare.
ARTHUR
(con lo stesso tono furioso di prima)
...e adesso, qualcuno mi
dica cosa diavolo è quella roba!
Per la prima volta, la vediamo chiaramente anche noi. Un immenso lastrone, largo qualche chilometro, fluttua a mezz'aria, a meno di cento metri dal suolo. È di colore giallo. Lo stesso giallo dell'impermeabile di Arthur. Lo stesso giallo della sua lingua quella mattina. Lo stesso giallo dei bulldozer...
Ford si ferma, col fiatone, a pochi metri da Arthur, che giace
ancora al suolo. Mette una mano dentro il suo zainetto e tira fuori
l'apparecchietto a forma di telecomando che si era messo a ronzare prima.
La
luce rossa è ora diventata verde. Ford guarda di nuovo l'oggetto volante, con un
sorriso compiaciuto...
FORD
Tutto si può dire, dei Vogon... tranne che non siano puntuali!
Una voce scaturisce dall'oggetto volante. Con una rapida sequenza di immagini, vediamo che la voce viene trasmessa contemporaneamente da dozzine di altri oggetti volanti gialli in volo sopra le più svariate città della Terra.
VOCE
Terrestri, prestate attenzione, prego.
È il prostecnico Joltz dei
Vogon, rappresentanti
dell'Ente Galattico Viabilità Iperspazio, che vi
parla.
Come indubbiamente già sapete, i piani per lo sviluppo
delle zone
più remote della Galassia richiedono
la costruzione di un'autostrada
iperspaziale che attraversi
il vostro sistema solare, e purtroppo il vostro
pianeta è
uno di quelli che è necessario demolire.
L'operazione durerà
circa due dei vostri minuti. Grazie.
TERRORE OVUNQUE. Dall'America al Giappone, dalla Norvegia all'Australia. Gente che scappa in casa. Gente che scappa fuori di casa.
VOCE
Non ha senso che vi dimostriate sorpresi.
Tutti i piani del
progetto e gli ordini di demolizione
erano disponibili al pubblico da
cinquanta dei vostri
anni, nel locale Dipartimento Viabilità di Alfa
Centauri.
Per cui, avevate tutto il tempo per presentare
eventuali
reclami. È troppo tardi per protestare, ormai.
INTERNO - LO STUDIO OVALE, CASA BIANCA, WASHINGTON D.C. - GIORNO
Il Presidente degli Stati Uniti è seduto sulla sua poltrona, rivolto verso l'ampia finestra dello studio. Ci rivolge le spalle, quindi possiamo vedere solo il suo braccio destro che fa capolino dal lato della poltrona, facendo un gesto al generale a quattro stelle in piedi davanti alla scrivania.
PRESIDENTE (VFC)
Va bene, glielo dica...
Il generale si asciuga il sudore che gli imperla la fronte con un fazzoletto, poi porta un microfono alla bocca.
GENERALE
Egregio prostecnico Joltz... ci duole doverlo ammettere,
ma...
noi non ci siamo mai andati, fino ad Alfa Centauri!
VOCE (OVUNQUE)
Come sarebbe a dire, non ci siete mai andati?
Per la
miseria, Terrestri, è a soli quattro anni luce da voi!
Mi spiace, ma se non
volete nemmeno prendervi la briga
di interessarvi alle vostre questioni
locali, peggio per voi.
Attivare i raggi di demolizione!
Al di sotto di ogni oggetto volante si apre un piccolo foro nero.
VOCE
Bah, maledetto pianeta di menefreghisti!
Non mi fa nessuna
compassione!
Dai fori neri esce una luce accecante. Lo schermo viene investito da un intenso bagliore, che subito si affievolisce. Vediamo uno degli oggetti volanti gialli, poi un altro... poi molti altri... stanno ricomponendo la formazione... al di sotto di essi, adesso, c'è solo il nero vuoto cosmico...
Ci muoviama per un po tra le stelle...
Un pianeta azzurro, posto dall'altra parte della Via Lattea rispetto al punto in cui si trovava la Terra, ci appare sempre più vicino... ne attraversiamo l'atmosfera... il pianeta deve il suo colore alla sua superficie quasi completamente ricoperta d'acqua...
Scritta in sovrimpressione: "PIANETA DAMOGRAN"
ESTERNO - L'OCEANO DEL PIANETA DAMOGRAN - GIORNO.
