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Dragon Ball,
Dragonball Z, Dragonball GT, Bulma, Vegeta e tutti gli altri personaggi sono
proprietà di Akira Toriyama, Bird Studio e Toei Animation.
Questa fanfiction
è stata creata senza fini di lucro, per il puro piacere di farlo e per quanti
vorranno leggerla.
Nessuna
violazione del copyright si ritiene, pertanto, intesa….
Un regalo per l’eternità
By Aresian
I giorni trascorrevano con la stessa
monotona lentezza. Oramai Bulma era stanca di “vivere”. Il suo Trunks era un uomo
fatto. Con facilità quasi irrisoria si era liberato dei tremendi cybord C-18 e
C-17 e circa due anni prima aveva eliminato anche il pericoloso Cell. Il mondo
che aveva conosciuto stava lentamente riprendendo lo splendore del passato. Le
città venivano ricostruite con rapidità sorprendente. Il terrore che aveva
soffocato i loro cuori per più diciotto anni era scomparso lasciando il posto
al desiderio prepotente di tornare alla normalità, ad una vita spensierata
fatta di piccole cose e di insignificanti problemi.
Per tutti era stato relativamente facile
lasciarsi alle spalle il passato ma per Bulma no.
Trunks era tornato da quel viaggio nel
tempo fortificato nello spirito e nel corpo. La sua potenza, come super saiyan,
era al di sopra delle sue stesse più rosee aspettative. Lo aveva visto in
azione e il cuore le si era stretto in una morsa al ricordo di quanto, il suo
modo di combattere, il suo volto, i suoi occhi determinati, le ricordassero un
altro saiyan, l’uomo che le aveva rubato il cuore e l’anima per sempre….
Trunks aveva conosciuto suo padre
finalmente e per lui era stata un’esperienza irripetibile ma stupenda. Ora
sapeva che suo padre lo aveva amato, che per quanto freddo e cinico aveva un
cuore, almeno per lui. Con quanto entusiasmo le aveva raccontato di come Vegeta
si fosse fiondato contro Cell nel rabbioso tentativo di vendicare il figlio. Di
come avessero discusso a lungo la notte prima della sua partenza e di quante
cose gli avesse insegnato. Come combattere, come controllare al meglio il proprio
ki, come trovare la forza di vivere in un mondo dove lui era il solo guerriero
rimasto….
Tutto questo aveva vissuto Trunks mentre le
si rodeva nel pensiero di quanto aveva perduto. Lei non era stata così
fortunata. Lei non lo aveva rivisto. Non aveva potuto chiedergli il significato
di tutti i suoi silenzi, di quella cicatrice che segnava il suo delicato collo,
di quello sguardo profondo e fiero che le aveva rivolto prima di andare
incontro alla morte….
“Vegeta. Kami perché mi hai lasciata?”
esclamò la donna posando un mazzo di fiori sulla sua fredda tomba. Erano oramai
passati ventinove anni ma per il suo cuore era come fosse stato ieri. Fredda
quella lapide “VEGETA – ULTIMO PRINCIPE SAIYAN”. Era lei che aveva chiesto
quelle parole. Ricordava la perplessità del marmista ma poco le importava, il
suo Vegeta era e sempre sarebbe rimasto il fiero Principe dei Saiyan ed era
giusto ricordarlo in quel modo.
Mentre fissava assorta il freddo marmo
avvertì uno strano malessere. Era da giorni ormai che non si sentiva bene ma
adesso quella sensazione opprimente al petto stava aumentando. Con uno sforzo
la donna tentò di rientrare in casa, in fondo erano pochi passi da fare, la
tomba era nel giardino sul retro e lei aveva lasciato la porta della veranda
aperta. Ma non ci fu tempo. Lancinante giunse il dolore, come se le aprissero
il petto in due. Spaventata annaspò alla ricerca di ossigeno che
improvvisamente era venuto a mancare ai suoi polmoni. La vista le si annebbiò e
prima di perdere conoscenza la donna riuscì solo a pensare “Finalmente la fine.
Ora potrò riposare in pace” per poi crollare al suolo accanto alla tomba
dell’uomo da lei tanto amato.
E fu così che la trovò Trunks un paio d’ore
dopo.
