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IL PAGANESIMO MAGIARO
il paganesimo magiaro ci permette di comprendere i passaggi dalla la relazione pagana fra gli esseri umani e il circostante e la sottomissione all’orrore cristiano. il paganesimo magiaro e’ particolare in quanto si articola sulla percezione sciamanica del mondo circostante.
i magiari sono tribu’ nomadi delle steppe alle falde dei monti urali che sotto la guida di un capo reso leggendario dai racconti giungono alle pianure del theiss e del medio corso del danubio. in queste zone si mescolano con le popolazioni locali fondando, in questo modo, il regno magiaro.
queste tribu’ dopo la migrazione persero i rapporti con le altre tribu’ sviluppando una propria cultura legata alla cultura occidentale.
perche’ avvenne questa migrazione?
a parte i desideri e i progetti del principe arpad che guido’ le tribu’ magiare dal 896 al 907, furono le indicazioni degli sciamani e soprattutto le loro visioni e i loro voli nel regno della percezione.
e’ importante comprendere il carattere sciamanico del paganesimo magiaro per comprendere i meccanismi.
quando un popolo costruisce una religione pagana ha si al suo interno degli esseri umani in grado di relazionarsi piu’ profondamente col circostante, che sanno leggere il divino circostante, che sanno fondere i propri bisogni e i propri desideri con bisogni e desideri del mondo circostante. ma la percezione generale appartiene alla popolazione ed eventuali decisioni non sono mai calate dall’alto o dal sapiente in quanto tutta la popolazione ha relazioni. ogni individuo secondo la sua specificita’, col divino circostante.
quando una popolazione dipende dalle percezioni dello sciamano, quella popolazione, e’ grande solo quando il suo sciamano e’ grande. e’ sufficiente che lo sciamano successivo viva situazioni di autoinganno perche’ porti quella popolazione alla distruzione.
le vie alla conoscenza sciamanica o alla stregoneria sono sempre vie individuali anche se piu’ individui possono cacciare in branco. l’oggettivita’ in cui lo stregone o lo sciamano determina la qualita’ della percezione. l’oggettivita’ garantisce non solo la qualita’ della percezione ma soprattutto la sua convergenza fra i bisogni della popolazione e quelli dell’oggettivita’ in cui questa vive.
vie allo sviluppo di percorsi di stregoneria fuori da contesti pagani possono soltanto portare alla ricerca del potere da parte dello sciamano. questo potere puo’ essere potere di essere qualora lo sciamano deve liberare il popolo di cui e’ espressione dal male, ma diventa potere di avere quando determina il divenire di quel popolo senza che quel popolo abbia relazione col mondo circostante.
lo stregone o lo sciamano percorrono delle trasformazioni, sono dei divenire, che comportano grandi sfide. queste sfide possono garantire un grande divenire o possono lasciare solo lo sciamano a dover affrontare il mondo della percezione.
quando lo sciamano e’ espressione di un popolo o di una tensione da quel popolo o da quella tensione ricava l’energia vitale o il potere attraverso il quale affrontare il mondo della percezione. quando l’apprendista stregone e’ espressione solo di se’ stesso e di nessuna tensione in dilatazione affronta il mondo della percezione con le sue sole forze, ricorre spesso a piante psicotrope e subisce quanto nel mondo della percezione tende a travolgerlo.
il mondo della percezione non e’ un mondo bucolico, e’ un terreno di sfida in cui tutte le coscienze di se’ operano per trarre vantaggio. trarre vantaggio non solo nella percezione ma anche nel quotidiano attraverso cosa un apprendista stregone o uno sciamano riportano da quel mondo. dunque e’ un mondo di sfida. per affrontare quella sfida e’ necessario essere corazzati e il paganesimo e’ la piu’ grande corazza di cui un apprendista stregone si puo’ servire per affrontare il mondo della percezione.
nel mondo della percezione si possono incontrare esseri di energia che proprio per essere piu’ abili a gestire e a muoversi in quelle condizioni convincono l’apprendista stregone o lo sciamano di essere inviati di un qualche dio e che lui e’ stato scelto per portare messaggi alla sua gente. questo non succede quando l’apprendista stregone e’ un pagano o segue delle proprie tensioni, dei propri intenti. in quel caso lo sciamano prende questi esseri a calci in quando il suo intento e la liberta’ che pratica attraverso il paganesimo non gli consentono di servire nessuno.
