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Spicchi di
saggezza per uomini nella crisi
Questa è una
raccolta di citazioni tratte da libri che ho letto o che ho provato a
leggere.Ho raccolto alcune di quelle che costituiscono per me un riferimento
costante, una luce o una piccola spia per la mia vita. L'ho fatto allo scopo di
regalare pillole di morale. E' insomma un massimario di piccoli consigli per
pensare meglio, per correggersi e quindi per vivere meglio.
Fatene quel
che volete: potete adoperarle per trovare il modo di leggervi il libro da cui
sono tratte, oppure limitarvi a copiarle, mandarle a conoscenti e amici, usarle
come spunti di meditazione. Fate voi, buona lettura!
Concetti e Temi trattati:
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"Lentamente fioriva, lentamente maturava in Siddharta il
riconoscimento, la consapevolezza di ciò che realmente sia saggezza, qual fosse
la mèta del suo lungo cercare. Non era nient'altro che una disposizione dell'
anima, una capacità, un'arte segreta di pensare in qualunque istante, nel bel
mezzo della vita, il pensiero dell'unità, sentire l'unità e per così dire
respirarla."
(Hermann Hesse -
Siddharta)
"L'unica
conoscenza che valga è quella che si alimenta di incertezza e il solo pensiero
che vive è quello che si mantiene alla temperatura della propria
distruzione"
(Edgar Morin
- "Il metodo")
"Le persone giovani fanno fatica a stabilire unioni e
accordi duraturi; solo a stento, e dopo molto tempo, abbandonano la loro
sprezzante insofferenza. All'inizio ci sono tempeste, si fa resistenza contro
il legame, ancora di più se tra le due persone nasce l'amore e come il vento si
precipita contro una nave senza pilota rischiando di far naufragare il
matrimonio, perché nessuno dei due comanda e tanto meno accetta di
obbedire."
(Plutarco - Sull'amore)
"Il
borghese, viceversa, è tollerante. Il suo amore per la gente com'è nasce
dall'odio per l'uomo come dovrebbe essere".
(Theodor W.
Adorno "Minima Moralia" aforisma 4)
"Si mente solo per far capire all'altro che di lui non ci
importa nulla, che non ne abbiamo bisogno, che ci è indifferente che cosa pensa
di noi. La bugia, un tempo strumento liberale di comunicazione, è diventata
oggi una tecnica della sfrontatezza, con cui ciascuno spande intorno a sé il
gelo di cui ha bisogno per vivere e prosperare."
(Theodor W. Adorno "Minima Moralia" aforisma 9)
"Menzogna
è natura e verità artificio. Cercare la verità è lo scopo di chi cerca oltre il
velo e contro la natura, che non vuole essere vista nuda, né all'interno,
complicazione senza fine. Di semplicità non si può parlare, per nessuno: anzi
più gli esseri umani sono semplici più amano il letame della menzogna,
più è necessario mentirgli, fingere semplicità ma comporre artificio. Senza le
menzogne convenzionali, nessuna comunicazione con gente semplice sarebbe
possibile."
( Guido
Ceronetti: "Il silenzio del corpo" )
"In Leopardi è centrale e enorme il tema della verità
distruttiva, che uccide col suo raggio mortale la sopportabilità della vita.
Pensieri, canti, operette, lettere, tutto ne parla; è uno spasimo ininterrotto,
un pianto infinito…"
( Guido Ceronetti: "Il silenzio del corpo" )
"La
semplicità e oggettività dei rapporti, che elimina ogni orpello ideologico tra
gli uomini, è già diventata un'ideologia in funzione della prassi di trattare
gli uomini come cose."
(Theodor W.
