Alice  |  Tin.it  |  Foto album |  Disco remoto |  Community 

 

PROTESTA

Tutelare l'ambiente non significa creare riserve di interessi economici di pochi o riserve di pesca

Contatore delle visite:

Il 5 settembre 2003 l'Associazione Italiana Liberi subacquei è intervenuta nel giudizio al Tar Toscana per tutelare gli interessi di tutti i sub. Crea anche tu una sezione dell'Associazione !

Leggi il GUESTBOOK e lascia un commento!!

28 luglio 2003 - Appello: cerchiamo biologi marini

Servirebbe della documentazione o meglio dei pareri di professori di biologia marina sul ruolo dei subacquei nelle aree marine protette (zone 2 non quelle 1 di riserva integrale) e sul loro impatto ambientale anche con riferimento ad altre attività consentite (anche con riscontri su parchi ben gestiti tipo Ustica, Medas, etc.). Chi ha contatti universitari o conoscenze con docenti di biologia marina magari anche subacquei potrebbe attivarsi in merito. Preghiamo chi fosse disposto ad aiutarci di scrivere a 8cxueg0y7n001@sneakemail.com

24 luglio 2003 - Il Comune di Capraia ricorre al TAR!!

"A seguito di varie segnalazioni da parte del Comune di Capraia Isola, di associazioni ambientalistiche ed anche di semplici cittadini si era constatato un aumento indiscriminato delle attività subacquee nelle zone di mare circostanti l’isola, con grave noncumento per l’ecosistema e per la fauna ittica in particolare."
Questa la principale motivazione usata dal Comune di Capraia Isola per impugnare avanti al Tar Toscana la delibera n. 163 del 20 giugno 2003 del Commissario Straordinario del Parco dell’Arcipelago Toscano che ha annullato, dopo le proteste dell’intera collettività subacquea italiana, le proprie precedenti delibere che riservavano l’attività subacquea nelle acque antistanti l’isola non sottoposte a tutela integrale unicamente ai diving aventi sede sull’isola, ai residenti e a coloro che avevano la fortuna di soggiornare per almeno sei giorni sull’isola stessa (come si possa solo pensare che ciò abbia qualcosa a che fare con la tutela dell’ambiente è un vero mistero).
Peccato però che in tali acque sia liberamente consentito senza alcuna protesta da parte del Comune l’accesso e l’ancoraggio delle imbarcazioni di qualsiasi genere le cui ancore arano il fondale producendo ingenti danni (basterebbe predisporre degli ormeggi fissi) e che sia permessa la pesca sportiva ai residenti e a coloro che soggiornano sull’isola per almeno sei giorni, attività con un impatto sull’ambiente non certo minimale.
Peccato però che il subacqueo ricreativo, secondo il Comune principale minaccia all’ecosistema dell’isola, si limiti invece solo ad osservare le meraviglie dell’ambiente marino senza assolutamente interferire con l’integrità dell’ambiente (si sottolinea che la pesca subacquea con le bombole è vietata da decenni su tutto il territorio nazionale e che nei parchi la pesca subacquea è vietata tout court in qualsiasi modo sia praticata).
Peccato però che i subacquei ricreativi abbiano attivamente collaborato e collaborino a importanti progetti anche internazionali di ricerca di biologia marina tesi alla conservazione ed al miglioramento dell’ambiente e che la loro attività, in tutti i mesi dell’anno, contribuisca sia al monitoraggio dei fondali sia al loro controllo prevenendo comportamenti illeciti dei terzi (non a caso la semplice presenza di subacquei ricreativi è d’ostacolo all’attività dei pescatori di frodo).
Dipingendo i subacquei ricreativi come minaccia ecologica, argomentazione che fa impressione a chi di subacquea è assolutamente digiuno e non conosce la realtà dei fatti, il Comune ha ottenuto la sospensione provvisoria della delibera impugnata, ed è da ritenere che nell’assoluta inerzia dell’Ente Parco e quindi senza alcun contraddittorio che possa illustrare ai giudici la realtà dei fatti tale provvedimento sarà confermato in sede cautelare dal Tar, a meno che almeno uno dei suoi componenti conosca cosa implichi veramente l’immersione ricreativa, nella prossima udienza del 30 luglio, salvo poi rinviare al merito, con le lungaggini relative, e l’auspicabile intervento in giudizio di associazioni che tutelino l’immagine ed i diritti dei subacquei, l’esame definitivo della questione.”

