Quarto matrimonio nel 1946: divorziato l'anno precedente da Martha, sposa la giornalista
Mary Welsh. In questo periodo lavora a un'opera molto ampia che vorrebbe intitolare
Della Terra del Mare e dell'Aria, incompiuta, (e che in parte si riannoda alle
esperienze fatte da Hemingway come giornalista nella seconda guerra mondiale). Nel
1948 viene in Italia per un soggiorno di alcuni mesi che trascorre tra Cortina e Venezia;
ad esso si ispirerà per Across the River and into the Trees (Di là dal fiume e
tra gli alberi), che pubblica nel 1950. Nel 1952 dà alle stampe The Old Man and the
Sea (Il vecchio e il mare); il successo di pubblico e gli elogi della critica
sono straordinari. L'anno seguente gli viene conferito il premio Pulitzer. L'ultimo libro
influisce anche sulla giuria del "Nobel" che gli assegna il Premio per la letteratura del
1954. Lo scrittore non assiste alla cerimonia, dichiarandosi impedito dai postumi di un
incidente aereo occorsogli durante una spedizione di caccia in Africa. In realtà
attraversa un periodo di crisi nervosa, ben più grave delle ferite riportate nell'incidente
aereo. Fra l'altro la stampa di tutto il mondo lo aveva dato per morto ed erano usciti
moltissimi necrologi. Si ristabilisce in salute, riprende a viaggiare, alternando tuttavia
a periodi di benessere altri caratterizzati da sempre più gravi depressioni nervose,
esasperate nel 1960 da un'infermità agli occhi che gli fa temere la cecità. Lavora
ancora intensamente, ma con estrema fatica. Nel 1960 un articolo per "Life" sulle corride
gli si dilata fino a trasformarsi in un lungo racconto, The Dangerous Summer
(Un'estate pericolosa), che esce a puntate; ha dovuto comunque "tagliare" gran
parte del testo, restandone sconvolto. Il lavoro a Festa mobile, libro di ricordi
sulla Parigi della sua giovinezza, aumenta le sue ansietà; il 30 novembre 1960 viene
ricoverato in una clinica del Minnesota. Nel gennaio dell'anno seguente torna a Ketchum
presso Sun Valley (Idaho), dove si è stabilito con la moglie da quando i rapporti con
la nuova Cuba di Fidel Castro si sono guastati. È ben presto vittima di un'altra crisi,
che gli impedisce il lavoro di revisione al libro su Parigi, che i curatori intitoleranno
poi A Moveable Feast (Festa mobile): uscirà postumo. Nell'aprile la moglie
sventa un tentativo di suicidio: nel primo mattino del 23, lo trova in anticamera,
di fronte alla rastrelliera dei fucili; con una mano Ernest stringe una carabina e con
l'altra due cartucce. Sopra la rastrelliera ha posato una lettera indirizzata a lei.
Mary cerca di distrarlo fino all'arrivo del medico. Lo scrittore aveva sempre più
difficoltà a continuare il suo lavoro, ma la moglie non sospettava che la malattia
lo avrebbe indotto a tanto. Da quanto raccontò poi, Ernest, scoperto davanti alla
rastrelliera, rimane calmo e non fa il minimo tentativo di infilare le cartucce nell'arma.
Mary finge di ignorare il fucile e gli chiede solo la lettera. Ernest non vuole dargliela,
gliene legge solo qualche passo. Lo scrittore vi parla del testamento e dà notizia del
fatto di avere provveduto a trasferire sul conto di lei trentamila dollari. Ricoverato
per un periodo di cure, a un medico confessa che non riuscendo più a scrivere, non ha
più ragione di vivere. Ci ha rinunciato. Per questo ripete che si ucciderà. Sotto la cura
affettuosa della moglie e di qualche intimo amico, Hemingway viene preservato dal compiere
un gesto irreparabile. Ma nonostante i sedativi che gli vengono abbondantemente
somministrati e ogni espediente escogitato per distrarlo e ridargli fiducia, non
desiste dalla volontà di farla finita. Dimesso dall'ospedale nel mese di giugno torna a
Ketchum apparentemente in migliori condizioni. Ma il 2 luglio viene trovato morto al
pianterreno della casa dalla moglie, accorsa dopo aver udito uno sparo. Ernest Hemingway,
secondo la versione accreditata dai familiari, "stava pulendo uno dei suoi fucili", e
"involontariamente" aveva finito così la vita.
La cronologia, a cura di Giansiro Ferrata, è tratta da Addio alle armi,
Mondadori 1970.