Adorno "Minima Moralia" aforisma 20)
"Tutto ciò che vi poteva essere, un tempo, di buono e di
onorevole nel carattere borghese, lo spirito di indipendenza, la tenacia dei
propositi, la capacità di previsione, l'avvedutezza del comportamento, è guasto
e corrotto fino alle midolla. Poiché mentre le forme di vita borghese vengono
conservate con feroce ostinazione, i loro presupposti economici sono venuti a
mancare. Il privato è trapassato definitivamente nel privativo e cioè nella
privazione che era stata in fondo da sempre, e al cieco attaccamento al proprio
interesse particolare si è aggiunta e mescolata la rabbia di non essere più
nemmeno in grado di vedere e capire che le cose potrebbero andare anche
diversamente e in modo migliore"
espressione
della filosofia indiana che significa "questo sei tu" e che si
riferisce all'unità di tutti gli esseri, per cui ciò che è fuori di noi non è
diverso da ciò che siamo noi.
(Theodor W.
Adorno "Minima Moralia" pg. 20 nota 2)
Il Ruolo La Maschera L'Accettazione
Sociale
"Io mi ero definitivamente trasformata in una brava bambina.
Al principio, il mio, personaggio l'avevo costruito; ma tante lodi e così
grandi soddisfazioni mi aveva valse, che finii per identificarmi in esso:
divenne la mia sola verità."
(Simone De Beauvoir "Memorie di una ragazza perbene")
"Bisogna
dunque che continui a rappresentare me stesso, se voglio essere percepito? (…)
il modo in cui voglio o non voglio comportarmi viene fuori soltanto quando parlo
e ribatto? Non lo riconoscono affatto dal mio modi di muovermi, di tenere la
testa, di guardarmi in giro ? (…) Devo ancora escogitare un nuovo atteggiamento
per ogni nuovo passo che faccio ? Mi si legge in faccia che devo sempre
scegliere un gesto fra molti gesti possibili ? Forse per questo si crede che io
sia d'accordo con qualunque punto di vista ? Oppure vogliono solo spaventarmi,
(…) Forse sono una di quelle persone di cui si vede subito che ci si può
giocare a qualunque gioco; di fronte alle quali si perde subito la cautela con
cui solitamente si fa la conoscenza di qualcuno: con cui si è subito gentili,
perché non si ha niente da temere da loro, e alle quali tutto piace talmente
che si lasciano imporre qualsiasi cosa?.
(Peter Hanke
"Breve lettera del lungo addio")
"…per essere ritenuti ragionevoli, nulla di meglio che avere
una gran faccia di bronzo. Quando hai una bella faccia tosta, quello basta,
allora quasi tutto è permesso, assolutamente tutto, hai la maggioranza con te
ed è la maggioranza che decide quel che è folle e quello che non lo è."
( Céline "Viaggio al termine della notte" )
Non conoscono
le regole i bambini. E' a colpi di schiaffi che i genitori gli insegnano le
regole e li difendono dai piaceri."
( Céline -
"Viaggio al termine della notte" )
"…non si può vivere senza il piacere nemmeno un secondo, e
che è ben difficile provare davvero del dolore."
( Céline - "Viaggio al termine della notte" )
"Non
credete mai a prima vista all'infelicità degli uomini. Chiedetegli se riescono
ancora a dormire… Se sì, va tutto bene. Basta quello."
( Céline -
"Viaggio al termine della notte" )
"La razionalità di cui ci valiamo al giorno d'oggi non fa
avanzare affatto la società verso un mondo migliore; essa è all' opera fin dal
rinascimento e lo sarà finché il bisogno di cibo, di abiti e di un tetto sarà
predominante. Ma adesso che per vaste masse di persone questi bisogni non
sopraffanno più tutti gli altri essa non è più adeguata. Incomincia a rivelarsi
per quello che è in realtà - emotivamente superficiale, esteticamente insensata
e spiritualmente vuota."
( Robert M.Pirsig - "Lo Zen e l'arte della manutenzione
della motocicletta.")
"Ci si
odia a morte, è vero il focolare, ma nessuno protesta, perché è comunque meno
caro che andare a vivere in albergo."
