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BISMARK
1815 - 1898
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Inserito in
questo contesto storico, Bismark, genio politico senza precedenti, riesce a creare, nel
corso di tre sanguinose guerre, la potenza prussiano - tedesca e ad assicurarle per
decenni legemonia in Europa. Bismark appartiene ad una famiglia di proprietari
terrieri prussiani, fieramente contraria ad ogni timida innovazione in senso liberale e
votata al servizio del re di Prussia. Otto era un isterico colosso dalla voce acuta, un
gigante di insondabile astuzia, spregiatore e dominatore di uomini, estraneo ad ogni
ideologia. Quando nel 1851 viene nominato rappresentante della Prussia alla dieta federale
di Francoforte a seguito di una sterzata a destra del governo, comprende che non è più
possibile affidare la difesa dei propri interessi al sistema diplomatico di alleanze che
lascia la Prussia in posizione periferica rispetto allimpero Asburgico.
In questa
occasione dunque, nonostante sia un grande conservatore, mostra in realtà di essere
estraneo ad ogni ideologia e ritiene più conveniente seguire una politica autonoma di
rafforzamento.
Per realizzare il suo progetto devono però essere superati due ostacoli:
lAustria e la Francia. E normale che lAustria non intenda perdere
linfluenza che tradizionalmente ha sempre esercitato sui popoli di lingua tedesca,
ma a Bismark è sufficiente unalleanza con lItalia per risolvere questo
problema. Viene dunque la volta della Francia con la quale cerca un pretesto diplomatico
per aprire le ostilità. Sullonda dellentusiasmo suscitato da queste vicende,
i principi tedeschi offrono a Guglielmo I la corona di imperatore tedesco, nasce così nel
1871 limpero tedesco di cui la Prussia naturalmente ne è lo Stato egemone e Bismark
diventa principe e primo cancelliere del nuovo Reich. Antieuropeista, batte ed umilia la
vecchia Europa e cerca di spezzare linfluenza cattolica sulla Germania. Con il suo
scaltro machiavellismo confonde completamente sia lEuropa conservatrice che
lEuropa liberale dimostrandosi statista di grandissima levatura.
Commette però
degli errori fatali: rafforza incredibilmente in Germania il culto delladorante
sottomissione al potere nella stessa misura in cui indebolisce la fede negli ideali. Non
solo, ma non tollerando nessuno accanto a sé e facendo sempre tutto da solo priva il suo
popolo, in modo che si rivelerà fatale, di ogni educazione allautogoverno.
Dopo la
creazione del Reich dimostra di non avere più mire espansionistiche, credendo di aver
raggiunto in Europa una sicurezza garantita dallequilibrio delle potenze. Così
facendo commette un secondo grave errore, quello di farsi sfuggire la natura dinamica ed
aggressiva del moderno imperialismo, pur essendo stato lui ad avviarlo con la politica
esercitata nel suo paese. E questa la causa della sua caduta.
Alexis de Toqueville (1805 - 1859), pensatore e uomo politico francese vissuto senza infamia e senza lode, riesce invece con una lucidità senza precedenti ad intuire come levoluzione della democrazia borghese sia avviata inesorabilmente verso un dispotismo democratico. La chiesa cristiana, il commercio e le comunicazioni, leconomia monetaria, la scoperta della stampa e delle armi da fuoco, portano inesorabilmente ogni individuo a sopravalutare sé stesso e la propria indipendenza, allontanandosi da quel gran senso civile che caratterizzava le grandi democrazie cittadine dellantichità. La vecchia aristocrazia aveva forgiato i cittadini secondo una grande catena i cui anelli giungevano dal contadino fino al re. La democrazia spezza questa struttura di classi e rende i membri tutti uguali, in una uguaglianza che però non è reale, basta pensare come la storia ed il pensiero continuino ad essere dominio di pochi eletti, aristocratici colti, ecclesiastici, ricchi borghesi che si accaparrano tutte le cariche. E evidente che in questa condizione non si fa altro che creare una massa pronta e matura solo per essere dominata da una forza dispotica.
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