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BANCA
MONDIALE E
FONDO
MONETARIO INTERNAZIONALE
COSA SONO E COSA FANNO
La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale sono stati istituiti con gli accordi di Bretton Woods del 1944, con l’obiettivo di regolare le relazioni economiche internazionali del dopoguerra, caratterizzate da un sistema di cambi fissi.
Il gruppo della Banca Mondiale è formato da 5 agenzie che forniscono prestiti e garanzie ai 180 paesi membri. Oltre a finanziare direttamente progetti di sviluppo, la Bm concede prestiti per la ristrutturazione economica, attraverso il finanziamento di piani di aggiustamento strutturale (Pas). Il portafoglio prestiti della Bm ammonta oggi a oltre 200 miliardi di dollari.
La missione originaria del Fondo Monetario Internazionale era quella di concedere prestiti temporanei ai paesi membri per aiutarli a superare difficoltà a breve termine nella bilancia dei pagamenti. A partire dalla prima crisi debitoria deI 1982, però, il Fmi si è trasformato in un "gendarme” dei paesi creditori, assumendo il compito di riscuotere i crediti dai paesi più indebitati e imponendo condizioni miranti alla totale liberalizzazione delle loro economie, in cambio di prestiti concessi sulla base dell’accettazione di riforme economiche strutturali (i Pas).
Chi prende le decisioni
Le decisioni all’interno della Bm e del Fmi vengono votate dal Comitato dei Direttori Esecutivi, che rappresenta i paesi membri. A differenze delle Nazioni Unite, dove ogni stato membro dispone di un voto, nella Bm e nel Fmi il potere di voto dipende dal contributo finanziario di ogni paese membro (un dollaro, un voto). In base a tale meccanismo, i paesi del G7 dispongono del 45% dei voti. Gli Stati Uniti da soli, principali azionisti del Fmi, detengono il 17% dei voti totali, con un enorme potere di veto sulle decisioni. I paesi poveri, come è facile immaginare, non hanno praticamente alcuna voce in capitolo. Come se non bastasse, per tradizione il presidente della Banca Mondiale è statunitense e quello del Fondo è europeo.
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La
Banca Mondiale La Banca Mondiale è un’agenzia speciale delle Nazioni Unite, nata dagli accordi monetari e bancari di Bretton Woods del 1944. Si trattava di riassestare l’economia del pianeta dopo la seconda guerra mondiale (che in Europa doveva ancora finire) e si pensò che la soluzione fosse la creazione di due grandi soggetti finanziari internazionali, la Banca mondiale e il Fondo monetario, in grado di erogare prestiti per lo sviluppo economico. Il primo nucleo della Banca mondiale fu l’Ibrd (International Bank for Reconstruction and Development). Il suo scopo era di raccogliere un capitale iniziale attraverso i contributi dei paesi donatori, farlo lievitare attraverso investimenti finanziari e con queste risorse ricostruire ‘Europa distrutta dalla guerra. L’obiettivo però venne spiazzato dal varo del piano Marshall e la banca dovette così rivedere il proprio campo di intervento, rivolgendosi alle periferie del mondo. Ma i prestiti della Ibrd trovavano scarsissimi “clienti” perché erano gravati dalla cosiddetta clausola di esigibilità, che impegnava i paesi contraenti a dare assoluta priorità alla restituzione dei soldi ricevuti dalla banca. All’inizio degli anni Sessanta nasce il secondo braccio della Banca mondiale, l’Ida (International Development Association), che propone prestiti ai paesi “del Sud” a condizioni molto vantaggiose: tassi di interesse bassi, lunghe dilazioni per restituire il capitale. E’ l’Ida a permettere la grande penetrazione della banca nelle economie dei paesi più poveri. Nonostante l’Ida finanzi programmi espressamente destinati alla lotta alla povertà, secondo una stima almeno due terzi dei fondi finiscono per essere utilizzati dai paesi destinatari per ripagare il proprio debito internazionale. Secondo un rapporto interno del 1990 della stessa Banca mondiale, il 38% dei progetti appoggiati dall’Ida non erano riusciti a ottenere i risultati che si erano prefissati. Nel 1993 decine di assodazioni ambientaliste hanno chiesto il blocco del decimo rifinanziamento delI’Ida finché non fosse stata promossa una profonda riforma dell’agenzia, per uno sviluppo ecologicamente sostenibile e socialmente giusto. All’inizio