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                     MusicArchitettura

                                      Interattività
Scrive A. Saggio sulla rivista Costruire n. 207 a proposito del rapporto tra architettura e informatica, sull' articolo dedicato alla Biennale di Venezia, manifestazione pervasa dal tema delle nuove reti elettroniche, che per questo si è meritata l' appellativo di "Biennale Digitale".

"Il vero problema, come sempre, insomma è almeno doppio. Ha una
componente tecnica (come incorporare sistemi interattivi di
mutazione al variare delle condizioni esterne, degli scenari di uso,
delle situazioni sin nelle fibre stesse dei materiali degli edifici, ormai
anch’essi diventati "intelligenti") e una componente estetica. Come
lavorare, cioè, a un’architettura che abbia la consapevolezza di
poter essere interattiva, di poter avere strutture e spazi e situazioni,
navigabili e modificabili come un ipertesto."
Oggi l' interattività tra l' uomo e il suo spazio è sicuramente uno dei temi più attuali e stimolanti nel campo architettonico. Alcune proposte di architetti contemporanei, non necessariamente architetture vere e proprie, ci fanno capire quanto l' informatica faccia parte del nostro futuro, quanto questa offra la possibilità ad edifici e spazi di interagire con il cambiamento di situazioni.
Mi accingo ora a  descrivere alcuni lavori (installazioni) in cui si effettuano manipolazioni elettroniche del suono (in senso lato). Anche se non sono del tutto aderenti alla mia ricerca tematica, tuttavia offrono un' idea convincente delle possibilità che si hanno oggi di  digitalizzare una fonte sonora.
 

  - Le installazioni di Eduardo Kac, in genere, si occupano dell' interattività tra spazi. Non sono architetture reali, ma si potrebbero definire "architetture connettive", ovvero sistemi di relazioni o correlazioni tra gli spazi in cui oggi ci troviamo a vivere, cioè quelli reali e quelli virtuali. Ogni installazione è infatti il progetto di un circuito almeno tra tre spazi differenti, di cui due o  più reali, generalmente lontanissimi tra loro, ed uno spazio virtuale (sito web): gli spazi reali sono interconnessi con webcam azionabili dal sito web. Gli effetti sono impensabili perchè le azioni a distanza trasmesse dalle webcam, producono conseguenze reali nello spazio reale. Ad esempio in "Essay concerning Human Understanding", interagiscono via internet una pianta ed un canarino attraverso un complesso sistema di interfaccia che rivela la reazione della pianta al canto del canarino e la trasforma in risposta sonora rinviata al canarino. In "Darker than night" invece interagiscono un robot e l' osservatore. Attraverso un pipistrello robot ed un caschetto da realtà virtuale, lo sguardo dell' osservatore viene trasformato nel punto di vista dal sonar del robot. Il sistema di orientamento basato sull' eco sonar del pipistrello è convertito in onde sonore accessibili al sistema sensoriale umano e in una serie dinamica di punti bianchi su sfondo nero (in tempo reale) che rappresentano gli ostacoli incontrati dal sonar del pipistrello.


 

Marcos Novak alla Biennale di Venezia stupisce invece con una installazione dotata di una piattaforma sensibile a qualsiasi movimento vi si produca sopra. Nel filmato si può vedere come il movimento delle mani sia elaborato simultaneamente in suoni ed immagini.

guarda l' animazione
 

Sulla scia dell' esperimento di NovaK, si situano le installazioni interattive della Città della Musica a Vienna che non è un semplice luogo di ascolto, ma luogo in cui si interagisce con i suoni con tutti i sensi. A parte le possibilità di usare i computers per mixaggi e sperimentazioni compositive esistono decine di installazioni tra cui le più interessanti riguardano la possibilità di creare, miscelare, sincronizzare suoni col movimento delle mani. Tra le più divertenti la possibilità di dirigere con la classica bacchetta l' Orchestra Filarmonica di Vienna: naturalmente su una registrazione!! I movimenti delle mani scandiscono il ritmo con cui verrà eseguito il brano.
 
 

La mia ricerca nasce dall' interesse che nutro per la musica e l' architettura, dalla curiosità di trovare delle convergenze tra le due, di far diventare l' una il principio ispiratrice dell' altra, di trovare delle corrispondenze strette, anche biunivoche che possono legare un brano musicale ad un progetto architettonico.
Con Xenakis ho appreso che la composizione dell' architettura non è dissimile dalla composizione di un brano musicale, in quanto entrambe si avvalgono degli stessi schemi logici, e basandosi su questi si possono trovare interessanti convergenze. Xenakis è fondamentale all' interno di questo studio interdisciplinare in quanto egli stesso fa nascere architetture da sue composizioni, instaura relazioni matematiche inequivocabili  tra suoni e segni dell' architettura.
Inoltre lo stesso Xenakis introduce un elemento fondamentale nelle sue installazioni: la simultaneità, trovando che l' effetto globale su un ambiente, dell' azione di suoni, giochi di luci ed immagini fosse più suggestivo se tra di loro si intrecciassero delle relazioni studiate.
                                                                     Di più su I. Xenakis
Più tardi con Novak, come abbiamo visto, la simultaneità è più profonda, è anche interattività.
Alla luce di ciò viene fuori che:
  - da un lato che è possibile un rapporto dialettico tra architettura e musica;
  - dall' altro che è possibile la materializzazione o comunque la trasformazione sotto altra forma e natura, del fenomeno di emissione di onde sonore, in modo interattivo.
Apparentemente i due punti non hanno nulla in comune ma sono fondamentali per giustificare la mia ipotesi. Ipotizzo l' esistenza di un computer in grado di trasformare l' esperienza sensoriale uditiva in esperienza visiva; che scomponga ogni vibrazione sonora trasformandola in dati digitali ricomponibili in modo sincronico ed interattivo sottoforma di geometrie spaziali che possano essere utilizzate nella composizione di spazi dell' architettura reale.
 
 
 
 
 
 
 

  - La  musica è principio ispiratore di diverse forme espressive: di recente l' ha usata la Walt Disney nella lunga e turbinosa animazione di  Fantasia 2000, in cui persone animali e quant'altro si muovono sulle note di famose arie di altrettanto famosi compositori quali Behetoven, Gershwin ecc..., ricercando in alcuni punti sincronie più aderenti.
 


 

simulazione di interattività

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