Alice  |  Tin.it  |  Foto album |  Disco remoto |  Community 

      Interdisciplinarità

Quando studiamo un'architettura, spesso non conosciamo le motivazioni più profonde del suo autore: possiamo inserirla in un contesto storico, all'interno di un movimento artistico, o un preciso momento del percorso artistico dell'architetto, ma a meno che questo non abbia lasciato testimonianze scritte, noi possiamo solo far congetture sul come sia pervenuto a quel risultato. Il problema si pone soprattutto per le opere dell'antichità, di cui le documentazioni scritte sono più scarse.
Un metodo di studio può essere quello che indaga sulle strutture compositive che aiutano anche a ricostruire il percorso logico formativo dell'opera che desta in noi ammirazione. Può considerarsi un metodo astorico, ma interessante perchè consente paralleli altrimenti non ipotizzabili, sia all'interno della stessa disciplina, sia interdisciplinari.
L'ho scoperto anch'io, intraprendendo lo studio che ha come oggetto contemporaneamente l'architettura e la musica, nel quale mi sono avventurata pensando che avessero poco in comune.
Nel caso specifico, la chiave di lettura che rende confrontabili queste due discipline dalle manifestazioni così diverse, è la matematica, di cui si avvalgono entrambi per sviluppare le proprie strutture compositive. Detto in questo modo può sembrare incomprensibile perchè non ci rendiamo conto di quanto giornalmente abbiamo a che fare con le sue leggi. Citando Albert Einstein: "La matematica che dopotutto è un pensiero umano indipendente dall'esistenza si adatta mirabilmente agli oggetti della realtà. Il che è fatto sorprendente ed inspiegabile".
Pensiamo inoltre a come è nata  e per rispondere a quali esigenze: nasce inizialmente per risolvere problemi geometrici. E' un passo importantissimo perchè la geometria acquisisce una componente astratta, espressione trascendente del pensiero; ed il costruire (che diventa architettura) che si avvale della geometria, diventa un modo per avvicinarsi alla divinità. Infatti i primi edifici ad avere rapporti dimensionali precisi furono i templi.
Più avanti illustrerò le strutture compositive architettoniche e musicali che hanno la stessa genesi matematica, ma questa è un'analisi fatta a posteriori in cui si mettono a confronto due tipi di realizzazioni le cui genesi sono estranee l'una all'altra. Ora però citerò alcuni esempi in cui il legame tra musica e architettura esiste concretamente ed è cercato come principio ispiratore.
 - Nel Medioevo aveva un significato molto più mistico e ad esso si pensava fosse legata l'armonia dei pianeti e dei corpi celesti. A questi principi si ispirano i chiostri delle cattedrali spagnole di Gerona e di S. Cugat (fine del Xll sec.). I chiostri sono delimitati da colonne recanti capitelli scolpiti con motivi astrologici, animali, figure bibliche. Dopo approfondite analisi storico-filologiche, si è scoperto che esisteva una logica simbolica che attribuiva ad animali e figure bibliche precise note musicali. Questi studi hanno portato alla luce la melodia prodotta dalla successione dei capitelli. Le note si leggono su ogni capitello in senso orario a partire dall'ingresso dal chiostro ed in particolar modo in quello di Gerona è trascritto un inno della devozione locale, "Mater Dolorosa", mentre a S. Cugat, "Iste Confessor", un canto gregoriano.
  - Una testimonianza più recente ci viene dall' architetto e musicista Iannis Xenakis, impegnato durante tutta la sua carriera a cercare convergenze tra le due forme d'arte; in particolar modo la sua ricerca si indirizzò prevalentemente verso formule compositive dedotte da concetti matematici da applicare contemporaneamente alla musica e all' architettura.
Le sue produzioni più caratterizzanti da questo punto di vista sono quelle che lui stesso chiama "Polytope": si tratta di installazioni architettonico-musicali di luce e di suono per i quali è fondamentale la composizione simultanea di suono e spazio. Sono delle complicate strutture di luce, spazio e suono.
In una sua opera musicale, "Metastasis", Xenakis manifesta una ricerca di identità percettiva, ottica e acustica. In Metastasis egli sperimenta variazioni lineari delle durate, delle altezze, dei timbri, delle velocità, delle densità dei suoni. E proprio le variazioni di densità di Metastassis sono visualizzabili nelle vetrate del convento de la Tourrette, finestre a nastro irrigidite da sottili strutture verticali, ritmate dal loro infittirsi o diradarsi: è bidimensionale, ma rappresenta la proiezione ortogonale di un movimento ondulatorio di una ipotetica vetrata tridimensionale.
Le composizioni musicali di Xenakis adottano il principio della densità come costante ideativa, e attraverso l'aiuto di un computer è riuscito ad esplorare il mondo delle variazioni di densità sonora, che si sono poi tradotte in variazioni di densità metriche nelle vetrate de la Tourrette.

  - Un altro esempio riguarda Peter Cook e la sua ricerca di trasposizione della forma della città all'interno della scrittura musicale. In particolar modo
una parte del concerto per violino di Ernest Bloch, viene assunta come pianta di città ideale. L'idea di base è quella che i modi interni di organizzare la scrittura della musica sinfonica possono avere unacorrispondenza con la forma della città. Questa singolare città chiamata Bloch City, ha strade disegnate sui pentagrammi; le stanghette di divisione delle battute rappresentano ponti di attraversamento, suddivisioni ritmiche spaziali della città (quartieri), e temporali della composizione musicale (battute); le note sono alte torri, trasposizione formale della struttura verticale armonica del testo musicale. La forma puntuale della torre si identifica con la formale discontinuità del suono di ogni singola nota nell'esecuzione al pianoforte.
L'indagine di Peter Cook che si ferma però sul piano ideale, persegue il tentativo di introdurre in architettura le suggestioni provenienti da altri orizzonti.
 


 


 

  - Per finire, un progetto che non poteva non essere ispirato alla musica, in quanto tempio della musica americana: è l' Experience Music Project di Frank O. Gehry a Seattle, inaugurato nel giugno 2000, uno straordinario museo dedicato al processo di evoluzione creativa della musica americana. Per creare un approccio progettuale adeguato, Gehry, appassionato di musica classica, ha voluto capire il rock e ha deciso di studiare Jimi Hendrix. Ha acquistato delle chitarre elettriche, ma per sezionarle e ricomporle insieme trasformandole in blocchi di costruzione per un primo modello. La struttura del museo simboleggia l' energia e la fluidità della musica attraverso un giusto equilibrio di forme e colori.
 


 


           vai a
 categorie matematiche tra musica e architettura

 home