“Mamma!” gridò spaventato correndole
incontro. Subito prese il suo esile corpo tra le braccia e il cuore perse un
battito. Sua madre era gelida. La mano della morte si era posata su di lei.
Adesso, era veramente solo.
“Nooooo!!!!” un grido angosciato, come
tanti anni prima lungo un vicolo deserto e ricolomo di macerie accanto al corpo
martoriato del maestro di sempre, del suo grande amico Gohan. Ora aveva perso
anche lei.
Il funerale ebbe luogo un paio di giorni
più tardi, mezza Città dell’Ovest si presentò alla funzione nella piccola
chiesa. Trunks, solo nel suo dolore fissò la lugubre bara che racchiudeva le
spoglie mortali di una donna incredibile, dallo spirito indomabile che mai
aveva saputo reagire alla perdita dell’uomo che nel bene e nel male le aveva
insegnato cosa volesse dire essere donna. Sua madre era stata una persona
eccezionale e così l’avrebbe sempre ricordata. Seguendo un suo impulso il
giovane aveva voluto che lei riposasse accanto alla tomba del padre. Se la vita
li aveva separati tanto presto, la morte li avrebbe uniti per l’eternità,
almeno era questo che il cuore addolorato di Trunks sperava.
Bulma riaprì gli occhi in un luogo che
definire paradisiaco era piuttosto riduttivo. Una spiaggia dalla sabbia bianca
come la neve. Un mare del blu cobalto, calmo e leggermente increscapato dalla
spuma generata dal gentile andare delle onde. Dietro di lei una distesa di
palme altissime e una vegetazione ricca e lussureggiante ove brillavano fiori
dai mille colori.
“Ma dove diamine sono finita?” esclamò
attonita sollevandosi in piedi.
“In Paradiso, Bulma” disse una voce che da
anni, troppi non sentiva più. Col cuore (si fa per dire visto che è morta…. –
N.d.a. - ) in gola la donna si volse verso l’amico dell’infanzia e di una vita.
“Goku…..!!!!! Ma come….???”.
Impossibile non riconoscere il suo sorriso
dolce e fanciullesco e quell’incredibile pettinatura ribelle.
“Non è facile abituarsi al trapasso, ma
questo è il tuo angolo di paradiso. Vorrei ci fosse un modo più semplice per
dirlo ma ecco…. sei morta amica mia. Come me”.
“Coooosaaa?”.
La povera Bulma era sgomenta. Non è che
capitasse tutti i giorni di morire e ora che era successo faceva veramente
molta fatica a rendersene conto…
“Trunks” il suo primo pensiero razionale
“Come farà adesso?”. I suoi occhi si riempirono subito di apprensione.
“Tranquilla, Bulma. Tuo figlio è un ragazzo
in gamba se la caverà benissimo anche da solo”.
“Ma tu come….??? Lascia perdere” aggiunse
bloccando la sua risposta con un gesto della mano “Idiota io a chiedertelo,
suppongo che da questo luogo non sia poi così difficile vedere cosa accade tra
i mortali…”
“No, infatti. Vieni ti porto dagli altri”.
Il volto della donna si illuminò
all’improvviso.
“Hai detto…. altri. Vuoi dire che siete
tutti qui?”.
“Certo” rispose il saiyan sorridendole e
con un cenno della mano la invitò a seguirlo.
Con un misto di aspettativa e timore la
donna si avventurò in quel luogo sconosciuto eppure bellissimo. La bellezza di
quei luoghi mozzava il fiato e il senso di pace e completezza che ne derivava
era incomprensibile per chi non lo viveva.
“Crili, Yanko” esclamò entusiasta la donna
correndo incontro ai suoi amici di sempre.
“Ciao, Bulma. Non che siamo felici che tu
sia morta ma per lo meno ci siamo ritrovati un’altra volta” disse Crili
compiaciuto e stringendo affettuosamente la mano della donna.
“Già ma mentre io mostro tutti i miei sessantatre
anni voi due sembrate ancora dei ragazzini. Non è giusto… In questo posto fanno
i leafting????” chiese sorridendo ironica.
Yanko scoppio in un’allegra risata.
“Parola mia, Bulma. Non cambierai mai”.
