Fallaancora I videogiochi non influenzano affatto i bambini, se pacman avesse influenzato la nostra generazione ora staremo tutti a saltare dentro stanze scure ingoiando pastiglie colorate e ascoltando musiche elettroniche ripetitive
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FALLA SU VINILE

 

FALLAANCORA E KLAUS PRESENTANO

I MUCCINOS

 

EPISODIO 5: LA RISATA

 Sono le 20, e a casa Muccino’s l’atmosfera, all’ora della cena, è decisamente rilassata. Come accade ad ogni vespro, tutte le orecchie sono tese verso il nonno Dagoberto, che con le sue storie di infinita saggezza, allieta i cuori di tutta la famiglia, Colonnello Herbert compreso.

 -         CLARABELLA: “Dai nonno, raccontaci qualcosa….”

-         NONNO DAGOBERTO: “Vai a fare in culo, troia…”

-         IRENE: “Eddai nonno…. Non essere così severe con la piccola….”

-         NONNO DAGOBERTO: “Piccola un corno, ha diciassett’anni… se non è arrivata l’ora per il marciapiede, ditemi voi…”

-         OSVALDO: “Nonno, ora basta! Non usare termini così scurrili di fronte ai ragazzi!”

-         NONNO DAGOBERTO: “Zitto tu, fallito.”

-         OSVALDO: “Ok.”

-         ANTILOPE: “Vabbè nonno, dai… per piacere… raccontaci ancora di quando eri in guerra….”

-         NONNO DAGOBERTO: “E va bene… se questo servirà a farvi tappare le fogne…. Dunque, mi ricordo che eravamo nella quindicesima divis…”

-         CLARABELLA: “Etciù!”

-         NONNO DAGOBERTO: “E VABBENE, ORA BASTA CAZZO D’UN CAZZO…. VUOI  PROVOCARMI, EH????? MI INTERROMPI??? MA TE L’INSEGNO IO L’EDUCAZIONE, PORCA D’UNA %$&&$£$))%$%£%!”

 

Il nonno inizia a pestare duro con le nocche contro il muso di Clarabella

 

-         IRENE: “Ma nonno, fermati!!!! Insomma, ha solo starnutito!!!”

-         NONNO DAGOBERTO: “Solo starnutito??? Ma fatemi il piacere! Il problema è che crescete i ragazzi senza alcuna disciplina! Sono sempre, lì, pronti a ridacchiare sotto i baffi che non hanno! Ma cosa avrete mai da ridere voi, generazione di smidollati! Io i miei figli li ho cresciuti nella sobrietà! Osavldo, spiegaglielo tu una volta tanto… ti ho mai permesso di ridere così, a vanvera?”

-         OSVALDO: “No papà… figuriamoci… (di scatto ingoia una manciata piena piena di pillole)….”

-         NONNO DAGOBERTO: “Certo, no…. E vedi come sei cresciuto! Dovresti però riuscire anche a dare un educazione ai tuoi rampolli!!! Ora vi racconterò una cosa che mi è successa nell’esercito e mi è stata d’esempio per tutta la vita….”

-         COLONNELLO HERBERT: “Sì, sì, ci racconti del fulgore della giovinezza… ah, tali e tanti aneddoti edificano il nostro spirito….”

-         NONNO DAGOBERTO: “Mestolo delle mie palle, fila in cucina e portami un’altra scodella di minestra, piuttosto….”

-         COLONNELLO HERBERT: “Volo…”

-         NONNO DAGOBERTO: “Allora, stavo dicendo… eravamo a marciare sotto la neve, con quaranta gradi all’ombra e pioveva a dirotto in una notte gelida. Improvvisamente, sbuca fuori un orso che divora sotto i nostri occhi il caporal maggiore, tira giù un rutto e sparisce nella boscaglia. Soli! Eravamo rimasti senza una guida in una condizione ambientale così difficile. Allora, io e un altro compagno, il Branchetti, ci siamo fatti avanti…”

-         ANTILOPE: “Ma Branchetti chi, l’amico tuo che adescava i bimbi dell’asilo negli anni ’60?”

