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maggio 2002
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Chi raccoglie le firme? Chi
polemizza con gli anarchici? Chi distribuiva le pagine
utili nei camposanti, inseguiva le vecchiette con la
scusa di ricerche di mercato? Chi si spazza i piedi negli
zerbini del mercato europeo e dei suoi commercianti? Chi
veglia sul corteo? Chi si sente vuoto a maggio e lancia un messaggio
agli amici di lungo raggio? Perché è un duro lavoro, ma
qualcuno dovrà pur farlo.
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Tuesday, May 28, 2002
Amici di lungo raggioCapita
a volte di sentirsi un po' soli e un po' stanchi, a proposito o no. E
di aver voglia di sentirsi con qualcuno, niente di speciale da dire,
giusto sapere come va, perché sono mesi e anni che non ci si vede. Il
peggio è la lettura della posta – dopo la scrematura dalle mailing
list indesiderate, esaurienti rassegne stampa a cura di Lucania On
Line, il circolo Per La Pace di Rieti che invita tutti a una cena di
cinghiale giovedì, e uno di Catania che risponde a tutti che non è
questo il modo di usare una list, pofferbacco, e in più lui è
vegetariano. E poi, ovviamente, chi mi offre viagra e altri sistemi
per migliorare le mie prestazioni, perdere peso, rifarmi spuntare i
capelli, e quei due o tre virus al giorno senza i quali mi sentirei
snobbato. Se riesco a cancellare tutto questo senza restare
affascinato, troverò mail di clienti (prendere tempo, si può sempre
fingere un crash informatico o darsi per licenziato, ah già, ma io mi sono licenziato),
amici di corto raggio (quelli cioè che sì, ti vogliono bene, ma se
ti scrivono una mail è per un'incombenza tipo correggimi queste
cinque cartelle sulle aliquote del traffico speculativo), sconosciuti
che passano di qui e salutano (e senza impegno rispondo anche
volentieri) e poi, magari una volta a settimana, qualche amico di
lungo raggio. Quelli che se non scrivono ti senti solo, e se ti
scrivono ti senti in imbarazzo. Perché metà della posta che scrivo io consiste
probabilmente in scuse per i ritardi e per i pacchi. Ma le volte
in cui mi sento un po' solo e stanco è appunto perché ho quel paio
di ore per chiedermi: perché succede tutto questo? D'accordo, sono
disordinato. E ho troppe cose in ballo. Ma cambierà? Come fanno gli
altri? Ho il sospetto che si destreggino tra pacchi e ritardi
esattamente quanto me.
Wednesday, May 22, 2002
Nascita di un teppistati auguro un buon 18 maggio e la tua verve e livore usali per chi il potere ce l'ha davvero… (Colbi) Io sono generalmente considerato un ragazzo beneducato,
anche troppo nell'ambito noglobbal, dove infatti generalmente mi
chiamano borghese, boy scout, sbirro, nazista, stalinista, tornatene
in bocciofila, pompiere filo DS. diessino, sottospecie, surrogato,
candidato da circoscrizione, ecc. (tutti insulti documentati). Ma non
ci posso fare niente, è l'educazione che ho ricevuto, e che ogni
tanto salta fuori, a proposito o no. Per esempio, io sono contento che la manifestazione
di Modenaperta sia andata bene, senza (quasi) incidenti. Ma sono anche
contento che "l'associazione
tematica DS Viveresicuri" abbia fatto sparire in poche ore le
scritte sui muri dell'ospedale S. Agostino. Infatti, io non amo le
scritte sui muri, che trovo incivili, perché se tutti usassimo i muri
per scrivere quello che pensiamo sarebbe un bello schifo. Giusto per
rendersi conto di che razza di borghese sarei, in partenza. È uscita una settimana fa, a
pagina 15 della Gazzetta di Modena: il Consiglio Comunale di
