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VOCI
IRACHENE Di Amir Taheri <<Potrei avere il microfono per un solo
minuto e parlare alla gente della
mia vita ?>>, domando' una nonna irachena. Ho passato parte di sabato scorso con i cosiddetti
manifestanti contro la
guerra di Londra, in compagnia di alcuni amici iracheni. Il nostro scopo
era quello di persuadere gli organizzatori di lasciare sentire alla
gente almeno una voce di un iracheno. Presto, tuttavia, divenne chiaro
che gli organizzatori erano tanto ansiosi di zittire la voce degli
iracheni in esilio quanto lo era lo stesso Saddam Hussein in Irak. Gli iracheni erano venuti con dei cartelli le cui
scritte dicevano : "Freedom for than Takriti tyranny!" Nessuno dei loro cartelli domandava che Saddam disarmasse per impedire la
guerra. I babbei sono arrivati al punto di confiscare le
fotografie che mostravano la tragedia di Halabja, la citta' curda dove le forze di Saddam
gasarono 5,000 persone nel 1988 Avevamo in mente di raggiungere alcune stars della manifestazione, incluso
il Reverendo Jesse Jackson,
il campione dei diritti civili americani. Una irachena
del nostro gruppo, Salima Kasim,
una nonna, penso' di attirare l'attenzione del reverendo e dirgli
come Saddam Hussein
avesse uciso i suoi tre figli perche' erano dei
dissidenti del Baasth
Pary, e come uno dei suoi nipoti fosse
ucciso nella guerra che Saddam
mosse al kuwait nel 1990. <<Posso avere il microfono
per un solo minuto per <<Posso parlare a queste
persone della mia vita ?>> domando' Salima, 78 anni. Il reverendo non ne ebbe
piacere : <<Oggi non siamo qui per Saddam
Hussein>> sbotto'.
<<Oggi siamo qui per Bush e Brair
e il massacro che hanno pianificato in Iraq>>. Salima dovette
indieteggiare, insieme a noi, non appena i gorilla
del reverendo fecero
muro attorno a sua santita'.... Cercammo poi di parlare alla diva del cinema, a Glenda Jackson, che si occupava dello stand dove i pacifisti potevano firmare richieste per diventare scudi umani in protezione delle installazioni militari contro gli
attacchi aerei Americani. <<Questa gente e' pazza>>, esclamo' Awad Nasser, uno dei piu' famosi poeti
conteporanei iracheni. <<Stanno veramente
firmando per sacrificare le loro vite al fine di proteggere la macchina della morte di un tiranno>>. Anche la star del cinema, divenuta attualmente parlamentare, non ebbe tempo
per una cosa fuori tema come il milione e duecentomila iracheni, iraniani e kwaitiani che sono morti in conseguenza
della mortifera politica di Saddam. Pensammo allora di avere piu' chance con Charles Kennedy, con il suo aspetto
cosi' da ragazzo e i capelli rossi da scozzese e
capo di partito. Ma anche lui non
ebbe tempo per "questioni complesse" che non possono
essere affrontate in una manifestazione di massa. <<Il punto e'>>- disse -<<che qui
stiamo cercando di dire ai governi americano e inglese che siamo contro la guerra, ci sara'
tutto il tempo per
le altre questioni>>. Ma
non e' stupefacente che possa esserci una manifestazione riguardo all'Irak
senza che vi sia menzione di cosa Saddam e il suo
regime hanno fatto
in tre decenni ? Almeno un piccolo accennto, dico,
riguardo al fatto
che Saddam stava ancora - tuttora - uccidendo la
gente nella sua priogione di Qasr al-Nayhayah (chiamato il Palazzo della fine), stava uccidendo proprio nel mentre i pacifisti marciavano ? Non avemmo neppure una chance. Andammo poi da Tony Benn,
un settantenne di sinistra che era poi diventato un reporter televisivo che intervisto' Saddam a Bagdhad. Ma
venimmo a sapere che non c'era verso di parlare con lui. La notte prima
era apparso in TV per dire agli inglesi che il suo amico Saddam
stava
dalla parte della "povera e piccola gente" contro "l'egemonia Americana". <<Ma questa gente e'
ignorante oppure e' gente accecata dall'odio per gli
Stati Uniti ?>>, domando' Nasser,
il poeta. Gli iracheni avrebbero molto da dire a questi
marciatori della pace, se avessero almeno la possibilita' di parlare. Fadel Sultani, presidente della
Associazione Nazionale degli Autori Iracheni, avrebbe detto ai manifestanti che la loro azione non avrebbe fatto altro che incoraggiare la
repressione attuata da Saddam nella loro patria. <<Avevo alcune domande per
i manifestanti>>, Sultani disse. <<Non riescono a capire che l'oppressione, le torture e i massacri di civili iracheni sono gia' guerra ? Sono solo contrari alla
guerra per liberare l'irak,
o sono anche contro la guerra che Saddam sta
compiendo contro la nostra
gente da una generazione ?>> Sultani avrebbe potuto
raccontare ai pacifisti come gli scagnozzi di Saddam
avessero assassinato artisti dissidenti, e scrittori, facendogli ingoiare la carta dei loro libri, pagina a pagina fino a morirne. Hashem
Al-Iwabi, uno dei piu'
eminenti intellettuali e scrittori iracheni, aveva la speranza che i manifestanti menzionassero almeno il fatto
che Saddam ha privato delle loro case quasi quattro
milioni di iracheni e raso al suolo piu' di 6,000 villaggi. <<La morte e la distruzione
causati da Saddam nella nostra terra e' la cosa
peggiore dai tempi di Nabucodonosor>>- disse
-<< Questi ricchi, pacifici e grassi europei stanno marciando aiutanto
il male fatto carne>>. Guardando la marcia dei manifestanti
Hashem senti' che il Nazismo <<era vivo e stava mostrando i suoi
muscoli in Hyde Park>>. Abdel-Majid Khoi, figlio dell'Ayatollah Khoi, una delle maggiori autorita' religiose irachene per quasi 40 anni, mi dice del
<< profondo dolore
morale >> che ha provato sentendo i discorsi della manifestazione. <<La nazione irachena e' come un uomo che che e' prigioniero e torturato da
una banda di delinquenti>> disse Khoi.
