Intervista
di Giuseppe Cosco a Pietro Marino
"LE
SERPENT ROUGE. NOTES SUR SAINT GERMAIN DES PRES ET SAINT SULPICE
DE PARIS" è un misterioso testo redatto da Pierre Feugere,
Louis Saint-Maxent e Gaston De Koker, deceduti misteriosamente
dopo la pubblicazione. Si disse che si erano suicidati. Maxent e
De Koker furono trovati impiccati il 6 marzo e Feugere il giorno
dopo, il 7 marzo del 1967.
"LE
SERPENT ROUGE" è in lingua francese. Fu scritto
nell’Ottobre del 1966 e pubblicato il 17 di Gennaio del 1967.
Si presenta composto da tredici strofe. Ogni strofa corrisponde
ad un segno dello zodiaco. La tredicesima, la terz’ultima in
ordine di apparizione, è simbolizzata da Ofiuco o Serpentario.
Il
linguaggio è oscuro, simbolico, ermetico. Il suo contenuto è
un segreto di incredibile portata, che ci riconduce ai misteri
di Rennes-Le Château. Sono ritornato da Pietro Marino, uno dei
più grossi esperti italiani dei fatti di Rennes-Le Château, il
piccolo paese del dipartimento dell’Aude, in Francia dove si
verificarono fatti memorabili. L’intervista che segue ha
dell’incredibile.
COSCO:
Marino, Lei ha detto di aver studiato a fondo il misterioso
testo de Il Serpente Rosso, "LE SERPENT ROUGE. NOTES SUR
SAINT GERMAIN DES PRES ET SAINT SULPICE DE PARIS" di Pierre
Feugere, Louis Saint-Maxent e Gaston De Koker, che morirono
subito dopo la pubblicazione, tutti e tre misteriosamente.
Asserisce di averlo decifrato. Ci parli del terribile segreto da
lei scoperto e mai svelato prima d’ora.
MARINO:
Aspetti, prima devo fare un breve riepilogo di cosa vi è nella
chiesa di Rennes. Sotto l'altare si può ammirare un
bassorilievo che rappresenta Maria Maddalena, opera dello stesso
Saunière e dell'abate Courtauly. Maria Maddalena contempla una
croce grezza, da cui si alza un germoglio frondoso, al suo
fianco vi è un libro aperto, un cranio e vi è anche un melo.
Come sfondo il paesaggio di Rennes-le-Château. L’albero del
melo rappresenta l’albero della conoscenza del paradiso. Adamo
mangiò il frutto proibito e portò la morte nel mondo, ma per
mezzo di un albero diverso venne riportata la salvezza. La mela
nella religione celtica era simbolo del sapere tramandato. La
croce con rami viene sempre paragonata all’albero genealogico.
Vi era anche una scritta distrutta da un vandalo:
JESUS
MEDELA VULNERUM SPES UNA POENITENTIUM PER MAGDALENAE LACRYMAS
PECCATA NOSTRA DILUAS.
"Gesù
rimedio per i nostri peccati e speranza per noi pentiti. Tu
cancellerai i nostri peccati grazie alle lacrime della
Maddalena".
Questa
scritta è riportata, anche, su una delle pergamene. Sull'ultimo
arco in corrispondenza del Coro vi è un affresco raffigurante
un'anfora, una Croce ed una M a forma di Omega capovolta, però
chiusa alla base, intrecciata con una S. Cosa può significare?
L'anfora è riferita alla Maddalena e la Croce a Gesù. Forse
che dall'unione dell'anfora e della croce è sorto quello strano
simbolo formato dalla M e dalla S? O più semplicemente
significa Santa Maddalena? Eppure questo simbolo lo troveremo
nel Serpente Rosso abbinato alla scritta Rosa-Croce.
COSCO:
Vuole essere più chiaro?
