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REGIONE MOLISE

Notizie storiche e geografiche del Molise

Il Molise si trova nella parte più settentrionale del Mezzogiorno.
Regione prevalentemente montuosa è stata nel passato un territorio di transito per le greggi transumanti e gli eserciti diretti verso sud.
Sembra, infatti, un cuneo inserito fra Abruzzo e Puglia, fra gli Appennini e il mare, fra l'Adriatico e il Tirreno.
Con i suoi 4438 km di superficie e i 328.900 abitanti è fra le più piccole regioni d'Italia, appena più grande della Valle D'Aosta. Ha solo due province, Campobasso e Isernia. E' la più giovane regione d'Italia; la sua autonomia dall'Abruzzo risale al 1963.
Sul suo territorio sono sparsi 136 comuni, per la maggior parte piccoli paesi, ma pittoreschi e diversi l'uno dall'altro.
Le città più grandi sono Campobasso(50.941 abitanti), Isernia(23000ab.) e Termoli(29000ab).
Campobasso , capoluogo regionale, ha svolto questo ruolo fin dal 1806, quando Giuseppe Napoleone, con un suo decreto, creò il Contado di Molise.
L'attrazzione della città sono il borgo antico con le sue chiese medievali e castello Manforte. Nelle ville e nei giardini della città prosperano piante rare, frutto della paziente ricerca dell'antico orto botanico. L'autentico spirito popolare rivive nei colori e nei costumi della sacra rappresentazione dei Misteri.
Isernia è il capoluogo della seconda provincia molisana, istituita nel 1970, e sin dai tempi preistorici è stata una località privilegiata per le favorevoli condizioni ambientali, come dimostra l'insediamento paleolitico risalente a 730000-780000 anni fa, i cui reperti si possono vedere nel museo de "La Pineta".
Isernia, colonia e municipio romano,ricca di materiale archeologico, è stata importante città del Sannio pentro, in quanto nodo stradale di importanza strategica per la rete dei tratturi e la successiva viabilità romana. L a Tavola Peuntigeriana riporta la strada che da Isernia portava verso il Sannio interno e ne nomina le mansiones, mentre un'antica epigrafe, conservata al Louvre, ricorda la famosa taverna Ad Calidium.
Termoli è il porto delal regione, moderna città industriale, votata al turismo. Conserva intatto il borgo dei pescatori e le loro tradizioni, come la suggestiva processione a mare di San Basso. I suoi monumenti più importanti sono la cattedrale romanica e il castello di Federico II.
Il cuore del Molise sono le montagne del Matese.
I molisani hanno guardato sin dall'antichità alle loro montagne come al luogo naturale di ricovero e di difesa.
I Sanniti avevano il centro di culto, simbolo dell'unità tribale, sulle alture di Pietrabbondante, ed è proprio lungo i contrafforti dell'appennino che questo popolo si difese dai Romani per tutto il lungo periodo delle guerre sannitiche(243-290 a.C.).
I primi stanziamenti sanniti risalgono forse al VII sec. a.C., come conseguenza di un vasto movimento migratorio favorito dal declino della potenza etrusca. L a tradizione vuole che la prima migrazione avvenne nel corso di una primavera sacra guidata da un condottiero di nome Comius Castronius e da un bue, animale totemico, che avrebbe dato il nome alla capitale sannita, Bovianum.
Le testimonianze archeologiche raccontano una storia antichissima; basta andare a Pietrabbondante, col suo teatro italico a mille metri di quota, e a Sepino, con le sue acque termali e la città romana di Altilia, dove, diceva Pavese,<< uomini e animali si fondono in un'unica effige>>.
Oppure salire a Civita di Boxano e a Monte Vairano, con le sue recenti emergenze archeologiche.
Nel medioevo vennero edificati villaggi fortificati ed imponenti castelli che ancora oggi sembrano rammentare la custodia arcigna di un territorio continuamente minacciato.
Le invasioni barbariche hanno cambiato cultura e paesaggio del vecchio Sannio Romano.
Aggregato al ducato di Benevento, il suo territorio venne diviso in nove contee.
Con la successiva conquista normanna il Sannio divenne il Molise.