quando si entra nel mondo della percezione il fare cui si attiene nel quotidiano della ragione appare come un fare divino, un tratto alchemico. cosi’ le tribu’ nomadi ispiravano lo stregone.
il fare del nomadismo era visto come una grande aquila. un essere alato e potente che spingeva gli esseri verso una qualche meta. ma la visione dell’aquila e’ una visione comune alla stregoneria. sono i contorni della coscienza dell’essere terra che si forma e che assorbe la consapevolezza degli esseri che avevano sufficiente energia vitale per trasferire la propria coscienza sul proprio corpo luminoso ma non ne avevano a sufficiena per volare verso il sole, l’essere natura o essere liberi.
cosi’ il livello della percezione sciamanica e’ al livello piu’ basso in quanto lo sciamano deve attingere soltanto da se stesso. ma non da un se stesso libero, ma da un se stesso al servizio di un padrone, di un re, di un principe.
cosi’ la divinita’ pagana dei magiari era magyar isten. in pratica il dio dei magiari. piu’ o meno come il dio degli ebrei. e come il dio degli ebrei anche i magiari trovano il loro mose’ in almos padre di arpad.
come gli ebrei avevano in mose’, gesu’ e aronne i rappresentanti del dio in terra, cosi’ anche i magiari erano sottomessi ai rappresentanti della loro divinita’ celeste ed erano i nobili e i principi d’ungheria.
le cerimonie sciamaniche culminavano con la “battaglia degli sciamani” durante la quale due sciamani con le sembianze di un toro bianco e di un toro nero rappresentavano la lotta fra la luce e le tenebre. questo e’ un argomento caro agli esseri di energia che si sono spacciati per dio creatore. uno sciamano non assoggettato conosce perfettamente il potere del lato scuro della luce. uno sciamano conosce perfettamente come luce e buio costituiscono una relazione dialettica attraverso la quale costruire il potere di essere di ogni essere umano. solo chi e’ sottomesso chiama luce la sua sottomissione e tenebra chiunque si sottragga dalla sottomissione e ricerchi un cammino di liberta’.
il male in stregoneria e’ determinato dagli ostacoli sul cammino dello sviluppo del divenire degli esseri umani, non sul possesso di segreti.
date queste premesse era inevitabile la fine che fece questo tipo di paganesimo. le tribu’ persero i legami con la steppa. persero i legami con l’unico divino che conoscevano: l’aquila sciamanica. il loro padrone, il principe GEZA vissuto fra il 927 e il 997 consolido’ il regno ed ebbe la bella idea di rendere piu’ forte il suo controllo politico sul proprio popolo mettendolo in ginocchio non solo davanti a se’ stesso ma anche davanti al dio cristiano. egli stesso si fece batezzare e fece batezzare anche suo figlio WOJK.
e infine, il capolavoro: STEFANO OTTENNE DAL PAPA SILVESTRO II° il titolo di re per volonta’ del dio cristiano, procedette al taglio delle teste di chi non si voleva sottomettere distruggendo ogni forma pagana.
l’apprendista stregone senza il paganesimo puo’ soltanto avviarsi verso la sconfitta.
ogni apprendista stregone e ogni sciamano ha un compito: sviluppare il dio che cresce dentro di lui; il suo corpo luminoso. questo fare deve estenderlo all’intera specie in cui vive. se cessa di fare questo e’ pronto per mettersi in ginocchio.
sviluppare il dio che cresce dentro l’essere o mettersi in ginocchio davanti ad un dio padrone. questa e’ la differenza fra il cristianesimo e le religioni rivelate da un lato e il paganesimo dall’altro. quando si e’ al servizio di qualcuno si inizia la propria distruzione. uno sciamano e’ al servizio di liberta’ e del divino di cui e’ parte. quel divino alimenta il suo divenire solo nella misura in cui egli riversa quel divino alla specie cui appartiene.
riversare il divino avviene attraverso la pratica del suo intento.
costruire il sentire pagano e’ l’unica garanzia per l’apprendista stregone di non essere sconfitto o di non diventare un paria nel sistema sociale in cui vive.
questo ci insegna la storia del paganesimo magiaro. in realta’ tutta la storia magiara altro non era che una ripetizione della storia ebraica. uno dei tanti tentativi fatti dagli esseri autospacciatisi per dio creatore per mettere in ginocchio gli esseri umani. un tentativo abortito solo in parte in quanto si e’ innestato sull’operazione ebraica rafforzando il dominio cristiano nel cuore dell’europa.