MARINO:
Nella prima strofa si parla dei manoscritti di un amico, che
viene definito "viaggiatore dell'incognito". Sono più
di uno e li vede separatamente ma noi dobbiamo considerarli come
se fossero un tutt'uno, se vogliamo scoprire qualcosa. Noi
dobbiamo essere come un artista che sa che dai colori
dell'arcobaleno sorge il bianco e che è capace di far nascere
il nero dall'unione dei 6 colori. Ma l'artista chi è:
l'iniziato, lo gnostico, l'alchimista?. E qui abbiamo un primo
riferimento al dualismo (bianco-nero). Si è già parlato della
fortificazione templare sulla collina di Blanchefort, che ha
preso il nome dall'omonima famiglia. Guardando le rocce della
collina, salta subito all'occhio il loro colore bianco, che
continuando verso la Roc Négre, cambiano colore e ne acquistano
uno nerastro. Boudet sosteneva che la collina si chiamava
Blancfort, proprio per il colore della roccia e che la parola
derivava dal celtico (Blank= in fr. Blanc=bianco; forth=in fr.
en avant= in avanti). Poi abbiamo il numero sei che viene
ripreso nella seconda strofa quando gli autori ci dicono che non
sveleranno mai il nome dell'amico ma che il suo numero è quello
di un celebre sigillo, il sigillo di Salomone. Ed ecco che torna
il concetto del bianco-nero (dualismo). Il nostro amico si trova
ancora sulla collina di Blanchefort e sta guardando al di là
della Roc Négre. Ma il suo sguardo dove arriva? A Blazel, Cap
de l’Homme o Rennes-les-Bains, secondo come ci si posiziona.
Se ci poniamo con le spalle alla I stazione della Via Crucis,
avremo di fronte la XIV stazione, che rappresenta la sepoltura
di Gesù. Da Blanchefort, dopo Roc Négre, vi è la collina di
Blazel dove, dice Boudet nel suo libro, si trova una pietra che
misura più di 8 metri di lunghezza, 2 di larghezza e 2 di
altezza. Boudet dice: "Questo masso di circa 32 metri
cubi è stato sollevato, inclinato in una direzione precisa, e
bloccato ad una delle sue estremità, così che il suo peso
enorme non lo facesse spostare verso il pendio ripido della
montagna. Bisogna vedere con i propri occhi, questa opera
gigantesca, che causa un vero stupore: nessuna descrizione può
dare un'idea esatta di questo lavoro prodigioso".
COSCO:
Cosa può aver voluto dire Boudet? Forse ha cercato di
nascondere qualcosa per sempre? E cosa?
MARINO:
Mi segua attentamente. Devo premettere che subito dopo Roc Nègre,
guardando sempre da Blanchefort vi è Cap de l’Homme, dove è
stata trovata incisa una croce di 35 cm.
Però
dopo Roc Négre vi è anche Rennes-les-Bains. Andiamo a vedere
cosa può attrarre la nostra attenzione. Nella Chiesa di
Rennes-les-Bains esiste un quadro, che è una riproduzione di
una tela di Van Dick, che era di proprietà di Paul-Urbain de
Fleury, nipote della Marchesa d’Hautpoul; rappresenta la
Vergine che veglia Gesù in una grotta. Nell’originale ci sono
le figure della Maddalena e di Giuseppe d'Arimatea. Nella copia
no; al loro posto un dolmen. Di dolmen, di cromleck, si interessò
Boudet. Con questo si vuol fare intendere che bisogna leggere
"bene ed in un certo modo" il libro di Boudet. Nel
cimitero vi è una tomba della madre e della sorella di Boudet;
se tracciamo una linea dalla croce che vi è sopra la tomba, ai
lati della quale vi è una freccia che ci indica la direzione,
osserveremo che la linea passa dalla riproduzione del quadro di
Van Dick, dal menhir decapitato di "Cap de l’Homme"
e giunge alla Chiesa di Rennes-le-Château. Il nostro
viaggiatore guarda, però, a mezzogiorno; questo vuol dire che
sta guardando verso Bazel. Per proseguire, si afferma nel
Serpente Rosso, bisogna districarsi tra molte difficoltà, come
se ci si trovasse in un Labirinto. Si deve trovare la casa della
Bella Addormentata.
COSCO:
Ma chi è la Bella Addormentata?