Infatti la contea normanna di Boiano fu fondata da Rodolfo di Mulisio nel 1053. Il nome nuovo di Molise deriva proprio da questi conquistatori proveniente dalla Normandia , appartenenti alla famiglia " de Moulins", cosi chiamata dal paese di provenienza. E' Rodulfus, detto" Raul de Moulins", figlio di Guidmundus, di nobile e numerosa famiglia normanna, che parte dalla natia Moulins La Marche alla volta d'Italia in cerca d'avventura. Nel 1053 toglie ai Longobardi Boxano e Venafro divenendo signore di un territorio che è il cuore de l vecchio Sannio e del nuovo Molise.
Si avvia allora un periodo di nuovo fulgore per il Molise, grazie alla presenza capillare sul territorio delle badie benedettine. Nei secoli bui dell'alto medioevo, San Vincenzo al Volturno, il monastero della nobiltà longobarda beneventana, fondato nel VII sec. d.C., assurge ad importanza tale da gareggiare con Montecassino.
Gia noto per gli affreschi della cripta dell'abate Epifanio, è oggi una tappa importante di turismo culturale, grazie ai recenti scavi che hanno portato alla luce una piccola città monastica, dedita non solo alla preghiera e allo studio, ma anche alla produzione di straordinari manufatti artigianali, soprattutto in vetro, e alla realizzazione di meravigliose opere d'arte, di pittura, scultura, architettura.
Nel Molise si trovano chiese sono veri gioielli di stile romanico e gotico:San Nicola a Guglionesi, Santa Maria della Strada a Matrice, le cattedrali di Larino e Termoli, Santa Maria di Canneto, San Giorgio a Putrella Tifernina, San Giorgio e San Bartolomeo a Campobasso.
Grazie a maestranze provenienti dalla Puglia e dall'Abruzzo si forma una scuola di artisti locali, che rielaborano in maniera originale i motivi provenienti dalle regioni limitrofe e collegano il Molise con gli ambienti culturali più avanzati.
In campo letterario è famoso il poema El Giardino(1465) di Marino Ionata, nato ad Agnone nei primi decenni del 1400. L'opera, scritta ad imitazione della Divina Commedia, è una prova esemplare del volgare meridionale, di una nuova lingua che si viene formando nel regno di Napoli. Agnone, detta l'Atene del Sannio, dimostra di vivere in questo periodo in un clima culturalmente avanzato, non solo per i contatti con Roma e Firenze, ma anche per la pregevole produzione artistica e artigianale.
A partire dal Rinascimento si afferma la scuola napoletana, che eserciterà un influenza decisiva nei successivi secoli. Nel 1700 sono presenti nel Molise, dove eseguono numerose opere, ed aprono ai giovani del posto le loro botteghe, artisti del calibro di Francesco Solimena, del quale è discepolo Paolo Gamba da Ripabottoni, Giacinto Diano, l'architetto Domenico SanFelice, lo scultore Domenico Antonio Vaccaro e Niccolò Fumo.
Un 'influenza, quella della scuola napoletana, che si protarrà fino ai primi decenni del 1900.
I suoi ultimi, magnifici rappresentanti sono i pittori Arnaldo De Lisio(1869-1949) di Castelbottaccio e Amedeo Trivisonno(1904-1996), il quale abbandona, però, l'iniziale manierismo per approdare ad un nuovo classicismo di ispirazione rinascimentale.
La committenza ecclesiastica è alla base di un'ammirevole mecenatismo nei confronti delle arti.
Nel 1700 mentre chiese vengono ristrutturate in stile barocco, di cui un vero gioiello è il rifacimento di Santa Maria Maggiore a Guglionesi.
Molto diffusa è l'arte dell'intaglio del legno per la realizzazione di cori, organi e statue. Giacomo Colombo esegue diverse statue per le chiese molisane, alcune delle quali ispirate al Presepe napoletano. Suo allievo è il campobassano Paolo Saverio Di Zinno(1728-1781), noto per la realizzazione degli "ingegni", le macchine dei Misteri.
Sono presenti anche mastri orologiai.
Una traccia profonda nella storia dell'arte molisana ha lasciato la scuola di Oratino, paese che ha ospitato per secoli fiorenti botteghe artigianali di pittori, scalpellini, doratori, vetrai, intagliatori, fabbri.
Anche l'argenteria e l'oreficeria hanno una tradizione antica, soprattutto a Campobasso ed Anone, nel passato i centri più importanti di produzione artigianale.
