Alice  |  Tin.it  |  Foto album |  Disco remoto |  Community 


 

Di Valeria Chicchi Di più” Giugno 2004

 

 

Il ballerino parla del suo passato difficile e del riconoscimento che ha ottenuto

Ora è l’ambasciatore Kledi

“Il mio Paese mi ha scelto come simbolo dei miei concittadini nel mondo”

 

 

“Sono felice. Dal mio Paese, l’Albania, ho ricevuto un importante titolo onorifico, quello di ambasciatore dei miei concittadini all’estero. Sono considerato una specie di simbolo, è una delle soddisfazioni più belle della mia vita”.Comincia così la nostra intervista a Kledi Kadiu, 30 anni, primo ballerino di Buona Domenica e C’è posta per te. Lui, sex symbol amato dalle donne, è diventato ambasciatore degli albanesi nel mondo. Un titolo onorifico che l’Ambasciata di Albania in Italia gli ha conferito per aver dato un’ immagine esemplare del suo popolo: Kledi ha contribuito all’affermazione degli albanesi all’ estero.

“Questo onore che il mio Paese mi ha dato mi riempie di gioia e di emozioni”, dice il ballerino “sono fiero della medaglia che mi è stata consegnata, però non ho alcuna intenzione di usarla per farmi pubblicità né tanto meno per sentirmi “arrivato”. Io amo pormi sempre degli obiettivi diversi e mi piace accettare nuove sfide”.

 

Lei è un simbolo per gli albanesi del mondo, tanto che, a quanto si dice, sarà addirittura girato un film sulla sua vita. E’ così?

“Si, è vero. Tutto nasce da un’idea di Maurizio Costanzo: mi ha proposto di recitare da protagonista in un film sulla mia storia. Ma è ancora tutto da definire. Per ora, vedermi come attore mi sembra un azzardo, mi dovrò impegnare molto. Ho già iniziato a prendere lezioni da Rino Cassano, l’ insegnante di recitazione di Amici. Io sono abituato a esprimermi col corpo e, per carattere, con le parole non mi lascio andare subito”.

 

Che cosa racconterà il film?

“Inizierà dalla mia vita in Albania, una vita difficile, come quella di tutti coloro che hanno vissuto in un Paese sotto una dittatura. In una situazione del genere è difficile anche sognare. Ma i miei genitori, papà Fisnik, ingegnere, e mamma Lindita, farmacista, mi hanno sempre dato coraggio, mi hanno spinto ad entrare all’ Accademia nazionale di danza di Tirana. E mio nonno Xhavit, scomparso nel ”97, mi ha insegnato tanto: era un militare e fu perseguitato dal regime del dittatore Enver hoxha, ma riuscì comunque a far crescere in me l’ amore per l’ Italia, paese in cui aveva degli amici. Un mito, quello per l’ Italia, nato pure grazie alla TV: anche se era vietato dal regime che ci governava, noi cercavamo di sintonizzarci sui canali italiani, così ho visto Heather Parisi, Lorella Cuccarini, Raffaele Paganini: sognavo di danzare con loro”.

 

Come è arrivato in Italia?

“Avevo 18 anni, mi trovavo sulla spiaggia di Durazzo e sentii il richiamo di una nave che imbarcava clandestini per l’ Italia. Andai subito anche io, senza pensarci un attimo e senza neppure avvertire i miei genitori. Partimmo in quattordicimila, fu un viaggio di trentasei ore in condizioni durissime e molti non ce la fecero. Poi, giunti a Bari, fummo rimpatriati. Avevo solo sfiorato l’ Italia, che oggi è la mia seconda patria. Tempo dopo, però, alla fine dell’ Accademia venni scelto da una compagnia di ballo di Mantova, e arrivai in Italia per restarci”.

 

Ha avuto difficoltà a inserirsi nel nostro paese?

“I  primi tempi sono stati piuttosto duri, per un albanese è difficile anche trovare una casa in affitto, nessuno si fidava. Certo, ora sono conosciuto ed è tutto diverso. Ma ho imparato comunque a non contare sulla celebrità per farmi apprezzare dalle persone che ho intorno. I miei amici rimangono quelli di sempre, quelli che mi vogliono bene per come sono”.

 

L’amicizia è un valore alla quale lei tiene molto: in TV si percepisce il bel rapporto che ha con gli altri ballerini. Ma l’ amore, quello vero, l’ha incontrato?

“E’ quello che cerco, vorrei una persona con la quale poter condividere tutto, formare una famiglia. Finora, però, credo di non aver incontrato il vero amore”.

 

Non era amore quello con la letterina Daniela Bello, con la quale è stato per tre anni?

“Voglio ancora molto bene a Daniela, la nostra storia è stata la più importante che io abbia vissuto. Alla fine, però, ci siamo resi conto che non avevamo futuro: mancava qualcosa e ci siamo lasciati senza rancori dopo tre anni. Ha contribuito molto il fatto che ci vedavamo poco, a causa degli impegni”.

 

Attualmente è fidanzato?

“No, sono single. Provavo un sentimento forte per una ragazza, ma lei era impegnata…In amore le cose non vanno benissimo, però è un momento felice dal punto di vista lavorativo”.

 

Com’è la sua ragazza ideale?

“Dolce, acqua e sapone, preferibilmente mora e con un fisico sportivo. Mi piacciono le ragazze che non amano stare troppo  al centro dell’ attenzione.Non sopporto le esibizioniste né quelle che prendono l’ iniziativa. A me piace corteggiare le ragazze, amo espormi per primo. In ciò, forse, sono un po’ all’ antica. In questo periodo, comunque, penso soprattutto al lavoro”.

 

Oltre al film sulla sua vita, quali altri progetti ha?

“Quest’ estate mi aspetta un tour per le città italiane: insegnerò danza nelle palestre e mi esibirò nei teatri. Sarà sicuramente una bellissima esperienza. Poi, nella prossima stagione televisiva continuerò a lavorare a C’è posta per te con Maria De Filippi, con la quale ho un rapporto di stima e amicizia. In più, sogno di fare un film musicale, come Darty Dancing magari, dove prevale la danza sul canto perché, anche se qualcuno mi ha proposto di incidere un disco, per la musica credo proprio di non essere portato”.

 

 

Home