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Il Corvo |
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Questa pagina è interamente dedicata al mio mito,Brandon Lee,e al film ke mi appassiona di più,IL CORVO…l’avrò visto un centinaio di volte!!Lo trovo un film stupendo,perché unisce il romanticismo alle atmosfere dark del genere horror,quello ke preferisco…per non parlare della colonna sonora,ke fa letteralmente “paura”!!!Il film parla di un musicista rock,Eric Draven,ke viene brutalmente ucciso da una banda di criminali,la notte di halloween,nota anke come “la notte del diavolo”, insieme alla sua ragazza Shelly,ke viene sgozzata e violentata.Un anno dopo,in quella stessa notte,un corvo riporta in vita Eric,così ke possa vendicare la morte della ragazza…Il messaggio più bello di questo film,è ke NIENTE E’ INSIGNIFICANTE,ke le piccole cose sono quelle ke davvero possono renderti felice…e ke niente,nemmeno la morte può separare da te le persone a cui tieni davvero…
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Biografia di un mitoBrandon Lee nasce il 1 febbraio 1965 a Oakland,California da padre cinese(Bruce Lee) e madre svedese(Linda Emery).Debutta nello spettacolo nella serie televisiva “Kung fu” ed interpreta un ruolo marginale nel film “Kung fu-the movie” nel 1986.Dopo alcuni anni di studi e teatro sperimentale verrà scelto per un altro film di scarso livello: “Laser mission”,in seguito cominciano ad arrivare proposte per film di una certa importanza…il primo fu “Legacy of rage”(1990),poi venne “Resa dei conti a Little Tokio”(1991) e finalmente un ruolo da protagonista nel film “Drago d’acciaio”(1992).Solo nel 1993 avrà la possibilità di imporsi al grande pubblico ed arrivare,dopo anni di gavetta,al meritato successo:dopo qualche indecisione lo scelgono per girare “IL CORVO”,trasposizione cinematografica dell’omonimo fumetto di James o’ Barr.Quel film gli darà molto di più di quanto si aspettasse:il successo,la fama…ma anche la morte,infatti,venne ucciso sul set.Chi ha voluto uccidere Brandon Lee?Molto probabilmente la TRIAD, cioè un gruppo di criminali cinesi legati a una società di intrattenimento che opera a Hong Kong e Taiwan,la quale era contro Brandon perché si rifiutò di operare nei loro film. |
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Los Angeles,31 marzo 1993…Nello studio di Wilmington,nel Nord Carolina,dopo ormai due mesi di lavorazione e a otto giorni dalla conclusione delle riprese de “IL CORVO”,venne battuto il primo ciak della scena in cui Eric Draven,il personaggio interpretato da Brandon,veniva ferito con un colpo da Funboy,interpretato dall’attore Michael Massee,durante la scena iniziale dove venne poi lanciato dalla vetrata nella stanza della casa.Brandon cadendo a terra avrebbe dovuto portare le mani al ventre per azionare il dispositivo nascosto sotto la camicia,provocando una piccola esplosione,che bucando e bruciacchiando il tessuto avrebbe dovuto simulare l’impatto del proiettile,facendo fuoriuscire una sostanza simile al sangue.Ecco cosa accadde quel giorno,come racconta il regista,Alex Proyas: “Lo vidi crollare a terra con un lamento,il foro del proiettile mi parve perfettamente simulato e il sangue era forse fin troppo abbondante,ma nel complesso la scena era riuscita a meraviglia e dopo aver gridato “stop” dissi che ne avremmo girata un’altra,più che altro per sicurezza,dato che la prima mi aveva già pienamente soddisfatto.Sul momento non mi resi conto di ciò che era successo.Tutti si mossero sul set per preparare la ripetizione della scena,solo Brandon rimase disteso al suolo,immobile.Pensai che avesse voglia di scherzare,anche se la cosa era