Questo, amici, è ciò che sta accadendo. Additati come una pericolosa minaccia all’ambiente, noi che invece che all’osservazione ed alla tutela dell’ambiente marino dedichiamo, direttamente o indirettamente, gran parte del nostro tempo libero.
E’ evidente che la cosa trascende l’ambito ristretto della Toscana e costituisce una minaccia per la tutela dell’ambiente e la nostra attività in tutta Italia.
Non possiamo rimanere inerti di fronte a ciò e vi esorto a divulgare tale notizia il più possibile, anche nell’ambito dei vostri amici, delle vostre associazioni, organizzazioni didattiche, referenti politici, altri forum subacquei, ponendo in essere tutte le iniziative di protesta possibili. E’ necessario che collabori l’intera comunità subacquea italiana in maniera da dare un segnale forte ed inequivocabile affinché una cosa del genere non possa ripetersi e non possa più essere messa in dubbio la valenza ecologica dell’attività subacquea.
Contemporaneamente riterremmo necessario propagandare il boicottaggio di ogni attività che interessi Capraia.

23 giugno 2003 - Il Parco revoca la delibera

Il Parco dialogherà con gli utenti subacquei iniziando una proficua collaborazione ?
Questo il Comunicato Ufficiale che ha annunciato la revoca della delibera 121/2003 anche a seguito della nostra protesta sotto riportata.
Attendiamo fiduciosi che la voce degli utenti subacquei sia ascoltata, Leggete ed inserite i vostri commenti sul Guestbook

Benvenuti sulla pagina dedicata alla protesta contro le restrizioni imposte a partire dal 23 maggio 2003 dall'Ente Parco Arcipelago Toscano nei confronti dei subacquei e dei diving non residenti nelle isole dell'arcipelago.

Per appoggiare la protesta visitate spesso questo sito all'indirizzo http://members.xoom.virgilio.it/otellorulez/arcipelago.htm e scrivete i vostri commenti all'indirizzo email 8cxueg0y7n001@sneakemail.com

Questa pagina è stata creata da un gruppo di subacquei che amano profondamente i fondali dell'arcipelago toscano e che spesso, fino ad oggi, hanno fatto numerosissime immersioni nelle sue isole senza ad esse ed ai loro fondali recare alcun danno, ma anzi contribuendo senza dubbio a monitorare lo stato di fauna e flora segnalando tempestivamente sui gruppi di discussione quali il newsgroup degli appassionati di subacquea it.hobby.scuba buone o cattive notizie sul loro stato e contribuendo con la semplice presenza ad allontanare il putroppo non raro fenomeno della pesca di frodo.

Riteniamo illegittima la delibera n.121 del 23 maggio 2003 cosi' come la delibera n.26 del 2000 dell'Ente Parco Arcipelago Toscano e riteniamo opportuno abolirle od opportunamente modificarle

Di seguito riportiamo la lettera inviata al commissario dell'Ente Parco, alla quale non si è ricevuta risposta a tutt'oggi:

Prima lettera inviata

Al commissario staordinario dell'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago
Toscano Ruggero Barbetti (
http://www.islepark.it email: posta@islepark.it)