Nell'immensa distesa d'acqua, distinguiamo una piccola imbarcazione che si muove sulla superficie azzurra con formidabile velocità, producendo al suo passaggio una serie di increspature biancastre.
Ci avviciniamo... sull'imbarcazione, un'avveniristica versione dei
nostri aliscafi, distinguiamo due enormi alieni che vestono quella che sembra
una divisa da parata, ed un umanoide, tutto agghindato anch'egli. Diciamo
umanoide, in quanto l'unica differenza che lo distingue da un terrestre è il non
trascurabile particolare di possedere DUE teste, assolutamente identiche ed
autosufficienti.
L'imbarcazione entra in un modernissimo porto che sorge su
una grossa isola a forma di mezzaluna.
Scritta in sovrimpressione: "ISOLA DI PASQUA"
Alla scritta se
ne aggiunge subito un'altra: "SAPPIAMO COSA STATE PENSANDO, E VI GIURIAMO CHE È
UNA PURA COINCIDENZA"
Entrambe le scritte vengono sostituite da una terza:
"IN LINGUA
GALATTICA, 'PASQUA' SIGNIFICA SIA 'PICCOLA PIANURA' CHE 'CASTANO CHIARO'"
All'attracco dell'imbarcazione assiste una vasta folla... un vero e proprio comitato di benvenuto, multirazziale e multigalattico... uomini-rettili, uomini insetto, rettilo-insettoidi, perfino una variante superintelligente del colore azzurro.
L'umanoide con due teste, scortato dagli alieni in divisa, scende dall'imbarcazione e raggiunge un alto pulpito, attorno al quale orbitano tutta una serie di telecamere volanti. Non appena l'umanoide prende posto, la sua faccia viene ripresa e proiettata con giganteschi ologrammi in vari punti al di sopra dell'udienza.
VOCE
Prende la parola il Presidente della Galassia, Zaphod Beeblebox!
Ululato e applausi dalla folla.
Zaphod saluta il suo pubblico con ampi cenni, dispensando sorrisi a destra e manca (contemporaneamente, visto che può....), poi trae un profondo respiro e parla.
ZAPHOD
Salve!
La folla è in delirio. Zaphod sorride, fa cenni di ringraziamento, cerca di spingere la folla a tacere e farlo continuare. Pian piano, i presenti si quietano.
ZAPHOD
Salve!
A questo nuovo saluto, la folla scoppia in una fragorosa risata. Zaphod, dal canto suo, non riesce a trattenere le lacrime per le risate. Fa un cenno...
Una gigantesca cupola bianca, posta poco dietro il palco, si apre,
rivelando una grossa astronave nuova di zecca, sul cui scafo a forma di
scarpetta da corsa si legge il nome "Cuore d'Oro".
La folla, stupita,
ammutolisce. Zaphod si volta e guarda il meraviglioso veicolo, poi torna a
guardare il suo pubblico.
ZAPHOD
Wow!
La folla esplode in una fragorosa risata. Poi, ammutolisce in attesa del discorso di presentazione. Zaphod respira profondamente e...
ZAPHOD
Wow!
La folla rimane interdetta per un istante, poi torna a ridere di cuore.
ZAPHOD
(ridendo come un matto, ma per altri motivi)
Stupefacente!
Quest'astronave è così stupefacentemente
stupefacente, che credo mi
piacerebbe rubarla!
Il pubblico sbotta in una risata ancora più forte.
Zaphod, ridendo a crepapelle, estrae dalla tasca un oggetto a
forma di palla da baseball e lo lancia per aria... dall'oggetto partono dei
raggi di luce, in tutte le direzioni.
Tutti rimangono paralizzati... come
congelati, nella risata generale. Ma non si sente più nulla. Non un suono. Non
un alito di vento. Non una risata.
Eccetto, ovviamente, quella di Zaphod
Beeblebox che, fregandosi le mani, si dirige verso il "Cuore d'Oro"....
INTERNO - LA STIVA DI UN'ASTRONAVE - BUIO.
Nel buio più assoluto, un fiammifero si accende, proiettando una luce fioca che produce dei giochi d'ombre surreali. L'uomo che regge il fiammifero è Ford Prefect. Ford fa un cenno di ringraziamento alla bassa scimmietta verde in abito da cuoco che gli si trova di fronte. L'essere ricambia il cenno e se ne va. Ford si volta verso il fondo della stanza, dove un corpo giace al suolo, tremante... Arthur.
FORD
(estraendo i sacchetti di arachidi da una tasca)
Ho comprate delle
noccioline.