Poco lontano scorse anche Tenshing, Rijif e
Junior e ….
“Gohan. O Kami, sei proprio tu?” disse al
colmo della gioia. Quel ragazzo, per diversi anni dopo la morte di Goku e degli
altri, era stato un fratello maggiore per Trunks e un figlio aggiunto per lei.
Era naturale che fosse grande l’emozione nel rivederlo.
“Ciao, Bulma. Ho saputo che Trunks è
diventato un grande guerriero dal cuore puro e gentile. Sono fiero di lui e
dovresti esserlo anche tu” le disse abbracciandola affettuosamente.
“Già. Grazie ai tuoi insegnamenti e a
quelli di suo padre…”.
Il solo accennare al tenebroso saiyan aveva
fatto serpeggiare una strana sensazione tra i presenti.
“Vegeta… O Kami. Ditemi è qui anche lui?”
chiese la donna ansiosa, gettando occhiate speranzose intorno a sé.
“No, Bulma. Mi dispiace ma Vegeta si trova
negli inferi. Non potrai vederlo” disse Goku in tono dispiaciuto, forse l’unico
insieme a Gohan a dispiacersi di quell’eventualità.
Gli occhi della donna si colmarono di
lacrime. Perché? Perché il destino si accaniva in quel modo contro di lei,
nemmeno nella morte poteva riabbracciarlo????
Senza dire niente si allontanò. Tutto d’un
tratto quel luogo paradisiaco aveva assunto, per lei, le sembianze di una
prigione.
“Goku, perché ha reagito in quel modo? In
fondo Vegeta non è mai stato un grande compagno per lei” sbottò Yanko vagamente
ferito dal comportamento della donna. Proprio non capiva oggi come allora cosa
ci avesse trovato in quel cinico e sanguinario saiyan.
“Non giudicare quello che non sai” si intromise
Gohan in tono stranamente duro.
“Quando Junior è caduto per mano di C-18
ero rimasto isolato e da solo. Se Vegeta non avesse dato la sua vita per
salvarmi io sarei morto a dieci anni e non a diciannove. Avrà avuto tutti i
suoi difetti ma in quella circostanza ha mostrato tutto il suo valore e il suo
coraggio, checchè ne diciate quel giorno si è battuto con noi ed io penso sia
morto per Bulma e suo figlio”.
Goku approvò con un cenno del capo. Sì, suo
figlio aveva ragione. Dall’aldilà lui aveva seguito lo scontro e sapeva
esattamente com’erano andate le cose. Probabilmente Vegeta sarebbe stato
sconfitto lo stesso da C-17 ma il colpo ricevuto per proteggere Gohan lo aveva
privato delle ultime forze rendendolo inerme al suo avversario.
“Bha! Se lo dici tu” bofonchiò Yanko poco
convinto.
Passarono diversi giorni, anche se
nell’aldilà il tempo non ha molta importanza in confronto con l’eternità. Bulma
pareva essersi abituata molto presto alla sua nuova condizione e aveva familiarizzato
con tutti e già iniziava a dettare ordini. Yanko aveva ragione, neanche da
morta il suo spirito manageriale e un po’ dittatoriale era cambiato. Qualcosa
però nei suoi occhi stonava con la pace e l’armonia di quei luoghi. Erano
tristi e spenti.
Goku era in pensiero. Sospettava che la
sofferenza dell’amica fosse legata all’impossibilità di incontrare Vegeta così
affrontò direttamente l’argomento con lei.
“Ti manca così tanto?” le chiese un giorno
mentre riposavano tranquilli sotto uno splendido salice.
Inutile mentire…
“Sì” una sola parola ma densa di
significati.
“Sai mi sono spesso domandato cosa ti
avesse attratto in lui” disse Goku sospirando.
“Vuoi saperlo?”.
“Se ti va” disse sorridendo gentilmente.
Bulma trasse un profondo sospiro.
“Vedi, lui era molto più di quanto
appariva. Sapeva essere indisponente ed odioso ma anche appassionato e
vulnerabile. A volte era violento e subito dopo diventava gentile….Perché
sorridi?” gli chiese indispettita.
“E’ che faccio un po’ fatica a immagine
Vegeta “gentile”” disse tutto d’un fiato Goku.
