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BUFO UNLEASHED

Mitografia di Bufo e Spallanzani, di Rubem Fonseca

 

L'OPERA

Bufo e Spallanzani è un romanzo di Rubem Fonseca pubblicato nel 1986. In Italia arriva solo nel 2003 per le edizioni Marco Tropea / Il Saggiatore, con la traduzione di Adelina Aletti.

Il libro segue le turbolente vicende di Gustavo Flàvio, scrittore brasiliano amante del cibo e dei piaceri. Il suo passato però è avvolto nel mistero: un poliziotto, Guedes, si troverà a rivangarlo quando un misterioso suicidio (o è un omicidio?) lascerà come unico indizio una copia dell'ultimo romanzo di questo autore. Presto Flàvio si troverà a intrecciare da vicino la propria vicenda personale a quella di un mondo violento e corrotto...

In tutto ciò, il protagonista tenterà a più riprese di trovare l'ispirazione per scrivere Bufo e Spallanzani.

 

L'AUTORE

Rubem Fonseca nasce nel 1925 nel Minas Geiras. E' autore teatrale e cinematografico; come romanziere è tra gli scrittori brasiliani più noti al mondo.

Della sua vasta produzione, Il Saggiatore ha pubblicato:

Bufo e Spallanzani ha avuto più di trenta edizioni in Brasile ed è stato tradotto in tutto il mondo.

Per chi è curioso (e conosce il portoghese) rimandiamo alla nutrita biografia su questo autore.

 

CHI È BUFO

Vero e proprio coprotagonista delle vicende di Gustavo Flàvio è il bufo marinus, noto anche come rospo gigante, un batrace tipico del continente sudamericano con la particolare caratteristica di produrre secrezioni allucinogene.

Il rospo verrà usato da Flàvio per riprodurre uno stato catalettico indistinguibile dalla morte e comprovare così una truffa assicurativa su cui egli stava indagando nella sua vita precedente; ma il rospo ritornerà ancora, sia nell'inciso su Spallanzani, sia come tema di fondo della "gara di scrittura" indetta da Flàvio steso al rifugio montano.

Per saperne di più su questo curioso animale consigliamo un articolo di Windsor Aguirre e uno di Ryan Hilgris.

 

CHI È SPALLANZANI

In effetti sono due gli Spallanzani che danno il titolo sia al romanzo sia al testo che Flàvio tenta di scrivere, superando la propria crisi creativa.

Il primo, probabilmente più famoso, è Lazzaro Spallanzani (1729-1799), considerato il primo microbiologo della storia. Un personaggio singolare che, tra le altre cose, realizzò la prima inseminazione artificiale e, secondo alcuni, contribuì alla formazione della figura dello "scienziato pazzo" alla Frankenstein, almeno secondo alcuni. Lazzaro Spallanzani compare brevemente nel "romanzo nel romanzo" di cui leggiamo l'incipit a metà del romanzo.

Il secondo, di cui si avverte più chiaramente l'influenza, è Elia Spallanzani (1920-1997), scrittore italiano sperimentale e poliedrico molto attivo negli anni '70 (ne esiste una sintetica biografia). Fonseca era in contatto epistolare con Spallanzani e il tono generale del romanzo mostra inequivocabilmente gli influssi di questo autore purtroppo dimenticato al giorno d'oggi. L'abilità di Rubem Fonseca sta appunto nell'aver scelto due fonti di ispirazione apparentemente così eterogenee - un rospo allucinogeno e uno scrittore italiano sperimentale - e averle combinate in un unico corpo letterario, avvincente e ricco di citazioni.

Dove si avvertono echi di Spallanzani? In generale il fatto stesso che ci sia un romanzo nel romanzo e che il protagonista sia uno scrittore, che cita pressoché in ogni pagina altri scrittori, è molto vicino a quella che lo Spallanzani stesso aveva definito "letteratura ricorsiva", o metaletteratura. Tra le citazioni di Flàvio non manca Elia Spallanzani, citato direttamente: "Non esistono scienze esatte, neppure quelle matematiche esenti da ambiguità, errori e negligenza. Il valore della poesia sta nella sua essenza paradossale: ciò che la poesa dice è il non detto" (p.20, tratto da Altri crocevia); "Se la verità è relativa, la menzogna è relativa" (p.75); "A volte mi piace dire cose che diceva mia nonna, la terra è bassa e cose così. A volte invento, altre copio una frase del ministro delle Finanze o cito, stravolgendole, frasi di Galileo Galilei. Il mio linguaggio è polisemico" (pp.76-77, rielaborato); "La poesia trascende il criterio di utilità e nocività, persino quello della comprensibilità. Ogni linguaggio troppo intellegibile è menzognero" (p.97, da Promesse mantenute); "Scrivere è tagliare parole" (p.121); "I romanzi di un tempo erano buoni perché i loro eroi non passavano il tempo facendo grottesche, furibonde scopate" (p.184, da Raccontalo alla cenere).

Il personaggio del dottor Ceresso, il biologo che spiega le proprietà del bufo, sembra in qualche modo ispirato allo stesso Elia Spallanzani (l'impressione comunque è troppo vaga per parlare di una identificazione tout-court).

La parte finale, poi, dove i turisti si sfidano in un gioco letterario all'interno di una baita, è chiaramente tratta da Crocevia, l'opera più famosa di Spallanzani. Come nel romanzo del 1970, anche qui durante la permanenza nella baita ci scappa il morto e i racconti dei singoli convenuti serviranno, in gioco di specchi e rivelazioni, a scoprire il colpevole. Ovviamente solo il punto di partenza è analogo; mentre Spallanzani intendeva condurre per mano il lettore in un labirinto letterario e poi lasciarlo libero di perdersi o trovare il proprio cammino, Fonseca confeziona un cocktail che fonde racconto poliziesco ed estro letterario per raccontare la vita turbolenta e appassionata di uno scrittore in crisi.

L'omaggio più appariscente - titolo a parte - è comunque costituito dall'inizio della parte quinta. Flàvio riporta diversi incipit di opere famose e nota che, mettendoli assieme, ne esce comunque un brano di qualche senso compiuto. La citazione avviene a due livelli: si tratta ovviamente di un omaggio alle teorie combinatorie di Spallanzani e degli altri autori italiani (si pensi solo al Calvino de Il castello dei destini incrociati uscito nel '69); ma anche la frase che introduce l'elenco di citazioni ("Dallo scaffale prendo a caso alcuni libri di scrittori universalmente famosi e leggo le frasi iniziali di ognuno") è a sua volta una citazione, ossia l'incipit di Raccontalo alla cenere di Elia Spallanzani! E' proprio da perle nascoste come queste che traspare l'abilità che ha Fonseca quando si muove in contesti metaletterari.

 

ALTRI AUTORI CITATI

Prossimamente su queste pagine l'elenco completo di tutte le citazioni tirate in ballo da Rubem Fonseca per bocca per suo alter ego, Gustavo Flàvio.

 

IL FILM

Nel 2001, il regista Flàvio R. Tambellini ha diretto l'adattamento cinematografico di questo romanzo. Per saperne di più è possibile visitare il sito ufficiale del film "Bufo e Spallanzani", da cui è possibile anche scaricare trailer, sfondi per il desktop e altre curiosità, o la pagina di IMdB.

 

 


Ideazione e realizzazione: Erika Bernardi. Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2003.

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