Modena promuove la Tobin Tax. La notizia, cascata per caso nei giorni
in cui non si discuteva che di CPT, non mi ha stupito più di tanto,
ma, come dire mi ha un po' addolorato. Per essere onesti, infatti, avevo già
sentito dire che esisteva una bozza d'ordine del giorno sulla Tobin
Tax, stilata dai DS: e in quell'occasione, avevo anche trovato il modo
di accennare informalmente ad alcuni esponenti del consiglio comunale
che Attac, l'associazione che da
mesi organizzava la raccolta firme a livello nazionale, avrebbe ben
gradito un'offerta concreta. Raccogliere firme, infatti, è un'attività
dispendiosa, specie quando non si ha dietro un partito o un sindacato
o un editore miliardario. Volantini, manifesti, adesivi, moduli, ecc.:
tutte spese che l'associazione, appena nata, ha anticipato. I soci
hanno dato molto: la quota di tesseramento è aumentata del 50% in un
anno. E in tutti i banchetti non abbiamo chiesto solo delle firme, ma
anche un euro o due, per autofinanziarci. Svariate amministrazioni
comunali, provinciali (e almeno una regionale) hanno già approvato a
loro tempo e stanziato una somma, più o meno simbolica, più o meno
consistente. È un aiuto concreto, così come la Tobin Tax è una
proposta concreta. Questo ho cercato di spiegare, coi miei modi
forse un po' troppo educati. E che risposte ho avuto? Mah, vedremo,
riferirò, ecco, veramente, ecc.. Forse avrei dovuto usare più polso.
Forse avrei dovuto essere più insistente e meno remissivo. Fatto sta
che per un bel po' non si è sentito niente, fino appunto a una
settimana fa. Ora, io sono lieto che il Consiglio abbia
dibattuto e votato la Tobin Tax, ma mettetevi nei miei panni: Dedico
alla campagna parecchie ore, che sono costretto a sottrarre al sonno,
il che ha un effetto assai negativo sulla qualità della mia vita. E dopo tanta fatica,
immaginate che consolazione, sapere che Massimo Mezzetti ha tenuto una
concione sulla Tobin Tax in Consiglio Comunale, spiegando "che
applicando solo lo 0,1% alle diverse transazioni valutarie europee si
assicurerebbe un gettito di circa 30 miliardi di euro. Un fondo che
permetterebbe di aumentare le risorse per la cooperazione allo
sviluppo!" Invece, sapete quanto stanzierà il comune di Modena
per la Tobin Tax? Un bello zero. Non ci hanno nemmeno invitato
alla seduta consiliare! Temevano che saremmo arrivati con la ciotola
dell'elemosina? Sono andato alla riunione
e l'ho detto a tutti: bisogna fare qualcosa affinché si sappia,
chiaro e tondo, che il Consiglio Comunale di Modena, che si fa bello
col mio lavoro, anzi, col mio volontariato, è un grandissimo cafone. IL
CONSIGLIO COMUNALE è UN CAFONE. Per ora lo scrivo qua, e voglio vedere se quelli di viveresicuri vengono a cancellarlo, brutti sbirri stalinisti di merda, valà che ci aveva ragione Colbi, ci aveva.
Monday, May 20, 2002
Vuoto comeSe
poi mi chiedi adesso come va, beh, non male, solo mi sento un poco
vuoto.
Friday, May 17, 2002
Wednesday, May 15, 2002
Non gioco più(ma non me ne vado) La foto non è venuta bene, il ricordo invece è
limpido. A Ramallah, una dozzina di pacifisti seduti davanti a un
blindo e un carro armato. Ogni tanto un militare usciva e tirava un
fumogeno. I pacifisti si alzavano e lo evitavano, poi lo ricalciavano
verso i carri armati. (Un pacifista americano ne prese uno al volo). I pacifisti internazionali stavano
'combattendo' proprio per loro, per farli passare: eppure il loro
passaggio dissacrava tutta la battaglia. Sembravano voler dire, quei
passanti: "Vedete? La guerra esiste solo per chi la vuol fare.