“Invece lo era. In alcune circostanze il
suo ferreo autocontrollo si incrinava e si lasciava andare a qualche gesto
affettuoso. Piccole cose che però rimpivano il mio cuore di gioia. Era un uomo
molto solo. Chiuso dietro spesse barriere d’odio e paura. La stessa paura che
attanaglia il cuore di un bambino che si ritrova orfano a cinque anni e che ha
come patrinio un “demone”. Freezer non è stata una bella scuola per lui. Molte
delle cicatrici che solcavano il suo petto gliele aveva inferte lui” disse la
donna levandosi a sedere e fissando il prato fiorito senza tuttavia vederlo.
Goku fissò il volto dell’amica e solo in
quel momento comprese quanto profondo fosse il sentimento che legava Bulma a
quel saiyan. Non era solo il padre di suo figlio, era il suo compagno. La
conosceva abbastanza per sapere che non avrebbe mai rinunciato all’idea di
poterlo vedere e questo, in quel luogo, voleva dire soffrire per l’eternità.
“Son Goku, cosa ci fai da queste parti?”
chiese Re Enma osservando compiaciuto il piccolo (vista la mole del Re degli
Inferi – N.d.a. - ) saiyan.
“Sono venuto a chiederti un favore.
Bulma,una mia cara amica è giunta circa tre mesi fa in paradiso ma non è
felice” disse tranquillo.
“Come? Questo è impossibile” disse Re Enma
preoccupato. Da quando in qua le anime del paradiso erano infelici?
“Questo perché sperava tanto di poter
rivedere, almeno per una volta, una persona a lei molto cara ma purtroppo
questo è impossibile” proseguì tranquillo il nostro amico.
“Ah, se è solo questo il problema, con
tutte le anime che ci sono potrebbe cercarla almeno cent’anni. Dimmi chi è e
provvedo io” disse calmo il buon Enma.
“Ecco, si tratta di Vegeta” disse Goku
tranquillo.
“Vegeta….Vegeta. Dunque vediamo un
po’…..Aspetta un momento, ma quest’uomo non si trova in paradiso è giù negli
inferi” esclamò sorpreso il Re.
“Lo so. Ma credetemi, Re Enma. Lei ci tiene
moltissimo….”
“E’ impossibile” lo interruppe subito la
suprema autorità dei morti “Lei non può scendere agli inferi e a lui è precluso l’accesso al paradiso”
sentenziò deciso chiudendo il librone impolverato che stava consultando.
“E se si incontrassero a metà strada?”
suggerì Goku pratico, non voleva arrendersi così facilmente, ne andava della
felicità dell’amica.
Re Enma si grattò perplesso la lunga barba
poi sentenziò.
“Potrebbero incontrarsi alle porte degli
inferi. Ma nessuno dei due può oltrepassarle”.
Bhè! Era sempre meglio di niente.
“Ottimo. Cosa debbo fare?”chiese Goku.
“Per prima cosa devi convincere tutti e due
ad incontrarsi all’ingresso degli inferi e poi sorvegliare che nessuno dei due
varchi la soglia. Avverti la tua amica che se lo farà sarà condannata a restare
negli inferi per l’eternità”.
“Ho capito”.
“Un’altra cosa, Goku. Vegeta è divenuto solo
spirito e perciò dovrete aspettare qualche ora affinchè io possa ridargli
temporaneamnete un corpo, poi sta a te convincerlo a vederla. Potrebbe sempre
rifiutare”.
“Ok. Messaggio ricevuto”.
La nostra Bulma non stava più nella pelle.
Era nervosa come una ragazzina al suo primo appuntamento. Una parte di lei
fremeva al pensiero che lo avrebbe rivisto, aveva così tante cose da dirgli e
da chiedergli, l’altra temeva che lui non avrebbe accettato di vederla, che
l’avrebbe respinta e questo l’avrebbe ferita anc’ora di più.
“Io vado” disse Goku sfiorandole la spalla.
“Ti prego, convincilo” sussurrò la donna.
“Farò del mio meglio, Bulma”.
