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Le donne
dei Re di Francia
 
Le favorite
di Luigi XIV
"...Il re per Versailles darebbe tutte le sue donne".
                                                                             Roger Bussy-Rabutin
 
 
da sinistra, Louise de la Vallière, Madame de Montespan, Maria Mancini
 
Maria Mancini, Mademoiselle Louise de La Vallière - Francoise Athenais Mortemartre Rochechuar Marchesa de Montespan - Francoise d'Aubignè Scarron Marchesa de Maintenon
 
Il Re Sole era andato in sposo per volere della madre, a sua cugina, la principessa Maria Teresa di Spagna.
 
 
Durante il loro primo incontro, al sovrano piacque parecchio la sua promessa sposa ed acconsentì al matrimonio con molto entusiasmo. Presto però gli divenne quasi insopportabile la sua vista dal momento che era questa, una creatura timida, poco appariscente e molto bassa. Addirittura doveva montare su degli sgabelli per baciare il marito, cosa che rendeva il sovrano molto stizzito, soprattutto se questo accadeva in pubblico. La regina aveva una passione smodata per la cioccolata e questo le comportava assidui mal di denti ed estrazioni dolorosissime, per cui aveva denti radi e sporchi. Le sue guance erano sempre sporche di cibo e cioccolata con grande imbarazzo del re.
Faticava parecchio ad imparare il francese e si esprimeva con un fortissimo accento spagnolo; molti vocaboli non riusciva nemmeno a tradurli, per cui capitava di sentirle pronunciare frasi che avevano del francese stiracchiato e dello spagnolo. Al re, che perseguiva come sappiamo la perfezione assoluta, tutto questo era intollerabile, per cui cominciò presto a trascurarla e, addirittura, a prenderla in giro in pubblico, cosa che suscitò nella mite regina un grandissimo dolore.
Prima però di avventurarci nelle sue favorite, facciamo un passo indietro, quando ancora Luigi XIV non era ancora sposato e neppure promesso.
 
 
 
 
Anna D'Austria, Regina di Francia,  
madre di Luigi XIV Re Sole  
e di "Monsieur" il principe Filippo d'Orléans 
 
 
Maria Teresa infanta di Spagna,
Regina di Francia
 
Nessun dubbio, colui che ebbe più amanti fu Luigi XV, però il suo predecessore si difese molto bene.
Si dice che abbia avuto oltre una ventina di figli tra quelli avuto dalla regina e quelli avuti dalle favorite.
I figli legittimi furono circa una decina, ma "solo" sei vennero al mondo vivi. Cinque perironi dopi pochi mesi (o anni) di vita, e solo il Gran Delfino sopravvisse. Il tempo di sposarsi ed avere un erede e poi morì.  (per ulteriori dettagli, si veda la sezione I Figli del Re Sole)
Le "Mazarinette", le nipoti del cardinale Mazarino, a turno fecero perdere la testa al giovane Re e la Regina madre, Anna d'Austria, pensò immediatamente di organizzare un matromonio che servisse allo stato ma anche a Luigi per allontanarlo dalle "pericolose" ragazze.
 
Louise Francoise de la Baume Le Blanc,
duchessa De La Vallière
 
 
 
"Rispondetegli voi per me: perchè voi avete l'arte di dire no quando si vuole dire di sì"
                                                                                                Louise de la Valliére al poeta Bensérade
 
Louise de La Vallière fu la prima amante ufficiale presentata a corte. Luigi XIV, sebbene appena sposato, mise gli occhi sulla moglie di suo fratello, Enrichetta Anna.
 
La donna, per salvare le apparenze, consigliò al Re di fingere di interessarsi ad un'altra donna, come ad esempio la sua dama di compagnia: Louise de La Vallière. Ma non sospettava minimamente che il sovrano si potesse innamorare veramente di questo "capro espiatorio".
Louise era una creatura fragile, molto buona e sensibile che non si perdonò mai il suo status di amante. Per tutta la durata della sua permanenza a corte (dai suoi diciassette ai trent'anni), visse profondi tormenti interiori che alla fine la portarono a chiudersi in convento, a prendere il velo e il nome di Suor Luisa della Misericordia e a finire così i suoi giorni, il 4 giugno 1710, a sessantasei anni.
La bella e pudica favorita partorì sei figli che vennero riconosciuti e legittimati.
Venne soppiantata da una dama d'onore della Regina Maria Teresa.
 
