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Rio Gorotta a Carniglia
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Negli eleganti spazi della Galleria
Nazionale,tra le grisaille e i toni neutri che mettono in risalto le tele
esposte, c'è anche il capolavoro di Carniglia:i passi dei visitatori calpestano
la pietra grigia,elegante e discreta,partorita da quest'angolo di provincia
. L'attività estrattiva e la lavorazione in passato erano,con l'agricoltura,la
risorsa economica del paese e di tanti artigiani:scalpellini e carrarini.Un
lavoro storico,che ha radici rinascimentali.Nelle vecchie immagini d' inizio'
900 si vedono file di uomini che trascinano con le funi <<fette>>
di questa arenaria preziosa,diversa da tutte le altre per resistenza e possibilità
d'impiego.L'estrazione,un tempo,si otteneva con un durissimo lavoro manuale.Le
cave, dirupi sul Taro, si costeggiano risalendone il corso, alle Piane.
La località, pianeggiante, a valle del centro di Carniglia,probabilmente
ospitava le coltivazioni.
Un tempo c'erano ottocento abitanti La strada s'inerpica a fatica. Lascia alle sue spalle il Taro per entrare nella stretta vallata del torrente Gelana. Carniglia è sul crinale: una ripa terrazzata da muri a secco. Recinzioni che sembrano fissare gruppi di case alla terra,per non farle scivolare a valle . La frazione di Bedonia si trova dirimpetto a Tornolo,all' ombra lunga del monte Orocco. La chiesa è nel punto più alto, a dominare la costa abitata. Dedicata a Santa Giustina, questa parrocchia un secolo fa contava ottocento anime. Seguite all' epoca,da un arciprete e da un curato. Ora gli abitanti sono solo alcune decine, forse un centinaio,se si sommano le piccole località circostanti. Nel Medioevo e per diversi secoli la parrocchia comprendeva tanti piccoli centri : Caneso,Strepeto,Casale,Co d'Orso e Alpe. Poi venne poco a poco ridimensionata. La chiesa, pure di origine medioevale,si presenta attualmente con strutture e decorazioni barocche.La severa facciata è stata lastricata, come il sagrato ,nei primi '900 con la pietra di questa valle :la "ciappa" di Carniglia. Signori della zona furono i Fieschi,i Lusardi e i Landi. I secondi fondarono il borgo di Foppiano e abitarono il Castello di Pietra Piana, a strapiombo sul Taro. Annesso alla residenza pare avessero un laboratorio per la produzione di preziosi velluti. Del castello sono oggi visibili solo i resti. In tempi più recenti sul territorio di Carniglia era stato impiantato uno stabilimento ittiogenico per l'incremento della pesca fluviale,sotto gli auspici della Società Valtarese della pesca,dipendente dal Ministero dell'Agricoltura. Dai burroni scoscesi verso il fiume sgorgano sorgenti d'acqua solforosa,denominata "acqua della gorretta di Carniglia". Liberamente tratto da "La gazzetta di Parma" del 27 Febbraio 2000
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