(le porge ad Arthur, che lo ignora e continua a
tremare)
...su, prendine un po'... se ti capita di venire a contatto con un
raggio di teletrasporto,
il minimo che puoi aspettarti dopo è una leggera
mancanza di sali e proteine...
anche se la birra dovrebbe aver ammortizzato
tutto piuttosto bene...
ARTHUR
(senza voltarsi)
È... buio...
FORD
Sì, è buio.
ARTHUR
...niente luce! Buio, niente luce!
FORD
(paziente e distaccato)
Sì, niente luce... buio... niente
luce...
(gli porge le noccioline)
Come ti senti?
ARTHUR
Come un'Accademia Militare alla festa di diploma dei suoi
cadetti...
continuo a sentire piccoli pezzi di me che se ne vanno via...
Ford non coglie la battuta.
ARTHUR
Cosa rischio, se ti chiedo dove siamo...?
FORD
(sorridente)
Siamo in salvo!
ARTHUR
Oh, bene! E... dove?
FORD
Siamo in una cambusa, nell'astronave ammiraglia della
Flotta
Costruzioni Spaziali Vogon...
ARTHUR
Ah! Questo è un modo di usare il termine "in salvo"
che ancora non conoscevo!
Ford accende un secondo fiammifero, ed inizia a cercare
l'interruttore della luce. Arthur si volta, non vede nulla nell'oscurità, ma
sente un ronzio fastidioso ed insistente.
ARTHUR
Come siamo finiti qui?
FORD
(continuando la sua ricerca)
Abbiamo fatto l'autostop e ci hanno
dato un passaggio...
ARTHUR
Cosa? Vorresti farmi credere che hai tirato fuori il pollice e un
mostro verde dagli occhi d'insetto
è sbucato fuori dicendoci: "Ehi, gente,
saltate su, posso portarvi fino in Colorado!"
FORD
(cerca ancora)
Beh, il "pollice" è un apparecchio ricetrasmittente
di onde sub-Eta, e siamo diretti nel sistema Bernard,
a sei anni luce da qui, e non in Colorado... comunque, sì, le cose stanno più o meno come dici tu...
ARTHUR
E... il mostro con occhi d'insetto?
FORD
È verde, sì...
ARTHUR
(scettico)
Benissimo. Quando posso tornarmene a casa?
FORD
(ha trovato l'interruttore)
Non puoi... schermati il viso, sto per
accendere.
Il locale viene investito da una specie di luce al neon bianca.
ARTHUR
(guardandosi attorno)
Mio Dio... è davvero l'interno di un disco
volante, questo?
INTERNO - UNA SALA ALL'INTERNO DELL'ASTRONAVE -
Due grossi esseri verdi, vagamente simili a mosche, stanno discutendo.
ESSERE #1
...proprio così, prostecnico Jeltz... il comunicato dice di
interrompere ogni demolizione di
pianeti ancora in programma... pare che su
Damogran abbiano sperimentato un nuovo tipo
di propulsione che rende le
autostrade spaziali assolutamente inutili!
ESSERE #2 (ROSTECNICO JELTZ)
Maledizione! Mi hanno fatto fare questa
sfacchinata, arrivare fin su quel pianeta sperduto e,
dieci secondi dopo che
lo demolisco, mi dicono che non serve più! Sai dove potevo
essere,
adesso?
ESSERE #1
Cinque secondi, prostecnico....
PROSTECNICO JELTZ
Eh?
ESSERE #1
....il comunicato... è arrivato cinque secondi dopo la
demolizione, non dieci...
JELTZ
(irritatissimo, si lascia cadere sopra una poltrona)
Sparisci! E
controlla che i dentrassi non abbiano
fatto salire qualche autostoppista
anche stavolta!
INTERNO - LA CAMBUSA DELL'ASTRONAVE.
Non è un bel vedere. Tazze e piatti sporchi e biancheria usata sono ovunque.
FORD
Beh, che te ne pare?
ARTHUR
Squallidino, direi...
FORD
Questa non è mica un'astronave da crociera, sai? Qui siamo negli
alloggi dei Dentrassi.
ARTHUR
Credevo avessi detto che si chiamano Vogon...
FORD
I Vogon sono i proprietari delle astronavi, nonchè i piloti e gli
operai...
i dentrassi sono solo i cuochi di bordo. Sono loro che ci hanno
fatto salire.
ARTHUR
(guardandosi attorno)
Devo dire che sono un po' perplesso...
