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Hector German Oesterheld & Francisco Solano Lopez

L'eternauta

 

Pubblicato per la prima volta nel 1957 dalla "Editorial frontera", leggendaria casa editrice argentina fondata dallo scrittore Hector German Oesterheld, "L'Eternauta" rimane ancora oggi una delle pietre miliari della fantascienza, non solo a fumetti, e non solamente di scuola sudamericana.
Sceneggiato dallo stesso Oesterheld, e disegnato da Francisco Solano Lopez, che si avviava a diventare uno dei più famosi disegnatori di fumetti del Sudamerica, "L'Eternauta" è una storia semplice (la Terra invasa dagli alieni) e nello stesso tempo complessa e ricca di sfumature e dettagli quali si trovano soltanto nei migliori romanzi di avventura.
Tutto inizia una sera, quando lo stesso autore della storia (Oesterheld), mentre sta lavorando, vede apparire un uomo nel suo studio: si tratta di un certo Juan Salvo, che gli racconta la sua lunga e terribile avventura, iniziata in quella stessa città (Buenos Aires) una sera d'inverno di un’epoca imprecisata.
Cosa è successo, dunque, a quest’uomo? Ebbene, Juan e tre suoi amici stanno giocando a carte, quella sera, mentre sua moglie e sua figlia sono in casa, a letto. A un tratto comincia a nevicare, e tutti i rumori dall'esterno cessano di colpo: i quattro uomini, sgomenti, vedono dalle finestre i passanti cadere a terra uno dopo l’altro, morti: il contatto con i fiocchi di neve, neve che appare leggermente luminosa, è mortale. Nel giro di pochi minuti tutto è silenzio, luce e telefono cessano di funzionare, le strade si riempiono di cadaveri che a poco a poco scompaiono sotto la neve, e l'incubo comincia.
Dopo una prima parte ricca di mistero e imperniata sui tentativi messi in atto da Juan e dai suoi amici per organizzarsi e sopravvivere in attesa dei soccorsi, la situazione si chiarisce a poco a poco: è in corso un'invasione aliena, e la nevicata mortale non è che l'inizio delle ostilità e di orrori ancora più grandi. Ben presto creature mostruose e macchine infernali, guidate da umanoidi a loro volta succubi dei veri invasori (che non si vedono mai) dilagano per le vie di Buenos Aires, fronteggiate da alcuni reparti dell'esercito scampati al disastro; Juan e i suoi amici si uniscono ai militari ma, dopo molti combattimenti, la situazione volge al peggio (e per di più qualcuno, forse gli USA, fa esplodere un'atomica sulla città), e gli ultimi superstiti cercano di fuggire.
Poi, all'improvviso, la storia finisce: Juan entra in un veicolo alieno, tocca il comando sbagliato e si ritrova proiettato chissà dove, trasformato nell'Eternauta, cioè in un viaggiatore dello spaziotempo in grado di spostarsi (ma senza mai potersi fermare) in ogni epoca e in ogni luogo dell'universo; e qui termina anche il suo racconto, di fronte all'autore-ascoltatore che solo adesso capisce perché il misterioso individuo gli sia comparso davanti all'improvviso ...

Storia con alti e bassi, invece, quella che Oesterheld narra al lettore: dopo una prima parte senza eguali, ricca di mistero e di suspence come si vede di rado nel mondo del fumetto, le vicende di Juan e dei suoi amici si banalizzano e finiscono per assomigliare più ad un racconto di guerra che ad uno di fantascienza: i combattimenti con gli alieni, sia su larga scala che per mezzo di piccoli "commandos", si susseguono uno dopo l’altro, nell'attesa di qualche colpo di scena o di una conclusione definitiva della vicenda: tuttavia, anche se la suspence rimane sempre altissima, non arrivano né l'uno né l'altra.
Il vero punto debole della storia, infatti, è indubbiamente il finale: l'impressione che Oesterheld, a un certo punto della narrazione, abbia deciso di concludere in qualche modo le vicende di Juan Salvo, e sia quindi ricorso al classico espediente di interrompere gli eventi con una scusa qualsiasi, è troppo forte per non essere fondata. L'autore, insomma, non riuscendo a trovare un finale adeguato a una storia di questo livello, l'ha semplicemente interrotta senza arrivare ad una vera conclusione. Per fortuna un ultimissimo colpo di scena, proprio nelle ultime vignette, e a narrazione già conclusa, riporta la storia al livello di assoluta eccellenza che si era meritata fino a quel momento.

Difficile, invece, dare un giudizio compiuto sul disegno di Solano Lopez, all'epoca disegnatore ancora grezzo ed approssimativo: assai carente dal punto di vista espressivo, riesce nonostante tutto a rendere in maniera sorprendente i momenti più angoscianti della storia, con primi piani di rara intensità, con scorci scuri e desolati a raffigurare la distruzione incombente, e con vignette scarne ed essenziali che sembrano congelare la narrazione accentuandone i momenti di suspence: il tutto accentuato da un sapiente uso del bianco e nero, che si rivela adattissimo a una storia dominata dall'inizio alla fine da un cupo pessimismo e da un profondo senso di straniamento e solitudine.

E che il disegno di Solano Lopez sia più importante di quanto sembri lo dimostrano, forse più di ogni altra considerazione, i molti autori che ne hanno imitato lo stile, tra i quali non si può non ricordare un autore del calibro di Hugo Pratt, che in quegli anni lavorava in Argentina proprio con Oesterheld, sceneggiatore di personaggi come Ernie Pike e il Sergente Kirk.

E come spesso accade di fronte a storie di questo livello, e non solo nel fumetto, non tardano a comparire molti seguiti, tutti rigorosamente inferiori all'originale: nel 1969 lo stesso Oesterheld dà vita a un "remake" della storia, stavolta servendosi dei disegni di Alberto Breccia, e accentuando il carattere "politico" delle vicende narrate, che già molti vedevano come metafora della condizione umana di fronte alla dittatura (ma non confondiamo "L’Eternauta" con "1984"!). Nel 1976 torna Solano Lopez ai disegni, per un seguito in stile classico che vede gli invasori alieni finalmente sconfitti, ma anche la morte della moglie e della figlia di Juan; poi, "desaparecido" Oesterheld nel 1977 (si dice che la giunta militare lo abbia eliminato in quanto ideologo dei montoneros), un altro seguito vede la luce nel 1983, su testi di Alberto Ongaro, e ancora con Solano Lopez ai disegni. E nuovi seguiti sono apparsi negli ultimi anni, inediti in Italia e di livello sempre più scadente.

Per chi volesse apprezzare la storia originale, l'unica che vale la pena di conoscere a fondo, la cosa migliore da fare è procurarsi un'edizione in lingua spagnola (credo sia disponibile su Amazon e su Books): altrimenti la versione italiana, spesso tradotta male e stampata peggio (tranne le primissime edizioni), è disponibile nelle edizioni "Eura", facilmente reperibili nelle fumetterie.

Per chi invece volesse leggere in rete altri commenti, sono da segnalare:

http://www.fucine.com/archivio/fm16/lorenzon-light.htm
http://www.holdenlab.it/ancore/eternauta.htm
http://www.delos.fantascienza.com/delos19/nuvole.html
http://digilander.iol.it/imente/tema/sl7.htm


Andrea Carta © 2002