Viaggio missionario in Albania-15/25 Aprile 2000
E’ ormai passato qualche mese dal
nostro ritorno e finalmente riesco a scrivere due righe su questa
esperienza meravigliosa. I ricordi più particolareggiati si stanno
sfumando, come è normale, ma il segno più profondo è stato lasciato in
maniera indelebile.
Ho
pensato di rimettere in ordine le cose rileggendo il diario, che ogni
sera, anche se stanca morta, non potevo far a meno di scrivere.
15/04/00
ore 0:18 …Non
mi sembra vero, siamo arrivati!! Il viaggio più atteso e forse temuto
della mia vita è divenuto realtà…non mi rendo conto se sono in un film
o se è tutto vero, le immagini che ho visto arrivando qui
dall’aeroporto mi hanno lasciato paradossalmente senza reazione, tanto
sono devastanti…
Questo in sintesi il mio primo
impatto, ero preparata al peggio ma non credevo di trovare quella
situazione, non solo povertà ma anche arretratezza, rassegnazione,
mancanza di stimoli e iniziative e sono soprattutto questi due ultimi
elementi che ti fanno star male, perché ti rendi conto che la sofferenza
di queste persone è ed è stata principalmente una sofferenza d’anima.
Guardandoti
intorno avresti voglia di dire a tutti ”avanti, coraggio, datevi da
fare!” ti fa quasi rabbia vedere una città come Scutari che cade a
pezzi, con montagne di spazzatura ad ogni angolo di strada ed avere la
sensazione che nessuno si prende la briga di fare qualcosa. Poi fai due
chiacchiere con le suore, che conoscono un po’ meglio questa realtà e
cominci a capire che questa situazione è una delle conseguenze degli anni
di regime che hanno annientato ogni iniziativa personale ed il senso di
responsabilità per ciò che accade. E questo ti fa stringere ancora di più
il cuore.
18/05/00
ore 23:16 …La
cosa più bella di questa giornata è stata la visita alle famiglie…la
cosa che accomuna tutti è una grande ospitalità e generosità…tutti ci
dicono di essere contenti di quello che facciamo e la cosa più bella è
che prima di salutarli facciamo una preghiera tutti insieme, in quel
momento sento più che mai di essere insieme a dei fratelli speciali e che
Gesù e lì con noi.
…I bambini sono troppo belli!Sono
stata insieme a loro più di un’ora senza sapere una parola di albanese
e ripetendo continuamente “mir!”.Le bimbe più grandi avranno 6 o 7
anni, ma sono già delle mammine per i più piccoli, sono quelle che più
ricercano la mia attenzione, sono praticamente la mia ombra…
Due flash per dire che le persone
che abbiamo conosciuto in quei giorni ci hanno riempito il cuore in un
modo che non riesco ad esprimere quando ne parlo. Noi siamo partiti con il
proposito di essere vuoti per poter amare e sicuramente questo vuoto è
stato riempito dagli sguardi,dai sorrisi, dagli abbracci che non
dimenticheremo.
19/05/00 ore 23:19 …Oggi
ho un pensiero fisso: i giovani di questo paese. Ogni volta che
incontriamo uno di loro mi viene un nodo alla gola e a stento trattengo le
lacrime, i loro occhi mi sembrano così tristi, preoccupati, rassegnati,
vergognosi, impauriti… Penso, forse la mia felicità è pagata da questo
dolore e avrei voglia di abbracciarli tutti e dire loro “ti sono
vicina” “puoi contare su di me”. Mi scorrono davanti i loro volti,
Lindita,Turi, Altin, Alex, Rossella…Signore, seguili sempre e, come
diceva la lettura breve di oggi, fa che non abbiano timore perché tu li
difendi.
Ho sentito forte in quei giorni che
questi ragazzi hanno tanto bisogno di amore, fiducia e sicurezza, è per
questo che non appena tornata a casa ho telefonato a Besnik, un carissimo
amico albanese che da cinque anni vive in Italia, per fargli sapere quanto
mi era piaciuta la sua terra e la sua gente, lui ha pensato che lo
prendessi in giro vista l’opinione che tutti hanno di loro. Penso che
per questi giovani l’aiuto più bello che possiamo dare
è quello di farli capire che anche loro valgono qualcosa, che
l’Albania è una terra che ha bisogno soprattutto di loro e che il loro
posto è lì.
Queste sono state alcune delle piccole e grandi
esperienze che ho avuto la fortuna di vivere in quei dieci giorni, tante
cose, come dicevo prima, non riesco a tirarle fuori del tutto, è come se
fossero scolpite nella parte più intima che neppure io riesco a penetrare
fino in fondo.
Man mano che passano i giorni ho
come la sensazione che tutte queste esperienze siano state forme diverse
di unico regalo che Dio ha voluto farmi e cioè Lui stesso.
La
voglia di stare con Lui ogni giorno è la cosa più bella che ho ricevuto,
sento che questa esperienza è stata una mano che mi ha tirata su,
aiutandomi a fare uno scalino in più nel mio rapporto con Dio e sono
talmente piena di questo che non posso pensare che con il passare del
tempo questo possa affievolirsi.