FORD
(fruga nel suo zaino e ne tira fuori un'aggeggio vagamente simile ad
un palmare)
Su... dà un'occhiata a questo...
ARTHUR
Cos'è?
FORD
È la "Guida Galattica per gli Autostoppisti"... è fatta per darti
qualsiasi tipo di notizia.
ARTHUR
(prende la guida e se la rigira tra le mani)
Uhm, mi piace la
copertina... questa scritta, "Non fatevi prendere dal panico"...
è il primo
consiglio sensato che mi sia stato dato oggi...
FORD
Ti mostro come funziona.
(prende la guida dalle mani di Arthur, la
apre)
Premendo questo bottone si accende... è una specie di
libro
elettronico. Vuoi saper qualcosa sui Vogon?
Basta digitarne il nome su questa
tastiera...
(batte alcuni tasti)
Sul minuscolo schermo della "Guida" appare la scritta"FLOTTA COSTRUZONI STRADALI VOGON"
Una voce elettronica proveniente dalla "Guida" fa il suo esordio.
VOCE
Flotta Costruzioni Stradali Vogon. Cosa dovete fare per
ottenere
un passaggio da loro? Niente. Scordatevelo. I Vogon sono una
delle
razze più antipatiche della galassia: hanno un caratteraccio, sono
invadenti,
insensibili e burocrati. Non alzerebbero un dito per salvare la
loro nonna
dalla Vorace Bestia Bugblatta di Traal, se prima non ricevessero
un ordine
scritto, in triplice copia, e adeguatamente vagliato ed
approvato.
Il modo migliore per farsi offrire da bere da un Vogon è ficcarcli
un dito in
gola, il modo migliore per irritarlo è dare in pasto sua nonna
alla Vorace Bestia
Bugblatta di Traal.
Non permettete per nessuna ragione
al mondo ad un Vogon di leggervi le sue poesie.
ARTHUR
Che strano libro! Ma, se davvero i Vogon non danno
passaggi,
come abbiamo fatto a salire a bordo?
FORD
È questo, il punto.La guida non è aggiornata.Io stavo appunto facendo
ricerche in loco
per la nuova edizione. Ora che i Vogon hanno assunto i
dentrassi, noi stoppisti abbiamo
una scappatoia conveniente per ottenere un
assaggio anche da quegli antipatici....
ARTHUR
Ma chi sono, questi dentrassi?
FORD
Tipi in gamba, i migliori cuochi che esistano Amano la compagnia e
fare dispetti ai Vogon,
ed ecco come siamo arrivati qui. Questa è una delle
cose che uno Stoppista Spaziale deve sapere,
e far sì che lo sappia è il mio
lavoro. Tutto chiaro, adesso?
ARTHUR
(a se stesso)
Chiaro... sorprendente, direi!
FORD
Purtroppo, sono rimasto bloccato sulla Terra molto più tempo di
quanto pensassi.
Dovevo rimanerci una settimana, due al massimo, e invece
sono passati otto anni...
ARTHUR
Ma... allora anche "Ford Prefect" non è il tuo vero nome!
FORD
No, ma ti prego di continuare a chiamarmi così. Il mio vero nome può
essere
pronunciato solo in un vecchio dialetto di Betelgeuse 7. È talmente
complesso
che i miei compagni di scuola mi chiamavano semplicemente
"X"...
ARTHUR
Ma, tu potresti pronunciarlo...
FORD
(scrollando le spalle)
Non l'ho mai imparato. Il mio povero padre
era l'unico che lo sapeva fare...
ARTHUR
È...?
FORD
Ha provato ad insegnarmelo per quindici anni, il mio nome. Poi non ce
l'ha
fatta più ed è morto di vergogna.
ARTHUR
Di vergogna?
FORD
(visibilmente commosso)
È ancora una malattia incurabile, dalle
parti di Betelgeuse....
ARTHUR
Ford, so che può sembrarti una domanda sciocca, ma...
cosa ci
faccio io qui?
FORD
Ma come, ti ho salvato la vita!
ARTHUR
E la Terra?
FORD
La Terra è stata demolita, no?
ARTHUR
Ah, già. Sai, la cosa mi sconvolge un pochino...
FORD
Comprensibile...
ARTHUR
Comprensibile?
(scatta in piedi, adirato)
Comprensibile, dice
lui!
FORD
Ricordati la copertina della Guida
ARTHUR
Cosa?
FORD
"Non fatevi prendere dal panico"
ARTHUR
Non mi sto facendo prendere dal panico!