Sua Altezza Reale la principessa Enrichetta Anna
d'Inghilterra, detta "Madame"
 
 
 
Francoise Athenais de Mortemart-Rochechuar,
Marchesa de Montespan
 
 
 "Abbiamo trovato sempre qualcosa di volgare in Madame de Montespan.
Questa gran dama era tarlata dal neo inquietante della volgarità.
Era perfida e lo si vedeva nei tratti del viso che ne rispecchiava l'anima.
Al contrario Mademoiselle de La Vallière, col suo riserbo e umiltà
non si era mai perdonata la sua situazione equivoca di amante.
Delle due donne più importanti della corte di Francia
era sicuramente lei, Louise, la figura di alta civiltà."
Madame de Sévigné
 
Donna subdola, intrigante e perfida, disposta tutto pur di entrare nel letto del sovrano e divenirne la favorita. Non esitò a rivolgersi ad una fattucchiera, "La Voisin", per farsi preparare strani filtri e pozioni "miracolose" che le permettessero - così lei credeva - di attirare e trattenere a sè il sovrano. Non esitò neppure a partecipare a messe nere con sacrifici di neonati per assicurarsi il favore di "satana". Fu accusata addiruttura di aver tentato di avvelenare il Re, dopo che questi sembrava aver perso interesse per lei. Resta comunque certa la sua attiva partecipazione a riti satanici e messe nere, per indurre il re a rimanere con lei e per far sparire potenziali rivali.
Dopo che scoppiò il "caso dei veleni", e venne provata la sua attiva partecipazione ai complotti, fu allontanata dalla corte di Versailles ma non subì alcuna condanna a morte (gli eretici venivano bruciati vivi sul rogo), dal momento che era la madre di sette figli legittimati del sovrano. Il re non se la sentì di riservarle il destino degli eretici, per cui si limitò ad esiliarla nelle sue terre a patto di non sentire mai più parlare di lei.
Per quanto riguarda i suoi figli, furono quasi tutti abbandonati alla nascita alla governante, Madame Scarron la quale si affezionò moltissimo a tutti loro e in particolare al piccolo Duca del Maine. Costui era affetto da una grave forma di rachitismo e fu necessario portarlo parecchie volte a Baréges a fare dei bagni termali per alleviargli le sofferenze. Madame Scarron si lo accompagnò in tutti questi viaggi, come se fosse la sua vera madre. La Marchesa di Montespan si accorse troppo tardi che così facendo aveva messo in gioco il suo ascendente sul re, il quale divenne confidente e amico della governante dei suoi bastardi, fino ad elevarla successivamente al ruolo di "sposa morganatica".
  
Francoise d'Aubigné Scarron, Marchesa de Maintenon
 
 
"La posizione di Madame de Maintenon è unica. Mai ce ne sono state e mai ce ne saranno."
Madame de Sévigné
 