Noi abbiam ben altro a cui pensare, andiamo a far la spesa, se
permettete". E per un attimo dobbiamo esserci sentiti tutti
patetici, laggiù, venuti da migliaia e migliaia di chilometri per
giocare alla guerra. Perché la sopravvivenza quotidiana dei
palestinesi è molto più eroica di qualsiasi scaramuccia a base di
bombette a gas. Giocare alla guerra è eccitante, non lo nego.
Però non è sempre la cosa giusta da fare. Per
seconda cosa, è un gioco non sempre controllabile. Quando sei davanti
al carro armato, non puoi sfilarti la pettorina e metterti in fila coi
passanti, come se niente fosse: sei nel gioco e devi giocare. C'è
invece chi non fa altro che alzare il cosiddetto livello dello
scontro, parlare di lotte, guerre e battaglie, e poi, alla prima
manganellata, grida "mortis!", e si blocca
scandalizzato. "Ehi, ma io stavo solo scherzando!". Troppo
tardi. (Quando ero bambino "mortis" era il grido
universale che chiedeva la sospensione momentanea del gioco, la morte
apparente, per verificare le regole, allo stesso modo in cui nel
basket il coach può chiedere "tempo". Da voi no?) Per
terza cosa, bisogna sempre ricordarsi che si sta giocando: che in
qualsiasi momento può passare di lì qualcuno che deve andare a fare
la spesa. E che fare la spesa, spesso, è qualcosa di più eroico di
giocare alla guerra. Il 18 maggio ci sarà questa manifestazione
a Modena contro il Centro di Permanenza Temporanea di Modena,
e mi dispiace.
Ma giocare
alla guerra è pericoloso. I commercianti non vogliono un corteo in
Centro Storico: cafonaggine a parte (mica è loro il Centro), sono
sicuri di quello che vogliono? Un corteo organizzato è anche una
garanzia per loro. Quel che rischiano, spostando il corteo organizzato
è di dover poi fare i conti con un altro… disorganizzato. Il Forum, invece,
probabilmente cambierà percorso. Non per sottostare ai diktat dei
commercianti, o della circoscrizione o di chiunque, ma per una
questione di opportunità. Non c'interessa giocare alla guerra contro
nessuno. Non c'interessa varcare l'ennesima zona rossa. La
rappresentazione dello scontro, la mitopoiesi, tutte queste cose,
c'interessano relativamente.
Sunday, May 12, 2002
Caro astensionista di sinistra,ciao,
ti ricordi di me? Caro
astensionista, Io sono una persona tutto sommato normale. Vivo una vita di compromessi, con le mie piccole frustrazioni e le mie piccole soddisfazioni. Cedo a ricatti almeno dieci volte al giorno. Se mi chiedono uno straordinario, per esempio, lo faccio. Se m'impongono una nuova tassa, la pago. Insomma, faccio buon viso a cattivo gioco. E mi chiedo cosa fai tu in simili situazioni. Tu non cedi mai? No, secondo me anche tu fai lo stesso. Tutta la tua invidiabile forza morale, la condensi in un solo giorno: il giorno delle elezioni. Quel giorno scopri improvvisamente di essere tutto d'un pezzo, di non poter cedere ai ricatti e ai compromessi. E allora fai vincere Berlusconi. Sì,
l'hai fatto vincere tu, ricordatelo. Perché quando ti vedo alle
manifestazioni e ai girotondi (confessalo che ti diverti un mondo a
urlare e a saltare e a tenerti per mano), ho come il sospetto che tu
te lo sia dimenticato. Ogni tanto, per esempio, scopri l'acqua calda:
ti accorgi che la Rai non è più libera: che sorpresa!, che la scuola
pubblica è destinata a diventare un ghetto, che vergogna! (e magari
qualche anno fa brontolavi per la riforma De Mauro). La polizia
sequestra e picchia i manifestanti: che scandalo! Insomma, in piazza
urli e strilli come un bambino, e intanto dimentichi il tuo passato
recente e le tue responsabilità: i sintomi della demenza senile ci
sono tutti. Caro astensionista, A
volte penso a Carlo Giuliani. Ecco, ci ho pensato a lungo e ho
concluso che probabilmente oggi Carlo Giuliani sarebbe vivo. Il che mi
rende la sua morte ancora più intollerabile. Hai ragione,
perché quel che accadde a Ventimiglia e Napoli era già vergognoso, e
prime delle scuse di Berlusconi dovremmo sentire quelle di Amato. Quello che ho capito è
che ogni giorno è buono per spingere, e che quel 13 maggio era
appunto un giorno come gli altri, bisognava spingere tutti assieme per
non cedere un po' di democrazia, ma tu non c'eri. Poi sei tornato con
più rabbia di prima, e tanta rabbia l'hai data anche a me, ma questo
non ti giustifica. Sono contento che sei tornato, e che ora spingiamo
assieme, e che a quanto pare siamo in tanti. Ma non dimentico di quel
giorno, e nemmeno tu dovresti.