FORD
Sì, invece!
ARTHUR
E va bene, mi sto facendo prendere dal panico. Cos'altro potrei
fare?
FORD
(armeggiando con qualcosa nello zainetto)
Venire in giro per la
galassia con me e divertirti.
(estrae un vasetto pieno d'acqua dallo
zainetto. Dentro c'è qualcosa)
Adesso, devo metterti questo pesce
nell'orecchio...
ARTHUR
(sforzandosi di mantenere la calma ed essere gentile)
Come,
scusa?
FORD
(improvvisamente distratto)
Zitto! Ascolta, forse è
importante!
ARTHUR
Im... importante? Vuoi dire che questo terribile ronzio...
FORD
È la voce del comandante.... ascolta...
ARTHUR
Ma io non conosco il vogoniano!
FORD
(guardando il vasetto nelle mani)
Ah!
Ford svita il tappo del vasetto e, con mossa fulminea, infila il piccolo pesce giallo contenutovi nell'orecchio destro di Arthur.
ARTHUR
Ma che diavolo...?
PROSTECNICO JELTZ (ALL'ALTOPARLANTE)
Grrr Grrr Buuurp sgnac sgnoc buuurbbano divertirsi. Ripeto il messaggio: Qui è il comandante che vi parla, quindi qualsiasi cosa stiate facendo, smettete di farla e ascoltate. Primo: gli strumenti di bordo mi indicano la presenza di due stoppisti. Ovunque siate, stoppisti, metto subito in chiaro una cosa: non sono diventato comandante di questa flotta per vederla diventare un'agenzia di taxi per voi scrocconi degenerati. Appena vi troveranno, vi farò buttare fuori dall'astronave. Se sarete fortunati, può darsi che prima abbiate la possibilità di ascoltare alcune mie poesie. Secondo: stiamo per raggiungere il sistema di Barnard. All'arrivo all'astroporto, ci fermeremo lo stretto necessario per le manutenzioni, cioè settantadue ore. Tutte le libere uscite sono revocate. Ho appena vissuto un'infelice storia d'amore, quindi non vedo il perchè gli altri debbano divertirsi. Fine del messaggio.
ARTHUR
(esterefatto)
Che persona gentile... vorrei avere una figlia
solo per vietarle di sposare un Vogon!
FORD
Non ci sarebbe comunque pericolo. Il sex-appeal di un Vogon è
paragonabile a quello di
un incidente stradale.
ARTHUR
Cosa fa quel pesce che mi hai messo nell'orecchio.
FORD
Si chiama Pesce di Babele. Consulta pure la Guida Galattica...
Arthur tira fuori la Guida dallo zaino di Ford, avendo cura di non vedere quali altre sorprese vi sono nascoste.La guida, consultata, risponde:
GUIDA GALATTICA
Il pesce di babele è piccolo, giallo e simile ad una
sanguisuga. È l'animale
più strano tra quelli conosciuti, poichè si nutre di
onde cerebrali, ma non di
quelle dell'organismo che lo ospita, bensì di
quelli che si trovano nelle
vicinanze di esso. Poi, defeca nel cervello del
suo ospite una matrice telepatica
formata dai pensieri consci contenuti nelle
onde cerebrali assorbite.
Risultato: se avete un pesce di Babele
nell'orecchio sarete in grado di capire
qualsiasi lingua. Ora, è così
improbabile che un animale utile come questo si sia
evoluto per puro caso,
che molti studiosi trovano nella sua esistenza la prova
decisiva della
non-esistenza di Dio. Lo schema delle loro teorie è il seguente:
Dice Dio:
"Mi rifiuto di dimostrare che esisto in quanto la dimostrazione è
la
negazione della fede"
Risponde l'Uomo: "Ma poichè il pesce di Babele è
una chiara dimostrazione
involontaria della Tua esistenza, Tu, per quanto Tu
stesso asserisci, non esisti,
Quod Erat Demonstrandum."
Replica Dio: "Oh,
povero me, non ci avevo pensato!", e subito sparisce in una
nuvoletta di
logica.
Il teologo Oolon Colluphid ha, con l'esposizione di questa teoria,
fatto scalare
l'hit parade dei best seller al suo recente libro "Cucù! Beh,
dov'è finito Dio?"
Resta il fatto che l'utilissimo pesce di Babele, da quando
scoperto, ha avuto
primaria rilevanza nello sviluppo della storia, in
particolar modo riguardo
guerre che non sarebbero mai scoppiate, se i
contendenti non si fossero capiti
tra loro così bene.
