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Blake & Mortimer: fu vera gloria?


Nel 1796 Johann Carl Friedrich Gauss, da sempre combattuto tra la filologia classica e la matematica, scelse di dedicarsi alla seconda: grazie a questa scelta la scienza intera potè compiere un balzo in avanti senza precedenti, per quanto Gauss non fosse certo il solo genio matematico del suo tempo. Circa 150 anni dopo un altro uomo, il belga Edgar Pierre Jacobs, fece un'altra scelta, più modesta ma ugualmente ricca di conseguenze positive per tutti gli appassionati di fumetti: il definitivo abbandono della carriera di baritono (peraltro già interrotta a causa della guerra e dell'invasione del Belgio) a favore di quella di autore di fumetti. E così, nel 1946, nascono Blake & Mortimer, insieme al loro arcinemico Olrik, con una lunga e inquietante avventura chiamata Il segreto dell'Espadon: si tratta davvero, come sostiene Henri Filippini nel suo celebre Dizionario del Fumetto, della "più favolosa serie di avventure mai pubblicata da una rivista di fumetti"? Veramente, come sostiene il critico belga D. Van Kerchove, l'esistenza di migliaia di giovani fu sconvolta dall'apparizione della storia chiamata Il marchio giallo, considerata la migliore avventura a fumetti di tutti i tempi?
Un enorme "marchio giallo" compare tuttora, a Bruxelles, in Rue du Petit-Rempart. a ricordare questa straordinaria avventura e il suo autore, morto nel 1987 lasciando incompiuta l'ultima storia dei suoi personaggi: altri autori, comunque, non si sarebbero lasciati sfuggire l'occasione di rinverdire la loro fama continuando le storie di Blake & Mortimer, sia pure senza quella nota un po' sinistra che solo Jacobs riusciva a infondere nei suoi personaggi.
Pure, Jacobs sarebbe riuscito meglio come scrittore che come autore di fumetti: fosse vissuto solo cinquant'anni prima o, meglio ancora, all'epoca di Verne, la sua carriera sarebbe stata ancora più straordinaria, e i suoi romanzi avrebbero riscosso un successo analogo, se non superiore, a quello di opere come Dalla Terra alla Luna o Viaggio al centro della terra. Come autore di fumetti, invece ...
Ma andiamo con ordine: 8 sono le storie realizzate da Jacobs e, a tutt'oggi, 3 le storie di altri autori che hanno ripreso i suoi personaggi. Delle storie "originali", quasi tutte hanno forti connotazioni fantascientifiche, tali da farle includere a pieno diritto tra i capolavori del genere, almeno a fumetti.