piuttosto strana dato che Brandon sul lavoro era di una professionalità e serietà estreme.Gli dissi di smetterla di fare il morto,ridendo,e visto che non si muoveva mi avvicinai a lui.Notai che La macchia di sangue continuava ad allargarsi…troppo liquido rossastro per essere solo quello contenuto nel piccolo contenitore di plastica che Brandon avrebbe dovuto rompere simulando il ferimento e la caduta…mi chinai e con un dito toccai quel liquido.Era tiepido e denso come sangue…sangue vero…sul set cadde un silenzio di morte.La prima persona a intuire il dramma fu Eliza Hutton,la fidanzata di Brandon,che faceva parte delle troupe in qualità di assistente alla produzione…avrebbero dovuto sposarsi dopo la fine della produzione del film. Lanciò un urlo e si precipitò verso Brandon,mentre io mi rendevo conto che respirava debolmente e che le sue condizioni dovevano essere gravi…Eliza abbracciò Brandon , invocando il suo nome tra le lacrime,cercando di rianimarlo…fu trasportato d’urgenza al più vicino ospedale,ma dopo dodici ore di agonia si spense,senza mai riprendere conoscenza”.La morte di Brandon Lee fu per tutti molto sconcertante,per vari motivi:aveva solo 28 anni e la sua morte si verificò a 20 anni dalla scomparsa del padre Bruce,morto anche lui in circostanze misteriose durante le riprese di un film.La polizia mise subito i sigilli su tutto il set e per vari giorni continuò ad interrogare tutti i componenti delle troupe e il caso si rivelò un dilemma.Venne quindi fatta l’autopsia,che accertò che Brandon era stato colpito da un vero proiettile.La pistola impugnata da Massee,non era caricata a salve…l’attore fu il primo ad essere scagionato,perché ebbe l’arma solo al momento di girare la scena e quindi non avrebbe avuto il tempo di manipolarla,ne di sostituire il proiettile con uno vero.Nemmeno oggi le indagini hanno identificato chi ha messo un vero colpo nella 44magnum.Dopo diversi mesi i sigilli sul set vennero tolti e il produttore del film,Edward Pressman,si trovò a riflettere sul futuro del film rimasto incompleto,il cui costo si aggirava sui 20 miliardi di lire.Non sapeva se completarlo causando un cattivo auspicio all’opera,dato che sul set era morta una persona,o rinunciare a tutto.Pressman sfidò questa scaramantica legge non scritta di Hollywood e così investì altri 5 milioni di dollari per terminare le riprese.Comunque,prima di questo tragico episodio il set del film non fu immune alla sfortuna,anzi ne successero di tutti i colori.Per esempio,un tecnico finì in ospedale dopo aver toccato un cavo dell’alta tensione,alcuni addetti alla costruzione delle scenografie erano stati vittime di seri incidenti sul lavoro,una tempesta aveva danneggiato il set e l’aiuto regista si era schiantato con l’auto.Quindi il regista Alex Proyas suggerì a Pressman il modo per ultimare il film,senza utilizzare una controfigura di Brandon…usando il computer avrebbero disegnato una figura che avrebbe preso il posto di Brandon.Il lavoro do montaggio fu eseguito con dei computer grafici avanzatissimi,utilizzando i fotogrammi scartati in cui appariva l’attore e proiettandone l’immagine su dei fondali diversi o sovrapponendo il volto di Brandon a quello di controfigure.Il risultato era stupefacente,non si riusciva a distinguere quali scene fossero quelle in cui compariva il “vero” Brandon,da quelle in cui compariva la sua immagine elettronica.Ma gran parte del successo che il film ha ottenuto è da attribuire anche alla prematura scomparsa dell’attore e al mito “maledetto” che lo accomuna al padre Bruce.Ma prima di tutto questo lavoro,Pressman ha chiesto il consenso alla madre Linda,alla fidanzata Eliza e alla sorella Shannon.
