Paul Verlaine

(Metz 1844 - Parigi 1896)

Poeta francese, principale esponente del movimento simbolista.

 

 

La vita di Verlaine fu un continuo alternarsi di momenti di abiezione e di pentimento ascetico. Dopo un periodo di delusioni amorose e di vita disordinata, incontrò la giovane Mathilde Mauté, che celebrò come artefice della propria redenzione nelle poesie della Buona canzone (1870).

Nel 1870 si sposò, ma due anni dopo lasciò la moglie per viaggiare e vivere con l'allora giovanissimo Arthur Rimbaud. Fu una relazione burrascosa, al punto che, nel 1873, Verlaine fu condannato a due anni di prigione per aver ferito Rimbaud con una rivoltellata durante una lite. A questo episodio e all'esperienza del carcere si ispira la raccolta di poesie Romanze senza parole (1874), composte durante la reclusione. Nello stesso periodo Verlaine maturò una crisi religiosa che lo riavvicinò al cattolicesimo dell'infanzia e gli dettò i versi edificanti raccolti in Saggezza (1881).

Dopo essere stato abbandonato dalla moglie, dal 1875 al 1877 insegnò francese in Inghilterra e poi, ritornato in Francia, insegnò inglese per un anno.

L'ultimo decennio fu segnato da nuovi dolori: quello per la prematura scomparsa di Lucien Létinois, con il quale aveva avuto una relazione e che gli ispirò numerose elegie della raccolta Amore (1888), e poi quello per la morte della madre.

 

Intanto Verlaine si era affermato come uno degli scrittori più ammirati della sua generazione. Le raccolte giovanili, Poemi saturnini (1866) e Feste galanti (1869), risentono dell'influenza della poesia antiromantica parnassiana, più attenta alla tecnica di scrittura che all'espressione delle emozioni; ma già vi si delineano i tratti di sensualità e malinconia che sarebbero stati propri della produzione successiva. Fu soprattutto con il componimento l'Arte poetica, scritto nel 1874 e pubblicato nel 1884 nella raccolta Allora e ora, che Verlaine si impose come caposcuola dei primi simbolisti. Nell'Arte poetica è esposta in versi la poetica verlainiana, che può essere riassunta nel principio "la musica prima di tutto": la musicalità del verso di Verlaine deriva dalla costante attenzione al suono e al ritmo, dalla ripetizione, quasi incantatoria, di suoni o di versi o di strofe, sostenuta da una versificazione che disgrega la sintassi della frase per distribuirla su versi brevi e dispari – giudicati da Verlaine più musicali e più leggeri – ricchi di allitterazioni, assonanze ed ellissi.

 

Verlaine lasciò anche scritti autobiografici in prosa, fra i quali Le mie prigioni (1893) e Confessioni (1895), e un'importante raccolta di saggi critici su poeti quali Rimbaud, Stéphane Mallarmé, Villiers de l'Isle-Adam e Tristan Corbière: I poeti maledetti (1884).

 

 

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