Arthur interrompe la Guida e, dopo un attimo di riflessione:
ARTHUR
Ford!
FORD
Sì?
ARTHUR
Se sei un ricercatore per questo libro, essendo rimasto così a
lungo sulla Terra
immagino avrai raccolto delle notizie su di essa, no?
FORD
Beh, sono riuscito ad ampliare un pochino la vecchia sezione...
ARTHUR
Fammi vedere... ehi, ma qui la Terra non c'è!
FORD
(paziente)
C'è, c'è... guarda subito prima di Tetratetta
Gallumbitis, la Prostituta con quattro seni
di Eroticon VI...
ARTHUR
(controlla meglio)
Coosa? "Innocua"?! È tutto qui, quello che lo
stramaledetto libro ha da dire?
Una sola parola?
FORD
È che i pianeti sono milioni, ma lo spazio nella Guida è limitato...
e poi, al
tempo di quest'edizione la Terra era poco conosciuta...
ARTHUR
Per fortuna, tu ci sei rimasto a lungo. Immagino avrai rimediato
alle carenze...
FORD
Sì, sono riuscito ad inviare un aggiornamento, anche se è stato
tagliato qui e là
per questioni di spazio.
ARTHUR
(richiudendo la guida)
Bene! Allora, cosa c'è scritto,
adesso?
FORD
(tossicchiando, imbarazzato)
"Fondamentalmente Innocua"
ARTHUR
(furioso)
"Fondamentalmente Innocua"?!
FORD
Cos'è questo rumore?
ARTHUR
Sono io che grido!
FORD
No, zitto! Credo che siamo nei guai.
ARTHUR
Ah, tu pensi che siamo nei guai!
Sentiamo passi pesanti in avvicinamento.
ARTHUR
I dentrassi?
FORD
No... questi sono stivali con la punta d'acciaio...
ARTHUR
....e allora chi è ?
FORD
Beh, se siamo fortunati, sono solo i Vogon che vengono
a
prenderci per buttarci nello spazio...
ARTHUR
(rassegnato)
...e se siamo sfortunati?
FORD
Le minacce del Comandante potrebbero essere serie....
potrebbe
leggerci qualcuna delle sue poesie....
INTERNO - LA SALA DEL PROSTECNICO JELTZ.
NARRATORE
Comè noto, le poesie dei Vogn occupa i terzo posto nella
classifica delle peggiori
dell'universo. Il secondo posto spetta agli Azghot
di Kria. Mentre il loro maggior
esponente, Gruntos il Flatulento, recitava
il suo componimento "Ode a un pezzo di
mastice verde che mi trovo sotto
l'ascella in un mattino di mezz'Estate", quattro
membri della giuria morirono
di emorragia interna, mentre il presidente di questa,
per non perdere i
sensi, si staccò una gamba con un morso.
Il primo posto nella classifica è
ormai vacante, essendo appartenuto a Paula Nancy
Millstone Jennings di
Greenbridge, Essex, Inghilterra... perita durante la demolizione
della
Terra.
Ritroviamo i nostri due eroi legati a due sedie per torture.
Davanti a loro, il prostecnico
Jeltz sfoglia i suoi taccuini, scegliendo in
quale dei suoi componimenti esibirsi.
Arthur si volta a guardare Ford, per quanto i legacci gli
permettano di muoversi, e rabbrividisce
nel vederlo sudare nervosamente e
serrare gli occhi come uno che sta per ricevere una martellata
sul
mignolo.
Jeltz, infine, sceglie una delle sue opere e si accinge a recitarla.
JELTZ
(con fare da grande poeta)
Oh, acciacciato grugnosco...
FORD
Aaargh!
JELTZ
... le tue minzioni mi appaiono
come ciance di sebo su luride
api.
FORD
Yeeeaaargh!!!
Arthur, impassibile, è in realtà a un passo dal coma cerebrale.
JELTZ
...Deh! Impiacciami, imploroti,
O sgabazzone
rampante!
Sciasciami, sprusciami, sprusciami con crespi tentachili,
o ti
strapperò gli sputtoni con i miei scassgangli, capito?
FORD
Aaaaargh! Arhh! Uff!
Mentre Ford ansima, quasi sopraffatto dallo sforzo, Arthur fissa ormai il vuoto.