degli anni settanta alle due agenzie già esistenti si e affiancata l’Ifc (International Financial Corporation) che costituisce lo sportello delegato a finanziare direttamente le imprese, con il sostegno di un fondo di garanzia, il Miga (Multilateral Investiment Guarantee Agency). L’attività nel ramo privato rappresenta ancora una parte minore degli interventi dell’istituto, circa il 15-20%. Ma lo stesso Wolfensohn, l’attuale presidente, ha in mente di espanderla. L’operato deIl’Ifc infatti non può essere oggetto di indagine da parte dell”’inspection panel”, l’organismo interno di ispezione. Quest’ultimo è nato nel 1994 dalla vicenda della grande diga indiana di Narmada. All’inizio degli anni ‘90 le proteste di tutto il mondo costrinsero l’istituto a formare una commissione d’inchiesta sul progetto. Nel rapporto conclusivo i commissari definivano il comportamento della Banca mondiale e del governo indiano “del tutto delinquenziale”. Fu così che si decise l’istituzione di un comitato permanente al quale le popolazioni potessero rivolgere motivate richieste di ispezione. Per quanto riguarda la gestione Wolfensohn, gli organismi non governativi apprezzano le aperture del presidente al mondo delle ong, ma denunciano il fatto che le linee guida che si era data la banca - soprattutto in materia di impatto ambientale e sociale dei progetti -stanno diventando sempre meno vincolanti. Il Manifesto, 31 luglio 1998 |
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Scheda:
Il Fondo Monetario Internazionale “[...] Gli accordi di Bretton Woods avevano istituito un sistema di parità fissa tra le monete, e ogni stato firmatario aveva l’obbligo di assicurare la convertibilità della propria valuta e di difenderne la parità - espressa in oro o in dollari statunitensi - con margini di fluttuazione dell’10/o. Era il sistema del tallone aureo, che si basava sulla parità fissa del dollaro rispetto all’oro. La missione principale dell’Fmi era di controllare e di gestire questo sistema, fondamento dello sviluppo del commercio internazionale, considerato a sua volta il motore della crescita... Gli Stati uniti, preoccupati di aprire allo loro merci il maggior numero possibile di mercati, intendevano prevenire ogni velleità protezionista nell’Europa devastata dalla guerra. La seconda funzione dell’Fmi consisteva nel concedere finanziamenti a breve termine agli stati membri con deficit temporanei nelle loro bilance dei pagamenti. La Banca mondiale aveva una missione complementare: promuovere la ristrutturazione delle economie del dopo-guerra attraverso prestiti destinati al finanziamento di progetti di sviluppo. All’origine, i fondi dell’Fmi e i prestiti della Banca mondiale furono quasi esclusivamente utilizzati dai paesi europei. Ma questa situazione sarebbe stata stravolta da due decisioni statunitensi. Prima, nel 1948, l’istituzione del Piano Marshall, che si sostituì alla Banca per la ricostruzione dell’Europa, lasciandole come campo d’azione essenzialmente il terzo mondo; poi, nel 1971, la decisione del presidente Richard Nixon di porre fine alla convertibilità del dollaro in oro che, due anni dopo, avrebbe portato alla fluttuazione generalizzata delle monete. L’Fmi, privato del suo obiettivo principale, si è concentrato su quello secondario: il finanziamento dei deficit della bilancia dei pagamenti e, a partire dagli anni ‘80, la ristrutturazione delle economie fortemente indebitate, attraverso i programmi di aggiustamento strutturale (Pas). L’unica finalità dei Pas è di assicurare il rimborso del debito [...]. Le crisi finanziarie degli anni ‘90 (Messico, Thailandia, Indonesia, Corea, Russia, Brasile), che, contrariamente alle precedenti, erano state determinate dai prestiti concessi da creditori privati, ha ufficializzato il ruolo dell’Fmi in quanto «scialuppa di salvataggio» degli investitori, poiché i suoi «piani di salvataggio» puntano a salvare gli investimenti degli istituti finanziari dei paesi sviluppati, facendo pagare il conto alle popolazioni dei paesi dove quelli in precedenza avevano realizzato affari sostanziosi. L’Fmi impiega 2700
persone e la Banca mondiale 8000; i loro rispettivi bilanci di gestione
sono di 575 milioni e di 1 miliardo di dollari [...]“. Bernard Cassen, "All’ombra di Washington", Le Monde Diplomatique, settembre 2000 |