Gli inferi, ricordava piuttosto bene quel
posto, molti anni prima ci era finito per sbaglio cadendo dal serpentone. Erano
più tetri, pensò scendendo lungo una stretta e oscura gola per raggiungere un
gigantesco lago rosso come il sangue. Fu allora che lo vide. “Vegeta” lo chiamò
non ben certo di quale sarebbe stata la sua reazione.
Il saiyan si voltò lentamente.
“Credevo di essermi liberato di te,
Kakaroth. Ma a quanto pare mi perseguiti anche da morto” disse questi alzandosi
in piedi e avvicinandosi lentamente.
“Vedo che non hai perso il tuo sarcasmo”
disse Goku sorridendo divertito. “Comunque non sono qui per litigare. Bulma è
morta. Ora è in paradiso ma ha espresso il desiderio di incontrarti e Re Enma è
disposto a concedervi una sorta di permesso speciale…”
“Non mi interessa” disse il principe
voltando le spalle e allontanandosi.
Kami, era più difficile di quanto pensasse.
“Ne sei sicuro? Non avrai un’altra
occasione per incontrarla” gli rammetò Goku deciso.
“E dovrebbe importarmi? Speravo fossi
venuto per tirare quattro colpi, visto che ho di nuovo un corpo tanto valeva
approfittarne….”.
Goku era esterefatto. Quello era l’uomo che
Bulma amava così disperatamente? Bhè. Comuque fosse, vederlo le avrebbe
permesso di mettersi il cuore in pace e lui non poteva privarla di questa
possibilità.
“Facciamo un patto. Tu incontra Bulma e poi
noi due ci batteremo. Ci stai?”.
Il principe si bloccò all’istante e quando
si volse i suoi occhi brillavano di sfida.
“Affare fatto, Kakaroth. Incontrerò quella
terrestre e poi mi libererò di te una volta per tutte”.
“Tra un’ora all’ingresso degli inferi. Non
tardare” disse Goku tranquillo.
“Ci sarò” fu tutto quello che disse Vegeta
prima di andarsene.
“Bulma. Io, ecco…. non vorrei che tu
rimanessi delusa” disse Goku mentre accompagnava l’amica fino all’angusto
ingresso.
Bulma a malapena lo ascoltava. La sua anima
era tutta protesa verso quell’incontro.
Giunsero puntuali ma del principe non c’era
traccia.
“Dov’è?” chiese Bulma perplessa.
“Non lo so. Ma aveva promesso che sarebbe
venuto. Non ci resta che aspettarlo”.
Passarono minuti interminabili ma il saiyan
non si fece vedere.
^ Strano^ pensò Goku ^Sembrava ansioso,
almeno di battersi con me, non è da lui rifiutare una sfida, specie se mia^.
Bulma stava diventando nervosa. Perché non
arrivava?
“Eccolo” disse ad un tratto Goku, tirando
un sospiro di sollievo. Strano indossava una tuta da combattimento diversa. Bhè
probabile che l’avesse rubata a qualche altra anima dannata di quei luoghi.
Lentamente il saiyan si avvicinò
all’ingresso facendo molta attenzione a non varcarne la soglia.
“Vegeta….” sussurrò la donna tentando di
tenere a freno la violenta emozione che l’aveva colta. Quei suoi occhi di brace
che la squadravano, cielo era come tornare indietro nel tempo….
“Sei invecchiata, donna” disse ironico
l’uomo.
Immediatamente l’emozione lasciò il posto
alla rabbia.
“Sei sempre il solito maleducato. Eppure
sai benissimo che detesto essere chiamata “donna”” sbottò alterata. I suoi
occhi azzurri brillavano di collera trattenuta.
Goku osservò perplesso i due. Ebbe
all’improvviso la spiacevole sensazione di essere di troppo e con una discrezione
che non gli era propria si allontanò di qualche passo lasciandoli un po’ soli.
“Proprio come allora…” mormorò il saiyan
bloccando di colpo le invettive della compagna.
“Come hai detto?” gli chiese confusa.
“Hai molte rughe in più ma il tuo caratterino
focoso non è cambiato di una virgola. Allora, cos’avevi di così importante da
dirmi da scomodare mezzo regno dei morti per vedermi?” le chiese sardonico
appoggiandosi allo stipite di roccia con fare indolente.