( Céline -
"Viaggio al termine della notte" )
Esserci - Mettere l'anima nelle cose
"Non sopportavo la noia, poiché subito si volgeva in
angoscia; per questo (…), detestavo l'ozio; ma i lavori che paralizzavano il
mio corpo senza assorbire lo spirito mi lasciavano lo stesso vuoto".
(Simone De Beauvoir "Memorie di una ragazza perbene")
"Io non
ho personalità", mi dicevo tristemente. Ero curiosa di tutto, credevo
nell'assolutezza del vero, alla necessità della legge morale; i miei pensieri
si modellavano sul loro oggetto; se a volte uno di essi mi sorprendeva, voleva
dire che rifletteva qualcosa di sorprendente. Preferivo il meglio al bene, il
male al peggio, disprezzavo lo spregevole. Non scorgevo alcuna traccia della
mia soggettività. Mi ero voluta senza limiti ed ero informe come l'infinito.
(Simone De
Beauvoir "Memorie di una ragazza perbene")
"Intanto pensai al Grande Gatsby e divenni sicuro di me come
non ero mai stato: finché cessai di sentirmi. Sarei riuscito a fare molte cose
in modo diverso. Sarei diventato irriconoscibile."
(Peter Hanke "Breve lettera del lungo addio")
"Non mi
cercare, non sarebbe piacevole trovarmi"
(Peter Hanke
"Breve lettera del lungo addio")
A malapena alzai gli occhi, e così non vidi delle facce, solo
delle attività
(Peter Hanke "Breve lettera del lungo addio")
"La
conoscenza veramente allargante è quella che indugia presso il singolo fenomeno
finché, sotto l'insistenza, il suo isolamento di spezza"
(Theodor W. Adorno
"Minima Moralia" aforisma 46)
"Era tutt'orecchi, interamente immerso in ascolto, totalmente
vuoto, totalmente disposto ad assorbire; sentiva che ora aveva appreso tutta
l'arte dell'ascoltare."
(Hermann Hesse -
Siddharta)
"Si
limitava a vivere le cose con un massimo di naturalezza, contemplava ogni
esperienza spiegarne un'altra e un'altra spiegare la prima. Lasciava che le
esperienze gli si svolgessero davanti agli occhi senza intervenirvi, e così
anche le persone che viveva gli passavano davanti come in una danza. Non le
provocava, né le tirava fuori dalla ridda. Non voleva decifrare niente; era
sicuro che una cosa sarebbe risultata dall'altra. Mi sembra che anche tu lasci
che l'ambiente ti passi davanti in una danza. Ti fai mostrare delle esperienze,
invece di fartene coinvolgere. Ti comporti come se il mondo fosse un regalo,
espressamente dedicato a te. Stai a guardare cortesemente la graduale apertura
del pacco; intervenire sarebbe una scortesia. Lasci fare, e se qualcosa ti
capita la accetti con stupore. , ne ammiri l'aspetto enigmatico e lo paragoni
ad enigmi precedenti."
(Peter Hanke
"Breve lettera del lungo addio")
"Il solo antidoto all' estraniazione è l'estraneità"
(Theodor W. Adorno "Minima Moralia" aforisma 58)
"Ma la
soggettività pensante è proprio ciò che non si lascia inquadrare a priori nel
sistema eteronomo dei compiti stabilito dall'alto: essa è all'altezza di questo
sistema solo in quanto non gli appartiene, e perciò la sua esistenza è la premessa
di ogni verità oggettivamente valida. L'oggettività sovrana che sacrifica il
soggetto all'accertamento della verità, elimina, col soggetto, anche verità e
oggettività."
(Theodor W.
