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Dragon Ball, Dragonball Z, Dragonball GT, Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono proprietà di Akira Toriyama, Bird Studio e Toei Animation.

Questa fanfiction è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti vorranno leggerla.

Nessuna violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….

 

 

IL MATRIMONIO DEL PRINCIPE DEI SAIYAN

Parte seconda

By Aresian

 

Un paio d’ore dopo l’inaspettato ritorno del saiyan la Sig.ra Brief si azzardò ad entrare nella sala da pranzo. Lei e il marito erano rimasti molto sorpresi dal constatare l’irreale silenzio della casa. Di solito quando Bulma e Vegeta discutevano li si poteva sentire anche nell’ala opposta talmente urlavano.

La scena che si presentò ai suoi occhi la fece sorridere. Ecco perché non li sentivano. I due si erano addormentati abbracciati sul divano, non ci voleva un genio per capire che avevano fatto pace. Felice la donna si allontanò dopo aver spento la luce. Meglio non disturbarli.

 

“Dici sul serio, cara?” esclamò raggiante al Sig.ra Brief. La figlia le aveva appena detto che lei e Vegeta si sarebbero presto sposati. Era da quasi quattro anni che la brava donna aspettava di ricevere una notizia simile.

“Ma certo, mamma. A mi raccomando. La cerimonia deve essere sobria e piuttosto intima. Solo parenti e amici stretti. Sai non credo proprio che Vegeta gradirebbe troppa confusione, sai com’è fatto” le disse la figlia.

“Non preoccuparti, tesoro. Sistemeremo tutto nel migliore dei modi”.

Bulma moriva dalla voglia di raccontare tutto a Chichi, ma pensò che fosse meglio aspettare. Vegeta aveva accettato di sposarla ma non aveva la minima idea di cosa comportasse il matrimonio, almeno quello secondo le usanze terrestri. Quando gli aveva chiesto cosa ne sapeva lui le aveva accennato brevemente all’usanza saiyan che consisteva ne più e ne meno nello scambiarsi la tuta da combattimento davanti ai guerrieri delle due famiglie e dal giacere insieme la notte stessa. A Bulma era sembrato decisamente spartano e immaginava che sarebbero sorti non pochi problemi quando Vegeta avesse scoperto che non solo doveva sopportare un rumoroso ricevimento pieno di gente ma anche formulare delle precise formule di rito davanti a tutti. Al pensiero di come avrebbe reagito la donna iniziò a sudare. Ragazzi, sarebbe stata una bella impresa!!!

 

“Che cosa?” sbottò il saiyan fissando Bulma come se le fossero spuntate corna e coda. “Tu sei pazza. Non ci penso nemmeno” disse deciso incrociando le braccia sul petto.

“O andiamo. Tesoro è in questo modo che noi terrestri celebriamo il matrimonio. Anche Goku si è sposato seguendo questo rito”.

Troppo tardi la donna si accorse dell’errore che aveva commesso.

“Perfetto. Se lo ha fatto Kaharoth scordati che lo faccia io. Non mi abbasserò mai a tanto”.

“Uffa” borbottò la donna. “Quanto ti costa farmi un piacere?” gli chiese gentilmente.

“Farti un piacere? Questo matrimonio sta diventando sempre più una pagliacciata. Perché una volta non facciamo le cose a modo mio. Consegno la mia tuta da combattimento a tuo padre e poi ti porto a letto così siamo sposati e non ci pensiamo più?” le suggerì lui. Bhè almeno stava tentando di trovare un compromesso, pensò Bulma.

“Vorrei farti notare che quel rito lo abbiamo in pratica già fatto almeno due anni fa” gli fece notare annoiata.

“Bhè. Allora siamo sposati, che cavolo centrano la cerimonia, la torta e quel cavolo di invitati?”. Perfetto, e non gli aveva ancora detto che avrebbe dovuto vestirsi in modo elegante e non con il suo inseparabile buttle suite.

“Forse lo siamo per il popolo saiyan, ma non davanti ai terrestri. Io sono terrestre, puoi per una volta rispettare chi sono e le mie esigenze?” gli chiese di rimando.

Il saiyan la fissò con aria truce, poi sbuffando le chiese “C’è altro? Bada Bulma alla prossima sorpresa pianto tutto e chi si è visto si è visto” le disse furioso.

“Bhe. Ancora un piccolo particolare” disse esitante.

“Sarebbe” sibilò l’uomo al limite della sopportazione.

“E’ usanza che la donna si vesta di bianco e che il compagno si vesta in modo elegante, da cerimonia”.

