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Dragon Ball, Dragonball Z, Dragonball GT, Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono proprietà di Akira Toriyama, Bird Studio e Toei Animation.

Questa fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.

Nessuna violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….

 

P.S.: Questa fanfiction l’ho scritta seguendo il suggerimento di Delila. E’ dedicata a te. E’ la prima che scrivo su loro due, abbi pietà!!!!! Dammi pure qualche consiglio per farne una migliore.

CIAO!!!!

 

Great Saiyaman innamorato

By Aresian

 

Sono trascorse circa due settimane da quando Majinbu è stato sconfitto. La vita ha ripreso a scorrere tranquillamente per tutti….o quasi.

 

“Papà. Avrei bisogno di parlare con te. Hai un minuto?” chiese Gohan un pomeriggio, approffittando di un attimo di tranquillità. Goten era intento a fracassare i piatti nel tentativo di aiutare la madre nelle faccende domestiche e Gohan aveva seguito il padre fuori nel giardino.

Goku osservò il volto serio del figlio. Lo aveva lasciato che era poco più di un bambino ed aveva ora innanzi un uomo. Era fiero di come si era battuto contro Majinbu e della straordinaria forza che aveva mostrato.

“Ma certo, figliolo. Di che si tratta?” gli chiese cordiale.

Il nostro giovanotto arrossì leggermente.

“Ecco, vedi. Ricordi Videl? La figlia di Mr Satan?” balbettò il giovane.

Goku sorrise divertito dal suo evidente imbarazzo.

“Certo. E’ una ragazza veramente in gamba” commentò convinto.

“Bhè. Lei si è messa in testa che noi due dobbiamo uscire insieme. Ma io…” a questo punto Gohan aveva assunto il colore dell’aragosta.

Goku passò un braccio attorno alle spalle del figlio facendogli segno di seguirlo.

“Dov’è il problema, non ti capisco. Mi pareva che quella ragazza ti piacesse” puntualizzò tranquillo il saiyan.

“Sì, Videl è fantastica. Ma… ecco basta già la mamma a parlare di matrimonio. Non vorrei che Videl prendesse le cose troppo sul serio, io…non vorrei ferirla, capisci?” disse il giovane grattandosi la testa imitando, inconsciamente, un gesto tipico del padre.

Goku lo fissò perplesso. Quanto erano complicati i ragazzi. Chichi gli aveva chiesto di sposarsi e lui aveva accettato e non poteva fare scelta migliore, perché Gohan si complicava così la vita?

“Io al tuo posto non mi preoccuperei. Se la cosa ti crea problemi spiegaglielo” gli disse pragmatico prima di tornare sui suoi passi lasciandolo da solo con i suoi pensieri.

Povero Gohan, non che suo padre l’avesse aiutato molto. In realtà lui teneva molto a Videl, cielo l’idea che Majinbu l’avesse trasformata in un cioccolatino e mangiata l’aveva sconvolto. Ma non riusciva a capire bene se era solo preoccupato per un’amica o se si trattava di qualcosa di più, era molto confuso. Come se non bastasse, a complicare tutto, ci si metteva quella straordinaria potenza che Kaioshin il Sommo gli aveva sviluppato. Pur senza trasformarsi aveva in pratica il potenziale di un SSJ3. Questo gli rendeva tutto più difficile. Aveva il timore di non riuscire a controllare la sua forza e di farle del male… Del resto ogni tanto suo padre perdeva il controllo e la povera Chichi finiva dritta in cortile passando dalla finestra…. Un momento, c’era qualcun altro che era dotato di una forza straordinaria ma che gli risultasse sapesse controllarsi alla perfezione….

 

“Oh, insomma papà” sbottò Videl contrariata. Era da mezz’ora che stavano discutendo sull’opportunità che la giovane frequentasse il suo adora Gohan.

“Te l’ho già detto Videl. Quel ragazzo ha una forza enorme, può essere pericoloso per te. Non discuto sul fatto che ci abbia salvato la vita ma non lo credo adatto ad una creatura delicata e dolce come te” disse Satan irritato dalla testardaggine della figlia.

“Sai qual è la verità. Tu hai paura che tutti scoprano che il grande eroe che ha salvato il mondo da Cell e da Majinbu sia un altro e non tu” disse Videl con malcelato sarcasmo. Era stufa dell’atteggiamento da super macho del padre. Soprattutto perché non corrispondeva a verità.

“Non mi interessa la tua opinione. Io amo Gohan è ho deciso che lo conquisterò e che presto diventerà mio marito” disse la giovane con una determinazione invidiabile e gli occhi azzurri che mandavano lampi. Poi, prima di attendere risposta, girò sui tacchi e uscì dalla casa.