Come subacquei abbiamo appena letto la delibera n. 121 del 23 maggio da
Lei emanata che riserva, nelle zone perimetrate ad esclusione della zona
1, l'attività di accompagnamento subacquei a strutture aventi sede in
una delle isole del Parco e consente le immersioni ricreative libere
solo ai residenti, anche stagionali, o ai possessori di abitazione. Non
possiamo non rilevare l'assoluta illegittimità di tale delibera per le
ragioni di cui a
Tar Sardegna 1120/2002 il cui testo integrale
alleghiamo in calce alla presente lettera. Inoltre non capiamo come
nelle zone perimetrate, che costituiscono un polmone ecologico, possa
esserci la necessità di consentire la pesca, anche se regolamentata e
come possa assurdamente considerarle risorsa e sviluppo socio economico
delle sole popolazioni residenti o peggio dei soli che si possono
permettere una residenza anche stagionale. Nè abbiamo approvato alcune
recenti iniziative dell'Ente Parco da Lei gestito, come ad esempio la
costruzione di percorsi subacquei a Giannutri con sperpero di denari
pubblico ed ingenti danni alle rocce del fondale, percorsi già distrutti
in gran parte dall'azione dell'acqua e comunque fin dall'origine del
tutto inutili o il permettere, sempre a Giannutri la pesca a non meglio
specificati soggetti che ha portato ad una notevole diminuzione di
alcune specie quali i dentici. Le facciamo inoltre presente che i
subacquei, estremamente rispettosi dell'ambiente e con un impatto minimo
(e' sufficiente predisporre delle boe per l'ormeggio delle
imbarcazioni), costituiscono il miglior modo per prevenire e controllare
attività illecite oltre a consentire un efficace monitoraggio dei
fondali. Siamo quindi sgomenti che invece di consentire, seppur
limitatamente e con le adeguate cautele, delle immersioni in zona 1 si
cerchi, con il pretesto di evitare inesistenti pretesi danni
all'ecosistema marino, di favorire illegittimamente interessi locali
restringendo l'attività subacquea nella zona 2, attività che di quelle
attualmente consentite è quella con minor impatto ambientale. La
invitiamo quindi, in via di autotutela, ad annullare immediatamente la
Sua delibera n. 121 del 23 maggio 2003 e di aprire un idoneo
procedimento amministrativo in cui valutare anche le esigenze
dell'utenza subacquea. In difetto adotteremo tutte le più opportune
misure, compreso il ricorso al giudice amministrativo e la segnalazione
alla Procura regionale della Corte dei Conti perchè valuti gli eventuali
danni erariali"

articolo sul Tirreno

La seconda lettera inviata dopo l'articolo sul Tirreno:
"La delibera in questione riserva l'attività di accompagnamento
subacquei in tutte le zone 2 del parco (e quindi non solo a Capraia come
stranamente, dato che il testo della delibera è diverso e leggibile sul
sito web del parzo, a Voi dichiarato dal Commissario) a soggetti
giuridici autorizzati dall'Ente Parco aventi sede sociale o
organizzativa alla data del 1 gennaio 2003 in una delle isole
dell'Arcipelago Toscano. Inoltre consente immersioni ricreative
subacquee a coloro che siano residenti, che possiedano abitazioni o che
risiedano stagionalmente per almeno 6 giorni (sic !) in una delle isole
dell'Arcipleago Toscano. E' evidente che non solo ciò lede, come da Voi
messo in evidenza, gli interessi dei diving della terraferma, ma anche
quelli degli utenti che rischiano, oltre ad evidenti disagi non potendo
più partire per le immersioni direttamente dalla terraferma, anche di
trovarsi di fronte ad un inammissibile oligopolio, il tutto aggravato
dal privilegio, concesso anche a chi risieda anche solo per almento 6
giorni in una delle isole, di immergersi liberamente. Tale delibera
presenta vari profili di illegittimità (come del resto messo in evidenza
da Tar Sardegna 1120/2002, che Vi allego per Vostra comodità, in
occasione di una delibera analoga del Parco della Maddalena) ma la cosa
più grave è che per simili provvedimenti non vengono affatto sentiti gli
utenti che alla fine sono i più danneggiati non potendo fruire
liberamente di tali risorse comuni. Tra l'altro i subacquei ricreativi
che si limitano ad un'attività di osservazione dei fondali sono
estremamente rispettosi dell'ambiente e possono costituire un efficace
osservatorio delle loro condizioni (alcuni progetti di ricerca, come il
censimento dei cavallucci marini in Italia, si sono infatti avvalsi
dell'apporto e delle osservazioni dei semplici sub). Non vorrei quindi
che la delibera fosse modificata ad uso e consumo dei diving senza
considerare affatto gli interessi degli utenti. Devo inoltre segnalarvi
che l'altro privilegio concesso alla categoria "allargata" dei residenti
e loro familiari è quello di praticare la pesca sportiva ed io stesso ho
visto l'altra settimana a Giannutri tirar fuori dall'acqua un dentice
dopo l'altro con il pericolo che quelle che dovrebbero essere delle zone
protette si trasformino in zone di pesca per pochi privilegiati, ponendo
nel nulla gli sforzi fatti in tutti questi anni che avevano portato
all'aumento del numero delle specie ittiche presenti in tali zone, tra
cui dentici e barracuda mediterranei. "