MARINO:
Ecco che stiamo per entrare nel punto cruciale dell’enigma ma
prima di svelarglielo devo spiegare delle cose. Il poeta André
Chenier, massone, era devoto alla Vergine nera di Nôtre Dame de
Marceille a Limoux. Chi potrà dare la soluzione, continuano gli
autori, sono le pergamene. Ed ecco che egli scopre le 64 pietre
del cubo perfetto (sono 64 le mattonelle poste nella Chiesa di
Rennes-le-Château ai piedi di Asmodeo, sono 128, il doppio di
64, le parole aggiunte al testo originale in latino della
seconda pergamena). Ma chi possedeva le pergamene? I 4 Catari
che erano fuggiti da Montségur durante la tregua; Montségur è
il forte. Adesso occorre sistemare le 64 pietre e ciò si può
solo fare con la squadra ed il compasso, tracciare una linea da
Est ad Ovest, poi da Sud a Nord, tracciare una linea negli altri
sensi e cercare le 14 pietre con impressa una croce. Ho pensato
cosa potessero essere le 14 pietre impresse con la Croce e, dopo
tante ipotesi, sono giunto alla conclusione che altro non sono
che le 14 stazioni della Via Crucis della Chiesa di Rennes-le-Château.
Ho pensato molto a come poter rimettere a posto le 64 pietre del
cubo perfetto. Per quanto riguarda le 128 pietre (le lettere in
più delle pergamene), ci avevano pensato altri, decifrandole.
Però, secondo il mio giudizio, quando si parla di 64 pietre del
cubo perfetto ci si riferisce alle 64 mattonelle sorvegliate da
Gesù ed Asmodeo, all'interno della Chiesa. Ho pensato anche che
mi poteva aiutare il testo trovato con la decodifica della
seconda pergamena nella parte in cui si parla delle mele blu.
Queste vengono proiettate dalla vetrata posta a sud sulla parete
di fronte. Le statue poste a sud sotto le vetrate sono quella
della Maddalena e quella di San Rocco. La prima operazione da
fare era di disegnare il quadrato con le 64 mattonelle.
Bisognava adesso tracciare la linea meridiana che va da Est ad
Ovest, poi due linee perpendicolari a questa e tra loro
parallele, che partivano dalle due statue anzidette sino alle
due (S. Germana e S. Antonio l'Eremita) poste di fronte. Ci
dicono che bisogna guardare, poi, in tutte le direzioni. Allora
bisogna tracciare le linee oblique che uniscono le statue della
Maddalena e di San Rocco rispettivamente con quelle di S.
Antonio l'Eremita e di San Germana. Si trova, così, un punto di
intersezione. Ma il serpente rosso ci suggerisce che dobbiamo
tracciare un cerchio e che un punto di esso corrispondeva alla
statua della Maddalena (essendo il cerchio l'anello e
corona…). Tracciato il cerchio, mi sono accorto che si poteva
costruire il sigillo di Salomone, il primo triangolo formato
dalle statue di S. Antonio l'Eremita, Santa Maddalena ed il
punto del quadrato con le 64 mattonelle rivolto ad est, il
secondo dalle statue di Santa Germana, San Rocco e da un punto
che, secondo me, sta ad indicare l'ingresso della cripta della
famiglia Blacheford. Ecco trovata la dimora della Bella
Addormentata (
vedi fig. 1).
COSCO:
La prego continui.
MARINO:
Era lì che Saunière ha trovato i resti della Marchesa ed era lì
dove Saunière nascose i resti della Maddalena, dopo averli
prelevati dalla falsa tomba della marchesa.
COSCO:
Lei sta parlando della tomba di Maria Maddalena?
MARINO:
Esattamente. E che sia il sepolcro di Maria Maddalena che si
cerca ce lo dicono gli autori e ci confermano che lei ha avuto
il "Graal" che conteneva il sangue di Cristo, che una
volta era conosciuta come ISIDE che chiamava a raccolta tutti i
sofferenti per dare loro sollievo. La stessa frase la troviamo
nella Chiesa di Rennes-le-Château, e precisamente nell'affresco
della collina fiorita; è Gesù che chiama a raccolta i
sofferenti. Perchè la stessa frase è messa in bocca una volta
alla Maddalena ed una volta a Gesù?