JELTZ
(contemplando soddisfatto)
Ora, terrestrucoli... vi concedo una
semplice scelta!
O vi lasciate buttare nel vuoto interstellare, o...
(fa
una pausa sadica)
...mi dite dettagliatamente quanto vi sia piaciuta la mia
poesia!
FORD
(tra sè e sè)
Allora è finita, siamo perduti!
ARTHUR
(riprendendosi all'improvviso, vivace)
A me è piaciuta davvero
molto.
Ford si volta, guardandolo stupito.
JELTZ
(sorpreso, ma non troppo)
Oh, bene...
ARTHUR
Si, ritengo che alcune delle metafore
fossero poi
particolarmente efficaci...
JELTZ
Sì, continua, ti prego...
ARTHUR
Oh, e, ehm... vi ho trovato anche interessanti soluzioni
ritmiche
che paiono fare da contrappunto al... ehm... al...
FORD
(accorrendo in soccorso)
...al surrealismo della sottintesa
metafora del... uhm...
ARTHUR
...dell'umanità del...
FORD
(suggerendo)
Vogonità!
ARTHUR
Ah, sì, della vogonità -scusate- dell'anima compassionevole del
poeta
che riesce, attraverso il mezzo poetico, a sublimare questo,
trascendere quello,
venire a patti con le fondamentali dicotomie di
quell'altro... per cui si rimane
con la netta e profonda sensazione di aver
penetrato la... la...
FORD
... la sostanza dell'argomento, qualunque esso fosse, di cui la
poesia trattava!
Uff!
Jeltz li osserva per un istante.
JELTZ
Voi asserite, dunque, che io scrivo poesie perchè sotto una scorza
di crudele
e meschina insensibilità nascondo il segreto desiderio d'essere
amato?
FORD
Beh, io dico di sì. Dopotutto, non abbiamo tutti bisogno di...
JELTZ
E invece no! Io scrivo poesie solo per dare ulteriore risalto alla
mia scorza di
crudele e meschina insensibilità! E perciò ora vi butto fuori
dalla mia astronave!
Guardia!
Un'enorme guardia Vogon entra nella sala, strappa i legacci che trattengono i due disgraziati e, caricatiseli sulle spalle, si volta e va via.
FORD
Non potete farci questo! Stiamo scrivendo un libro!
GUARDIA
Inutile resistere!
ARTHUR
Non potete uccidermi adesso, ho ancora mal di testa!
Non posso
presentarmi in paradiso già col mal di testa!
GUARDIA
Inutile resistere!
La guardia esce dalla sala coi due prigionieri.
JELTZ
(riordinando il suo taccuino)
"...paiono fare da contrappunto al
surrealismo della sottintesa metafora..."
Bah! La morte e troppo poco, per
quelli!
INTERNO - IL CORRIDOIO DELL'ASTRONAVE.
La gigantesca guardia Vogon porta Arthur e Ford sulle spalle, tenendoli stretti.
ARTHUR
Pazzesca, una situazione pazzesca!
Lasciami andare, dannato
bruto!
FORD
(non troppo convinto)
Non ti preoccupare, escogiterò
qualcosa...
GUARDIA
Inutile resistere!
FORD
(ignorando la guardia)
...ma non devi inveire. Se ti innervosisci,
come fai a conservare un atteggiamento positivo?
ARTHUR
Cristo! Atteggiamento mentale positivo...
non ti hanno mica
appena demolito il
pianeta, a te! Mi ero programmato la
giornata: cacciar
via gli operai, spazzolare
il cane, rilassarmi, magari leggendo un
po'...
adesso sto per essere gettato fuori da un'astronave
che si trova a
sei anni luce dai resti fumanti della Terra...
(non senza fatica, guarda il
suo orologio digitale)
... e non sono neanche le quattro del pomeriggio!
FORD
E vabbé... ma non farti prendere dal panico, adesso!
ARTHUR
(furioso)
E chi ha detto che mi sono fatto prendere dal
panico?
Al momento, soffro solo di uno shock culturale.
Lo shock da
perdita di civiltà. Ma aspetta che mi cali
veramente nella situazione, che mi
renda veramente
conto di dove sono... allora sì che mi farò prendere
dal
panico!
FORD
Arthur, mi sembri isterico... sta' zitto e fammi pensare!
GUARDIA
Inutile resistere!
FORD
E sta' un po' zitto anche tu!
Ti diverti così tanto?
La guardia si ferma, inaspettatamente.
GUARDIA
(con aria alquanto stupida)
Dicono che urlo bene...