In quest'ultima città ancora oggi opera la Pontificia Fonderia Marinelli, che tramanda l'arte secolare dei fonditori di campane, conosciuta e rinomata nel mondo. L fusione di migliaia di campane è iscritta nell'albo d'oro di questo laboratorio che ha raggiunto una perfezione inimitabile.
A Campobasso, sul finire del 1700, vengono censite 121 botteghe di <<orefici e ferrari>>. Nella esposizione napoletana del 1809, voluta da Gioacchino Murat, la provincia del Molise è presente con i suoi oggetti artistici tradizionali:le campane di Agnone e l'acciaio traforato di Campobasso e Frosolone.
Benedetto Croce raccontava che a Londra i migliori rasoi erano reputati quelli importati da Campobasso. In effetti la fama delle lame di Campobasso ha oltrepassato i confini del regno di Napoli, ed ha fatto concorrenza a quella di Toledo e di Sheffield.
Walter Scott in un suo romanzo ha creato il personaggio di un armaiolo che consiglia al cliente le belle lame di Campobasso. Nei negozi e nelle botteghe artigiane di Campobasso e Frosolone si trovano ottimi lavori di acciaio traforato, tagliacarte, forbici e coltelli lavorati all'antica maniera.
Anche pignatari e ceramisti hanno conservato motivi e tecniche di lavorazione tradizionali:vasi,orci, brocche,piatti,boccali sono decorati con gusto e semplicità nei rituali colori ocra e blu.
A Isernia è famosa la lavorazione dei pizzi e merletti al tombolo. A Scapoli si trovano gli ultimi costruttori della zampogna, classico strumento musicale dei pastori, ricavato dal legno di ciliegio oppure di olivo e dalla pelle di capra. In questo paesino delle Mainarde a Luglio di tutti gli anni, si svolge la Mostra Mercato della Zampagna, che è una delle manifestazioni più tipiche della Pentria.(In onore di questo strumento è stato aperto a Scapoli un vero e proprio museo).
La visita alle antiche botteghe, una passeggiata nei centri storici delle città molisane, una escursione nei piccoli paesi che conservano intatte memorie e atmosfere antiche sembrano quasi condurre in un magico viaggio nel passato.
Come per incanto, a tratti sembra rivivere quel mondo primitivo e misterioso di gente semplice e di sentimenti essenziali descritto dalla scrittrice Lina Pietravalle(1887-1956).
Non ce comunità che non abbia le sue tradizioni locali, che non tramandi costumi, credenze ataviche e dialetti singolari. Le lingue arcaiche delle minoranze albanesi e slave, immigrate nel XV sec. e le loro usanze contribuiscono ad arricchire e a rendere più originale il patrimonio delle tradizioni popolari molisane.
Fra queste le più antiche sono quelle del majo e della regina di maggio; le carresi dei paesi albanesi e di Larino e San Martino;il carnevale di Tufara, le traglie di Jelsi, i Misteri di Campobasso, le n'docce di Agnone, la faglia di Oratino, le smerk di Aquaviva Collecroci.
Francesco Jovine(1902-1950)amava chiamare la regione col suo vecchio nome di Contado, quasi a ricavarne il cuore antico, simboleggiato anche dalle atmosfere magiche del suo ambiente naturale.
Imperano i paesaggi appenninici, le montagne coperte di neve e di boschi, una fauna ancora allo stato selvaggio, i fiumi e le campagne che la mano dell'uomo ha appena toccato, i paesi incastonati in un magico scenario verde.
Alcuni comuni delle Mainarde fanno parte del Parco Nazionale d'Abruzzo. A Pizzone, oltre al Museo, ce un'area riservata all'avvistamento dell'orso bruno. A Pescopennataro e Capracotta si distendono rigogliose foreste di abete bianco.
Le foreste di Montedimezzo, antica tenuta di caccia borbonica, e di Collemeluccio dal 1975 sono riserve Unisco della biosfera.
Salendo sulle montagne si trovano estese praterie di pascolo d'altitudine e piccole mandrie di cavalli selvaggi, come nella Conca di Montenero Valcocchiara, dove si svolge il Rodeo pentro.
San Polo, Civita di Boxano, Campochiaro, Guardiaregia, Roccamandolfi, dominano dalle alture del Matese. La montagna e i boschi dell'area appenninica del Matese costituiscono un habitat naturale per gli animali selvatici. Qui si trovano molte caverne e due grandi abissi, ben conosciuti agli appassionati di speleologia.