COSCO:
Ma la falsa tomba dove si trova o, meglio, dove si trovava?
MARINO:
Sappiamo che per scoprire il segreto bisogna disegnare anche una
Croce (CON QUESTO SEGNO TU LO VINCERAI). Ma dove? Se Gesù ed
Asmodeo guardano il pavimento con le 64 mattonelle, perché non
tracciare una perpendicolare alla meridiana già disegnata e
passante per il punto del quadrato posto ad Est? Dopo averlo
fatto, è stato disegnato il prolungamento della retta che
unisce la statua della Maddalena con quella di Santa Germana,
che ha intersecato in un punto la suddetta perpendicolare lunga
esattamente quanto la lunghezza della navata della chiesa. Si è
formata, così, una croce con i due bracci uguali. Per
verificare se il punto trovato rivestisse una certa importanza,
è stato tracciato un cerchio fissando il compasso sul punto
posto ad est del quadrato e puntandolo sulla statua della
Maddalena. Con meraviglia mi sono accorto che il punto trovato
era anche un punto del cerchio, come lo era il punto opposto
della stessa perpendicolare ed ho notato che, anche in questo
caso, si poteva disegnare il sigillo di Salomone (si può
ammirare anche una proiezione della chiesa. Il punto trovato sta
ad indicare il luogo dove era collocata la falsa tomba della
marchesa sotto il campanile, dove inizialmente Bigou aveva
portato i resti della Maddalena).
COSCO:
E’ una storia avvincente. Qual è il prosecuzione degli
avvenimenti?
MARINO:
Successivamente, nel Serpente Rosso, la Maddalena viene chiamata
NOSTRA SIGNORA DES CROSS. Sappiamo che solo la Vergine Maria
viene chiamata con l'appellativo di Nostra Signora… E allora
perché è rivolta alla Maddalena? Bisogna scoprire cosa voglia
dire CROSS, che non è una parola francese; però potrebbe
essere una parola inglese che significa CROCI. Perchè al
plurale? E se le croci fossero quelle che portavano sulle
tuniche i Crociati? A Gerusalemme Goffredo di Buglione, come
abbiamo visto, aveva fondato l'Ordine dei Cavalieri di Nostra
Signora di Sion, dopo aver trovato l'Abbazia di Nostra Signora
del Monte di Sion, conosciuta anche come Madre di tutte le
Chiese. Se NOSTRA SIGNORA DES CROSS significa Nostra Signora
delle Croci (dei Crociati), vuol dire che l'abbazia di Sion era
dedicata a Maria Maddalena. C'è da dire, però, che esiste un
Santuario a Counes dedicato a Nôtre Dame du Cros. Ha preso
questo nome da una croce incisa su una pietra della montagna
vicina; però vicino la croce vi è una statua della Vergine. A
Sion Vaudemon, vicino la Cattedrale, vi è la scritta: "AUX
AMIS DE NOTRE DAME DE SION" e sull'arco esterno della
cappella all'aperto leggiamo NDS. La S è diversa dal carattere
delle altre due ed è identica a quella che troviamo nella
decorazione di Rennes-le-Château.
COSCO:
Possono aiutarci a capire meglio i pittori Poussin e Delacroix?
In tutta questa incredibile storia qual è il ruolo di questi
artisti famosi?
MARINO:
Gli autori de Il Serpente Rosso, a questo punto, fanno un
riferimento al quadro di Poussin, copia del quale aveva
acquistato l'abate Sauniére dove è dipinta una bara con la
famosa scritta. E finalmente il curato capisce, comprende quale
sia il segreto. Cosa significano i salti dei quattro cavalieri?