Nasce nel 1635 a Niort, in prigione, dove i suoi genitori si trovavano rinchiusi. I d'Aubignè emigrarono poi nelle Americhe e, quando tornarono in Francia, erano più poveri di prima. Sposò il poeta Scarron, paralizzato e rachitico e fu presto vedova. Molti personaggi illustri le attribuirono un'infinità di amanti (sia uomini che donne). La sua amicizia con intellettuali la fecero conoscere a Madame de Montespan che volle affidarle la custodia dei suoi bastardi reali e, per lei, ottenne dal re il feudo di Maintenon. Seppe conquistarsi l'affetto e la simpatia del re che, dopo la morte della regina, la sposò segretamente. Dopo la morte del sovrano, si ritirò nel collegio delle dame di Saint Cyr, la scuola che volle costruire per giovani borghesi orfane. Sopravvisse solo qualche anno alla morte del regale marito e morì il 15 aprile 1719.
Curiosamente, tra tutte le donne che ebbe il re, compresa la regina, è solo la Maintenon che ora riposa nella cappella di Versailles. Infatti, durante la Rivoluzione Francese, molte tombe furono distrutte e la maggior parte dei resti furono orribilmente profanati e gettati in fosse comuni o semplicemente sparsi per le strade di Parigi.
Quando morì Madame de Maintenon, nel collegio di Saint Cyr, le suore la imbalsamarono e la posero in una bara di vetro, nella cripta. Durante la Rivoluzione, anche il collegio subì i vandalismi del popolo inferocito e fu distrutto. Il corpo della marchesa fu trafugato e fatto oggetto di orrende profanazioni dopodichè abbandonato sul selciato del convento. Una mano pietosa ripose le povere ossa un una bara di legno che fu posta in un armadio.
Nel 1810 un certo Gille trovò la bara con la scritta "Ossa di Madame de Maintenon" e pose il pesante oggetto nel granaio di quello che fu il monastero di Saint Cyr. Passarono gli anni e solo nel 1945, dopo che la Repubblica Francese scavò nelle fondamenta dell'ex convento, che la cassa venne fuori e finalmente si potè dare una degna sepoltura ai resti, collocando la bara...nella cappella reale a Versailles! E così, di tutta la famiglia reale, l'unica a far ritorno al castello fu proprio la sposa segreta del Re Sole, nata D'Aubignè, vedova Scarron.
 
Si veda anche "Le Comete del Sole" - le donne che per un breve momento, hanno goduto dell'amore del Re Sole.
 
 
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Le favorite di
Luigi XV
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 Le più importanti: Marie-Anne de La Tournelle Duchessa de Chateauroux,
Jean Antoinette Poisson Le Normand d'Etiole Marchesa di Pompadour, e
Jeanne Bècu Beauvernier Contessa Du Barry
 
Al contrario di come si pensa, Luigi XV è stato sì un uomo con molte avventure, ma all'epoca in Europa, i sovrani non erano da meno.
Riporto un resoconto del duca di Castries, che ha cercato di tenere una sorta di "contabilità" circa le avventure di alcuni altri regnati.
 
"La corte di Sassonia fu un nido di depravazione e ad Augusto II, giustamente chiamato il "Forte" (non certo però per le sue imprese in battaglia...N.d.w.), si attribuiscono 350 bastardi. Il Re di Spagna ne rivendica 23. I principi di Montbéliard fecero parlare le cronache praticando pubblicamente l'incesto. Ferdinando di Napoli (cognato di Maria Antonietta, di cui ne sposò la sorella maggiore Maria Carolina. N.d.w.), riuscì a scadalizzare anche l'Italia con il suo harem di San Leucio. Gli eccessi di Matilde di Danimarca stancarono Cristiano VII, che fece decapitare l'amante di sua moglie. Gli elettori di Hannover avevano dato l'esempio con l'assassinio di Koenigsmarck e il processo per adulterio di Sofia Dorotea, moglie di Giorgio I d'Iinghilterra. Si attribuiscono anche, con una certa fondatezza, a Federico il Grande, Re della Prussia, costumi contro natura e il Re del Portogallo vivema notoriamente "more uxorio" con la madre badessa di un convento".
 
Maria Leszczynska Regina di Francia
Principessa di Polonia
 
 
"Ahimé! Sono sempre a letto, sempre incinta e sempre nei travagli del parto!"
                                                                                         La regina Maria Leszczynska
 
Sposa di Luigi XV, era più vecchia di lui, molto pia e religiosa e, dopo una certo momento, non era più disposta a fare entrare il Re nelle sue camere. Per dieci anni Luigi le fu fedele, essendone molto innamorato e devoto, e lei in dieci anni gli diede dieci figli. Forse possiamo riuscire ad immaginare il motivo per cui alla povera Regina ad un certo punto venne la voglie di chiudere e sbarrare tutte le porte che comunicavano con la stanza del regale marito...Maria, dunque per dieci anni si rassegnò alle performances del suo sposo, pur non giustificando quel suo comportamento così poco...ortodosso!
Luigi XV è stato il sovrano più bello di tutti i regnanti di Versailles ed è stato quello tra tutti loro che ebbe più favorite ed amanti, sia riconosciute ufficialmente dalla corte, che brevi avventure di qualche ora o giorno.
Non si sa' se il re ebbe figli illegittimi dalle favorite e dalle brevi avventure, quelli legittimi furono: Louis le Dauphin, Louis Philippe, Adelaide, Victoire, Sophie, Thérèse-Félicité e Louise.
Adelaide, Victoire e Sophie furono poi quelle tre zitelle che fecero impazzire Maria Antonietta e vennero chiamate le "Mesdames de France". Durante la Rivoluzione, fuggirono a Roma dove morirono. Louise, la piu' piccola, prese i voti e si chiuse in convento, si diceva, per espiare "i peccati della carne" del padre.

