![]() |
![]() |
Alice | Tin.it | Foto album | Disco remoto | Community | |
LAbbazia di Carceri
Il seguente itinerario porta alla visita dellAbbazia di Carceri, uno dei monumenti religiosi più interessanti della Provincia di Padova, e tuttavia spesso sconosciuto.
Partendo da Padova si prenda a Sud la strada statale 16 (strada Battaglia) e la si segua fino a Monselice. Da qui si prosegua lungo la statale 10 (Padana inferiore) fino ad Este, appena fuori dEste si giri per Carceri.

Lorigine del nome Carceri è ancora incerta: potrebbe risalire al termine "carceres", cioè piccole stalle, recinti per uno o più cavalli, anche se "carceres" significava pure pozzi per la raccolta dellacqua; potrebbe derivare da càrceres, cioè piccola cella, con riferimento alle stanze con un letto ed inginocchiatoio che si affacciavano sui chiostri dellAbbazia.
Labbazia viene fondata nellanno 1000 da un gruppo di Monaci Agostiniani, i quali nel 1189 consacrarono la chiesa che avevano edificato su una chiesa preesistente. Per tutto il Medioevo ledificio subì danni dovuti alle scorrerie dei Barbari, bande armate e alle calamità naturali come le rotte dei fiumi le carestie le pestilenze.
Nel 1407 Papa Gregorio XII trasferì il possesso e la cura della chiesa e del monastero ai monaci Camaldolesi che la ressero fino al 1690. Fu il periodo di maggior splendore dellAbbazia, che fu ampliata con laggiunta di due chiostri, si arricchì di una preziosa biblioteca che divenne centro di cultura per tutta la regione, costituì il polo propulsore di tutta una serie di attività di bonifica.
Nel 1643 un incendio distrusse le tre navate della chiesa, si salvarono il coro con gli stalli dei monaci, il presbiterio e le adiacenze. La parte distrutta venne subito ricostruita in stile barocco e benedetta nel 1686 da S. Gregorio Barbarigo.
Nel 1690 Papa Alessandro VII soppresse lAbbazia di Carceri e mise i suoi ingenti territori allasta per finanziare la Repubblica di Venezia nella guerra contro i Turchi. LAbbazia, divenuta così proprietà della famiglia Carminati, venne trasformata in fattoria agricola; parte dei chiostri vennero abbattuti, le stanzette dei monaci vennero eliminate, i libri della biblioteca vennero dispersi e venduti, numerose opere d'arte asportate o alienate.
La chiesa, dopo la partenza dei monaci, venne affidata al clero della Diocesi di Padova.
Nel 1951 i conti Carminati donarono tutto il complesso edilizio (esclusa la foresteria) alla chiesa di Carceri.
Quanto è possibile oggi ammirare dellAbbazia costituisce quindi appena la metà di quanto doveva essere lintero complesso alla fine del 600.
Rimangono comunque lingresso con la torre risalente al 1450; la foresteria-albergo, lo spazio più imponente e architettonicamente più bello di tutta lAbbazia con il pozzo del 300; la chiesa con alcune parti tra cui il battistero e il presbiterio risalenti al primo edificio costruito dagli Agostiniani verso il 1200, altre tra cui il coro e parte del campanile risalenti al 1300-1500 la navata risalente al 1600; la fonte battesimale con affreschi del 1400; il chiostrino del 200 con la fontana del 300; il grande chiostro del 500 con il pozzo ottagonale; la sala degli affreschi (ex biblioteca).
Da visitare sono inoltre il piccolo museo e il museo della civiltà contadina, il museo dei cimeli di guerra (1915-1918, 1940-1945) e la mostra fotografica permanente dellAbbazia.
![]()