“Tu sei pazza” urlò l’uomo uscendo dalla stanza con la donna subito alle calcagna.

“Vegeta” gli disse raggiungendolo e piantandosi innanzi a lui.

“Sei il principe dei saiyan, giusto. Come ti saresti sposato sul tuo pianeta. Non lo avresti fatto in presenza degli altri guerrieri saiyan e con indosso la tuta e i paramenti reali?” provò a farlo ragionare.

Vegeta non rispose ma non tentò di schivarla e restò in attesa del resto.

“Perché non facciamo una doppia cerimonia? Tu assecondi me e partecipi al rito terrestre e poi io farò altrettanto con te accettando quello saiyan?” propose la donna.

Negli occhi di Vegeta si accese una luce diabolica.

“Tutto il rito?” le chiese cingendole la vita con le mani e attirandola a sé.

O cielo, che significava tutto il rito, cosa le aveva tenuto nascosto?

“Che…che significa?” chiese la donna titubante.

Il saiyan le sussurro all’orecchio. “Il rito prevede una lotta tra i due sposi. Solo se l’uomo riuscirà a sconfiggere la donna avrà dimostrato di essere degno di averla”.

Bulma fece tanto d’occhi. “Ma…ma Vegeta. Se…sei impazzito? Io non posso competere con te!” esclamò allibita.

“Questo è il rito saiyan. Se la cerimonia non ha luogo come stabilito il matrimonio non è celebrato. Mi puoi sposare alla terrestre ma come saiyan io non sarò mai tuo” le disse a mo di sfida. Doveva ammetterlo cominciava a prenderci gusto. L’idea delle due cerimonie non era male. Lui avrebbe dovuto sorbire i corbelli nuziali dei terrestri ma lei quelli saiyan.

Con la ferrea e spiacevole convinzione che si sarebbe messa in grossi guai, Bulma accettò. Era stata quell’ultima frase a convincerla. Se voleva un legame che lui riconoscesse doveva creare i vincoli secondo le regole della sua razza.

 

Il giorno del matrimonio si stava avvicinando, mancavano ormai solo due settimane e Bulma diventava di giorno in giorno più nervosa.

Aveva confidato solo a Chichi le preoccupazioni per quell’insolita seconda cerimonia. L’amica si era detta convinta che fosse solo uno scherzo.

“Stai tranquilla, Bulma. Voleva solo vendicarsi un po’ per quello che lo avresti costretto a fare il giorno del matrimonio” le disse rassicurante l’amica.

“Spero tu abbia ragione” borbottò la donna.

Bulma aveva chiesto all’amica di farle da testimone ma non aveva la più pallida idea di chi sarebbe stato quello di Vegeta. Sapeva che Yanko si era offerto ma non aveva idea di cosa lui avesse risposto.

Il vestito era pronto, il fotografo era stato prenotato da tempo. Gli addobbi per la chiesa ok e anche il rinfresco, organizzato nel cortile della Capsule Corporation era confermato. Cielo, gli inviti.

“Oddio, Chichi. Mi sono dimenticata di spedire gli inviti?” esclamò allibita.

L’amica l’aiuto ad organizzare tutto. Passarono i restanti giorni a rimediare a quella mancanza, ma per fortuna tutti ricevetto l’invito in tempo.

 

Il grande giorno era arrivato. Bulma era nervosa mentre si contemplava nel grande specchio della sua camera. Aveva sollevato i capelli in un’elegante acconciatura ed un diadema di brillanti le reggeva sulla testa un sottile velo che le ricadeva giù sino alle spalle. Poiché erano in autunno inoltrato il vestito era accollato e con le maniche lunghe ma decorato e impreziosito da intarsi di lustrini e perline.

“Tutto a posto, tesoro?” chiese sua madre entrando.

“Diciamo di sì” commentò emozionata. Cielo tra poco lei e Vegeta sarebbero diventati marito e moglie stentava ancora a crederlo.

Vegeta intanto era già insieme agli altri nella grande sala centrale della Capsule Corporation, per l’occasione adibita a festa, e attendeva nervosamente di mettere fine a quella snervante pagliacciata. Indossava un elegantissimo completo bianco, era addirittura arrivato ad indossare la cravatta, ritenuta indispensabile da Yanko e Tenshing che lo aveva seguito passo passo nei preparativi della cerimonia. Aveva perso il conto di quante volte avrebbe voluto disintegrarli. Alla fine aveva accettato, suo malgrado, che il babbeo terrestre gli facesse da testimone. Certo che era totalmente privo di spina dorsale, fare da testimone all’uomo che gli aveva soffiato la fidanzata. Vegeta non sarebbe mai riuscito a capire come ragionasse quel buono a nulla.