Friday, May 10, 2002
Tante
cose potrei scrivere, ma scusatemi, preferisco rimetter su il pezzo
che ho scritto un
anno esatto fa:Anch'io ci provo con l'appello Caro astensionista di sinistra, No,
aspetta, ho sbagliato approccio. È la sinistra governativa, anzi,
questo ipocrita "centrosinistra", che deludendo i suoi
sostenitori ha la responsabilità di aver consegnato l'Italia alle
destre. Con i suoi proiettili all'uranio e la sua parità scolastica,
le sue riforme lente e mal congegnate e questa sacra religione
dell'Euro, che finora non ha cambiato la vita di nessuno. Va bene, va
bene, va bene, va bene. Perché discutere? Hai ragione tu. Caro astensionista: Caro
astensionista, io mi rivolgo a te. Tu che sei coraggioso, che non cedi
ai ricatti, che non rinneghi i tuoi ideali. Ti auguro di rimanere così
per sempre. Ti chiedo, però, anzi ti supplico, di venir meno alle tue
ferme convinzioni per un giorno solo, in tutta la tua vita. Domenica.
Vota Ulivo. Ti prego. Non cerco di convincerti. Cerco di commuoverti. Vedi,
se tu sei forte, io sono debole, e ho paura. Ho paura di cosa può
fare Berlusconi, indisturbato, in cinque anni. Ho paura di come potrà
conciare la scuola (non soltanto pubblica), l'assistenza sanitaria, la
giustizia, in breve l'intera società. Ho paura di svegliarmi, tra
breve, in un Paese dove sarò cittadino di serie B, condannato a
usufruire di servizi statali o parastatali di serie B e a inquadrarmi
nel target che una qualche tv commerciale avrà stabilito per me. (Non
è fantascienza, ma è più o meno l'Inghilterra).
Thursday, May 09, 2002
Lo zerbino del mondoOggi
è la festa dell’Europa, e lo sanno in pochi. Non è giusto. Per questo motivo mi dispiace
dover fare una critica ai commercianti del Centro Storico di Carpi,
che per la ricorrenza hanno addobbato i portici di bandierine. Tra
tanta indifferenza, loro almeno hanno fatto qualcosa, ed è ingiusto
prendersela proprio con loro. L’intenzione
è lodevole. Se il vessillo europeo è la nostra bandiera, è tempo di
iniziare a vederla in giro. Credo che la maggior parte dei cittadini
europei non sappiano nemmeno quante stelle formano la corona in campo
azzurro (dodici). Non lo sanno i professori e i giornalisti.
D’accordo, è un dettaglio, però ha la sua importanza. Se qualche
bandierina in giro per il centro ci può aiutare, tanto meglio. Da
un punto di vista legale, la bandiera europea ha pari dignità con
quella nazionale, e in tutti i luoghi pubblici i due vessilli
dovrebbero essere innalzati alla stessa altezza. Date un occhio in
giro e verificate se non è vero (qualche mese fa si è rassegnata
persino l’Accademia Militare di Modena). Perciò, capite, le
bandierine vanno benissimo, ma gli zerbini un po’ meno. Ho
ancora degli occhi immagini di repertorio sui terroristi islamici che
sfilano mascherati su un’enorme bandiera d’Israele, calpestandola.