E chi sono i quattro cavalieri? Il riferimento è sempre ai 4
Catari. Hanno lasciato un segno che ha impresso Delacroix in uno
dei tre quadri: San Michele sconfigge il demonio, Lotta
di Giacobbe con l'Angelo e Eliodoro scacciato da Tempio,
che si trovano nella Cappella degli Angeli, già cappella del
fonte battesimale, della Chiesa di San Sulpice a Parigi. E poi
di nuovo un riferimento al Graal. Ma, cosa significa: due volte
IS? IS+IS=ISIS=ISIDE, Dama bianca delle Leggende. Maria
Maddalena, nazzarea laica, faceva parte dell'Ordine regionale di
Dan, e aveva diritto di vestirsi di nero come i sacerdoti di
Iside; anche le Madonne nere sono vestite di nero. La Madonna
nera deriva da Iside: entrambe conoscevano il nome segreto di
Dio, come la Maddalena, "la donna che conosceva il Tutto",
custodiva un segreto di Dio. Ecco perché, quando si parla di
Madonna nera, di Iside, di Dama Bianca, ci si riferisce alla
Maddalena.
COSCO:
Tutto ciò è oltremodo interessante, ma la Maddalena non è,
frequentemente, raffigurata anche con un manto rosso?
MARINO:
La Maddalena veniva rappresentata vestita di nero ed anche con
un manto rosso, simbolo di alta carica ecclesiastica. Di nero è
vestita in un dipinto del Guercino, che la rappresenta con due
angeli, poggiata su una tomba. Rosso è il suo mantello nel
bassorilievo in Rennes-le-Château, rosso è pure il mantello
del "presunto" Giovanni, nell'Ultima Cena di Leonardo
da Vinci.
COSCO:
Cosa dice ancora Il Serpente Rosso? Qual è il proseguo?
MARINO:
Il viaggio è al termine. Ormai il nostro viaggiatore conosce il
segreto. Ma qual è la casa diroccata a cui si fa riferimento?
Forse la casa vicino al cimitero, che aveva utilizzato Sauniére
e dalla cui finestra si vedeva la montagna? Cosa significa la
Croce di Creta che si scioglie sotto il sole? Sembra veramente
una Croce con i sui 35 centimetri. Mi fa ricordare la croce
grezza che guarda Maria Maddalena nel bassorilievo sotto
l'altare, ma potrebbe essere anche un riferimento alla 14a stazione.
La croce si è sciolta al sole e nella 14a stazione
non vi è, infatti, alcuna croce. Ma, forse, la montagna è
quella di Cap de l'Homme, dove, secondo Boudet, esisteva una
pietra con su scolpito il volto di Gesù, montagna dove è stata
trovata una pietra con la testa tagliata, al posto della quale
c'era il quadrato magico, conosciuto come quadrato SATOR,
montagna dove si trovano delle croci scolpite nella roccia, una
delle quali misura 35 cm. Nell'originale le 5 parole del
quadrato sono in greco.
(Marino
mi porge dei fogli con le lettere del quadrato magico e con
delle sue note scritte a matita che riporto)
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Il
quadrato magico, che è un simbolo dei cristiani gnostici,
presenta questa particolarità: da qualsiasi lato si legga si
trovano sempre le stesse parole. E' formato con le 8 lettere del
PATER NOSTER prese due volte eccetto la N utilizzata una sola
volta, con l'aggiunta di 2 "A" e 2 "O".
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Alchimisti,
astrologi, cabalisti, filosofi, umanisti hanno tentato di
capirci qualcosa, senza risultati. Si è inoltre visto che,
posizionato in altro modo, l'effetto è sempre lo stesso. Si
leggono sempre le stesse parole.
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…fine
del secolo XIXesimo …Rivart scoprì una pietra enigmatica, che
fu distrutta durante la guerra del 1914/1918. Anno 1890, trovata
riproduzione, ora conservata in una sala del "Cercle Saint
Dagobert II" de Stenay.

Codice
per decifrare il quadrato magico: SRNPR
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COSCO:
SRNPR. Cosa significa questa specie di anagramma?
MARINO:
In un autoritratto di Poussin, dipinto sul suo anello troviamo
il simbolo della pietra trovata a Stenay. Egli era, quindi, un
cristiano gnostico. Nello stesso dipinto notiamo sullo sfondo
una immagine che ci conferma che era anche un iniziato (Sul
copricapo vi è disegnato un terzo occhio).