Quel gesto, quante volte glielo aveva visto
fare quando si presentava nella sua stanza pronto ad iniziare una notte di
passione e d’amore.
“Mi sei mancato” balbettò totalmente
disorientata la donna. Le tremavano le mani per l’emozione e adesso i suoi
occhi brillavano di lacrime trattenute.
“Davvero?” chiese l’uomo indolente.
“Va al diavolo. Ho sprecato il mio tempo a
venire a cercarti. Trunks non aveva ragione. Sei solo uno sporco cinico
egoista” disse scoppiando in lacrime e voltandogli le spalle.
“Hai ancora il segno del morso?” le chiese
deciso.
La donna si voltò lentamente.
“Sì, perché?”.
“Non te l’ho mai detto perché ero convinto
di avere una vita per farlo. Purtroppo mi sbagliavo. Con quel gesto io ti ho
reso la mia compagna, Bulma. Per dirla alla terrestre, ho fatto di te mia
moglie” le spiegò con un tono incredibilmente gentile.
Gli occhi della donna si dilatarono per la
sorpresa. Senza esitare si avvicinò a lui…
“Ferma. Non oltrepassare la soglia o
resterai per sempre imprigionata in questo luogo” l’ammonì duramente
staccandosi dalla parete di roccia e ponendosi innazi a lei.
“Sono disposta a dividere anche l’inferno
con te, mi basta che stiamo insieme” disse Bulma decisa. Quel temperamento
focoso e ribelle che lo aveva sempre attratto non si era spento con gli anni ed
era lì a ricordargli perché l’amava.
“Ma sono io che non voglio, Bulma. Tu sei
una creatura di luce e non puoi stare nelle tenebre. Torna dai tuoi amici.
Finchè il morso resterà impresso sulla tua spalla noi due saremo una cosa sola”
disse il saiyan in tono grave.
“Vegeta…” sussurrò la donna. No, non
avrebbe potuto accettare il Paradiso senza di lui. Decisa fece per attraversare
il varco… Una frazione di secondo e Goku si ritrovò ad osservare esterefatto
una scena che non avrebbe mai più scordato. Pur di impedirle di commettere quell’errore
fu Vegeta a varcare la soglia. Nel momento stesso in cui lo fece il suo corpo
venne avvolto da una fiamma azzurra e il saiyan emise un grido di dolore che
raggelò la donna.
“Vegeta??!!!” gridò sgomenta tentando di
avvicinarlo.
“Sta indietro” gridò il principe
respingendola con un gesto brusco. “Kaharoth portala via. Non permetterle mai
più di scendere fin qui, mi hai capito? O giuro che troverò il modo per fartela
pagare” disse serrando i pugni e appoggiandosi alla parete. Il dolore era talmente
violento da minacciare di fargli perdere i sensi e non lo avrebbe mai permesso,
non davanti a Kaharoth e Bulma.
“Vieni, Bulma. Andiamo via” disse Goku
scosso prendendo per un braccio l’amica.
“No. Non posso lasciarlo in questo modo. Sta
soffrendo…” balbettò la donna strattonando per liberarsi dalla stretta
dell’amico.
Vegeta, con uno sforzo notevole, rientrò
nel mondo degli inferi e all’istante la fiamma azzurra scomparve così come il
dolore.
“Non soffro più, donna. Ora va via. Mi hai
visto e questo ti dovrà bastare per l’eternità” le disse deciso. Gli occhi neri
accesi da un’ardente fiamma che mai gli aveva visto.
“Ma io ti amo” sussurrò Bulma in lacrime.
“Erektha! Miara akante, Buruma” disse
il saiyan prima di voltarle le spalle e allontanarsi.
Bulma si lasciò andare contro il petto
dell’amico in un pianto dirotto. L’aveva amata e questo nessuno avrebbe potuto
cancellarlo ma, maledizione perché non potevano stare insieme????
Goku sinceramente colpito dall’evidente
legame che univa quei due risolse che non potevano soffrire in quel modo. Levò
il viso a fissare oltre l’apertura e intravvide un’ombra, semi nascosta dietro
la roccia. Un istante, ma per la sua vista allenata fu sufficiente. Vegeta, il
volto solcato da una solitaria e amara
lacrima, stava dicendo addio alla sua compagna.