Di solito le bandiere si calpestano in segno di spregio. Perfino noi
italiani, che siamo uno dei popoli meno fieri della nostra bandiera,
avremmo qualche imbarazzo a pulirci i piedi nel tricolore. E invece a
Carpi, per entrare in una tabaccheria in questi giorni di pioggia, ci
tocca strofinare le suole in una bandiera europea. Fate che non passi
di lì Carlo Azeglio in visita ufficiosa, sennò ci scatta un’accusa
di vilipendio, che lui ci tiene a queste cose, sia all'Europa che alle
bandiere. Interessante, come lapsus, no? Indignazione a parte, come va interpretato? Un’ipotesi: l’Europa non fa paura a nessuno. Non fa paura a Sharon, che non si scomoda nemmeno a ricevere Solana (e questo è negativo), ma non fa paura nemmeno ai suoi cittadini, che la subiscono con tranquillità, come parte integrante del loro paesaggio simbolico. La bandiera europea ha già perso qualsiasi magniloquenza, è già diventata un oggetto di uso comune. Gli europei, distratti senz’altro, ma educati, ci si puliscono i piedi. Alla spartizione del mondo parteciperanno con scarsa convinzione, con scarsi risultati, ma con modi distinti e i vestiti in ordine, scarpe comprese.
Sunday, May 05, 2002
Nel segreto dell'urna dio ti vede, ma Colby?
![]() Ciao Colby.
Una premessa: io non ce l'ho con te. Né da un punto di vista
politico, né umano. Quando ho letto sulla Gazzetta di Modena che gli
anarchici col loro presidio davanti al CPT avevano
"spronato" il Modena Social Forum, non mi sono incazzato: ho
trovato la cosa divertente. Il MSF è il luogo di incontro di varie
associazioni e gruppi di lavoro. Alcuni di questi gruppi lavorano
autonomamente sul problema del Centro di Permanenza Temporanea di
Modena da mesi, per non dire da anni. Negli ultimi tempi il CPT ha
quasi monopolizzato l'attenzione del Forum. Aprire il giornale e
leggere che sono stati gli anarchici a portare l'attenzione del Forum
sui CPT mi sembrava, come minimo, una provocazione. Oddio, non una
grande provocazione. Una frecciatina, ecco. Che non meritava
certamente una polemica, ma al massimo una bonaria presa per il c u l
o. L'articoletto che ho scritto il primo maggio, e che ti ha
fatto tanto incazzare, era solo questo: una presa per il c u l o.
Pensavo fosse bonaria, ma forse hai ragione se l'hai trovata livida.
Del resto, dipende tutto da una cosa: ma tu, quell'affermazione, l'hai
detta davvero o te l'ha scritta il giornalista? ma passare alla
derisione individuale è un'operazione tipica degli stalinisti che
evitano di entrare nei contenuti e si protendono a dimostrare che i
loro interlocutori non hanno dignità. La derisione che simpaticamente
cerchi di farmi mettendo per ben 7 volte il mio nome nello stesso
articolo assomiglia molto a quelle naziste sui negozi degli ebrei No,
io non credo che c'entri nulla coi nazisti e con gli ebrei. Certo, se
la tua individualità rilascia un'intervista, io me la prendo con la
tua individualità, con chi dovrei prendermela? detto questo
è vero o no che all'interno del msf c'è un dibattito sulla
violenza/nonviolenza? Sì, questo dibattito c'è ed è una
palla assurda, una vera perdita di tempo, visto che nessuno nel MSF si
è mai dichiarato violento. In realtà è un dibattito tra nonviolenti
e ancoramenoviolenti, una zuffa tra gatti castrati, una pena. Le sere
in cui scoppia questo dibattito io di solito mi addormento. Di solito
esso verte su questo interrogativo: ma a Genova era giusto prenderle?