COSCO:
Il pittore Poussin era, dunque, un iniziato, che riportava nelle
sue tele i misteri di cui era a conoscenza. ..
MARINO:
Si. Dopo questa divagazione, ritorniamo al Serpente Rosso.
Adesso c'è un richiamo alle opere di Signol sul Meridiano di
Parigi. Signol ha dipinto una rappresentazione di Dagobert II e
dei quadri simbolici del meridiano di Parigi, che si trovano
nella Chiesa di San Sulpice a Parigi. Si parla della scritta PS,
che noi troviamo sulla pietra tombale della Marchesa d'Hautpoul,
sulla pietra di Coume-Sourde, sulla prima pergamena e del modo
alquanto oscuro di come decifrare le lettere. L'autore capisce
la verità. Ma, qual è la verità? Si fa riferimento a
Jean-Jacques Olier (1608-1657), curato della chiesa di S.
Sulpice, il cui maestro era stato Sain Vincent de Paul. Olier
fondò nel 1641 la Compagnia dei Preti del Seminario di S.
Sulpice; creò anche il seminario di Clermond Ferrand; era stato
abate del Monastero di Pébrac. Pébrac è la cittadina di S.
Germana, la cui statua si trova nella Chiesa di
Rennes-le-Chateau.
COSCO:
Ma non sono troppi i riferimenti a San Sulpice per essere
considerati casuali?
MARINO:
Certamente. La Chiesa fu costruita, per volontà di Olier, nel
quartiere di Sain Germain des Pres, vicino all'omonima Chiesa,
sulla stessa linea del meridiano di Parigi che passa dalle due
Chiese e sul comune di Rennes-les-Bains. Nelle Chiese di Sain
Germain des Pres, di Sain Denise e di Rennes-le-Château sono
stati sepolti re merovingi. La Chiesa di San Sulpice è
conosciuta come il nuovo Tempio di Salomone. Oltre quello che
abbiamo detto, nella Chiesa possiamo ammirare la Via Crucis che,
come a Rennes-le-Château, è posizionata da sinistra a destra,
cioè sinistrocentrica. Dobbiamo ricordare che Saint Vincent de
Paul e Jean-Jacques Olier erano molto vicini al Priorato di
Sion. La Compagnia che creò Olier, l’abbiamo già visto, era
il circolo esterno del Priorato. Saint Vincent de Paul è
venerato, anche, nella basilica di Nôtre-Dame de Marceille,
dove è venerata una Vergine Nera, a nord di Limoux, di cui
abbiamo già detto. Il vescovo Billard, quello che nominò Saunière
curato di Rennes-le-Château, acquistò tutte le quote della
proprietà di detta basilica. Picknett e Prince ne "La
Rivelazione dei Templari" ci dicono che sotto la basilica
esisteva una cripta costituita da 2 camere di circa 6 metri di
altezza. L’ingresso è costituito da un tunnel alto un metro.
Queste stanze sono state utilizzate fino all’inizio del XX
secolo.
COSCO:
Come venivano utilizzate queste stanze?
MARINO:
Prince ed il fratello, nel 1995, erano entrati nella prima
stanza, calandosi da uno sfiatatoio, ma, per un incidente
occorso al fratello, nello scendere, dovettero abbandonare la
ricerca. Ritornarono nel 1996 e cercarono di entrare dal
cunicolo; trovarono, però, la porta murata ed una inferriata
arrugginita risalente a circa 100 anni prima. Considerato che le
autorità locali non conoscevano l’esistenza della cripta, chi
avrà murato quell’ingresso? Tutto fa pensare a Billard, il
quale aveva fatto di tutto per divenire il proprietario della
basilica. Il ricercatore olandese Joseph Fhijs aveva scritto che
era riuscito a decifrare il libro di Boudet e che nella cripta
vi era un reliquario contenente la testa di un "re
sacro". Continuando a leggere il Serpente Rosso, nasce una
domanda: chi è che è passato facendo del bene? Nella Chiesa di
Rennes-le-Château esiste un affresco che raffigura Gesù su una
collina fiorita. A Rennes-le-Bains vi sono due tombe della
stessa persona, Paul-Urbain conte di Fleury, nipote della
Marchesa d'Hautpoul. Su una tomba risulta morto il 7.8.1856 e
nato il 3.5.1776, sull’altra invece risulta deceduto nel 1836
all’età di 60 anni; sarebbe nato, quindi, nel 1796. La data
della morte giusta è quella del 1836. Non è morto a
Rennes-les-Bains ma i suoi resti vi furono portati
successivamente. Sulla tomba vi è scritto: "E’ passato
facendo del bene". Fleury (Fleuri) in francese vuol dire
fiorito.