Adorno "Minima Moralia" aforisma 81)
"La sicurezza del suo scetticismo, quel suo ateismo
protervo, mi facevano tentennare, c'era troppa arroganza, occorreva escludere
troppo, negare troppo. Parlando con June, mi ritrovavo a pensarla come Bernard;
mi soffocavano le sue dichiarazioni di fede e provavo un certo fastidio di
fronte al tacito assunto di tutti i credenti che si ritengono giusti per il
solo fatto di credere ciò che credono, che reputano virtuosa la loro fede e
perciò biasimevole o, nella migliore delle ipotesi commiserando
l'incredulo."
(Ian Mc Ewan "Cani neri")
"Nella
fase in cui il soggetto capitola di fronte alla strapotenza estraniata delle
cose, la sua disposizione ad avvertire dovunque qualcosa di bello e di positivo
attesta una dimissione della facoltà critica e quindi della fantasia
interpretativa che è inseparabile da essa. Chi trova tutto bello è ora in
pericolo di non trovare nulla bello."
(Theodor W.
Adorno "Minima Moralia" aforisma 48)
"Fa parte del meccanismo della 'proiezione morbosa' che i detentori
del potere avvertano come uomo solo la propria immagine, anziché riflettere
l'umano proprio come il diverso".
(Theodor W. Adorno "Minima Moralia" aforisma 48)
"Alle
loro spalle, contro un cielo giallo-arancione, svettava il forno crematorio
come un lurido battello a vaporedall'unico fumaiolo. (…) Era come una stuoia,
un tappeto di vite umane. L'improbabile proporzione numerica, la semplicità delle
cifre in sé - decine e centinaia di migliaia, milioni - negavano alla mente una
partecipazione adeguata, una degna comprensione della sofferenza, e ci si
ritrovava insidiosamente trascinati nel presupposto ideologico del carnefice:
che la vita non vale niente, è solo ciarpame da ammassare a mucchi."
(Ian Mc Ewan
"Cani neri")
"Lei è all'orizzonte" dice Fernando Birri. "Mi
avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e
l'orizzonte si sposta dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la
raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a
camminare."
( Eduardo Galeano "Las palabras andantes. Parole in cammino )
"Ora,
pensò, poiché tutte queste cose effimere mi sono di nuovo sfuggite, ora eccomi
di nuovo alla bella stella, tale e quale come quand'ero bambino: nulla
posseggo, nulla so, nulla posso, nulla ho imparato.Meraviglioso ! Ora che non
son più giovane, che i miei capelli sono già mezzo grigi, che le forze mi
abbandonano, ora ricomincio da capo, dall'infanzia! Di nuovo dovette sorridere!
Strano destino, davvero! S'era messo a marciare a ritroso, e ora si trovava di
nuovo vuoto, nudo e sciocco nel mondo. Ma non poteva sentire amarezza per
questo, no, anzi, perfino una gran voglia di ridere, ridere di sé stesso, di
questo strano, pazzo mondo."
"Ho dovuto peccare per poter rivivere. Dove può ancora
condurmi il mio cammino? Stolto è questo cammino, va strisciando obliquamente,
forse va in cerchio. Ma vada come vuole, io son contento di seguirlo."
( Hermann Hesse -
Siddharta )
"- Hai
appreso anche tu quel segreto del fiume: che il tempo non esiste ?" Un
chiaro sorriso si diffuse sul volto di Vasudeva. "- Si Siddharta"
rispose. "- Ma è questo ciò che tu vuoi dire: che il fiume si trova
dovunque in ogni istante, alle sorgenti e alla foce, alla cascata, al
traghetto, alle rapide, nel mare, in montagna, dovunque in ogni istante, e che
per lui non vi è che presente, neanche l'ombra del passato, neanche l'ombra
dell'avvenire?" "- Si, questo" disse Siddharta. "- E quando
l'ebbi appreso, allora considerai la mia vita, e vidi che è anch'essa un fiume,
vidi che soltanto ombre, ma nulla di reale, separano il ragazzo Siddharta dall'uomo
Siddharta e dal vecchio Siddharta. Anche le precedenti incarnazioni di
Siddharta non furono un passato, e la sua morte e il suo ritorno a Brahma nn
sono un avvenire. Nulla fu, nulla sarà: tutto è. Tutto ha realtà e
presenza".Siddharta parlava con entusiasmo; questa rivelazione l'aveva
reso profondamente felice. Oh, non era forse il tempo la sostanza di ogni pena,
non era forse il tempo la sostanza di ogni tormentoe d'ogni paura, e non
sarebbe stato superato e soppresso tutto il male, tutto il dolore del mondo,
appena si fosse superato il tempo, appena si fosse trovato il modo di annullare
il pensiero del tempo ?"