Giusto o no, le abbiamo prese, e ce le teniamo. A onor del vero le
avremmo prese anche se fossimo stati un po' meno nonviolenti. Ad ogni
modo neanche tu, come individualità, mi sembri così violento. Perciò
qual è il problema? è vero o no che nel msf non tutti sono
daccordo con l'azione compiuta dal bsf contro il cpt di bologna? Sì,
alcuni non sono d'accordo, ma io non sono tra questi. Hanno fatto bene
a svitare i rubinetti, però non credo che Vasco Errani abbia deciso
di non aprire il CPT solo grazie alla loro eroica azione. D'altro
canto il problema non è essere o non essere d'accordo con Bologna: il
problema è: ci sentiamo di fare la stessa cosa a Modena? Tu te la
senti? Io no. Ci vorrebbe uno sprone. è vero o no che c'era
esitazione nel fare o no un corteo a modena e che prima si volevano
garanzie che tutto fosse pacifico Il corteo a Modena dev'essere
pacifico. Nessuno ha mai detto il contrario. Neanche tu! Anche tu
organizzi cortei pacifici! E allora che problema c'è se qualcuno
chiede delle garanzie? Se voglio portare i miei figli in corteo magari
prima chiedo delle garanzie. È naturale, perché tutti i giorni la tv
mostra gente menata alle manifestazioni. (Purtroppo di solito a menare
è la polizia e il Forum non può garantire per loro…) è
vero o no che alle riunioni del msf si presentano ogni tanto dei
"pompieri" filo ds che cercano di smorzare le lotte? Ma
quali lotte? Il MSF è un ambiente piuttosto tranquillo, ci sono tante
mamme e anche qualche chierichetto. È curioso, perfino divertente.
Poi, cosa vuoi, i diessini hanno il diritto di venire come chiunque
altro, e di smorzare come chiunque altro. Basta che non prevarichino
– per dire, se un diessino rilasciasse un'intervista in cui sostiene
di aver spronato il forum, io un po' m'incazzerei. il 5
aprile siamo usciti in città con il volantino che annunciava il
nostro corteo del primo maggio con tema la solidarietà
internazionalista a tutti i migranti, abbiamo fatto girare il
volantino cercando contatti e adesioni e abbiamo trovato molto
interesse da parte di individualità del msf e di attac (non ti faccio
i nomi perchè potresti da bravo stalinista chiederne l'espulsione o
deriderli in qualche stupido scritto), So benissimo, da
bravo stalinista, chi sono le individualità di attac che hanno
aderito, e le derido tutti le volte che le incontro. Ma ci vogliamo
bene… Forse, indirettamente, "spronato" può
essere un'opzione di reciprocità, noi abbiamo spronato voi e voi
avete spronato noi; io direi la seconda… o gli anarchici ti fanno schifo, o volevi avere il copyright del primo corteo? Guarda che il corteo potevamo farlo assieme. Gli
anarchici mi stanno simpatici, sono carini quando s'incazzano. Però
non credo che avremmo potuto sfilare assieme: non il primo maggio. Il
vostro corteo del primo maggio era un corteo anarchico a cui
partecipavano gruppi di tutta la regione. Il Forum di Modena ha tante
identità, ma quasi tutte non sono anarchiche. Sfilare assieme non
sarebbe stato giusto né per noi né per voi. Non ho capito
il perchè del tuo intervento e vorrei sapere se è roba tua o qualche
ds te lo ha chiesto (ironia o no decidi tu) o lo hai concepito tu
sapendo che tra qualche anno i ds ti offriranno un posto? Non
credo che basti prenderti per il c u l o per ottenere un posto nei
diesse, però vediamo. Facciamo questa scommessa: il giorno in cui io
mi candiderò nei ds, tu voterai per me. Potrei stancarti se ti elencassi le denunce le intimidazioni le multe i pignoramenti ecc che ho ricevuto in questi anni dai tuoi compagni che probabilmente hai votato… Mi
dispiace, ma non ho votato diesse. Tra l'altro tu sei stato
perseguitato dall'amministrazione di Modena, e io a Modena non voto
nemmeno. Ecco, su questo hai perfettamente
ragione. Nella mia dabbenaggine non avevo immaginato che i giornalisti
del Carlino si mettessero a studiare Molilli.