COSCO:
In tutta questa storia ha una parte l’enigmatico Priorato di
Sion? E Il Serpente Rosso, nome dato all’ermetico documento,
ha qualche particolare significato?
MARINO:
Mi lasci proseguire con ordine. Il viaggiatore ci dice che ci
sono stati dei profanatori, che non hanno potuto prendere tutto.
Qualcosa è rimasto. Non tutto il tesoro è stato utilizzato.
Infine un riferimento alla Costituzione dei Fanciulli di S.
Vincenzo, cioè i Prodi, cioè il Circolo esterno del Priorato
di Sion.
Dopo
la maledizione dei profanatori, gli autori chiariscono di aver
scoperto il segreto del sigillo di Salomone e riferiscono di
aver visitato il luogo dove era posta la tomba della Maddalena.
Di questo ho già detto. Ci avvertono di stare attenti e di non
cambiare quello che troviamo scritto, perché solo in questo
scritto è la verità. E di nuovo la collina bianca. La collina
bianca è la collina di Blanchefort. Ma, perchè si fa
riferimento al battesimo del Cristo? Qualcuno è di guardia ed
è rosso per la rabbia. E' il Serpente Rosso, di cui parlano le
pergamene. Il Serpente Rosso è il demonio guardiano. Ed ecco
che l'autore ci dice che si tratta solo di un sogno fatto il 17
gennaio (data costantemente presente nel mistero di Rennes).
COSCO:
Quanto, secondo Lei, è veritiero Il Serpente Rosso? Potrebbe
trattarsi solo di un falso?
MARINO:
Gli autori erano ben documentati, perché conoscevano nei minimi
particolari non solo Rennes-le-Chateau, ma anche i luoghi
circostanti, la cultura egizia, celtica, la storia del meridiano
di Parigi, di S. Sulpice, il Priorato di Sion, i Prodi, la
storia di Olier, nonché le opere di Delacroix, Teniers, Poussin
legate al Mistero di Rennes-le-Château. Cioè, a loro non era
sfuggito nulla.
COSCO:
Lei a quali altre conclusioni è pervenuto?
MARINO:
Io ho motivo di ritenere che i versi non sono una invenzione.
Gli autori sono morti, suicidi, dopo 2 mesi dalla pubblicazione
del libretto. E' impensabile che tre persone, sane di mente, si
uccidano senza motivo e quasi contemporaneamente. Ho pensato
che, forse, sono stati costretti a compiere questo insano gesto,
o perchè sono venuti meno ad un giuramento solenne (sarebbero,
quindi, stati degli iniziati), o perchè si sono impossessati
del libretto riservato a pochi, scritto da altri. Mi sono,
infine, convinto che Sauniére trovò, anche all'interno della
chiesa, la tomba di Sigebert IV, la cripta della famiglia
Blanchefort dove era sepolta la Marchesa Marie d'Ables d'Hautpoul
e, forse, come sostiene Plantard i successori di Sigebert IV, e
cioè Sigebert V e Bera III. Se si dà credito a tutti gli
indizi che abbiamo esaminato, sono, anche, convinto che i 4
Catari portarono fuori da Montsègur i manoscritti dei Vangeli,
poi modificati da Bigou e i documenti di una parte della
dinastia dei Merovingi. Però, esiste qualche altra cosa
nascosta sulla collina di Blazel. Non ci sono prove per dire che
si può trattare di una tomba più importante di quella della
Maddalena...
