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MusicArchitettura
Simulazione dell' interattività tra suono e immagine
Ho prodotto un' animazione sui primi 9 sec. del valzer n. 2
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Opera 69 di Chopin: essa è consistita nel sincronizzare il materializzarsi di parallelepipedi colorati al suonare di ogni nota. L' intento è quello di provocare l' impressione che il suono di ogni nota, con le sue caratteristiche quali il timbro, l' altezza tonale, il volume sonoro, la continuità o la discontinuità tra una nota e l' altra, produca sincronicamente ed interattivamente un oggetto con precise caratteristiche geometriche e coordinate spaziali, biunivocamente determinato dalle caratteristiche sopra menzionate.![]()
Mi sembra opportuno a questo punto spiegare praticamente in quale forma si identifica ogni nota nella mia animazione e le motivazioni logiche che ne costituiscono la genesi.
Come ho premesso nelle pagine precedenti, lo sviluppo temporale del brano musicale lo immagino trasposto nello spazio come movimento orizzontale secondo l' asse x: in pratica l' unità di tempo (1/4 nel tempo musicale, che è l' unità di tempo secondo cui si articola la battuta, che a sua volta scandisce il ritmo del brano), si identifica e quindi si materializza come unità di spazio.
Il brano in esame è eseguito al pianoforte: le note prodotte si materializzano sottoforma di prismi a base costante, come costante è il timbro di ogni nota che proviene sempre dallo stesso strumento; L' uso di prismi in quanto figure geometriche spazialmente ben determinate mi è suggerito dalla discontinuità del suono prodotta da ogni nota del pianoforte in quanto strumento a percussione: in questo modo come le note si percepiranno in modo distinto l' una dall' altra anche quando appartengono a sequenze molto veloci, così i prismi rimarranno distinti anche quando sono molto vicini. In breve alla discontinuità di suono corrisponde discontinuità di forme; in più questa discontinuità si legge nell' animazione anche nell' apparizione istantanea del prisma solo al momento in cui viene suonata la corrispondente nota.
L' altezza dei prismi è modulata sull'intesità sonora o volume sonoro: quest' ultimo regola anche la distanza dalla linea immaginaria corrispondente all' asse x sul quale si adagiano i prismi corrispondenti alle note emesse con la minima intensità. Questa scelta mi è suggerita dalla possibilità di seguire l' animazione sia come materializzazione di solidi nello spazio, sia come figure piane su xy.
La base dei prismi che poggiano sul piano xy sono ruotate in funzione dell' altezza tonale delle note cui corrispondono: la rotazione di 9 gradi corrisponde al passaggio da un semitono all' altro secondo la scala dodecafonica. La rotazione è positiva e cioè antioraria se il passaggio avviene da un semitono più basso ad un semitono più alto, oraria in caso contrario.
Per finire ogni prisma assume un colore appartenente alla scala del verde come ogni nota assume una posizione ben definita all' interno di una scala musicale. Il passaggio da una tonalità più chiara ad una tonalità più scura dipende dal passaggio di una nota dal semitono più basso a quello più alto nella scala dodecafonica.
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1 2 3 4 5
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- I nove secondi del valzer corrispondono al tema principale del brano che viene subito dopo riproposto in forma variata andando a costruire la frase principale. La configurazione spaziale del tema variato non si discosta molto dal principale, per questo il proseguimento dell' animazione sarebbe stato quasi un ripetersi in forma leggermente differente di quello che avviene nei primi nove secondi.
- L' animazione è stata eseguita con 3D STUDIO MAX 3.1 di cui ho sfruttato essenzialmente la possibilità di manipolare la visibilità di ogni elemento all' interno della sequenza dei fotogrammi di cui è costituita.
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