Ho fatto un errore, chiedo scusa e spero di non ripeterlo. i tuoi riferimenti storici mi disturbano enormemente Ma li ho fatti apposta… tu comunque mi hai dato del nazista e dello stalinista, per cui direi che siamo pari. ti auguro un buon 18 maggio e la tua verve e livore usali per chi il potere ce l'ha davvero e te lo fa ciucciare fino in fondo. Hai ragione, non ha molto senso prendersi per il c u l o tra noi poveri cristi. D'ora in poi mirerò più in alto. E grazie per gli auguri, il 18 ne abbiamo tutti bisogno. Spero che ci siate anche voi e che ci siamo altre occasioni per sfotterci a vicenda. Che è sempore meglio che ignorarsi.
Friday, May 03, 2002
"E poi cosa devo
dirti".
"Mah, che mi vuoi bene". "Ma questo potrebbe essere usato contro di me". "Ah già". Avevi
fame e ti ho offerto la pizza E so di non essere il passatempo migliore in circolazione, tuttavia: Avevo
fame, e tu avevi da fare Poi mi chiedi cosa c'è, ma non c'è niente
Thursday, May 02, 2002
Lavori duri (ma qualcuno deve pure farli?)Continua da ieri una carrellata sui lavori più squallidi della mia vita: ...Quest'impressione
mi sembrò confermata quando nel 2000 svolsi un'indagine di mercato sui romanzi rosa,
sempre per Berlusconi (coincidenza a cui faccio caso solo in questo
momento. Che cosa significherà mai? Che Berlusconi de-nobilita
l'uomo?) "Oh, proprio no. Non ne ho mai letto
uno, e adesso scappo indignata". A cosa mi è servita
quest'esperienza, oltre che a farmi conoscere e odiare da tutti gli
edicolanti del mio Centro Storico? A imparare come funzionano le
indagini di mercato. E se un giorno, per una serie di circostanze che
non riesco ora neanche a immaginare, sederò al tavolo di qualche
opulento Consiglio di Amministrazione, nel momento in cui qualche
giovinastro col pizzetto, fresco di Bocconi, tirerà fuori due lucidi
e pretenderà di spiegare a me e ai miei colleghi che, "in base
alle più recenti indagini di mercato…", io sputerò il mio
Avana e proromperò in una fragorosa risata: "Har, har, har!"
(quand'ero bambino era la risata di Gambadilegno). "Cosa c'è
di divertente?" Per quest'anno
basta. Se vi siete divertiti l'anno prossimo magari vi racconterò
delle mie esperienze di sbobinatore di convegni di confartigiani dislessici in Sardegna (i
confartigiani padani vanno in Sardegna a convenire, si rilassano,
ballano il liscio, brindano col mirto e poi afferrano il microfono e
fanno orrido scempio di sintassi e ortografia. Per trascrivere i loro
pensieri devi affidarti alla parapsicologia, o provare a riavvolgere
il nastro all'incontrario: il che ti consente magari di scoprire un
complotto satanico dei confartigiani per impadronirsi del mondo), animatore sociale in un quartiere francese a maggioranza islamica, archiviatore di biblioteche in disuso
(un lavoro tranquillo, ma se siete allergici alla polvere?) o simulatore di casa editrice ("allora,
tu stai qui, questa è la posta elettronica, questo è il telefono,
non puoi chiamare, solo rispondere, se ti chiama qualcuno che rivuole
il suo manoscritto devi prender tempo, inventati una scusa, fa finta
di niente"). Fermo restando che il peggior lavoro – da non consigliare al peggior nemico -– resta sempre quello: accompagnatore di comitive di minorenni in gita. Lavori 24 ore al giorno (non retribuite) con la prospettiva di andare in galera per negligenza od omicidio colposo. A proposito, lunedì sono via, torno martedì. Fatemi gli auguri. Trovatemi un avvocato.
