Il
rinvenimento di reperti neolitici e bronzei nei pressi di Cortale testimonia
che il suo territorio ospito' l'uomo primitivo dell'eta' della pietra levigata
e della primordiale eta' dei metalli. Non vi sono tracce di presenza umana,
invece, in relazione alle epoche immediatamente posteriori, dalla magna Grecia
all'Impero Romano. Successivamente durante il plurisecolare dominio Bizantino,
l'entroterra calabrese, che per lungo tempo rimase semideserto, comincio' a
popolarsi di profughi costretti ad abbandonare i paesi costieri della regione
per sfuggire alle frequenti incursioni dei pirati saraceni sui litorali. Non
e' da escludere che parecchi di quei fuggiaschi abbiano trovato rifugio anche
nel territorio di Cortale:lo confermano i toponimi di parecchie contrade rurali,
la cui etimologia greca e' certamente da attribuire all'opera colonizzatrice
dei Bizantini. Per ragioni diverse, e soprattutto in seguito alla crescente
espansione dell'impero musulmano, emigrarono in Calabria molti monaci dell'ordine
di S, Basilio che, perseguitati nei domini islamici cercarono scampo in terre
straniere, dove fondarono numerosi conventi. Il più antico documento,
nel quale troviamo menzionato il nome Cortale reca la data del 6 maggio 1098.Il
meridione d'Italia,gia' bizantino,era stato conquistato dai normanni, che non
ostacolarono la fondazione di nuovi monasteri basiliani,fra cui quello dei Santi
Anargiri Cosma e Damiano,edificato nellanno 1070 nei pressi dellodierna
Cortale nonostante l'accordo di Melfi stipulato nel 1059 con la Santa Sede (secondo
il quale essi avrebbero dovuto incrementare il monachesimo latino a scapito
delle istituzioni monastiche di rito greco). Il suddetto documento,che reca
il sigillo e la firma di Ruggero I,Gran Conte di Calabria e di Sicilia,oltre
a rendere immuni dallinvadente giurisdizione di Vescovi e
feudatari i beni mobili e immobili pertinenti al convento,estendeva altresì
tale protezione ai contadini che lavoravano a mezzadria alle dipendenze dei
monaci,coi quali dividevano i prodotti dellagricoltura e dellallevamento
del bestiame. I possedimenti fondiari erano costituiti per lo più da
boschi,vigne e pascolo. Presumibilmente il nome Cortale citato nel
documento non era quello di un paese,ma il toponimo di una contrada rurale dove
i contadini del luogo avevano fabbricato le loro prime abitazioni,e dove abbondava
il foraggio per il pascolo del bestiame.Sembra perciò meritevole di considerazione(anche
per influsso dellidioma greco dei monaci brasiliani) lipotesi delletimologia
greca del nome Cortale che significa terra di pascolo.
Col graduale affermarsi del monachesimo latino,le abbazie brasiliane si avviarono
verso un ineluttabile declino:la stessa sorte subì il convento di SS
Cosma e Damiano. Tuttavia i contadini del luogo nella prima metà
del 1200- poterono superare i disagi iniziali e riuscirono a formare un primo
rudimentale agglomerato urbano avvalendosi probabilmente dei provvedimenti legislativi
del re Federico II di Svevia,il quale per incrementare lagricoltura nel
Meridione dItalia(avuto in eredità dalla madre Costanza dAltavilla)
favorì la creazione di nuovi centri rurali,agevolandone gli abitanti
con privilegi e franchigie fiscali. In seguito Cortale divenne uno dei casali
del feudo di Maida,che dal 1272 al 1331 appartenne alla famiglia dei San Licet;
dal 1331 al 1408 ai Marzano,Conti di Squillace;dal 1408 al 1464 alla prima Casa
dei Caracciolo,Conti di Nicastro e,fino al 1560,alla seconda Casa;dal 1560 al
1566 ai Di Palma;dal 1566 al 1604 ai Carafa,Duchi di Nocera;dal 1604 al 1607
nuovamente alla seconda Casa Caracciolo;dal 1607 al 1691 ai Principi Loffredo;dal
1691 al 1795 ai Ruffo,Duchi di Bagnara;dal 1795 ai Ruffo di S.Lucido fino al
1806,anno in cui fu abolita la feudalità per effetto delle leggi napoleoniche.Con
decreto del 4/5/1811,che stabiliva listituzione dei comuni,Cortale fu
qualificata tale e designata a capoluogo del Circondario comprendente Jacurso,Vena,e
Caraffa. Il terremoto del 1783 distrusse quasi completamente labitato,corrispondente
alla parte bassa e più antica del paese,oggi denominata Cortale inferiore,mietendo
431 vite su 2781. Cortale superiore sorse invece dopo quel catastrofico fenomeno
sismico.La maggior parte dei cortalesi sopravvissuti vollero ricostruire le
loro case nel vecchio sito,altri preferirono trasferirsi nella zona più
alta,nel luogo denominato Donnafiori. Le prime abitazioni,in questo
nuovo sito,furono baracche di legno e qui essi vollero costruire la chiesa arcipretale
anchessa in legno.Le vecchie chiese di Cortale inferiore (Di S.Maria Cattolica,di
S.Anna e di S.Nicola Barense) e la chiesa rurale di S.Maria del Campo furono
distrutte dal terremoto:rimasero solo danneggiate e furono poi restaurate la
chiesa rurale dellAddolorata e le chiese di S.Giovanni Battista e dellImmacolata
(questultima sara successivamente demolita per deliberazione dellamministrazione
comunale). La chiesa Matrice di S.Maria Cattolica fu ricostruita dal 1794 al
1799.Larcipretale di Cortale superiore,come e stato dianzi detto,era
stata edificata in legno e solo nella prima meta del 1800 si intrapresero
i lavori per la costruzione del fabbricato in muratura,il cui merito va allarciprete
di Cortale Don Antonio Manente. Poi,tra la fine dell800 e i primi del
900 lopera fu portata a compimento ma i lavori di restauro continuarono
fino ai nostri giorni .