Marie-Anne de La Tournelle, Duchessa de Chateauroux
La prima favorita ufficiale. Questa era una giovane vedova, seconda di tre sorelle che, a loro volta, avevano goduto dei "favori" del sovrano, ma mentre una delle due, Pauline marchesa di Vintimille, moriva per oscuri motivi (si parla ovvimente di avvelenamento ad opera della sorella maggiore, Marie-Anne appunto) e l'ultima, Madame de Flavancourt, veniva liquidata come semplice intermezzo, Marie Anne seppe invece guadagnarsi l'amore del re. Quando fu il suo turno, usò tutto il suo fascino e seduzione per farsi nominare Duchessa de Chateauroux e divenne così la prima favorita ufficiale di Luigi XV; spadroneggiò a Versailles con un'altezzosità tale da crearsi non pochi nemici. Il Re addirittura, la volle con sè ai margini di un campo da battaglia. Madame de Chateauroux non ebbe vita lunga: tra tanti nemici trovò quello più pericoloso di tutti che le fece somministrare del veleno e morì in preda ad atroci sofferenze.  Si parla addirittura che il suo corpo fu dilaniato da alcuni cani randagi mentre veniva accompagnato al cimitero. 
 

 Jeanne Antoinette Poisson Le Normand d'Etioles,
Marchesa de Pompadour
 
 
Sicuramente la favorita più importante nella vita del sovrano.
Jeanne-Antoninette Poisson nacque da una famiglia borghese, non nobile, e questo fu l'unica cosa che le venne rinfacciata per tutta la sua vita. Fin da piccola fu iniziata all'idea che sarebbe divenuta la favorita del Re e fu educata dalla madre e dal patrigno proprio per supportare al meglio questo ruolo. La soprannominarono "Reinette" (Reginetta) e per tutta la vita lei sarebbe rimasta sempre Reinette de Pompadour, infatti regnò proprio come una regina. Jeanne-Antoinette era molto bella e il suo primo incontro col sovrano fu ad una battuta di caccia nella foresta di Sénart in cui, per farsi notare dal Re, guidò il suo calesse da sola e a briglia sciolta. Il Sovrano non ebbe pace finchè non riuscì a sapere chi fosse quella splendida ed eterea dama che le era comparsa innanzi e così fulmineamente era svanita.
L'incontro vero e proprio fu ad una festa in maschera all'Hotel de Ville a Parigi. Lei era vestita da Diana, la dea della caccia e si presentò al re molto sfacciatamente, puntadogli una freccia dritta al cuore. Egli se ne innamorò immediatamente e la volle sua favorita ufficiale. Il regno di Reinette durò a lungo, tra alti e bassi: venne presentata a corte con una cerimonia ufficiale il 14 settembre 1745 e la Principessa Palatina fu sua testimone, comunque era già da molto tempo prima era l'amante del re. Aveva un unico neo la Marchesa: purtroppo soffriva di frigidità e non riusciva sempre ad essere all'altezza di soddisfare le prestazioni del suo regale amante che come appetito sessuale era assai fornito. 
Finchè però era giovane il problema era alquanto irrilevante, ma non appena gli anni cominciarono a segnarle leggermente il viso e i primi sintomi del suo male si fecero sentire (la tubercolosi), allora anche questo disturbo divenne insostenibile e il re ogni tanto "sentiva" il bisogno di tradirla, pur nutrendo per lei un amore molto grande. Un diversivo degno di nota è stata l'avventura con una ragazza irlandese, attrice di teatro, che visto l'interesse che il re nutriva per lei, si montò la testa e per un po' si convinse di essere in grando di soppiantare la favorita ufficiale.
Il suo nome era Luise O'Murphy, soprannominata "La Morphise" Era questa una ragazza giovane e molto bella, con i capelli rossi e tanti "argomenti" interessanti da intrattenere il sovrano. Il re però si stancò presto: stava diventando troppo sfacciata e superba e tornò, come sempre, dalla Marchesa.
"La Morphise" ebbe un figlio da lui, che sparì più tardi nel nulla con la madre.
Uno dei grandi successi che ebbe Reinette fu quello di essere stata in grando di instaurare nel re, oltre che l'amore, soprattutto un sentimento di grande amicizia e fiducia. Ella prendeva regolarmente parte alle riunioni di consiglio con i ministri a fianco del sovrano e riuscì a risolvere con la sua grazia ed intelligenza, numerose questioni politiche: fu lei l'artefice del progetto di maritare il delfino con la Principessa Maria Antonietta d'Austria.
Si spense di tubercolosi il 15 aprile 1764, lasciando nel re un grande vuoto: era conscio di aver perso, non tanto un'amate (non avevano rapporti intimi già da molti anni), ma una grande amica e consigliera.
 
