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GUGLIELMO
II
1859 1941
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In particolare il rapporto con la madre fu pessimo, probabilmente perché lei lasciava intendere al figlio la propria delusione. Conseguenza di ciò fu il sentimento di odio amore mostrato per tutta la vita per tutto ciò che era inglese e ciò arriverà ad influire sulla politica futura del suo governo compromettendo le relazioni fra Germania e Inghilterra.
Per tutta la vita prese
esempio dal nonno Guglielmo I, forte e guerriero, contrapponendolo al padre pacifista e di
principi liberali. Nel 1862, quando Guglielmo aveva tre anni, Federico III non accettò
labdicazione del padre Guglielmo I e fu nominato primo ministro un grande
conservatore, il principe Otto von Bismarck. (Guglielmo I ebbe
una disputa con la camera dei deputati prussiana che non approvava limpronta
militare data dal re al suo governo: Guglielmo I potenziò lesercito senza lasciarsi
condizionare da scrupoli finanziari o politici. Tale disputa offese il re che abdicò in
favore del figlio).
Federico III non ascoltò nemmeno i consigli della moglie Vittoria che
lo spingeva ad accettare la corona: sicuramente se ciò fosse accaduto il decorso della
storia sarebbe notevolmente cambiato.
La collaborazione tra Guglielmo I e Bismarck portò
ad alcune guerre (con la Danimarca, lAustria e la Francia) che spianarono la strada
alla unificazione della Germania. Guglielmo II crebbe
dunque nellammirazione del nonno. Fu mandato in una scuola pubblica, dove però i
risultati non furono quelli sperati a causa di compagni che si profondevano in baciamano e
insegnanti ossequiosi, cosa che contribuì a far crescere in lui un forte egocentrismo e
un senso di onnipotenza e lillusione di essere il migliore. Riuscì a diplomarsi,
nonostante fosse eccessiva la quantità di nozioni offerta ad un giovane che faticava a
concentrarsi, e comunque il suo universo sarebbe sempre stato quello militare e di soli
uomini e non quello accademico.
Si sposò con Vittoria, una parente dei reali inglesi (lo
zio della moglie era il marito di Elena, terza figlia della Regina
Vittoria). Il loro matrimonio fu riuscito, essendo Vittoria ammirata da quel marito
che lesonerava dal peso di qualsiasi responsabilità e Guglielmo soddisfatto di
poter comandare la moglie così come faceva con i suoi soldati nellesercito. Ebbero
sette figli, sei maschi ed una femmina.
Col tempo non fece che rafforzare il suo rancore
per la Francia, considerando la Rivoluzione Francese il peggiore dei mali, e per
lInghilterra che avversava per la mentalità liberale, per linvidia del suo
esercito e della sua marina, e per rancori materni.
Con gli Austriaci e con i Russi era
invece in migliori rapporti (Bismarck aveva stretto la triplice alleanza tra Hoenzollern,
Asburgo e Romanov). Tuttavia non vi era una comune ideologia a tener salda questa unione,
date le rivalità tra russi e austriaci nei Balcani.
Nel 1887 Guglielmo I compiva 90 anni
e il principe erede Federico III, che ne aveva oramai 55, cominciava a soffrire assieme ai
tedeschi per questa mancata liberalizzazione dello stato a causa del temperamento
conservatore del padre, ma quando nel 1888 Guglielmo I morì, Federico III potè governare
per soli 99 giorni, dato che nel frattempo si era ammalato di un cancro alla laringe. In
questo periodo di tempo così breve non riuscì ad intraprendere nulla e il posto fu
presto preso da suo figlio Guglielmo II che iniziò dal
punto in cui si era fermato il nonno. La mancanza di rispetto che il nuovo re mostrò in
quella casa segnata dal lutto fu enorme: fece apporre i sigilli al palazzo di Potsdam dove
il padre era morto, fece perquisire gli appartamenti dei genitori provocando
lindignazione di tutto il parentado inglese e sottopose la salma ad autopsia per
provare che il padre era morto per colpa del medico inglese che aveva curato il padre.
Andava dicendo a tutti: "è stato un medico inglese ad uccidere mio padre, e un
medico inglese a storpiarmi il braccio, e di tutto questo dobbiamo ringraziare mia madre
che non voleva avere a che fare con i tedeschi".
Fu un re molto superficiale, viaggiò in continuazione, tanto da meritare il soprannome di "re itinerante". Si entrò così in quel periodo storico noto come "età guglielmina" (entrarono in uso i baffi alla guglielmina, con le punte sollevate e attorcigliate ad arte), età in cui lAncien règime sembrava tornato in auge. Si trattava di unimpresa anacronistica, come se si fosse tornati indietro di due secoli dove venne ripresa la teria della investitura per grazia divina. Guglielmo II si liberò di Bismarck che non gli consentiva di fare quello che voleva e perdeva così si un grande conservatore, ma anche un politico molto esperto, non riuscendo da solo a gestire alcune importanti questioni. Ad esempio la Russia si mostrava pericolosa nel desiderio di riunire tutte le genti di razza slava, lInghilterra si fece sempre più diffidente nel vedere come la Germania cominciava a creare una marina militare concorrenziale (non immaginava certo che lo faceva per invidia), con la Francia interferiva nella politica coloniale, insomma viene da chiedersi se Guglielmo fosse o meno consapevole che in tal modo si attirava lira delle potenze vicine. Praticamente alla fine si trovò in accordo solo con limpero Austro ungarico, che era già di per sé una polveriera per i problemi non risolti sui Balcani (i Serbi volevano liberare gli slavi che vivevano sotto il dominio asburgico). A ciò si aggiungano le crisi sociali fra borghesia e classe operaia, la richiesta sempre più pressante di liberalizzazione, ecc. Lassassinio a sarajevo, per mano di un nazionalista serbo, del successore al trono austro ungarico Francesco Ferdinando, fu la scintilla che provocò la I guerra mondiale (LAustria Ungheria dichiarò guerra alla Serbia). La fine della I guerra mondiale pose fine alla dinastia degli Hoenzollern. Guglielmo II visse in esilio in Olanda dove morì nel 1941.
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