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Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva,un corvo portava la sua anima nella terra dei morti…a volte però,accadevano cose talmente orribili,tristi e dolorose,che l’anima non poteva riposare…così a volte,ma solo a volte,il corvo riportava indietro l’anima,perché mettesse le cose a posto… |
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DAL FUMETTO AL FILML’idea di trarre un film dal fumetto di O’Barr è venuta allo scrittore “cyberpunk” Jhon Shirley già nel lontano 1989,quando lesse i primi due numeri editi dalla Caliber.Li mostrò all’amico produttore Jeff Most,che ne rimase ugualmente colpito.Si recarono da O’Barr e ne parlarono.”Il loro entusiasmo mi convinse che il film sarebbe riuscito bene”racconta O’Barr,”non avevo certezze,ma decisi di fidarmi del mio istinto”.Shirley iniziò a scrivere la sceneggiatura,apportando delle modifiche al fumetto,mentre Jeff Most portò il progetto a Edward Pressman,uno dei migliori produttori indipendenti di Hollywood(Conan,Wall Street,il cattivo tenente e Hoffa,tra gli altri). “Ne fui subito attratto”dice Pressman “era molto di più del solito fumetto.Il lavoro di O’Barr aveva quella carica visionaria,quell’atmosfera che in modo diverso,mi aveva colpito nel Conan di Franzetta. Ma mi servivano il regista e il protagonista,che potessero catturarla”.Nel marzo del 1991,Pressman trovò il primo,Alex Proyas,australiano,un famoso a premiato regista di spot e videoclip.Intanto le riscritture della sceneggiatura continuavano e ci si allontanava sempre di più dal fumetto di O’Barr.Il corvo parlava ancora telepaticamente con Eric ma erano stati inseriti altri personaggi,un fratello maggiore per Sarah e un misterioso “spirito guardiano”che conosceva i poteri sovrannaturali di Eric a tentava di guidarlo.O’Barr scrisse un soggetto di dieci pagine per aiutarli a ritornare in carreggiata.Si decide di prendere un secondo sceneggiatore,il pluripremiato scrittore di romanzi horror,David J.Schow. “La mia prima impressione fu che c’erano troppi cattivi,dovevamo scegliere i peggiori,differenziarli e stabilire una sorta di gerarchia interna,che poteva essere seguita,mentre Eric li rintracciava.Ebbi anche l’idea” racconta Schow “di ambientare la storia durante la devil’s night,la notte del diavolo,per ancorare maggiormente alla realtà il film,giacchè ormai da una dozzina d’anni,durante quella notte,vengono appiccati centinaia di incendi”. “La prima sceneggiatura che mi portarono,non assomigliava neanche lontanamente al fumetto” dice Proyas “passammo un mucchio di tempo a riportarla all’atmosfera del fumetto”. “Più cupo”divenne la parola d’ordine del film…decadenza urbana,squallore,droga,povertà,crimine e,a sovrastare il tutto,una sensazione di disperazione e ingiustizia,che avrebbe fatto risaltare anche i più insignificanti momenti di felicità.Pian piano l’ossatura del film si coaugulò intorno a due triunvirati:da un lato Eric,il poliziotto Albrecht e la piccola Sarah,dall’altro Top Dollar,il capo,la sua sorellastra Myca e il suo braccio destro Grange.La sceneggiatura era quasi definitiva e ora mancava solo il protagonista. “Considerammo vari musicisti,con un look particolare” dice Jeff Most.Per esempio fu considerato il cantante texano Charlie Sexton. “Mi piacevano i suoi zigomi” racconta O’Barr “ho sempre raffigurato Eric con zigomi molto alti,ma mi resi conto che la cadenza texana di Charlie era troppo forte per una storia ambientata a Detroit”. Ma per i produttori c’era un solo attore che poteva interpretare Eric. Pressman racconta: “abbiamo preso in considerazione diversi attori ed eravamo preoccupati perché non avevano la preparazione atletica necessaria.Altri che l’avevano,non erano in grado di recitare la parte.Quando Brandon Lee entrò nel nostro ufficio,fummo folgorati…abbiamo saputo di avere il nostro Eric in quell’istante”. |
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…Un palazzo viene dato alle fiamme,tutto quello che ne rimane è cenere…prima pensavo che questo valesse per ogni cosa,famiglia,amici,sentimenti…ora so che se l’amore è vero amore,niente può separare due persone fatte per stare insieme… |
