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La paura della morte ha accompagnato l'uomo fino dall'antichità, perché essa rappresenta il termine della vita, così come l'uomo può conoscerla e sperimentarla.
Inoltre comporta la perdita degli affetti, delle persone care che, spegnendosi, ci abbandonano.
Ciò può produrre un sentimento di rabbia e ribellione nei confronti di un dolore che si ritiene immeritato e troppo grosso da sopportare.
Accettare un lutto è estremamente difficile e può richiedere molto tempo.
A questo riguardo, abbiamo letto due brani che descrivono atteggiamenti opposti nel vivere il medesimo dolore, quello della morte.


Per superare la paura della morte, fin dagli albori della storia, è sorto nell'uomo il bisogno di trascendenza, cioè il bisogno di credere a "qualcosa" o "qualcuno" che illuminasse di un significato più profondo l'esistenza umana e permettesse di credere in una vita in grado di superare i limiti concessi dalla natura.
In questo bisogno affondano le radici tutte le religioni.
Inizialmente si attribuivano poteri soprannaturali ai fenomeni della natura, poi a divinità in cui si riflettevano le passioni e le debolezze umane.
Si affermavano, in seguito, le grandi religioni che hanno attraversato i secoli per giungere sino ai nostri giorni.
Essendo impossibile affrontarle tutte, ne abbiamo trattate solo alcune a titolo esemplificativo:

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