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Alice | Tin.it | Foto album | Disco remoto | Community | |
Ciloom
di terra Bianca
La
scelta è stata lunga e meditata, ma dopo una attenta riflessione e
sperimentazione ho ritenuto la terra bianca dolce, il materiale più adatto in
assoluto ed il miglior per pipe o articoli da fumo.
Perché?
Con l’arrivo del tabacco si sviluppa ovviamente la storia
europea della pipa.
Documentandomi, ho notato che prima dell’avvento delle
infrangibili pipe in radica erano
di voga quelle di “Terraglia
Bianca Dolce”.
Questo materiale esaltava gli aromi delle più pregiate
miscele di tabacchi e ha reso famose le pipe bavaresi, olandesi, chioggiotte,
francesi, le Clay Pipe americane ecc. e veniva usata dai fumatori più esigenti
dell’epoca.
Perché
allora non adoperarla per creare degli ottimi Ciloom?
Nonostante costi quasi il doppio dell’argilla rossa,
e che la terra bianca dolce abbisogni di temperature di cottura molto più
elevate, ho iniziato ad usarla con successo.
Mi
ha affascinato per la sua purezza; quando la modello è grigia,
quando è secca diventa bianchiccia, ma alla fine della cottura diventa
candida e immacolata !!!
L’argilla rossa ha la stessa origine, ma
durante la formazione, dall’erosione dalle rocce feldspatiche per mezzo
dall’acqua, ha accumulato parecchi “additivi”: in prevalenza ossido di
ferro, (che gli conferisce il colore rossastro e ne aumenta il peso specifico),
e altre impurità vegetali e animali e minerali vari che può avere incontrato
nel suo viaggio verso valle; …
dal piombo all’oro …
L’argilla bianca, invece si trova in natura più a monte
e perciò è priva delle impurità che colorano o modificano la terracotta, ed
è in definitiva “La massa primaria e originale dell’argilla”!
Perché allora non arrivano dall’india anche
bianchi?
Per vari motivi! Il primo è che non tutti dispongono di energia sufficiente per
cuocere ad oltre 1.000 gradi: infatti, con la molta
legna che servirebbe per una cottura preferiscono cucinare e scaldarsi.
Prova ne è il fatto che quasi tutti i tubi indiani sono malcotti e
friabili.Immaginatevi se dovessero cuocere a 1.100 e passa gradi come la terra
bianca!!…
Può
sembrare che io vada “controtendenza”
usando un materiale “fuori dal coro”, ma mi ne prendo volentieri tutte le
responsabilità del caso.
Si
sentono poi, strane voci che affermano categoricamente che sono di gesso…
si,
proprio quello per scrivere sulle lavagne!
Probabilmente qualcuno può essere stato tratto in inganno
dal fatto che le pipe bianche erano volgarmente chiamate “di gesso”, per via
del colore bianco che avevano da nuove: Ma vi immaginate che schifezza possa
essere fumare dal gesso?!?
Qualcuno può essere stato tratto in inganno dalla polvere
bianca che resta sulle dita quando si tocca una pietra ottagonale lunga nuova, o
che qualche volta impolvera l’interno del fornello nel Ciloom nuovo; ma si
tratta solo di residui di argilla di lavorazione che preferisco non rimuovere
prima della cottura, per non rischiare di comprometterne il noto e favoloso
risultato finale graffiando le parti lucidate.
Se l’attività dura da ormai più di 25 anni
un bel perché ci sarà pure!!!
Come
la denominazione di “Metallo” comprende vari tipi (oro, ferro, zinco, ecc.)
altrettanto quella di “Ceramica” comprende vari tipi ; (porcellane,
terraglie, terrecotte, ecc.)
Le
argille sono materiali naturali che si trovano sul suolo terrestre.
Esse sono il risultato della decomposizione di rocce feldspatiche, composte cioè da silice ed allumina, e combinate con soda e potassa.
Attraverso i millenni le forze della natura disciolsero nel feldspato gli ossidi di sodio e di potassio, lasciando la silice e l’ allumina, oltre ad acqua e a varie impurità naturali ( fra le quali spesso la calce) e organiche; lasciando insomma quello che si chiama argilla o creta.
In sostanza potremmo definire l’ argilla un idrosilicato di allumina.
La
Terraglia: La terraglia bianca dolce (detta anche
tenera) è costituita da creta plastica cuocente in bianco, da silice, da
carbonato di calcio o di magnesio.
La Terracotta: è il risultato della cottura di vari tipi d’ argille, più o meno ricche di ossidi di ferro (che danno la colorazione rossastra caratteristica), di cui si aggiungono i carbonati di calcio e di magnesio, ossidi metallici, sostanze organiche incorporatesi nei giacimenti, ecc.
e
se avete opinioni, dubbi, consigli o discussioni in merito,
potete
scrivermi un’ e-mail a link@labottegadelrosso.com
o
parlarmene direttamente in fiera di Senigallia a Milano!
Booom Ciloom!!!