-         NONNO DAGOBERTO: “Proprio lui… ma non mi interrompere… dicevo, ci siamo fatti avanti per trovare una soluzione. Abbiamo detto: Se viaggiamo per trenta chilometri verso est, dovremmo arrivare in paese nel giro di poche ore. La salita è ripida, ma ce la possiamo fare a scendere a valle…”

-         ANTILOPE: “Ma scendevate a valle in salita?”

-         NONNO DAGOBERTO: Ho detto non interrompermi… secondo avvertimento… dicevo, così abbiamo iniziato la marcia, cantando a squarciagola le canzoni che avevamo imparato in Africa per farci coraggio. La compattezza e la rettitudine morale del gruppo stava facendo sì che la cosa stesse andando a buon fine, ma preso dall’ottimismo, un nostro scellerato commilitone sussurrò all’orecchio una delle barzellette del tempo, che narravano invariabilmente di prostitute che finivano sgozzate da maniaci di passaggio… la perdita di concentrazione fu fatale: un altro nostro compagno, nell’udire l’ischerzo, prorose in un risatina che fu fatale, in quanto il suo rumore fece cader giù una valanga spaventosa che ci travolse: di 3500 che eravamo, ci salvammo solo io, Branchetti e il Gusi, quello che poi venne processato per gli abusi nel Gulag lì in Russia. Gli altri, rimasero sotto alla neve.”

-         ANTILOPE: “Ma come? Se prima cantavate a squarciagola e non succedeva niente… poi, per una risatina….”

-         NONNO DAGOBERTO: “Come di suol dire…. alla terza sei fuori!!!!”

 

Prende il coltello per tagliare il pane  e di scatto inizia a raschiare il dorso della mano del nipote….

 

-         ANTILOPE: “Aaaaaaaaah!”

-         ERNESTO: Eccomi qua, signori… buonasera… allora, pare ci siano buone notizie con quella causa coi parenti di quell’Oscar Wilde…. Ora sarò l’unica persona di una certa importanza a chiamarsi Ernesto….”

-         ANTILOPE: “Aaaaah… sangue dappertutto!!! A me garze e cerotti!!!!”

-         ERNESTO: Uh, ma come siete egoisti… non fate altro che pensare a voi stessi, ai vostri problemi…. Così non vi godete la vita…. Come dice il mio amico conducente d’autobus, che ho incontrato qui giù al pub…. Chi vuol essere lieto sia, del doman non v’è….”

 

Alla finestra, tutta la famiglia vede Antilope, fondatosi in strada correndo verso la farmacia, schiacciato dal trentotto barrato che guidato in evidente stato d’ebbrezza procede contromano.

 

-         ERNESTO: “……..certezza.”

 

( - continua - )

 

SESTO EPISODIO: LA RECITA 

Sono le 20, e la famiglia Muccino’s si sta recando gioiosamente al liceo Alberigo Spadoni, dove la figlia Clarabella è impegnata in una rappresentazione dell’Orlando furioso recitata dalla sua classe. I Muccino’s sono al completo per applaudire l’esordio sul palcoscenico della fanciulla, ma nell’aria c’è la solita atmosfera strana…

 

-         IRENE: “Oh che bellezza, caro… potremo assistere allo spettacolo della nostra adorata figlia, che per la prima volta si misurerà sopra un palcoscenico, davanti a un pubblico vero… ah, che gioia che per lei si sta per realizzare il sogno che per tutta la vita è stato mio, e per il quale sarei stata pronta a sacrificare gli affetti più cari nonché la mia comunque già compromessa verginità an…”

-         OSVALDO: “Suvvia cara, in fondo si tratta solo di una semplice recita scolastica…”

-         IRENE: “STAI FORSE INSINUANDO CHE SONO GELOSA????? DI MIA FIGLIA???!!??? MA VAFF@”!£”%$/%!!!! E NON DARMI DELL’ISTERICA, CAPITO!!??? IO…IO… AAAAARGGGH!”