Dopo avere riaccompagnato Bulma in paradiso
il nostro Goku tornò deciso da Re Enma. Doveva pur esistere un modo per unire
quelle due anime infelici….
“Allora, la tua amica sta meglio ora?”.
“Non proprio, il distacco è stato duro.
Senta, Re Enma ma non si può proprio fare in modo che stiano un po’ insieme.
Che so magari sul serpentone, ogni tanto….” Suggerì speranzoso.
“Goku…. Ragazzo mio tu chiedi un po’ troppi
favori in questo periodo” disse il Re contrariato.
“Per favore” soggiunse Goku con quel
sorriso fanciullesco che difficilmente falliva.
“Mi spiace ma è impossibile. Il tuo amico è
già tornato solo spirito. E in ogni caso sarebbe contro le regole”.
Deluso e soprattutto dispiaciuto il nostro
amico fece per allontanarsi quando qualcosa attirò la sua attenzione.
^ Non può essere ^ pensò sgomento. Quella
capigliatura sparata l’avrebbe riconosciuta ovunque. Solo un uomo possedeva
tanta alterigia in ogni suo gesto.
“Vegeta… ma cosa…. Baba che ci fai tu qui?”
disse attonito riconoscendo i due. “Re Enma, aveva appena detto che Vegeta era
divenuto solo spirito” disse in tono
d’accusa volgendosi a guardarlo.
Il buon Re mostrò tutto il suo imbarazzo.
Com’era difficile gestire il mondo dell’aldilà.
“Ehm! Credo sia il caso di darti qualche
spiegazione ragazzo mio” disse schiarendosi la voce.
“Il Vegeta che hai incontrato negli inferi
è quello della tua epoca e non sarebbe mai andato a incontrare Bulma. Questo
invece” disse indicando il principe saiyan che sorrideva ironico al volto
sbigottito dell’antico rivale “E’ il Vegeta del passato. In buona sostanza è
quello dell’altra sfera temporale”.
“E perché è qui?” chiese alquanto confuso
il buon Goku.
“Perché nel suo tempo un pericolosissimo
guerriero ha sterminato quasi tutta la popolazione terrestre e lui si è
sacrificato nel tentantivo di fermarlo. Ora, poiché il te stesso di quell’epoca
è nei guai ho pensato di rispedirlo sulla Terra per un giorno con l’aiuto di
Baba. Non preoccuparti voi due insieme siete praticamente invincibili e avrete
ragione dell’avversario. Tutto si sistemerà”.
“Noi due combattere insieme?” chiese Goku
fissando attonito Vegeta.
“Non che faccia i salti di gioia ma quel
maledetto mostro rosa ha già fatto fuori le nostre mogli e i nostri figli e l’unico
modo per batterlo è unire le nostre forze. Una volta eliminato il pancione non
ci resterà che richiamare il Drago Shenlong e fare tornare in vita le sue
vittime”.
“Aspetta un attimo…. Adesso capisco. Ecco
perché avevi una tuta da combattimento diversa dal Vegeta degli inferi… Sei tu
che hai incontrato Bulma” disse Goku iniziando a comprendere.
“Sì. Quell’altro me stesso è un emerito
imbecille. Tra qualche tempo si renderà conto dell’errore che ha commesso nel
non volerla incontrare. Bulma ha già sofferto troppo. Glielo dovevo. Quando
tutte le nostre vite, nei vari mondi paralleli, cesseranno noi ci riuniremo e
condivideremo in una sola anima tutte le esperienze vissute e lui scomparirà
unendosi a me”.
“Quindi l’altro Vegeta sta ancora
aspettando di battersi con me?” chiese Goku grattandosi perplesso la testa.
“Non proprio, figliolo. Lui è tornato
ad essere solo spirito, questo qui invece non l’ho mai privato del corpo. Ha
ucciso molte persone nella sua vita ma, in considerazione del fatto che è
saltato in aria per proteggere la Terra e i suoi abitati, ho chiuso un occhio”
spiegò tranquillo Enma.
“Ma, perché il tuo corpo è stato
avvolto da quella fiamma???” chiese Goku sempre più curioso.
