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Galleria d'arte prescinderiana e apostatica
Prima recensione: Ascensione del Maestro

Autoritratto del Van Der Bianken, autore neofiammingo di cui si occupa il dott. Amos Bianchi, ormai noto al nostro pubblico per aver pubblicato su quest osito numerose sue ricerche. Per visualizzare il quadro clicca qui.

Trattasi di quadro di anonimo lombardo del XXI secolo.
Il soggetto ritratto è, secondo la critica contemporanea, l'Ascensione del Maestro.
Il quadro mostra il Maestro nel momento della sua Ascensione verso il polterismo. Il Maestro, soggetto del quadro, sta subendo una torsione (cfr. Ascensione di Raffaello, o l'Assunta di Tiziano dei Frari), probabilmente catturato dai Venti che lo stanno trascinando verso il cielo. Tuttavia, nella sospensione di quest'ultimo atto terreno, il Maestro viene raffigurato mentre guarda con amore il gregge dei suoi discepoli. il pittore ha inoltre voluto raffigurare il maestro con due pagnotte in mano, probabilmente citazione del noto miracolo moltiplicazione del carasau e del cannonau. Il pittore però tradisce le sue origini lombarde, mettendo in mano al maestro del pane filone invece che il ben diverso carasau.
Gli altri soggetti del quadro meritano attenzione. Innanzitutto la folla di discepoli adoranti. è in gran parte femminile. Il pittore con questo testimonia la grande diffusione del prescinderismo fra le donne. Inoltre tutte le discepole hanno uno zainetto sulle spalle. Il pittore vuole citare in questo caso un noto aforisma del maestro: "chi mi ama, metta uno zainetto sulle spalle e mi segua". Aforisma, per altro, dall'intepretazione dubbia. Forse allude alla necessità di scolarizzazione dei prescinderisti.
Nella folla di discepoli si distinguono però due soggetti dagli altri perchè non sono inginocchiati. Il primo è collocato, per lo spettatore, alla sinistra del Maestro. E' l'unico che sta per essere risucchiato dal vento vorticoso. Chi sia, e perchè questo gli accada, è incerto. Probabilmente trattasi di quel 'Walter', che compare in alcuni scritti del Maestro, già discepolo a Brindisi prima della predicazione in Lombardia. Walter non fu però fra i discepoli più convinti, e quindi rimane incerta la soluzione iconografica.
Molto più definibile è l'altro soggetto. E' Davide detto l'Apostata. Discepolo della prim'ora del Maestro e grande cultore dell'appresciderismo. Durante però la predicazione del Maestro in Barbagia, si rompe qualche cosa nel rapporto fra i due. in una celebre discussione (cfr. il dipinto Cena in cala gonone). Davide lancia violenti strali contro il Maestro e il discepolo Gianfranco, detto Il Barbuto. Nei giorni successivi il rapporto sembra riappacificarsi, ma quando Davide torna in continente con il celebre scritto Lettera a sestomaster si dissocia dal Maestro e si autoproclama Davide l'Apostata. Il pittore non ha voluto allora mancare la raffigurazione di questo drammatico iato fra i due personaggi, ponendo Davide di spalle al Maestro, intento a fissare sornione lo spettatore (cfr. iconografia di Giuda nell'ultima cena).
Due parole potrebbero anche essere spese sulla scena retrostante. le colonne storte e convergenti sono di chiara ascendenza cezanniana, e si incontrano in uno spazio ipotetico che viene indicato dal braccio teso del Maestro.
In conclusione, si può dire che in questo quadro il pittore ha inserito numerosi elementi, che rendono la scena un po' confusa ma allo stesso tempo ci danno l'idea della potenza del Maestro e dei travagli che ha dovuto patire nella sua vita, il tutto raccolto nel momento della sua sublimazione.
P.S.: l'iconologo Capano suggerisce che questo quadro rappresenti sottilmente il desiderio proprio di tutte le donne di essere violentate. Mi sembra una lettura priva di fondamento

Dott. Amos Bianchi

Da Sestomaster 3077, 10 settembre 2001

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