-         ANTILOPE: “Papà… dovresti saperlo che con la mamma è meglio non toccare certi argomenti…”

-         OSVALDO: “Credo tu abbia ragione… ehm, dai tesoro, calmati… parliamo d’altro… toh, guarda là, in prima fila c’è la mia ex-amante, Prosperonia…”

-         IRENE: “AAAAAARGGGGH!”

-         NONNO DAGOBERTO: “Ma la finisci di strillare, brutta tr£”%$/&$&/%&£££$$!!!”

 

Assesta una pedata sulla schiena alla nuora che la lascia momentaneamente senza fiato

 

-         COLONNELLO HERBERT: “Ma suvvia, signor Dagoberto… si controlli!”

-         NONNO DAGOBERTO: “Eh sì…. Che mi tocca sempre fare la parte del cattivo… però vedi che intanto si è calmata….”

-         OSVALDO: “Silenzio, comincia lo spettacolo….”

-         NONNO DAGOBERTO: “Che??? Tu non mi dai ordini, ammasso di $£/&$/&$(&$!!!!”

-         OSVALDO: “Sì… scusami papà….”

-         NONNO DAGOBERTO “Scusa non basta… hai quarant’anni, se ti rivolti così a tuo padre adesso, che farai quando sarai cresciuto… forza, le mani!”

-         OSVALDO: “No, le mani no…”

-         NONNO DAGOBERTO: “Ho detto forza!!!”

 

E il nonno morde entrambe le mani al figlio lasciando bene impressa l’impronta della dentiera

 

-         NONNO DAGOBERTO: “Bravo, non hai fiatato… se urlavi te ne davo un altro… ora vai a strofinare via il sangue, ma lascia l’impronta che domani la facciamo usare al dentista per la dentiera nuova… e sbrigati, che tra poco quella $&%/( di tua figlia comincia a recitare…”

-         OSVALDO (Singhiozzando): “Sì, papà…”

 

PROFESSORESSA: “Signore e signori, grazie per essere intervenuti….”

NONNO DAGOBERTO: “Ma quando arrivano le donne ignude, porca %(/%$!!!!”

PROFESSORESSA: “Ehm… sì, dicevo, grazie per essere intervenuti…. Andrà ora in scena la rappresentazione della V B dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto… un bell’applauso per i giovani attori!!!”

ERNESTO: “Prrrrrrrrrrrrrr!!!!”

ANTILOPE: “Cugino, sei il solito maleducato…”

ERNESTO: “Guarda che era una fine citazione da “I Vitelloni” di Fellini… un modo per fare un in bocca al lupo ai giovani attori… ma che ne puoi capire tu…sempre con la faccia immersa in quelle riviste osè!!!!!!”

ANTILOPE: “Anche quella è una forma di cultura!!!! Tu piuttosto… che parli, che non eri mai stato a teatro in vita tua!”

ERNESTO: “Lo so, ma volevo vedere un po’ il terreno dove ama giocare il mio arcinemico… quell’Oscar Wilde… ah, dannato plagiatore!”

 

Nel frattempo, la rappresentazione ha inizio….

 

CONTADINO: “Ah… ma io ti riconosco… sei Orlando, il valoroso guerriero!!!”

ORLANDO: “Proprio io in persona, rude villico!”

CONTADINO: “Oh bella, Orlando, a vederti così mi sembri alquanto furioso!”

ORLANDO: “Dì pure incazzato marcio, mio buon amico!”

CONTADINO: Poffarre! E cosa ti rende così furioso!!!!”

ORLANDO: “Vedi, essere vicino alla bestia, devi sapere che il re Marcantonio XVCCLMVIII mi aveva spedito per le terre d’Ambrogione a cercare il sacro vello d’oro di Prussia… ebbene, io gliel’ho riportato dopo aver guerreggiato con barbari, draghi e mulini a vento con l’amico Rancho Panza…”

CONTADINO: “Vorrete ben sire SANCHO Panza….”

ORLANDO: “Eh no… perché la Panza l’ha avuta sì grazie al RANCIO…. AHAHAHAHAHAHAH!!!!!”

