Alice  |  Tin.it  |  Foto album |  Disco remoto |  Community 

ASTARTENEWSPOESIA

ASTARTENEWSUNO SU TISCALI
Foto Galleria. Audio e video - Mistretta Memory
http://web.tiscali.it/astartenews/

ASTARTENEWSDUE SU VIRGILIO
http://space.virgilio.it/sebastiano.loiacono4@virgilio.it/

Musica di sottofondo

Immagini & echi

Poesie di Sebastiano Seminara
La vita è meravigliosa, soprattutto quando si vive in armonia. La vita è condivisione. Parlo principalmente dell'Amore. L'amore che unisce un uomo alla sua donna. Si è soli. È allora che l'uomo ricerca Dio. Questo avviene, spesso, al crepuscolo della nostra vita. Tuttavia, la solitudine non è disgiunta dalla fede. Anzi, l'accarezza e l'accresce. Per un poeta il connubio tra poesia e Dio è sempre indissolubile. Si può essere crudi, mai crudeli. Il poeta, infatti, indossa la maschera di un bambino. Guai se non fosse così.

I COLORI DELLE STAGIONI

1
Mulina
Il mare
le sue onde schiumose
e il vento dai cupi lamenti
disperde gabbiani.
Gli occhi stringono una timida lacrima.
Io fuggo le ultime case
coperte di sale,
queste case dai caldi colori,
che cercano il cielo
in punti di fuga quasi uguali,
e con affanno
mi travolgono.
2
PIAZZA DEL POPOLO
La piazza ha strepitii ingannevoli di suoni,
ha tante maschere gonfie di privati addii.
E' un'estensione deformata che diffonde,
in un estremo guizzo, un respiro delirante.
E' un segreto velato dall'evento che depista
una prigionia di immagini e il loro disfacimento.
E' un grido che graffia l'aria
dove l'uomo che lotta e non crolla,
s'avventa e discarna una ferita pulsante.

La piazza gremita esalta l'audacia
schiava di delitti e di stridenti fragori.
Ecco l'eco dei giorni indecifrabili
e slabbrati come una piaga.
Ecco l'eco delle notti insonni e della smarrita pace.
Né il pozzo scavato con le unghie logorerà il mio tempo.
Né la torbida acqua dell'affollata pianura
placherà la mia sete.
Solo la levigata piazza che l'oscena notte ingoia,
solo l'incendio che abbracciai e incatenò la luna,
tracceranno l'involontario mio vagare.
3
IL MIO PAESE
Cavalco ancora
le dissestate strade,
abituali percorsi, dove rimbalzano
passi insicuri.
Viottoli
dove il vento
fruga
sollevando polvere,
e case che straripano
lungo il percorso.
La nebbia
avvolge
queste case
come i miei passi
logorano
queste strade.
Il paese ha curve pietose
di donna
dai seni segnati,
non morbide curve
ma spigolosi anfratti.

Tutto questo ho raccolto.
4
La città ribolle nei tramonti. Le case sprofondano
sotto il ristagno delle nuvole.
Tutto ciò che è ricordo oggi è soltanto polvere.
Nomi, mestieri, miserie, malattie, hanno troppa polvere.
Il tempo frantuma in un silenzioso ordine il passato.
Passato che tace soprattutto oltre gli straripanti
confini che ci delimitano.
La città è un alveare costruito
secondo un ordine architettonico.
Le case raccontano il passaggio dell'uomo e tacciono.
La luna dilania la notte e galleggia nella ressa di passi.
Ci affrettiamo in passaggi dove l'arcano tempo rinnova

Sebastiano Seminara (Foto di SLI)

PAGINA 2
PAGINA 3

PAGINA 4
PAGINA 5

PAGINA 6
PAGINA 7

PAGINA 8

anonimi congedi.

Siamo un sogno congestionato da affannosi respiri,
assediato d'affollati ricordi
dove la memoria dimora ignara;
allorché l'ignota febbre trasforma
l'immutato spasimo in pietoso delirio.
5
IL BOSCO SOSPESO
Il bosco ha percorsi frastagliati
di riflessi mattutini.
Il bosco protegge un crepitio
di suoni ora alterati ora immutati.
Di legno, di nodoso legno è quest'angusta
proliferazione di alberi e di cespugli.
Nel bosco rimbalza un'eco di muffa
che frana e, d'acqua che rovina.
Senza limiti d'occasionali sentieri bagnati
s'innestano richiami ed addii.
L'infinito disordine delle cose dilata
il cerchio in ellisse.
Esente da colori il presente
intesse uggiose stagioni.
Ogni volta che si arresta una nube
c'è una pioggia che precipita.
Ogni volta che cessa di piovere
c'è un arco sospeso.
Ora i passi del tempo caracollano ancora e,
galleggiando, s'allontanano ignoti alla memoria.
Questo luogo in cui resiste
un'oscurità ramificata di legno
è assediato da versi che si perdono
nell'aria umida.
All'ombra dei fossati si trasfigura
la sera in luminoso mattino.
6
Muta come la solitudine
che cancellò l'intensità di una remota voce.
Nuda come la luce
che balenò dentro corpi che il ripiego
dell'anima accordò.
Dissanguante come la sterile notte
che assediò la città truccata di luci.
Più logorato di questo ponte
ceduto all'impeto d'un torrente.
Più tortuoso di un labirinto
incastrato in un plurimo groviglio di pietre.
Sicuro come questo procedere
che passi pietosi travolse …
È l'urto dell'alba che, scartando,
doma ancora il giorno
sottratto all'incessante assalto delle tenebre.
7
Nuda e triste è la notte.
Morbosa e irrequieta è la notte.
Ansia di foglie grida la notte,
con un suono perpetuo
d'indecisa parvenza.
Questi alberi muti
si lamentano solo al crepitio del fuoco,
che arde quotidiano nei camini
di quest'inverno.
Ci conforti la lampada
accesa nella strada,
non incontra che
un'ombra
alla luce del mattino.
8
L'EQUILIBRISTA
Cammini sul filo teso
per ingannare
l'errore del loro agire,
ombra effimera e sfuggente,
leggera e senza volto,
che spegni la scintilla dei pensieri.
Mai sentimentale
e terribilmente insopportabile
come la pronuncia orribile di parole.