|
Trattasi di quadro di anonimo lombardo del XXI
secolo.
Il soggetto ritratto è, secondo la critica contemporanea, l'Ascensione
del Maestro.
Il quadro mostra il Maestro nel momento della sua Ascensione verso il
polterismo. Il Maestro, soggetto del quadro, sta subendo una torsione
(cfr. Ascensione di Raffaello, o l'Assunta di Tiziano dei Frari), probabilmente
catturato dai Venti che lo stanno trascinando verso il cielo. Tuttavia,
nella sospensione di quest'ultimo atto terreno, il Maestro viene raffigurato
mentre guarda con amore il gregge dei suoi discepoli. il pittore ha
inoltre voluto raffigurare il maestro con due pagnotte in mano, probabilmente
citazione del noto miracolo moltiplicazione del carasau e del cannonau.
Il pittore però tradisce le sue origini lombarde, mettendo in
mano al maestro del pane filone invece che il ben diverso carasau.
Gli altri soggetti del quadro meritano attenzione. Innanzitutto la folla
di discepoli adoranti. è in gran parte femminile. Il pittore
con questo testimonia la grande diffusione del prescinderismo fra le
donne. Inoltre tutte le discepole hanno uno zainetto sulle spalle. Il
pittore vuole citare in questo caso un noto aforisma del maestro: "chi
mi ama, metta uno zainetto sulle spalle e mi segua". Aforisma,
per altro, dall'intepretazione dubbia. Forse allude alla necessità
di scolarizzazione dei prescinderisti.
Nella folla di discepoli si distinguono però due soggetti dagli
altri perchè non sono inginocchiati. Il primo è collocato,
per lo spettatore, alla sinistra del Maestro. E' l'unico che sta per
essere risucchiato dal vento vorticoso. Chi sia, e perchè questo
gli accada, è incerto. Probabilmente trattasi di quel 'Walter',
che compare in alcuni scritti del Maestro, già discepolo a Brindisi
prima della predicazione in Lombardia. Walter non fu però fra
i discepoli più convinti, e quindi rimane incerta la soluzione
iconografica.
Molto più definibile è l'altro soggetto. E' Davide detto
l'Apostata. Discepolo della prim'ora del Maestro e grande cultore dell'appresciderismo.
Durante però la predicazione del Maestro in Barbagia, si rompe
qualche cosa nel rapporto fra i due. in una celebre discussione (cfr.
il dipinto Cena in cala gonone). Davide lancia violenti strali
contro il Maestro e il discepolo Gianfranco, detto Il Barbuto. Nei giorni
successivi il rapporto sembra riappacificarsi, ma quando Davide torna
in continente con il celebre scritto Lettera a sestomaster si
dissocia dal Maestro e si autoproclama Davide l'Apostata. Il pittore
non ha voluto allora mancare la raffigurazione di questo drammatico
iato fra i due personaggi, ponendo Davide di spalle al Maestro, intento
a fissare sornione lo spettatore (cfr. iconografia di Giuda nell'ultima
cena).
Due parole potrebbero anche essere spese sulla scena retrostante. le
colonne storte e convergenti sono di chiara ascendenza cezanniana, e
si incontrano in uno spazio ipotetico che viene indicato dal braccio
teso del Maestro.
In conclusione, si può dire che in questo quadro il pittore ha
inserito numerosi elementi, che rendono la scena un po' confusa ma allo
stesso tempo ci danno l'idea della potenza del Maestro e dei travagli
che ha dovuto patire nella sua vita, il tutto raccolto nel momento della
sua sublimazione.
P.S.: l'iconologo Capano suggerisce che questo quadro rappresenti sottilmente
il desiderio proprio di tutte le donne di essere violentate. Mi sembra
una lettura priva di fondamento
Dott. Amos Bianchi
Da Sestomaster 3077, 10 settembre 2001
|