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Strumenti

 

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Lo strumento base

Lo strumento principale della mia attrezzatura è basato su una montatura Takahashi EM200 che riesce più che egregiamente a supportare un Takahashi FS128 con il riduttore e spianatore di campo che porta il rapporto di focale ad f/6, un Takahashi FS78 con il moltiplicatore di focale così da ottenere una focale equivalente al 128 con CCD SBIG ST4 per la guida, una piastra trasversale per le attrezzature a complemento, un Canon 300 F/2.8, una Pentax 6x7 con varie ottiche e/o un Nikon 180 F/2.8. Purtroppo la prima esperienza è stata disastrosa !!! Il tubo dell'FS128 flette !!! Ho effettuato varie prove in condizioni diverse per poter misurare la flessione. In un primo tempo ho pensato a problemi dei serraggi, problemi dello strumento di guida, problemi dei fissaggi delle ottiche. Niente da fare, triste da constatare ma il tubo dell'FS128 flette. Di quanto ? Le misure che ho effettuato dimostrano ( foto alla mano ) che un'esposizione superiore ai 35/40 minuti può essere fatale. Ovviamente il tutto dipende dalla declinazione dell'oggetto a dall'azimut iniziale, ma di fatto per una esposizione di 3 ore di un'oggetto a declinazione 0 ( zero ) partendo da circa 35° di altezza dall'orizzonte il risultato è un bel 300 micron di strisciata sul negativo !!! Le foto che seguono sono riferite allo strumento in configurazione 'originale', quella che dava problemi.

taka1i.jpg (9493 byte)taka1j.jpg (2169 byte)   taka2i.jpg (9045 byte)taka2j.jpg (2043 byte)   taka3i.jpg (10002 byte)taka3j.jpg (2399 byte)   taka4i.jpg (10557 byte)taka4j.jpg (2398 byte)

 

Appurato che il problema evidenziato nelle fotografie a lunga esposizione era imputabile alla flessione del tubo, o meglio alla differenza delle flessioni tra i tubi ottici dell'FS128 e dell'FS78, ho deciso di eliminare i collari di tenuta dei due FS forniti dal costruttore sostituendoli con una struttura in lega di alluminio atta a mantenere rigidi i due tubi. Avrei potuto optare per la soluzione della guida fuori asse, meno dispendiosa e più immediata, ma la soluzione della 'gabbia in lega di alluminio' ha permesso di eliminare il problema all'origine consentendo l'indipendenza nell'inseguimento tra il telescopio principale e le ulteriori strumentazioni che via via ho potuto e potrò immaginare di utilizzare in parallelo al'FS128. Fatto il disegno della 'gabbia' la stessa è stata realizzata da un artigiano di Bologna ben attrezzato con macchine a controllo numerico. Le immagini che seguono sono riferite allo strumento in configurazione modificata.

takam1i.jpg (7499 byte)takam1j.jpg (1704 byte)   takam2i.jpg (9951 byte)takam2j.jpg (3374 byte)   takam3i.jpg (8947 byte)takam3j.jpg (2937 byte)    takam4i.jpg (9607 byte)takam4j.jpg (3486 byte)

 