(prende
un respiro)
Inutile resis...
FORD
Sì, sì... ti giuro che urli benissimo...
Ma ti piace davvero
gettare la gente
nel vuoto cosmico?
GUARDIA
(interdetto)
Se mi piace...? Fare questo, tutto il
giorno?
Veramente, mi fa abbastanza schifo...
FORD
E allora perchè lo fai ? Per i soldi? Per le
Ragazze? Per
masochismo?
Arthur guarda i due... non crede alle proprie orecchie.
GUARDIA
Ehm... sì, credo sia per queste ragioni.
La mia mamma diceva
che la guardia spaziale è una
buona carriera... sai, l'uniforme,
la
pistola a raggi paralizzanti...
FORD
Vedi, Arthur? E pensare che tu credi d'avere tanti problemi!
Pensa
a questo povero ragazzo, la cui vita consiste nel gettare
la gente dalle
astronavi...
GUARDIA
... e urlare...
FORD
...e urlare, certo!
GUARDIA
Va be', ma qual'è l'alternativa?
FORD
Smettila di fare ciò che fai, no?!
Dì ai tuoi superiori che non
intendi farlo più.
GUARDIA
(mugugnando un po')
Non sembra una bella idea...
FORD
(inizia a preoccuparsi)
Ma questo è solo l'inizio, capisci?
C'è
di più, molto di più di quanto ti sembri!
GUARDIA
No... credo che, se per voi è lo stesso, farò
meglio a buttarvi
nel compartimento stagno,
lanciarvi nel vuoto e andare a fare alcuni
urli
qua e là, che mi sono rimasti da fare...
FORD
Ehi, senti, pensaci bene! Pensa che devo ancora
perlarti della
musica, dell'arte e di mille altre cose!
GUARDIA
Inutile resistere!
(poi,in tono conciliante)
Vedi, se
continuo così diventerò Ufficiale Urlatore
Superiore... ed è un posto di
prestigio, che di solito
non viene concesso alle guardie che non urlano e
non
gettano la gente nello spazio. Per cui, penso che farò
meglio a tener
duro. Grazie comunque per l'interessamento.
E, detto questo, lancia i due dentro un portello rotondo e lo chiude subito dopo.
INTERNO - IL COMPARTIMENTO STAGNO.
FORD
(urlando e battendo i pugni contro il portello)
Ascolta! C'è un
intero mondo di cui non sai ancora niente!
Nessuna risposta. Ford si siede sul fondo del compartimento.
FORD
Sai, credo che potenzialmente sia un ragazzo intelligente...
Arthur lo guarda per un istante, incredulo.
ARTHUR
(sbottando)
Siamo in trappola, Ford! Il tuo amico
"potenzialmente intelligente"
ci ha gettati in trappola!
FORD
Sì, hai ragione.
ARTHUR
Ma non dovevi escogitare quacosa?
FORD
Oh, sì... ma era qualcosa che implicava il restare dall'altra
parte
di questo maledetto portello!
Una pausa.
ARTHUR
... ma almeno era una buona idea?
FORD
Non l'avevo ancora studiata nei dettagli...
non ha senso parlarne,
ormai.
ARTHUR
E adesso, cosa succederà?
FORD
Beh, tra qualche istante il portello là in fondo si aprirà,
noi
verremo risucchiati all'esterno e asfissieremo.
Naturalmente, se fai un bel
respiro, riuscirai a sopravvivere
per qualche secondo in più... diciamo una
trentina, poi
congelerai...
ARTHUR
Dunque... moriremo.
FORD
Sì, a meno che... ehi, un attimo!
(scatta in piedi e corre
dall'altra parte del compartimento)
Cos'è quel pulsante?
ARTHUR
Cosa? Dove?
FORD
No, niente, mi sono sbagliato.
Credo che, dopotutto,
moriremo...
ARTHUR
(sconsolato)
Sai, è in momenti come questo che vorrei aver fatto
come diceva
mia madre...
FORD
E cosa diceva tua madre?
ARTHUR
Non so, non la stavo ad ascoltare. La Terra non esiste più.
La
Statua della Libertà non esiste più. I McDonald's non esistono più.
Tutto
quel che rimane siamo io e le parole "fondamentalmente innocua".
Tra poco
quel portello si aprirà... e rimarranno solo quelle due parole.
Un ronzìo, un sibilo e... Arthur e Ford vengono sparati nello spazio come tappi di Champagne.