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Il
pensiero di un atleta
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Chi
scrive è uno dei tanti atleti iscritti alla F.I.S. ormai da moltissimi
anni. Pratico la scherma dal 1988, quando avevo 10 anni, e ho continuato fino
adesso all'età di quasi 25 anni. Ma è ormai giunto il momento
di abbandonare le gare, le competizioni, gli allenamenti
Non posso dire
cosa io ho dato alla scherma ma posso raccontare cosa questo sport ha dato a
me in tutti questi anni. Inizio dalla palestra della mia città, il glorioso
Circolo Scherma Fides, dove sono cresciuto. Ebbene sì, credo proprio
che la mia formazione di adolescente e la mia crescita nello spirito, nel fisico
e nel carattere sia avvenuta proprio negli anni passati al Fides. Qui sono venuto
a contatto con la Storia, ho imparato e preso esempio da chi era più
grande di me e ho preso come meta da raggiungere quelle persone, quegli atleti
che avevano fatto grande il Fides e la scherma italiana nel passato: i Nadi,
i Montano, Rigoli, Curletto, Scuri e i vari racconti di momenti indimenticabili,
come il tifo tutto livornese a Monaco!!! E tutto questo mi affascinava e la
voglia di emulazione era sempre alta. Poi, crescendo, dal gioco si è
passati a fare sul serio: le gare, i continui allenamenti e tutto da conciliare
con la scuola: ho conosciuto la parola sacrificio e il suo vero significato.
Ma ho conosciuto anche un'altra realtà: lo spogliatoio e la goliardia.
Si sono create le amicizie e sane rivalità sulle pedane della sala
poi
tutti sotto la doccia a raccontarsi con i propri problemi e le proprie gioie
da condividere con gli altri.
E ancora l'esperienza delle gare: i primi momenti lontano da casa, senza genitori
per svegliarsi un po' e le amicizie con ragazzi da tutta l'Italia. E così
sono venuto a conoscere le realtà di altre palestre e di altre città:
Napoli, Torino, Roma, Milano, Frascati ecc.
Ancora non ho parlato di un elemento fondamentale del nostro sport: il Maestro.
Maestro di scherma ma anche divita. Dopo i miei genitori era l'adulto che vedevo
più frequentemente, che diventò un amico fidato a cui raccontare
le cose e a cui chiedere consigli. Il Maestro è stato per me guida nei
momenti difficili dello sport ma anche della vita.
Se vado oltre divento noioso ma quello che voglio dire è che mai e poi
mai dimenticherò gli attimi passati a fare scherma e tutte quelle persone,
atleti, maestri, arbitri che ho conosciuto in questi anni. Serberò sempre
nel cuore tutto ciò e cercherò, nel mio piccolo, di invogliare
chiunque alla pratica di questo splendido sport.