Il segreto dell'Espadon (Le secret de l'Espadon)
(1946)
Fantapolitica più che fantascienza: subito dopo la fine della seconda guerra mondiale il capitano Francis Blake dei servizi segreti inglesi e il suo amico professor Philip Mortimer, classica figura di scienziato tuttologo, diventano l'unica speranza del mondo libero di fronte alla superiorità tecnologico-militare dell'esercito tibetano(!); dopo una lunga fuga verso una base segreta situata al di sotto dello stretto di Hormuz, i due protagonisti riusciranno a mettere a punto l'ultima invenzione del professor Mortimer, un'arma rivoluzionaria in grado di rovesciare in poche ore le sorti della guerra, e che un certo colonnello Olrik, un europeo passato al soldo del nemico, tenterà invano di neutralizzare.
Il mistero della grande piramide (Le mystère de la grande pyramide)
(1950)
In Egitto per occuparsi di uno dei suoi hobby, l'archeologia, il professor Mortimer si scontra nuovamente col colonnello Olrik, a capo di una banda di trafficanti di opere d'arte, e deve chiedere l'aiuto del suo amico Blake (che qui sfoggia per la prima volta la sua notevole abilità nei travestimenti): dopo infiniti colpi di scena e rovesciamenti di fronte, i protagonisti si ritroveranno all'interno della "camera di Horus", la misteriosa stanza segreta che tutti ritengono (ancora oggi!) trovarsi all'interno della piramide di Cheope, per una definitiva resa dei conti. Ma le sorprese non finiscono mai ...
Il marchio giallo (La marque jaune)
(1953)
L'elemento fantascientifico, appena presente nelle storie precedenti, si accentua in questa storia, certamente la più famosa tra quelle realizzate da Jacobs: chi sarà mai il misterioso criminale che tiene in scacco polizia e servizi segreti? In grado di rubare i gioielli della corona e di rapire alcuni famosi scienziati, senza che nessuno riesca a contrastarlo? Invulnerabile alle pallottole, al fuoco, in grado di vedere al buio e dotato di una forza sovrumana, il "marchio giallo" appare stranamente indeciso quando si tratta di affrontare il capitano Francis Blake e il professor Philip Mortimer: dopo molti colpi di scena e un finale particolarmente drammatico saranno proprio i due amici ad avere la meglio su un nemico ancora più potente di quanto si potesse sospettare ...
L'enigma dell'Atlantide (L'énigme de l'Atlantide)
(1955)
In vacanza nelle Azzorre, il professor Mortimer, presto raggiunto dall'ormai inseparabile capitano Blake, si reca ad esplorare alcune caverne sotterranee alla ricerca dell'oricalco, leggendario minerale di cui aveva scritto Platone nel famoso dialogo sull'Atlantide: e, com'era prevedibile, i due amici finiscono per ritrovarsi insieme ai discendenti degli atlantidei, impegnati in una guerra fratricida tra due opposte fazioni, e ancora di fronte al loro nemico, il colonnello Olrik, che, dopo averli seguiti nelle caverne, si ritrova dalla parte dei "cattivi" ... Inutile aggiungere che Blake & Mortimer, schierati dalla parte dei "buoni", sapranno dare un contributo decisivo alla causa di questi ultimi: e, dulcis in fundo, riporteranno a casa la pelle!
SOS meteore (SOS Météores)
(1958)
L'elemento fantascientifico nelle storie di Blake & Mortimer si accentua col tempo: stavolta il solito scienziato pazzo ha trovato il modo di controllare le perturbazioni atmosferiche e di ricattare il mondo occidentale (non manca un accenno a un possibile coinvolgimento dell'URSS) minacciando un maltempo senza fine: fra temporali, tempeste di neve e allagamenti, il professor Mortimer, come sempre validamente aiutato dal capitano Blake, troverà il modo di penetrare nel laboratorio dello scienziato, di distruggere le sue apparecchiature e infine di scoprire che, ancora una volta, a muovere i fili di tutta l'operazione è il colonnello Olrik. Se non altro, quest'ultimo viene finalmente catturato, e una prigione sembra porre fine alla sua carriera. O no?
La trappola diabolica (Le piège diabolique)
(1960)
Con questa storia l'elemento fantascientifico raggiunge il suo culmine: dopo le macchine in grado di controllare le perturbazioni atmosferiche, Mortimer si trova ad affrontare, addirittura, una serie di viaggi nel tempo! Tutto questo per essere caduto in una trappola tesagli dallo scienziato pazzo di SOS meteore, deciso a vendicarsi di lui: la macchina del tempo, infatti, è stata manomessa per impedirgli di ritornare al presente e, dopo essere finito nella preistoria, nel medioevo, e infine in un futuro da "1984" (ma che verrà cambiato in meglio dal suo intervento), il professore riesce infine a sventare i piani del suo nemico. Non senza fatica e una buona dose di fortuna, comunque!
Il caso della collana (L'affaire du collier)
(1965)
Dopo un crescendo di invenzioni e di avventure al limite del fantastico, Il caso della collana rappresenta una brusca sterzata nella produzione di Jacobs: non più fantascienza, niente invenzioni mirabolanti o scienziati pazzi, ma un "normale" giallo, intrigante e ricco di suspence, ma senza idee particolari. La collana del titolo è quella di Maria Antonietta, nonché del famoso scandalo che rese impopolare la regina: ritrovata da un collezionista, e ben presto rubata da un Olrik evaso già all'inizio della storia, viene recuperata da Blake & Mortimer dopo molte peripezie e i consueti rovesciamenti di fronte: Olrik, giocato dai due protagonisti proprio nelle ultimissime vignette, rimarrà comunque in libertà, pronto per qualche nuova malefatta.
Le 3 Formule del Prof. Sato (Les 3 formules du Professeur Sato)
(1971)
L'ultima avventura realizzata da Jacobs vede un ritorno ai temi fantascientifici: pur conclusa dopo la sua morte (ma solo nei disegni) dal collega Bob De Moor, il fascino della storia è quello dei tempi migliori e la suspence rimane altissima fino ad un finale insolitamente drammatico. Il professor Sato, scienziato giapponese amico di Mortimer, ha inventato dei robot in grado di imitare in ogni dettaglio (o quasi) gli esseri umani: tradito dal suo assistente, e rinchiuso nel suo laboratorio, vede il solito Olrik impadronirsi delle sue invenzioni per scopi non precisamente nobili; ma alla fine, grazie al suo ingegno e all'aiuto di Mortimer e del capitano Blake (che, come sempre, viene ben presto in aiuto dell'amico), la situazione si rovescia e la carriera di Olrik finisce, stavolta per sempre.

 

Andrea Carta © 2002