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All'Arrembaggio Osservatorio delle malefatte in Italia e altrove Opposizione! Liberty will not descend to a people, a people must raise
themselves to liberty. |
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Opposizione a tutte le stupidità, alla corruzione, agli errori, alla superficialità, alla mancanza di coraggio, per non dire alla vigliaccheria, ed alle menzogne o ai colpevoli silenzi. Opposizione anche nel piccolo, nel privato: per esempio, rifiutandosi di guardare certi programmi televisivi. O, meglio ancora, dire di no, completamente, alla tivù. L'Italia sprofonda; sta per essere inghiottita dal fango. Tiriamo il segnale d'allarme, prima che sia definitivamente troppo tardi! Lo Stato, già abbastanza indebitato e impoverito, non deve perdere ogni attendibilità, ogni legittimità. Non si tratta chiaramente di salvare lo Stato in quanto tale (anche se, quando affermiamo che "lo Stato ci tartassa", intendiamo in realtà gli uomini al governo), ma di salvare i valori morali e sociali che possono proporre alla collettività un senso nuovo alla dignità umana. Dobbiamo creare e rendere efficiente un movimento di sinistra per arginare lo strapotere del centrodestra - ovvero le lobby di potere. La spinta di modernizzazione dovrebbe aspirare a un benessere sociale - e dunque al benessere di tutti - da conquistare con la forza della solidarietà e della partecipazione. Basta essere repressi dai prepotenti mafiosi e dal governo! Urge una serie di iniziative delle forze del lavoro e della cultura (lo sottolineo: della cultura) per la più rigorosa puntualizzazione storico-politica e per la più larga e diffusa conoscenza della verità. Soltanto un movimento alternativo potrà aprire significativi squarci per la comprensione degli avvenimenti che stanno drammaticamente segnando il nostro tempo, e aiutare a ricostruire l'impegno politico e morale di una nuova esperienza di liberazione. È più che mai necessaria, in primis, una riflessione sui meccanismi che regolano la vita sociale. Fin da sempre, l'Italia è talmente ingarbugliata che la sua politica genera mostri. Dobbiamo fare più luce! Siamo chiamati, tutti quanti ("La libertà non è stare sugli alberi" ecc. - remembering Giorgio Gaber), a confrontarci con la necessità dell'innovazione e anche con il bisogno di politiche pubbliche più forti e più moderne, scegliendo canali che travalichino la gretta logica di tipo liberista. E, dunque, impegnarsi anche a livello creativo e 'formativo'. Preparare - se così si vuole - una rivoluzione culturale. "Il Parlamento Europeo dovrà lavorare molto, affermando, in primo luogo, che il settore culturale non è uguale a tutti gli altri settori di mercato. Che in esso esistono, e in alcuni casi sono prevalenti, componenti non di mercato, di tipo collettivo e pubblico." (Veltroni.) Soltanto la sinistra ha a cuore un'idea dello sviluppo coniugato con una società inclusiva,
che "tenga dentro" ogni individuo offrendogli le giuste opportunità. Chi
è di sinistra è, necessariamente, un rivoluzionario. Uno che si oppone. Uno che vuole
migliorare - se non ribaltare - lo status quo. E il suo stare sulle barricate è
segno di anticonformismo intelligente. Perbenismo, cinismo e disincanto sono nemici dell'intelligenza. Dobbiamo capire che, dietro a ogni homunculo italico, e quindi anche dietro a chi ci ha berlusconati votando per il Polo delle Libertà, si nasconde una mente più o meno pensante. Pur lungi dal volerci ergere a maestri di tolleranza e di buona educazione, dobbiamo cercare il contatto con questi figli di Berlusconia e convincerli che si è ancora in tempo per cambiare. L'Italia delle Marcuzzi e delle Paole Barale e delle Estrade con le gambe e/o i seni scoperti può tranquillamente rimanere dov'è (l'etere è la realtà virtuale degli idioti); ma, accanto ad essa, dovrà sorgere un'Italia dell'armonia sociale, dei diritti per tutti, delle menti non pigre. Mandiamo in onda, sulle schermo del nostro Tutti-i-Giorni, programmi capaci di smuovere le coscienze e dare qualche scarica neuronale!
E la crisi economica? - sento chiedere da più parti. Con la ragione (la famosa Vernunft dei tedeschi), si può arrivare a superare anche quella. Non aspettiamoci che le cose cambino dall'oggi al domani, ma abituiamoci a credere al cambiamento: cambiamento come unica utopia possibile. Dobbiamo costruire il futuro step by step, passo dopo passo, imparando a comprendere le dinamiche della società - della vita stessa. Vediamo anzitutto quello che è successo negli ultimi decenni alla voce
"economia". Gli anni Ottanta sono stati uno dei periodi più bui della storia
dell'Italia repubblicana. Quella è stata la stagione che ha gettato il nostro paese in un
disastro finanziario per rimediare il quale ci sono voluti anni. Una catastrofe che ha
avuto ripercussioni talmente ampie da rendere quasi impossibile il raggiungimento di quel
traguardo che invece il governo dell'Ulivo ha consentito: l'ingresso dell'Italia
nell'Euro. Della celeberrima autobiografia-autoagiografia di Silvio Berlusconi - "Una storia italiana" (sic!) - sono state stampate, se non erro, oltre 15 milioni di copie: una tiratura più alta di quella vantata dalla Bibbia nel nostro paese; per tacere delle cifre di vendita fatte registrare dai romanzi di Eco o della Tamaro. L'operazione-"Storia italiana" è venuta a costare sugli 80 milioni di euro (ricordiamo che il libro è stato distribuito gratuitamente). Certo, 80 milioni sono noccioline se confrontati con i 755 miliardi di euro che Berlusca & Friends hanno illecitamente fatto sparire... (Un caso di falso in bilancio che sembra non dover mai giungere alla sua conclusione.) Ma noi vogliamo veramente assoggettarci a un individuo del genere? A un uomo della serie "io-sono-furbo-e-voi-siete-scemi"? Meglio battersi e incitare anche gli altri alla battaglia. E così, forse, tanti avvertiranno molto meno la malinconia e la solitudine, che sembrano essere diventate definitivamente le malattie del nuovo secolo. Rendiamoci conto che la vittoria di Berlusconi è un'aggressione fascista alla nostra vita. Un'aggressione non solo teorica e dottrinale, ma politica e pratica. Per quanto all'apparenza poco pericoloso e per lo più ben liftato, quest'uomo (uomo?) è un tremendo seppellittore di mondi e di miti. Berlusconi parla il linguaggio del consumo di massa, e mostrarsi impotenti e cedevoli di fronte alla sua avanzata significa accettare l'intensificarsi di tutte le crisi - anche di quelle strettamente personali. Il centrodestra è l'espressione massima della decadenza e corruzione del mondo in tutti i suoi più diversi aspetti, nella morale, nella cultura, nella libertà, così come nella vita politica. Se è vero - com'è vero - che la passività è il destino di tutte le plebi, ciascuno di noi deve scoprire in sé "l'aristocratico", il "fuoriclasse", e maturare un attivismo sovversivo (lo stesso che è latente nelle nuove generazioni) per far fronte al crollo di valori ormai screditati. "No paserán!"
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franc'O'brain & Transputer Qasar. 2001. Berlusk-TVEmail: francobrain@angelfire.com.
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