Improvvisamente un brusio annunciò l’arrivo della sposa. Incuriosito Vegeta volse lo sguardo verso l’ingresso e… ragazzi quella donna era un vero schianto, pensò. Affascinato il saiyan restò a fissare la donna che lentamente avanzava verso di lui. Lesse nei suoi occhi l’emozione che la pervadeva. Quando gli fu accanto gli lanciò un timido sorriso. Tutto sommato l’idea dell’abito da cerimonia non era stata poi tanto male, pensò tra sé ammirando l’elegante figura della compagna. Bulma era attratta dallo sguardo magnetico del saiyan. Cielo quanto lo amava. Tra poco quel sfuggente ed orgoglioso saiyan sarebbe stato suo marito. Non vedeva l’ora.

Con un colpetto di tosse il sacerdote attirò l’attenzione dei presenti e dette inzio al rito.

La voce di Vegeta era chiara e controllata mentre ripeteva i voti con i quali si legava alla donna. Quella di Bulma invece ebbe una lieve esitazione. L’emozione le stava facendo un brutto gioco. Ma alla fine tutto filò liscio.

“Molto bene. Signori, vi dichiaro marito e moglie. Può baciare la sposa” disse il prete sorridendo.

Vegeta si voltò verso quella che adesso era sua moglie e fissò il suo volto raggiante. Bulma non si aspettava certo che la baciasse, non davanti a tutti per lo meno. Ma lui la sorprese. Seguì il rito alla lettera e togliendole il velo si chinò verso il suo viso baciandola a lungo sulle labbra. Yanko, accanto al saiyan, arrossì lievemente. Si vedeva lontano un miglio la felicità negli occhi dell’ex fidanzata. Fu felice per lei. Anche se con rammarico l’uomo dovette constatare che il fiero saiyan aveva saputo darle quello in cui lui non era riuscito.

 

La giornata trascorse felicemente. Il Genio delle Tartarughe insidiò tutte le ospiti della festa mentre i nostri amici si contesero la coppia. Vegeta, va detto, era sempre più insofferente, ma aveva promesso di restare sino alla fine e così fece.

Era il tramonto ormai quando gli invitati si apprestarono ad andarsene. Bulma ne stava giusto salutando un gruppetto quando Vegeta l’avvicinò e le disse “Tra poco inizia la mia di cerimonia”.

Un brivido di apprensione percorse la schiena della donna. O cielo, allora Vegeta non scherzava.

Vedendola sbiancare Chichi l’avvicinò.

“Qualcosa non va?” le chiese preoccupata.

“Eh?! No niente. Sto solo per intraprendere un combattimento con il mio fiero marito” disse tentando di scherzare.

Chichi osservò il saiyan che si stava allontanando in direzione della stanza gravitazionale.

“Tranquilla. Vuole solo spaventarti un po’. Non farà assolutamente niente. Non credo voglia rimanere vedovo a poche ore dal matrimonio” le disse ironica.

Bulma si sforzò di sorridere.

Quando anche l’ultimo ospite se ne fu andato si ritiro nella loro camera. Sul letto trovò un buttle suite rosa completo di stivali, guanti e corazza. Cielo quel saiyan era matto. Risoluta la donna si tolse l’abito nuziale e si apprestò a seguire la tradizione saiyan. Accidenti a lei e quando aveva accettato.

 

Vegeta la stava aspettando nella stanza gravitazionale. Ovviamente non aveva attivato il computer e la gravità era quella normale. Indossava un buttle suite che Bulma non gli aveva mai visto. Sul lato sinistro della corazza era inciso un simbolo di colore rosso. Intuì che si trattava della divisa con i paramenti regali.

“Cosa devo fare?” chiese cercando di mostrarsi tranquilla e indifferente.

Vegeta registrò che con la tenuta da combattimento saiyan la donna era veramente sexy.

“Avvicinati” le disse freddamente. Dannazione a lui, non faceva proprio niente per renderle le cose più facili. Alzando altezzosamente il mento la donna si avvicinò. Col cavolo, non l’avrebbe intimorita tanto facilmente.

“Ora combattiamo” le disse semplicemente. E prima che lei potesse pensare o dire qualcosa il siayan l’atterrò con una sola mossa.

Confusa e frastornata la donna sollevò gli occhi e vide la figura massiccia del marito incombere su di lei.

