testi di
franc'O'brain | edizione online de "Gli AERoLITI"
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1912. Mentre in un teatro di Berlino la danzatrice Olga Desmond si toglieva i veli
esibendo la propria magnifica anatomia in un'acclamatissima versione de La danza delle
spade, in un oscuro laboratorio di Vienna un certo Steinach, dottorucolo di belle
speranze, conduceva esperimenti atti principalmente a debellare l'impotenza e la
depressione. In quel primo scorcio di secolo, Mengele e le sue follie pseudoscientifiche
nei lager di prigionia erano ancora di là da venire, e il personaggio più rinomato nel
campo della ricerca medica era Oskar Voigt.
Voigt, chirurgo di fama internazionale, aveva espresso più volte la convinzione che la
vita degli esseri umani potrebbe e dovrebbe durare molto più a lungo di quanto non
avvenga normalmente. Negli anni Venti, questo luminare fu addirittura convocato a Mosca
dal regime sovietico con il compito di sezionare e analizzare il cervello del defunto
Lenin. Voigt aveva allora ottant'anni, ma una mano fermissima.
Steinach non sarebbe mai diventato celebre quanto lui, né tantomeno quanto il famigerato
Mengele. Eppure, all'inizio i suoi esperimenti furono seguiti con grande attenzione, tanto
che vi si accennava non solo su riviste specializzate, ma anche in libri e libelli
destinati a un vasto pubblico. In seguito, il medico-scienziato viennese sarebbe diventato
oggetto di sfottò e di mistificazioni varie, ma per un lungo periodo il suo nome venne
associato a un sogno di sempre dell'umanità: il fiorire di una seconda primavera a
un'età avanzata.
Inizialmente ogni cosa, in effetti, sembrava suggerire che il Dottor Steinach avesse
scoperto per davvero la mitica fonte dell'eterna giovinezza...
Le prime prove le compì sui ratti: "Perché queste bestie sono facili da
procurarsi". Ovviamente la scelta di tali cavie fu giustificata pure da fattori
intrinseci alla loro razza. Innanzitutto i ratti hanno pronunciate tendenze sessuali.
Inoltre, la loro età massima raramente supera i trenta mesi, e la riduzione o il
prolungamento della loro vita - scientificamente provocati - risultano facilmente
appurabili.
La prima fase della ricerca consisteva nella castrazione dei giovani individui. Privi dei
testicoli, questi esemplari crescevano grassi e pigri, non mostravano i consueti istinti
di accoppiamento ed evitavano ogni lotta per l'accaparramento del cibo. Quando
raggiungevano l'anzianità, Steinach trapiantava in loro testicoli estranei, ed ecco
avvenire una straordinaria metamorfosi: la loro voglia di sesso si rivelava essere più
spiccata che nei ratti giovani, uscivano vittoriosi da ogni confronto e, sessualmente
insaziabili, copulavano persino con femmine in via d'invecchiamento che erano già state
rifiutate da altri individui maschi. Dopo il trapianto, dunque, il ratto-cavia, da
quell'eunuco che era stato, si trasformava in una creatura che impazziva di vitalità.
Col tempo Steinach scoprì che il surplus di energia non era dovuto
propriamente ai testicoli estranei, ma alla scomparsa spontanea - in seguito all'innesto -
degli organi responsabili per la produzione del liquido spermatico. Da questo momento in
poi, perciò, si limitò a effettuare la legatura dei vas deferens.
Tale intervento causa la degenerazione naturale delle ghiandole seminali. E i risultati
furono rimarchevoli: gli individui "trattati" in questo modo non solo
acquistavano una forza che prima non avevano posseduta, ma si presentavano belli
d'aspetto, con occhi guardinghi e una peluria folta e lucente su tutto il corpo. E,
soprattutto, la durata media della loro vita crebbe del venticinque per cento.
Gli esperimenti, iniziati nel 1911, furono portati avanti con febbrile assiduità. Dopo i
ratti fu la volta di arieti, galli, cani... la necessaria controprova. Infine Steinach
poté dichiararsi pronto a effettuare l'intervento su esseri umani.