A parte questo difetto debbo dire...grazie Takahashi !!! Lo strumento è un vero gioiello della tecnologia. Le ottiche sono superbe sia nel modello FS128 che nel modello FS78. Ottimo contrasto, definizione dei particolari finissima, campo corretto molto ampio. Mi è capitato di osservare la luna e i pianeti con diversi strumenti e l'unico che sia risultato pari a questo, anzi sicuramente un pò meglio, è l'Astro-Physics 180 F/9. Il brutto di questi strumenti è che qundo ci si abitua alle immagini a questo livello poi a fatica si riescono ad apprezzare gli strumenti più commerciali. La cura dei particolari è minuziosa. La precisione nei movimenti e la dolcezza del fuocheggiatore sono cose che se non si provano di persona non si possono capire. La montatura poi è stupenda. Regge senza battere ciglio i circa 20 kg di attrezzatura che normalmente utilizzo. La soluzione adottata per la messa in postazione con la bolla posta sull'asse delle Ascensioni Rette testimonia una progettazione ingegnosa, puntuale e precisa. Per darvi un'ordine d'idee posso dire che utilizzando l'ST4 con frequenza di rilevazione delle immagini di una al secondo, mediando l'errore ogni 4 rilevazioni spesso capita che il CCD non effettui correzioni. La media delle ultime 16 correzioni, visualizzata dal display del CCD, normalmente dichiara una errore medio che varia dai 3 ai 5-6 micron. Non da meno sono gli accessori. Dagli oculari ( serie LE ) ai vari accessori per la fotografia si riscontra la stessa cura, minuziosità e precisione.

 

Lo strumento per il viaggio

Non sempre è possibile portare con sè tutta l'attrezzatura e allora come fare ? Semplice, io uso l'inseguitorino della Vixen! Nel suo piccolo un vero gioiello. Leggero e affidabile. Semplice ( abbastanza ) da mettere in postazione. Ha però almeno tre difetti: vive nutrendosi in grande abbondanza di batterie, ha bisogno di un trepiede ben stabile e con l'asta del contrappeso data in dotazione supporta veramente poco. Ho risolto il primo problema adottando una batteria da 12V e 5.7Ah che allaccio alla pulsantiera del Vixen tramite un piccolo riduttore di tensione così da ottenere i 9V richiesti dal costruttore. Per quanto riguarda il secondo problema ho scelto un bel Manfrotto e per il terzo ho costruito un'asta più lunga. Ho usato parecchie volte questo strumento abbinato con diverse ottiche: vari 50mm, Nikon 180, Canon 300 e Pentax 6x7 con 165, 105 o 45mm. Quasi sempre i risultati sono buoni. L'importante è curare foto per foto che il tutto sia ben bilanciato e ovviamente non pretendere troppo dalle esposizioni: per il 180 mm sono arrivato bene ai 15 minuti, per il 300 mm bene 8 minuti spesso bene anche 15 minuti, per il 105 mm anche 30 minuti. 

vix1i.jpg (10570 byte)vix1j.jpg (3362 byte)   vix2i.jpg (8908 byte)vix2j.jpg (3167 byte)

 

Valige, corpi macchina e ottiche

Ho inoltre prestato particolare attenzione all'aspetto della trasportabilità, della semplicità e della rapidità del montaggio e dello smontaggio. Chi come me a casa non può godere di cieli particolarmente belli ed è un amante degli oggetti del profondo cielo sa cosa significa caricare tutta l'attrezzatura in auto, fare 150 o più chilometri per trasferirsi al sito di osservazione, montare il tutto in piena notte....e spesso da soli! Debbo dire che la montatura EM200 mi aiuta moltissimo. La sua praticità nella messa in postazione dello strumento è fondamentale, ma ho cercato di rendere la cosa ancor più agevole costruendo ( in realtà ho solo disegnato, la realizzazione è stata affidata come per la 'gabbia' ad artigiani di grande professionalità ) valige in alluminio essenziali e ben organizzate. In pratica riesco a montare, bilanciare, allineare gli assi dei vari strumenti e mettere il tutto in postazione in 30 minuti. Le immagini che seguono sono riferite all'inseme delle valige che contengono tutta la strumentazione. Seguono poi le immagini dei corpi macchina, tassativamente meccanici ( unico neo è l'otturatore della Pentax 6x7 che quando aperto anche in posizione B continua ad assorbire energia ) e quindi delle ottiche.

vali1i.jpg (9066 byte)vali1j.jpg (3005 byte)   corpi1i.jpg (9607 byte)corpi1j.jpg (3248 byte)    otti1i.jpg (9321 byte)otti1j.jpg (3139 byte)

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