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Proposta di rimozione delle statue scenografiche nel salone del maggior consiglio di Palazzo Ducale
(approvata il 9.03.2004)

Considerato che il salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale ospitava una serie di statue di Uomini illustri della Repubblica, secondo una tradizione celebrativa tipica di Genova di cui rimangono notevoli testimonianze in ambiti privati (ad esempio sulla facciata di Palazzo Spinola “dei Marmi” in piazza Fontane Marose) e soprattutto pubblici (si pensi a Palazzo San Giorgio, all’Ospedale di Pammatone e all’Albergo dei Poveri).

Ricordato che tali ritratti – otto dei quali, realizzati dagli scultori Giovanni Battista Baratta, Pasquale Bocciardo, Domenico Parodi (di cui rimane un disegno di progetto a Palazzo Rosso), Giacomo Antonio Ponsonelli, Francesco e Bernardo Schiaffino, dopo essere stati danneggiati nell’incendio del 1777 furono restaurati e ricollocati nel 1783, insieme a tre nuove opere di Andrea Casaregi, Francesco Ravaschio e Nicolò Traverso, nelle nicchie risistemate sui lati del salone dall’architetto Simone Cantoni – furono abbattuti a furor di popolo nella rivoluzione del 1797 quali simboli di potere aristocratico, venendo in parte distrutti e in parte trasferiti altrove (Ansaldo Grimaldi e Giovanni Battista Cambiaso versano in precario stato di conservazione all’esterno di Villa Di Negro Rosazza “dello Scoglietto” in piazza Dinegro, 3).

Ricordato che in occasione della visita di Napoleone Bonaparte nel 1805 si realizzò in sostituzione una serie di mediocri statue panneggiate all’antica, affidate ad alcuni scultori di secondo piano, “fatte a posticcio di paglia coperte di tela” e raffiguranti “Deità e Virtù”, sopravvissute alcuni decenni e poi eliminate.

Ricordato che lo scenografo che curò l’allestimento della mostra “El Siglo de los Genoveses” nel 2000 collocò nelle dodici nicchie vuote altrettante statue in resina prodotte dalla ditta Felice Romolo di Ciampino (Roma), consistenti in tre modelli soltanto – due femminili e uno maschile – replicati ciascuno quattro volte variando gli attributi.

Considerato che, se d’acchito i nuovi manufatti “in stile” possono aiutare a riequilibrare l’immagine d’insieme del salone, ad un’osservazione appena più attenta essi manifestano tutta la loro leziosa artificiosità, accettabile forse su un palcoscenico, ma assolutamente impropria in un contesto di tale pregnanza storica e autenticità artistica.

Considerato che il “vuoto” delle nicchie è in realtà quanto mai pieno di significati storici, non appena se ne possa conoscere il senso.

Considerato che a mostra conclusa le statue sono rimaste, nonostante ripetuti inviti a toglierle espressi da più parti, sia da addetti ai lavori sia da comuni cittadini, anche a mezzo stampa.

Verificato che l’arch. Liliana Pittarello, attuale Soprintendente regionale per i beni culturali e all’epoca Soprintendente per i beni architettonici e il paesaggio della Liguria, in occasione della mostra su Marcantonio Franceschini aveva formalmente chiesto alla Direzione di Palazzo Ducale s.p.a. la rimozione definitiva delle statue, che furono levate soltanto per quella manifestazione e poi rimesse.

Verificato, come riferito da diverse guide turistiche, che le dodici statue in resina generano sia confusione tra i visitatori meno avveduti – in difficoltà nel distinguere il vero dal falso nel confronto con le quattro statue autentiche sui lati brevi del salone e con il resto delle decorazioni in stucco – sia soprattutto sconcerto e commenti sarcastici nel pubblico più preparato.

Ritenendo compito della pubblica amministrazione condurre una politica culturale volta a garantire nel contemporaneo il pieno godimento del patrimonio ereditato da chi ci ha preceduto, promuovendone la conoscenza, la conservazione e l’uso nel rispetto dei suoi caratteri autentici, senza concessioni a facili spettacolarizzazioni, banalizzazioni e stravolgimenti, anche – ma non solo – in considerazione del ruolo di capitale europea della cultura che Genova sta ricoprendo nell’anno in corso.
 

Il Consiglio di Circoscrizione 1 Centro Est PROPONE  al Sindaco di Genova di

Disporre l’immediata e definitiva rimozione dal salone del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale delle dodici statue in resina poste nell’anno 2000 come elementi scenografici per la mostra “El Siglo de los Genoveses”, sistemate nelle nicchie che accoglievano le effigie di Uomini illustri dell’antica Repubblica, distrutte nella rivoluzione del 1797.

Valutare l’opportunità di predisporre un’adeguata istallazione in grado di comunicare efficacemente il senso e il significato storico dell’assenza di immagini nelle nicchie.

Prevedere la possibilità di ricollocare in due nicchie i superstiti ritratti di Ansaldo Grimaldi e Giovanni Battista Cambiaso ora malamente conservati a Villa Di Negro Rosazza “dello Scoglietto”, da restaurare e sostituire nella suddetta villa con copie.

Per il gruppo PRC
 Ferdinando Bonora
 (Vicepresidente C.d.C.)