Siamo veramente nel cuore verde d'Europa!
L'ambiente è assolutamente incontaminato, agreste, a tratti selvaggio.
Estese e rigogliose faggete, alte più di trenta metri, con tassi longevi e ginepri rari, hanno il sottobosco ricco di fiori e piante rare.
Chi è in cerca di svago troverà sicuramente interessanti il modernissimo complesso sciistico di Campitello Matese e i campi per il fondo di Capracotta e Pescopennataro.
Questi paesaggi hanno attratto e sono stati fonte di ispirazione per molti artisti
A Castelnuovo al Volturno è vissuto in assoluta solitudine il pittore francese Charles Moulin. La luce delle Mainarde ha incantato anche Marcello Scarano(1901-1906) nato a Triveneto, ma campobassano d'elezione. Il Molise contadino, i suoi nitidi paesaggi, la vita semplice dei paesi e del popolo sono il soggetto ricorrente dei suoi quadri.
Tra i fiumi molisani ce il Volturno che nasce nei pressi di Rochetta e, attraversata la piana venefrana, sbocca nel Tirreno;sempre nella zona delle Mainarde, ai confini con l'Abruzzo, scorre il Tigno che, dalle sorgenti di monte Caprano, nei pressi di Vastogirardi, si apre la strada verso l'adriatico e caratterizza la vallata da Bagnoli a Triveneto a Mafalda.
Il trigno ha segnato storicamente il confine settentrionale del Molise, la terra racchiusa tra due fiumi. L'altro è il Fortore, che scorre lungo l'estremo lembo meridionale della regione, nella antichità; navigabile dal cui porto muoveva l'intera mole di scambi commerciali con le isole Tremiti e la Dalmazia.
Da Sant'Elia a Collotorto, che si affacciano sul delizioso scenario del lago di Occhito, il Fortore scende al mare, attraversando le piane di San Giuliano di Puglia e di Melanico. Questa zona, considerando il granaio del Molise, custodisce testimonianze preziose di architettura rurale.
Il fiume molisano per eccellenza è il Biferno.
Il corso del fiume taglia gran parte del territorio molisano e crea luoghi di notevole suggestione, come il lago di Guardalfiera; sfocia poi nell'adriatico fra le città balneari di Termoli e Campomarino, e l'ampia pianura che da Guglionesi, attraverso le piane di Larino, si unisce alla fascia costiera e al confine con le Puglie. Le campagne di questa zona della regione, cosi come quelle del venafrano, sono note per la produzione di olio, vino e grano.
Nel Molise si trovano le condizioni climatiche e corografiche più varie. Dalle zone montane più fredde. Al clima mite delle colline, alla pianura costiera che richiama il paesaggio mediterraneo tipico: la macchia costiera, le pinete marine, le oasi verdi di olivi e mandorli, il silenzio dei paesi e il mare.
L'economia della regione rispecchia la sua antica vocazione agricola, indirizzata verso produzioni che gia Galanti e Cuoco avevano indicato nei loro scritti sul Molise.
L'insediamento industriale è polarizzato nei nuclei di Isernia, Campobasso e Termoli.
Quest'ultima è il simbolo del nuovo Molise, la città più dinamica e moderna. Il turismo, la pesca, l'espansione del terziario hanno creato una zona ricca, in continua espansione.
Tuttavia il settore agro alimentare esprime meglio la realtà e la vocazione del Molise, grazie soprattutto alla qualità e tipicità dei prodotti.
Molte aziende hanno un passato artigianale e storie ormai quasi secolari. Le piccole e medie imprese operano nel campo delle consuete produzioni agricole molisane:il grano, il latte, l'olio, il vino.
La produzione industriale di pasta ha alle spalle una tradizione che risale ai primi del novecento; ma già nel 1800 in moltissimi paesi operavano molini e pastifici con produzioni di pane e pasta destinati al consumo locale.
Le industrie molisane esportano in Europa, Usa, Canada, Australia, e Giappone. Si tratta di marchi molto noti: La Molisana, Collavita,Guachi, F.LLI Bernardo, e altri minori.
Recentemente è cresciuto il mercato dei prodotti di nicchia:molti piccoli produttori hanno riscoperto le trafile di pasta più antiche, tipiche della tradizionale cucina molisana.

 
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