 

“Più grinta, Trunks” disse Vegeta schivando l’attacco del figlio. Era da un paio d’ore che si stavano allenando nella stanza gravitazionale. Il piccolo saiyan ce la stava mettendo tutta per non deludere il padre. Da quando lui e Goku avevano sconfitto Majinbu il padre era diventato l’eroe preferito del ragazzino. Pendeva letteralmente dalle sue labbra. Qualsiasi cosa dicesse era per lui legge. Un giorno sarebbe diventato forte come lui…

Lo stridio dell’interfono interruppe bruscamente l’allenamento.

“Scusa se vi disturbo, tesoro. Ma c’è qui Gohan e dice che ha bisogno di parlarti” disse la voce cristallina di Bulma.

“Wow, c’è Gohan” disse Trunks precipitandosi verso l’uscita.

Vegeta sbuffò contrariato, era evidente che per quel pomeriggio avevano finito di allenarsi.

Spense il generatore gravitazionale e preso un asciugamano si avviò a sua volta verso l’uscita.

“Ciao, Vegeta. Scusami per il disturbo ma avrei bisogno di un consiglio” disse il ragazzo abbassando imbarazzato la testa.

Questa è bella – pensò il saiyan - Gohan che chiede un consiglio a me.

“Va da tua madre” disse deciso al figlio che incuriosito guardava dall’uno all’altro.

“Dopo posso venire a salutarti?” chiese a Gohan e al suo cenno di assenso si allontanò rapidamente.

A quel punto Vegeta non perse tempo.

“Che vuoi, allora?” chiese deciso.

Gohan era abituato ai suoi modi spicci e un po’ rudi perciò sorvolò sul tono.

“Ricordi la ragazzina che era con me al torneo di arti marziali?” chiese arrossendo.

Vegeta sogghignò. Allora era quello il problema…

“La figlia di quell’impiastro di Satan?” chiese ironico.

“Vedo che la ricordi. Ecco lei mi ha chiesto di uscire…” bofonchiò il giovane imbarazzato.

Per poco il saiyan non gli scoppiò a ridere in faccia. Non era possibile che anche quel ragazzo, che pure frequentava la scuola e la città, fosse imbranato in materia quanto il padre.

“E dov’è il problema?” gli chiese dopo un’attimo con freddezza.

“Veramente non è uno solo” disse il giovane fissandolo in volto.

Vegeta sospirò.

“Ho capito. Facciamo un giro” disse avviandosi verso la porta d’ingresso costringendolo a fare altrettanto.

Bulma li vide decollare dalla finestra della cucina. Chissà di cosa si trattava…

 

“Spara” disse Vegeta non appena atterrarono. Aveva scelto un luogo tranquillo in mezzo ad un bosco poco lontano dal luogo teatro del suo scontro con Majinbu.

“Lei è una ragazza molto forte e caparbia, l’hai vista al torneo contro Spopovic. Tuttavia la mia potenza è molto al di sopra della sua. Ho paura di poterle fare male…. E poi, lei è così dinamica e estroversa mentre io sono un imbranato” disse Gohan con assoluta sincerità.

“Tutto qui?” chiese il principe fissandolo serio in viso. “In primo luogo, lei è ben conscia dei tuoi poteri. Dimentichi che ti ha visto in azione? In secondo luogo, se non fossimo in grado di controllarci, tua madre e Bulma sarebbero finite all’altro mondo da un sacco di tempo, non so se mi spiego” disse Vegeta sorridendo ironico. Comprendendo il senso delle sue parole il giovane arrossì sino alla radice dei capelli.

“Per il fatto di essere imbranato, non mi stupisce, visto il padre che ti ritrovi. In ogni caso ho avuto l’impressione che lei sia abbastanza smaliziata per tutti e due. Lascia fare a lei. Credimi, l’istinto farà il resto” concluse con un ghigno beffardo.

 

Erano le cinque e mezza quando Gohan riprese, in volo, la strada verso casa. Non che parlare con Vegeta lo avesse tratto d’impiccio. Era forse più confuso di prima. Stava scendendo lentamente di quota quando si imbattè in uno strano volatile, per meglio dire, in una graziosa volatile senza piume.

“Videl!” esclamò il giovane sorpreso.

“Ciao, Gohan. Ero venuta a casa tua a cercarti ma tua madre mi ha detto che eri uscito. Tutto ok?” gli chiese la giovane sorridendo.

Il povero Gohan si sentì avvampare al pensiero che non aveva fatto altro, per tutto il giorno, che parlare di lei e di… loro due.

“Sì. Benissimo. Avevi bisogno di qualcosa?” le chiese tentando di sembrare normale.

Lo sguardo della giovane divenne malizioso quando gli sussurrò.

“Mi pareva che avessimo lasciato in sospeso un discorsetto, o sbaglio?”.

Gohan deglutì nervosamente. Dunque, suo padre gli aveva suggerito di essere sincero e spontaneo e Vegeta di lasciare fare a lei.