 

In platea nessuno fiata. Una signora in quinta fila scoppia in un pianto dirotto…

 

ORLANDO: “Ehm… sì, dunque… dicevo… una volta riportato il sacro vello, però, il re Marcantonio ha mancato di parola, negandomi la compagnia di quelle dieci meretrici che mi aveva sì promesso, e lasciandomi con un palmo di naso…”

CONTADINO: “Oh dannazione! Al posto tuo anch’io sarei sì tosto incazzato, porca $£%&%!”

 

In platea i presenti iniziano a sussurrarsi i primi commenti sulla recita…

 

COLONNELLO HERBERT: “Signor Dagoberto… ma avete collaborato voi alla stesura del testo?”

NONNO DAGOBERTO: “Boh… mi sa tanto…”

IRENE: “Caro… ho una strana impressione… la trama mi sembra un tantinello anomala…”

OSVALDO: “Ecco, devi sempre fare la saputella… è arte profana, sai che ai giovani piace rielaborare i classici….

IRENE: “Sarà….”

 

Intanto sul palcoscenico lo spettacolo va avanti….

 

CONTADINO: “Oh mio valoroso guerriero, ho io il rimedio per il vostro scorno… ogni mattina passa di qui la fanciulla chiamata Sgualdrinia…. Ama cogliere fiori, ed io e tutto il contado ne approfittiamo per trarne distrazione alle sue spalle… oh, eccola che arriva….”

CLARABELLA: “Trallallà…. Sono Sgualdrinia, la fanciulla più leggiadra del regno…. Oh, che bella margheritina… mi chinerò a raccoglierla, nonostante abbia indosso solo questo perizoma trasparente che voi tutti potere ammirare….”

ORLANDO: “Oh madamigella, ponete lenimento al mio furore!!!”

CLARABELLA: “Oh mio valoroso guerriero… siete furioso di nome e di fatto!”

 

Fanno irruzione vestiti da contadini i 326 studenti maschi del liceo e l’intero corpo docenti più un bidello, partecipando attivamente alla recita…

 

IRENE: “Ma questa è una sceneggiatura porno!!!!”

OSVALDO: “Ah, mi pareva ‘sta storia di averla già sentita da qualche parte…”

IRENE. “E’ uno spettacolo osceno da presentare in pubblico! E poi con nostra figlia…. Chiamo subito la polizia col cellulare… pronto, centrale… vorrei denunciare…”

POLIZIOTTO: “MI spiace signora, ma per le prossime ore non possiamo accettare chiamate… pare un autobus si sia schiantato contro il parlamento, l’autista era in stato d’ebrezza e citava Lorenzo il Magnifico… non so…. Abbiamo tutte le volanti impegnate!”

 

Il resto del pubblico comunque sembra gradire lo spettacolo, che dura altre quattro ore tra equivoci e svarioni storici di ogni genere, tutti tesi a mettere la protagonista (ormai a furor di popolo a scapito di Orlando) Sgualdrinia-Clarabella in condizione di porre in mostra le proprie dis-grazie…. A fine recita…

 

OSVALDO: “Tesoro, sei stata bravissima….”

CLARABELLA: “Non so… mi sono divertita, ma avevo anche la sensazione di non essere del tutto dentro a un progetto artistico…”

NONNO DAGOBERTO: “Ma che dici… se non è arte questa che cos’è, quella robaccia di Michelangelo, Dante e quegli altri imbecilli… e poi non devi preoccuparti, che tua madre per recitare da giovane si è abbassata a ben altri compromessi….”

IRENE: “Ma che dici nonno! Guarda che io ho recitato al Teatro Nazionale, senza nemmeno stringere mai la mano a un regista o un produttore…”

NONNO DAGOBERTO: “Zitta, &$£&%$/%(!!!!”  E molla uno schiaffone alla nuora.

CLARABELLA: “Beh, sono contenta che vi sia piaciuto… però è strano…”

OSVALDO: “Cosa?”

CLARABELLA: “E’ la prima volta che in uno spettacolo teatrale sono gli attori e non il pubblico a chiedere il bis!!!”

 

( - continua - )