“Che razza di maniere. Non mi hai neanche dato il tempo di prepararmi” obiettò stizzita. Senza pensarci due volte si rimise in piedi e tentò di schiaffeggiarlo. Ma in men che non si dica si ritrovò nuovamente al tappeto. Era chiaro che Vegeta si limitava a schivare i suoi goffi tentativi. Indispettita la donna tentò ripetutamente di colpirlo, ma ovviamente senza successo. Dopo cinque minuti Bulma aveva il fiato corto mentre il marito la osservava divertito. Non aveva alzato un dito ma era riuscito a ridicolizzarla oltre modo.

“Dannazione a te, Vegeta. Ti stai divertendo, vero?” gli gridò rabbiosa. Stava decisamente perdendo le staffe.

“Ti arrendi o vuoi andare ancora avanti?” le disse sardonico.

“Col cavolo” obiettò la donna. Cercando di essere il più rapida possibile la donna tentò di nuovo di colpirlo, ma stavolta fu abbastanza furba da fare solo un finta. Quando lo vide scartare di lato gli saltò letteralmente addosso aggrappandosi a lui come un’ostrica allo scoglio.

“Ma che diamine!” esclamò contrariato il saiyan cercando di scrollarsela dalla schiena.

“Ti arrendi?” gli disse provocante, stringendo con tutte le sue forze. Vegeta avrebbe potuto facilmente liberarsi ma nel farlo avrebbe potuto farle del male.

“Lasciami andare, Bulma” le disse freddamente. “Lasciami o ti faro male?” minacciò ancora vedendo che la donna non cedeva.

Mentre Bulma si stava chiedendo se l’avrebbe fatto sul serio il saiyan sviluppò una piccolissima parte della sua aura ma sufficiente a respingere la donna che cadde pesantemente a terra.

“Ehi” si lamentò Bulma massaggiandosi il sedere. Senza pensarci due volte gli sferrò un calcio agli stinchi. Non aspettandosi l’attacco, il saiyan perse l’equilibrio e cadde a terra a sua volta. Bulma fu lesta a saltargli addosso ed usò l’unica tecnica che conosceva per battere il suo fortissimo avversario. Iniziò a fargli il solletico. Tentando di scrollarsela di dosso il saiyan si lamentò.

“Dannazione a te, Bulma. Smettila”.

Andarono avanti così per qualche minuto rotolandosi sul pavimento finchè Vegeta riuscì a bloccare la sua compagna con le spalle contro il pavimento immobilizzandola. Incredibile, anche il saiyan ansimava. Lo sguardo tra il serio e il divertito le intimò “Allora, ti arrendi?”.

Bulma fece ancora un debole tentativo di liberarsi ma la presa di Vegeta era ferrea.

“Va bene, saiyan. Hai vinto” disse ansimando.

Un fugace sorriso rischiarò per un attimo il volto del saiyan mentre l’aiutava a rimettersi in piedi, poi senza dire niente si tolse la corazza del buttle suite ed invitò la donna a fare lo stesso. Bulma comprese che intendeva scambiare le corazze, secondo l’antico rito saiyan, così gli consegnò la sua. Vegeta si infilò la corazza della moglie ma impedì a Bulma di fare altrettanto.

“No. Spetta a me” così dicendo prese la corazza e la infilò sul corpo sinuoso della moglie.

“Ora viene la parte del rito che aspetto impazientemente da tutto il giorno” le sussurrò il saiyan, prendendola tra le braccia. Bulma lesse nei suoi occhi il desiderio. Con la gola riarsa la giovane chiese al suo focoso compagno “Adesso siamo marito e moglie anche per i saiyan?”.

“Non ancora. Tra poco” le rispose entrando nella loro stanza e deponendola sul letto. Lo sguardo incupito dal desiderio il saiyan le levò rapidamente il buttle suite prima di fare lo stesso con il proprio.

 

Un paio d’ore dopo Bulma rivolse di nuovo al compagno che giaceva accanto a lei la stessa domanda “Ora siamo marito e moglie?”.

Vegeta si volse a guardare il volto della donna illuminato dalla pallida luce lunare che filtrava dalla finestra. “Sì, ora lo siamo”.

Un sorriso felice rischiarò il volto della donna mentre con fiducia poggiava la testa sul suo torace muscoloso. Vegeta le accarezzò distrattamente i capelli.

Bulma sospirò e già quasi addormentata pensò “Ora siamo uniti come una cosa sola davanti ai terrestri ed ai saiyan. Interessante come rito. Non avrei mai potuto batterlo ma non era questo il suo scopo, lui voleva che lo accettassi per quello che è. Il fiero principe dei saiyan”.

 

FINE.

 

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