“Senti, Videl. Io… ti considero una grandissima amica, ma sta capitando tutto troppo in fretta e io… non vorrei ferirti” bisbigliò imbarazzato.

Videl fissò sorpresa il volto del ragazzo, le faceva un misto di tenerezza e rabbia.

“Senti, Gohan. Tu mi piaci moltissimo, non vedo perché dovrei nascondertelo. Ma se preferisci che restiamo solo amici hai solo da dirmelo” disse dolcemente.

Gohan fissò gli occhi azzurri della ragazza e si sentì al colmo della confusione.

“Il fatto è che non so bene cosa voglio” riuscì a mormorare.

Videl sorrise, tirando un sospiro di sollievo, non era quello che sperava di sentirgli dire ma era meglio di niente.

“Ti va di andare a prendere un gelato? Come amici” precisò la giovane.

“Perché no”.

 

“E’ squisito” commentò Videl leccandosi le labbra con un gesto ingenuamente sensuale.

Gohan ne rimase affascinato ma subito si riscosse.

“Sì è molto buono”.

Erano seduti ad un tavolo della più rinomata cremeria di Satan City da più di mezz’ora e chiacchieravano del più e del meno. Accidentalmente Gohan sfiorò con la mano le dita della giovane e provò come una scarica elettrica. Imbarazzato sollevò lo sguardo fissando i suoi espressivi occhi azzurri. L’istinto farà il resto, gli aveva detto Vegeta. In una frazione di secondo lo seguì e prese tra la sua la mano delicata della giovane strappandole un sorriso felice. Una sensazione di benessere invase il cuore del giovane. Chiunque osservasse la coppia non avrebbe avuto dubbi sul fatto che quei due ragazzi si amavano, l’unico che ancora non riusciva a capirlo era proprio il nostro saiyan.

La quiete della serata venne però interrotta dallo stridente suono delle sirene dei pompieri. In lontananza si levava una spessa colonna di fumo nero. Doveva essere scoppiato un incendio. Subito Gohan balzò in piedi.

“Scusami, Videl. Ma devo andare a vedere se posso rendermi utile” disse il giovane.

Videl annuì prendendolo per un braccio.

“Io vengo con te”.

Un paio di minuti dopo Great Saiyaman e Videl giungevano sul luogo. Le fiamme si levavano altissime dagli ultimi quattro piani di un grattacielo. I pompieri avevano grossa difficoltà a raggiungere i piani alti dell’edificio e dalle finestre diverse persone si sbracciavano alla disperata ricerca di aiuto.

“Presto, Videl. Portiamoli in salvo” disse Gohan avvicinandosi alle finestre e soccorrendo decine di persone imitato dalla compagna. Ma purtroppo, i loro sforzi sembravano non bastare. Il fuoco stava rapidamente divorando stanza dopo stanza l’edificio che minacciava di collassare su se stesso come un castello di carta. In pochi minuti si consumò quella che avrebbe potuto essere una tragedia. Una grossa trave sporgente del tetto si staccò rischiando di travolgere Videl e i pompieri che erano fermi ai piedi del palazzo. Con tutta la rapidità di cui era capace Gohan si fiondò sulla traiettoria giusto in tempo per bloccare la trave a meno di tre metri dal suolo.

Gli occhi sbarrati per lo spavento, Videl osservò il ragazzo lanciare lontano la trave e voltarsi a fissarla preoccupato.

“Stai bene?” chiese il giovane. Per un attimo il suo cuore si era fermato. Aveva rischiato di perderla. In pochi istanti aveva realizzato che non poteva accettarlo.

“Sì, credo di sì” disse la giovane ancora scossa. Poi accadde quello che aveva a lungo sognato. Perdendo ogni inibizione il giovane aveva stretto tra le braccia la “sua” Videl e ora la stava baciando con tutto l’ardore dei suoi sedici anni. Era come se tutto fosse scomparso, le fiamme, l’incendio, le sirene dei pompieri, in quel momento esistevano solo loro due.

“Guardate lassù” disse all’improvviso qualcuno e i due giovani tornarono bruscamente al presente levando lo sguardo verso l’alto. Giusto in tempo per vedere Goku e Vegeta intenti a scaricare tonnellate d’acqua contro il focolaio dell’incendio e spegnerlo in pochi minuti.

“A quanto pare tuo figlio ha fatto in fretta a decidersi” disse Vegeta guardando verso il basso i due giovani abbracciati.

Goku sorrise compiaciuto.

“Già. In fondo a preso da me” disse Goku serio.

Vegeta osservò un attimo l’amico poi sogghignò beffardo.

“Fortunatamente….no”.

 

Fu così che nacque la storia d’amore tra Gohan e Videl che si coronò poi col matrimonio e la nascita della loro “pestifera” figlia. Ma questa è un’altra storia e ve la racconterò un’altra volta.

- FINE -

 

by Aresian

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