COSCO:
Sauniére ricevette strani personaggi…
MARINO:
Sì, nel 1897 ricevette delle visite ed a queste persone restituì
qualcosa di molto prezioso. I visitatori altri non erano che
discendenti dei Catari, appartenenti al Priorato di Sion. Alcuni
sostengono che quello che fu restituito è stato nascosto nella
Cattedrale di Barcellona, costruita dall'Architetto Gaudì, su
incarico dei Confratelli del Priorato. Se Sauniére ha
restituito tutto quello che ha trovato, diede di sicuro le
pergamene originali, i manoscritti contenenti la dinasta
merovingia e i resti della Maddalena. Però era rimasto qualcosa
ancora da scoprire; per questo Saunière continuò il lavoro nel
cimitero e nelle colline circostanti.
COSCO:
Cosa scoprì ancora il parroco? E fu questa ulteriore scoperta
confessata, in punto di morte, a fargli negare l’assoluzione?
MARINO:
Consideriamo la fine di Sauniére. Egli non ebbe l'assoluzione.
Se avesse confessato, soltanto, di aver trovato un tesoro (sia
esso visigoto, quello dei Templari o dei Catari) o le pergamene
con la dinastia merovingia, che motivo c'era di non ricevere
l'assoluzione e l'estrema unzione? Le pergamene non erano altro
che passi del Vangelo e la dinastia merovingia sarebbe solo la
prova che Sigebert IV non era morto e che la discendenza era
continuata. Se avesse confessato soltanto di aver trovato la
tomba della Maddalena, che motivo c'era di non essere assolto?
Si diceva già che la Maddalena era giunta in Francia per
predicare il Vangelo e si festeggia nella città di Baume, dove
"erroneamente" si pensa fosse morta e dove
"erroneamente" è conservato il sepolcro. Egli avrà
confessato qualcosa di molto grave, contrario al credo della
Chiesa cattolica. Chi aveva visto il confessore, dopo l'incontro
con il nostro abate, sosteneva che era molto turbato e che non
riusciva a profferire parola alcuna e che non fu più lo stesso.
Io sono convinto, però, che Sauniére non voleva confessarsi,
ma soltanto tramandare il segreto ad un altro curato come
avveniva dai tempi di Bigou e come è richiesto dalle pergamene.
Solo che prima il segreto era costituito dalla conoscenza del
nascondiglio del tesoro e di qualcos'altro di cui non si
conosceva l'esatta ubicazione. Boudet utilizzò il tesoro per
dare la possibilità a Saunière di scoprire questo qualcosa.
COSCO:
Ma cosa?
MARINO:
Le pergamene servirono, quindi, a Sauniére soltanto per fargli
trovare la tomba della Maddalena e per fargli conoscere il
grande segreto che c'era dietro. I Templari, i Catari detenevano
un segreto che metteva in serio pericolo il cattolicesimo. Per
questo furono sterminati. La Chiesa ha commesso tanti errori;
con il tempo si sta correggendo. Secondo le profezie di S.
Malachia, vescovo irlandese ed amico di San Bernardo, il
prossimo Papa sarà l'ultimo e sarà quello che dirà la verità.
Ma l'uomo è pronto a ricevere le sue rivelazioni? Sarà capace
di giudicare e decidere secondo il suo pensiero? Quale sarà la
reazione della gente? Certe volte la tanto attesa verità è
spesso la più difficile ad accettare. Poi, bisogna ammettere,
che la verità è diversa per ognuno: per il Corano Gesù non
era altro che un importante profeta, per i Romani i Cristiani
erano eretici. Ma noi, uomini liberi e di buoni costumi, siamo
pronti, perché da sempre ricerchiamo la verità.
COSCO:
Marino, qual è questo terribile segreto?
MARINO:
Sulla collina di Blazel vi è nascosto qualcosa di molto
importante ed il guardiano non è altri che lo stesso serpente
rosso - demonio guardiano (Asmodeo). Che vi sia solo il tesoro
del Tempio di Salomone o vi è ancora dell’altro?
Giuseppe
Cosco