Jeanne Bécu Beauvernier,
Contessa Du Barry
 
 
Luigi XV aveva 59 anni quando conobbe questa ragazza. Di origini borghesi e iniziata alla prostituzione dalla madre, incontrò il suo "protettore", Jean Du Barry che la spinse nel letto di molti nobili fino ad arrivare a quello del sovrano.
Il re, che dopo la Marchesa de Pompadour non aveva avuto altri amanti ufficiali, se ne innamorò; vuoi per la fresca gioventù di cui la procace Jeanne era portatrice, vuoi per un misto di nostalgia della sua di giovinezza, la volle ad ogni costo a Versailles.
Jeanne Bécu però non era sposata a nessun nobile, nè lei stessa aveva nobiltà nel sangue e questa era una condizione essenziale da rispettare per essere ammessi alla presenza del sovrano.
Questo intoppo venne presto risolto dal protettore di Jeanne. Jean Du Barry era discendente di una famiglia nobile e fece sposare Jeanne a suo fratello Guillaume: Jeanne Becù era divenuta Madame Du Barry. Ovviamente il matrimonio era puramente fittizio, solo per dare a Jeanne il nome di cui aveva bisogno.
Venne così presentata a corte tra lo sgomento e gli sguardi pieni di rabbia e vergogna di tutti gli altri. In seguito nominata Contessa, Jeanne Du Barry aveva molti nemici, tra cui il primo ministro, il Duca de Choiseul e sua sorella, la Duchessa di Gramont ma solo perchè quest'ultima aspirava a divenire l'amate ufficiale del re, prima di lei. Il risentimento che provavano per Jeanne costò ad entrambi l'esilio da Versailles.
Il regno dorato della Contessa Du Barry durò fino alla morte di Luigi XV, avvenuta il 10 maggio 1774 in seguito al vaiolo. Ovviamente questo le costò l'allontanamento da Versailles e l'esilio nel suo castello di Louvenciennes e a Jean Du Barry l'incarcerazione. In seguito egli venne graziato ma il suo destino era quello di cadere in disgrazia fino alla sua decapitazione durante la Rivoluzione Francese.
Madame Du Barry divenne la "Signora di Louvenciennes": le furono confiscati buona parte dei suoi possedimenti, ma i suoi suoi gioielli gioielli le furono lasciati e addirittura il nuovo sovrano, Luigi XVI, dispose affinché le venisse assegnata una rendita fissa al mese. Nessuno, nella sua Louvenciennes, soffrì mai di fame e povertà: lei si diede sempre da fare per curare i feriti e sfamare i poveri, ma questa sua generosità non le salvò la vita.
Purtroppo il suo destino non è stato roseo: durante la Rivoluzione Francese fu accusata di aver protetto dei nobili in fuga e venduto i suoi gioielli per finanziare una rivolta dei monarchici. Venne così incarcerata e ghigliottinata; era l'8 dicembre 1793. Pochi mesi dopo venne giustiziata anche Maria Antonietta.
 
 
 
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