Una schiera incredibilmente folta di volontari si assiepava già nell'anticamera del suo
laboratorio...
Il tipico paziente del Dottor Steinach aveva un'età compresa tra i trentacinque e i
quarantacinque anni, era precocemente ingrigito, soffriva di ricorrenti depressioni e, per
solito, era impotente. E' il caso del signor W.
W., che svolgeva l'attività di commerciante, aveva affermato di piangere spesso e senza
una ragione apparente; il suo rendimento sul lavoro era calato di molto e la sua vita
sessuale si era praticamente ridotta a zero. Dopo l'operazione, W. ingrassò di tre chili,
la sua pressione sanguigna si stabilizzò, non soffrì quasi più di melancolia, acquistò
una memoria più forte e - secondo le sue stesse dichiarazioni - intratteneva con la
moglie rapporti intimi "almeno un giorno su due".
Oppure Herr K.: impotente da otto anni. Ogni tre o quattro mesi, K. si decideva a un
tentativo di coito, ma un'eiaculazione precocissima privava lui e le sue occasionali
compagne delle gioie dell'amore. L'intervento steinachiano parve mutarlo radicalmente: K.
riacquistò una grande fiducia in se stesso, raccolse maggiori consensi nell'ambiente
lavorativo e, da quello scapolo tremebondo che era stato, si trasformò in marito modello
e padre di due bei pargoli.
Gli archivi del Dottor Steinach presero a riempirsi di casi simili.
Un grande trionfo per lo studioso viennese? Ahilui, no. Vi furono molti più casi di
rigetto, di reazione nulla o addirittura di aggravamento delle preesistenti condizioni
anomali. Steinach lavorò come un ossesso (convolvoli solchi secreto arterie flusso), ma i
successi veri e propri si mantennero entro limiti stretti. Nessuno dei risultati positivi
(o presunti tali) poté essere scientificamente comprovato e, anzi, presso alcuni dei
soggetti "miracolati" fu constatato, dopo un certo periodo, un chiaro regresso
delle facoltà psicomotorie.
L'opinione pubblica ostentò un crescente scetticismo nei confronti del "metodo di
Steinach", finendo col farne il tema di barzellette e commediucole varie ("Steinach,
il medico dei ratti"). Così, l'insigne professore fu costretto a condividere lo
stesso destino di tanti ricercatori e innovatori che lo avevano preceduto: in principio
acclamato, poi deriso e per ultimo gettato nel dimenticatoio. Il Dottor Steinach non si
azzardò più nemmeno a mostrarsi in giro: se faceva tanto di mettere il naso fuori di
casa, persino i monelli ridevano di lui.
"Uno studioso talmente serio è costretto a nascondersi! Com'è potuto
accadere?" si indignò un suo collega in un acceso plaidoyer pubblicato a
Lipsia.* "Difficile dirlo. Di sicuro c'è questo: coloro che
si sbizzarriscono con tanto baggiano umorismo sulla questione 'steinachiana' e sulla
figura di questo rispettabilissimo medico, non hanno la benché minima idea del
significato della sua scoperta, e ancor meno sono in grado di misurare il tormento di
tutti quegli uomini ai quali solo Steinach potrebbe ridare sollievo."
Gli "Anni Ruggenti" erano ormai alle soglie. Nonostante gli innumerevoli
abbagli, nonostante i singoli, clamorosi fallimenti come quello del Dottor Steinach, la
scienza faceva passi da gigante. Anzi: procedeva balzelloni; nel Reich tedesco come e più
che altrove. Senza ancora sapere che, con ogni trovata, con ogni nuova invenzione, rendeva
un servigio alla masnada di delinquenti che, raccoltisi attorno al terrorista Adolf
Hitler, avrebbero ben presto appiccato il fuoco al mondo intero.
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* Dr. Ludwig Levy-Lenz: Steinachdämmerung, in: Der Arzt im Hause,
edito da Dr. Karl Mener G.m.b.H., Lipsia 1925.

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