( Hermann Hesse - Siddharta )
"Gilbert
Gosseyn, tu sei un uomo come tutti gli altri. La tua mente eccezionale è comune
a qualsiasi uomo normale. La tua ricerca dell'identità, al pari della tua
ricerca della natura dell'universo, non avrà mai fine. Dovrai trovare da solo
quanto tempo rimane. Puoi essere infinito se lo vuoi. Tu sei il più importante
margine dell'universo. Tu hai la capacità potenziale di controllare il processo
evolutivo. Non devi dipendere dagli altri per la ricerca delle risoluzioni ai
tuoi problemi. Non devi dipendere da una situazione futura. Tu devi agire D'ORA
IN AVANTI E PER SEMPRE per regolare il tuo sviluppo e quello del tuo ambiente.
Io posso
darti ora alcune tessere del mosaico affinché tu cominci a comporlo, ma esso è
in continua espansione e la tua conoscenza del noto relativamente all'ignoto
diminuirà continuamente se tu non continuerai a muoverti. Devi quindi muoverti
ad un ritmo accelerato perché il mosaico si espanda con un ritmo esponenziale.
La tessera più importante per te nella situazione attuale, Gilbert Gosseyn,
consiste nel comprendere la natura di A, ovvero degli elementi aristotelici
interni al tuo pensiero. Ecco perché l'accento posto da Marcuse sulla negazione
è di così vitale importanza. Gosseyn, qualsiasi tua azione rivela che tu vivi
quasi interamente immerso nel mondo aristotelico, anche se sei convinto del
contrario. E' un mondo di scarsità, di cultura spuria e di etica non
situazionale.
Tu cerchi
incessantemente al di fuori di te e aspiri a impadronirti delle leve del
potere, ma questi sono solamente miraggi. Per quante volte tu ti agiti, e
questo si verifica abbastanza raramente, girerai quasi sempre a vuoto. Tu sei
vivo solamente in modo intermittente e per periodi molto brevi, come lo
scienziato 'brillante' o l'artista 'innovatore' la cui attività creativa
rappresenta solamente una piccola parte della sua esistenza. Tu sei ora un io
diviso che vive in un mondo diviso. La tua mente è separata dal tuo corpo, la
scienza e l'arte sono tra loro separate dalla vita; il tuo io è separato dagli
altri, il passato dal presente, e entrambi dal futuro. Tu hai paura della
morte, del mutamento, della vita e degli altri tuoi simili. Odi te stesso e,
cosa ancor più grave, sei convinto di non poter far meglio e sei sicuro di
essere nel giusto.
Quando ti
trasferirai nel mondo di Null-A, Gilbert Gosseyn, imparerai a trasformare il
fallimento in successo, a realizzare l'altruismo attraverso l'egoismo, ad
allargare la tua consapevolezza per includervi più aspetti dell'universo e per
renderti conto dell'infinità del tempo. Apprenderai a sviluppare te stesso e il
tuo ambiente in conformità ai tuoi bisogni situazionali. Aumenterai
continuamente la tua espansione del tempo soggettivo e diverrai un esempio
vivente di rinascita dell'uomo del Rinascimento."
(J. Van Vogt - The World of Null-A)