“Quale fiamma?” si intromise subito il
Re perplesso “Vegeta, non mi dire che mi hai disobbedito e sei uscito dal varco
degli inferi?”.
“E con questo?” chiese sardonico il
saiyan.
“Lo sai che con quel gesto ti sei
condannato per l’eternità?” chiese allibito Re Enma.
Goku fissò esterefatto i due.
“Che volete dire?”.
“Semplice, che in questo modo lui non
potrà mai più risiedere negli inferi ma neanche in nessun altro posto di questa
dimensione. Quando le ventiquattro ore scadranno il suo spirito si dissolverà”
spiegò il Re scuotendo la testa dispiaciuto.
Goku fissò esterefatto l’amico-rivale,
possibile che avesse rischiato tutto quello consapevolmente e per cosa?
“Vegeta. Tu lo sapevi?”.
“Sì”.
“Perché?” gli chiese semplicemente.
Doveva saperlo.
“Per Bulma. Avrebbe scelto gli inferi
se io fossi rimasto lì. Ora non sarà più tentata di raggiungermi”.
Se non era un amore totale e assoluto
quello, bhè Goku avrebbe trovato difficoltà a trovarne un altro altrettanto
forte e profondo. Lanciò uno sguardo speranzoso verso Re Enma che fissò
perplesso entrambi.
“E va bene, Goku. So perfettamente
cosa ti frulla per la testa. Essia. Farò l’ennesimo strappo alla regola.
Vegeta, farò finta che la tua trasgressione non sia mai avvenuta. Non è detto
che gli inferi possano essere il tuo solo regno. Dipenderà da come governerai
la tua vita da oggi in avanti. Vedi di diventare un’anima buona così io evitero
di avere due “anime in pena” nel mio mondo. Adesso muoviti, saiyan. La Terra e
il Goku del tuo tempo hanno bisogno del tuo aiuto”.
Vegata incassò la notizia innarcando un
sopracciglio.
“In questo caso… Prendi Kaharoth.
Dalle questo e dille che un giorno tornerò a prenderlo” disse porgendo
all’amico uno strano medaglione con incastonato al centro una pietra simile
allo zaffiro.
Goku fissò il volto fiero del saiyan e
prese tra le mani l’oggetto.
“Certo e per favore, di all’altro me
stesso che deve essere meno egoista con Chichi” disse piano.
“Lo farò, idiota. Dimmi tu se devo
fidarmi di una stupida terza classe per salvaguardare la mia eternità. Addio”
disse Vegeta prima di sparire oltre l’ingresso al Serpentone seguito da Baba.
“Buona fortuna, amico” sussurrò Goku,
lieto di non essersi ingannato sul conto di quel saiyan. Sì l’altro se stesso
aveva finalmente trovato un fratello e Bulma e Trunks un compagno e un padre
degni di quel nome.
La trovò distesa sotto le fronde di un
pino, il volto ancora rigato dalle lacrime versate. Lo sguardo spaesato.
“Bulma. Ho rivisto Vegeta. Ecco, lui
mi ha detto di darti questo e di dirti che un giorno tornerà a riprenderlo”
disse Goku porgendole il ciondolo.
“Come sarebbe…. tornerà???” chiese
confusa fissando sgomenta il piccolo gioiello. Goku sorrise “Re Enma ha detto
che ci vorrà ancora molto tempo, ma un giorno, espiate le sue colpe gli
concederà di uscire dagli inferi per restare lungo il serpentone, lì voi
potrete incontrarvi. E chissà… forse gli concenderà un piccolo spicchio di
paradiso, forse…”.
Bulma balzò in piedi con un urlo di
felicità e radiosa prese dalle mani dell’amico il medaglione e lo indossò
dicendo “Miaro, rekante Vejita” .
Goku sorrise felice per lei. Non
sapeva cosa volessero dire quelle parole ma era chiaro che ora la sua amica
avrebbe affrontato l’eternità con felice aspettativa e gioioso ricordo.
Molti anni dopo, su una spiaggetta
dalla sabbia finissima e bianca come la neve, due anime divise tornarono ad
essere una sola. Il saiyan aveva mantenuto la sua promessa. Stretta tra le
vigorose braccia del suo Rekante Bulma ritrovò la piena felicità, per
sempre…..
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FINE -
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