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L’ULTIMA INTERVISTA DI BRANDON“Non so se fosse destino che interpretassi questo ruolo,ma mi ritengo fortunato di averlo fatto.Il corvo,l’uccello che si vede nel film,può essere considerato come una guida,quasi una parte della personalità di Eric,che lo riaccompagna nella sua vita per ricordargli chi era e cosa gli è capitato.Eric è un personaggio che è spinto al limite delle sue capacità per far fronte a ciò che gli succede.In un certo senso è un pazzo,a volte è completamente folle,così come si può giudicare folle una persona che sente delle voci,delle voci razionali che vogliono guidarla e delle voci irrazionali che provengono da un livello più emotivo e profondo.Secondo me il corvo è la voce razionale,la sua guida…aiuta Eric a fare ciò che deve fare in maniera molto pratica e lo conduce nei posti che deve raggiungere,lo aiuta trovare le persone che deve trovare.E’ una storia che parla della giustizia per le vittime.La sua missione è trovare gli uomini che hanno ucciso lui e la sua ragazza per vendicarsi.E’ un ruolo fantastico ed è un ruolo che comporta dei rischi per chi lo interpreta.Ti da l’occasione di rischiare e di metterti alla prova perché nessuno sa come si comporta una persona che torna dall’aldilà.Una delle cose più belle nell’interpretare questo ruolo è che è veramente un continuo lottare,fare a pugni con il personaggio stesso perché non esistono regole che indichino come si deve comportare un attore per interpretare il personaggio di uno che torna dal regno dei morti. C’è una parte di Eric che è piena di rabbia per quello che ha subito.Ma una delle cose che più mi piacciono di questo film è l’equilibrio con cui tutti i vari aspetti del carattere del protagonista vengono trattati.E’ un uomo tormentato,straziato nelle emozioni,nel fisico e nella mente.Credo che il fascino del personaggio stia nella purezza che caratterizza la sua missione.Ho lavorato in altri film dove c’era della violenza,ma devo dire mai,come in questo,ho pensato che la violenza fosse tanto giustificata.E’ un film che lascia poco spazio alla pietà.Questa è giustizia,ne sono assolutamente convinto,come lo sono del fatto che in quella situazione mi sarei comportato allo stesso modo.Eric ha un compito da assolvere e si vede costretto ad ignorare il suo dolore per portare a termine la sua missione.Nel film vedo un concetto di equilibrio tra il bene e il male.Siccome non sappiamo quando moriremo,siamo portati a pensare alla vita come ad un pozzo inesauribile,eppure ogni singolo fatto accade per un certo numero di volte e spesso si tratta di un numero limitato.Quante volte ci ricordiamo di un certo pomeriggio della nostra infanzia,un pomeriggio così profondamente parte del nostro essere,senza il quale non riusciremmo nemmeno a concepire la nostra esistenza?Forse quattro,cinque volte,eppure tutto ci sembra senza limite. “CREDIMI,NIENTE E’ INSIGNIFICANTE”,questo è il punto di vista che adotta il personaggio per tutta la durata del film,perché si rende perfettamente conto di quanto sia prezioso ogni istante della sua nuova vita.E’ il ruolo più bello che abbia avuto occasione di interpretare…” Brandon fu sepolto vicino alla tomba del padre nel cimitero di Washington,e parte delle parole della sua intervista sono riportate sulla lapide della sua tomba.
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…Se le persone che amiamo ci vengono portate via,perché continuino a vivere,non dobbiamo mai smettere di amarle…le case bruciano,le persone muoiono,ma il vero amore è per sempre… |
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Immagini del film girate con l’aiuto del computer: -L’immagine di Eric che dopo la resurrezione entra in casa è stata tagliata ed incollata su un’altra immagine dell’attore mentre camminava sotto la pioggia. -La tipica camminata di Eric che porta il corvo sulla spalla è stata ricavata da un’altra scena inserendo la figura dell’animale col computer. -La scena in cui Eric si trucca è stata interamente recitata dalla controfigura e l’immagine riflessa nello specchio è quella di Brandon digitalizzata al computer. -Quando Sarah torna nell’appartamento dove avevano abitato Eric e Shelly, il viso di Eric non è mai ripreso in primo piano o se lo è si trova in penombra,perché si tratta della controfigura. -James O’Barr compare in un ruolo cammeo:è uno degli uomini “sciacalli” che dopo l’esplosione del banco dei pegni di Gideon ruba un televisore.
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Nel film sono state tagliate delle scene: -Quando la banda di T-Bird attacca la sala giochi rompendo tutto,è stata tagliata una scena molto lunga nella quale veniva anche violentata una ragazza. -Nella scena in cui Eric entra dalla finestra nell’ appartamento di Funboy per ucciderlo mentre è a letto con la madre di Sarah,è stato tagliato un set in cui Funboy entra nel bagno con un rasoio e tenta di ferire Eric…ecco perché ci sono dei tagli sui suoi vestiti! -Quando T-Bird ordina a Skank di andare a comprare fumo e birra,è stata tagliata una scena in cui quest’ultimo viene assalito da due balordi che vogliono derubarlo e siccome lui oppone resistenza,gli sparano alle gambe…ecco perché esce zoppicante dal negozio! -Infine,c’è una figura che è stata totalmente tagliata:Skull Cowboy,cioè lo spirito guida che avrebbe dovuto aiutare Eric.
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…Non può piovere per sempre…
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