<< Giusto e' solo aiutare quell'uomo a liberarsi e mettere ai ferri i torturatori. Ma qui in occidente siamo testimoni dell'opposto : aiuto ai torturatori e totale silenzio, cioe' disprezzo, della vittima>>. Khoi
ha detto di voler pronunciare il suo ahlan wasahlan (benvenuto) a chiunque, a chiunque sia colui che viene a liberare l'Irak. <<Quanto sei
torturato a morte non te ne importa un fico secco di chi ti salva>>,
aggiunse. Ismail
Qaderi, ex ufficiale Baathista
(le guardie di Saddam) ora divenuto un dissidente, voleva dire ai pacfisiti
come Saddam sistematicamente distruggesse persino coloro che erano dalla sua
parte e come arrivo' a eliminare tutti i 16 originari membri del suo
partito, tranne
uno. << Coloro che vedono
Saddam come un simbolo di socialismo, progresso e secolarismo nel mondo arabo devono essere pazzi>>, disse. Khalid
Kishtaini, uno dei piu'
conosciuti scrittori satirici iracheni, aggiunge il proprio lamento : <<Questi marciatori della pace non conoscono
che l'unica marcia possibile sotto l'Irak di Saddam
Hussein e' quella dalla prigione fino al
plotone di esecuzione ? I pacifisti occidentali si stanno comportando come
se gli Stati Uniti stessero per invadere la Svizzera, non l'Irak di Saddam
Hussein>>. Con tutte le porte chiuse sulla nostra faccia decidemmo di lasciare la manifestazione e guardare in disparte questo zoo politico. Chi era questa gente che odiava cosi'
tanto il proprio governo democratico ed era preda, in fondo, di tanto disgusto per se stessi ? C'era di tutto : rimasugli
di sinistra, dagli stalinisti ai trotzchisti fino
alla crema del socialismo. C'erano pro abortisti, la folla che odia gli
OGM, i militanti dell'anticapitalismo, i guru dei diritti dei neri, gli
antisemiti, le lobby "Bruci Israele", gli zeloti
del "Bush non ha mai
vinto in Florida", quelli del disarmo unlaterale,
quelli contro la cultura
mercantile holywoodiana, e i mea-culpisti
filosofi postmoderni del
"ogni cosa e' uguale a qualsiasi altra cosa". Ma la
maggioranza della gente erano persone innocenti, in buona fede, che
nella noia, propinato loro un po' di idealismo, sono sempre disposti a
giocare il ruolo di "utili idioti", come Lenin usava chiamarli. Ignoravano il fatto che gli iracheni fossero praticamente unanimi nelle loro
preghiere di essere liberati il piu' presto
possibile. Il numero dei manifestanti non impressiono'
Salima, la nonna. << Cio' che e' sbagliato non diviene giusto perche'
lo dice tanta gente>>
asseri', facendoci un cenno di addio proprio mentre
dal tumulto si
alzava il grido "Non in mio nome !" Lasciateci sperare che quando l'Irak
sara' liberato,
come lo sara' presto,
il mondo ricordi che NON e' stato fatto nel nome del reverendo Jackson,
non e' stato fatto in nome di Charles Kennedy, non e' stato fatto
in nome di Glenda Kackson
e neppure di Tony Benn, e non e' stato fatto
in nome dei loro compagni di questa marcia della vergogna. http://www.nationalreview.com/comment/comment-taheri022603.asp http://www.benadorassociates.com/taheri.php |