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A PROPOSITO DELLA PRIMA GUERRA DEL GOLFO

Doug Rokke, medico americano incaricato della decontaminazione del
Kuwait dopo la I Guerra del Golfo (1991): da un'intervista a John Pilger del 14 gennaio 2000

"Il livello di radiazioni del mio corpo è cinquemila volte più alto di quello consentito. La contaminazione ha colpito l'Iraq e il Kuwait. Se poi ci aggiungiamo i test delle munizioni in Arabia Saudita, possiamo dire che
l'intera regione è contaminata. Gli effetti variano a seconda se una persona respira l'uranio o lo ingerisce mangiando e bevendo, oppure lo assume attraverso una ferita aperta. Ciò a cui stiamo assistendo ora,
problemi respiratori, problemi renali, cancro, sono il risultato diretto dell'utilizzo di questo materiale altamente tossico. La diatriba sul fatto che ne sia o meno la causa è fittizia; la mia stessa malattia ne è la prova vivente".

Karol Sikora, capo del programma cancro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO): da un suo articolo sul British Medical Journal del 6 gennaio 1999
"Le richieste di attrezzature per la radioterapia, farmaci per la chemioterapia e analgesici sono costantemente bloccate dai consiglieri inglesi e americani [del Comitato delle Sanzioni]. Sembra esserci una comica convinzione che tali materiali possano essere convertiti [da Saddam Hussein] in armi chimiche o di altro tipo".

Da uno studio del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF) da  John Pilger, I nuovi padroni del mondo, ed. Fandango
"Tra il 1991 e il 1998 ci sono stati 500.000 decessi in più della quota prevista per i bambini iracheni sotto i 5 anni di età. In media ciò significa 5.200 morti al mese sotto i cinque anni che potevano essere evitati.Ogni giorno muoiono 167 bambini iracheni. "Se ci aggiungiamo gli adulti, la cifra va certamente ben oltre il milione"  

Madeleine Albright, ambasciatore americano alle Nazioni Unite nel 1996:  "60 Minutes", CBS Television, 12 maggio 1996
Speaker: "Sappiamo che [in Iraq] sono morti mezzo milione di bambini. Valeva la pena pagare questo prezzo?". Albright: "Credo che sia una scelta molto dura, ma il prezzo. riteniamo che valesse la pena pagarlo".

Anupama Rao Singh, capo rappresentanza UNICEF in Iraq Da John Pilger "I nuovi padroni del mondo", ed.Fandango
"Nel 1989 l'alfabetizzazione [in Iraq] era più del 90 per cento; i genitori venivano multati se non mandavano i loro figli a scuola. Il fenomeno dei bambini di strada era sconosciuto. L'Iraq aveva raggiunto un livello in
cui gli indicatori di base che usiamo per misurare la qualità della vita degli esseri umani, inclusi i bambini, risultavano tra i migliori del mondo. Adesso [a dieci anni dalla I Guerra del Golfo] quel livello è precipitato
nella fascia più bassa della classifica".

Boutros Boutros-Ghali, segretario generale dell'ONU nel 1992 a proposito della Risoluzione 688 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, sulle zone di non sorvolo (no fly zones): da John Pilger "I nuovi padroni del mondo, ed.Fandango
"L'argomento delle no fly zones non è stato sollevato, pertanto non è stato discusso: nemmeno una parola. Loro [Usa e Gran Bretagna] non sono in grado di dimostrare agli altri paesi alcuna legittimità, mandando gli aerei ad attaccare l'Iraq. Gli attacchi sono illegali".

Dal "Washington Post" del 25 ottobre 2000  a proposito delle incursioni dell'aviazione turca sui villaggi curdi nel nord dell'Iraq
"In più di un'occasione [i piloti americani che volano in tandem con quelli inglesi] hanno ricevuto un messaggio radio di 'viaggio TSM in atto': cioè, 'Turkish Special Mission' diretta in Iraq. In base agli ordini consueti, gli aerei americani e inglesi facevano dietro-front e tornavano in Turchia. 'Vedevi gli F-16 e gli F-14 turchi in viaggio, pieni fino all'orlo di munizioni ', racconta [il pilota Mike Horn]. 'Mezz'ora dopo tornavano indietro senza più munizioni. Quando gli americani tornavano a sorvolare lo spazio aereo iracheno, ricorda, vedevano 'villaggi in fiamme, colonne di fumo e incendi'".

Said Aburish, biografo di Saddam Hussein da "Paying the Price" di John Pilger, Carlton Television 
"Saddam ha un bel po' di cose di cui essere grato alla CIA. Deve ringraziarli per aver portato il partito Ba'ath al potere, per averlo aiutato personalmente, per avergli fornito aiuto finanziario durante la guerra con l'Iran, per averlo protetto contro i colpi di stato interni. E' un rapporto continuato che va avanti dai primi anni Sessanta, ed è un rapporto di amore-odio".