Wednesday, May 01, 2002
Di
tutti i lavori che ho fatto nella mia lunga, ormai, ma non
particolarmente laboriosa vita, vorrei oggi ricordare i più assurdi e
i peggio pagati, tra cui:1997: Distributore di Pagine Utili nella Bassa Modenese Nella Bassa,
all'incrocio di lunghe strade che conducono a città lontane (Bologna,
Modena, Ferrara), c'è un paese che dovrebbe chiamare nome: si chiama
Camposanto. Non che non sia, a suo modo, un nome appropriato: e se
Pupi Avati non sa dove ambientare il suo prossimo thriller, un'idea io
ce l'avrei. Negli anni '60 intorno al minuscolo Centro Storico sorse
una cintura di casette-con-cortile, quell'edilizia padana un po'
triste ma cento volte meglio del postmoderno colonico d'oggigiorno.
Beh, nessuno lo sa, ma la maggior parte di quelle case è disabitata.
Se suoni, non risponde nessuno. Se suoni un'altra volta, si apre la
tapparella del vicino che, come la Fata Turchina, si affaccia e
risponde: "In
quella casa non c'è nessuno: sono tutti morti". I
morti (o signori che "è da tanto che sono all'ospedale, e il
figlio è andato a stare a Bologna") sono per loro natura
diffidenti, e nel 1997 le Pagine Utili erano una novità anche per i
vivi. Non volevano comprare niente. Ah, ma io non vendevo niente: io
regalavo. Non volevano niente lo stesso. Neanche per pietà di un
povero laureando che si passa l'agosto in casa? No. Oltre a essere un paese
fantasma, Camposanto è anche straordinariamente sparso. Gli
abitanti/morenti prosperano su una lingua di terreno che si allunga
per dieci chilometri fino a un altro toponimo lugubre, Finale
dell'Emilia. Per bussare di casa in casa (di tomba in tomba) è
indispensabile automunirsi. Riuscite a immaginarvi qualcosa di più
afoso dell'abitacolo di un auto d'agosto in pianura? Ah, la nostalgia
per quel puzzo di sudore misto alla carta fresca delle tonnellate di
carta che andavo a caricare a Modena. Mi ricordo
esattamente di un momento in cui sedevo, afflitto sulla via per
Albareto – aspettavo un familiare che mi venisse a prendermi,
esausto, contemplare tutta quella sfiga e constatare quanta strada
stava ancora tra me e un'anche misera indipendenza economica. Non sono
fatalista, al contrario, ma tanto accanimento del Destino nei miei
confronti in quell'occasione mi sembrò significare qualcosa. Forse,
semplicemente, Non Ero Nato Per Lavorare. La cosa m'intristiva. La
Repubblica, dunque, non era fondata su di me? Non mi restava che scrivere
romanzi? Che fine meschina. Quest'impressione sembrò confermata quando nel 2000 feci un'indagine di mercato sui romanzi rosa, (continua domani...)
Monday, April 29, 2002
La strategia del pomodoro (2)
(Continua da ieri).Riassunto della puntata
precedente: per una serie di complicate circostanze il nostro
eroe si è ritrovato in giacca e cravatta a una manifestazione di
facinorosi, davanti a un insolito dispiego di Forze dell'Ordine, con
un vistoso secchio di conserva di pomodoro in mano. Riuscirà anche
stavolta a cavarsela senza macchiarsi la fedina di pomodoro, o di
ridicolo? In cima al corteo i percussionisti sono già
partiti – facendosi strada tra due ali di agenti in giacca blu.
Hanno il manganello e il basco. È difficile spiegarlo, ma quelli col
basco mi fanno più paura. Col casco almeno non puoi guardarli negli
occhi. "Ahem… ragazzi, il
prof non c'è oggi e… neanche domani". Sarebbe
anche un bel corteo. I ragazzi del teatro
dell'oppresso bloccano il traffico vestiti da militari
israeliani, sono di un realismo straniante. È scesa gente fin da
Bologna, compreso Cesare, una signore di settant'anni che in Palestina
mi spiegava come dispormi davanti a un carrarmato (che la polizia sia
venuta per lui?) E poi c'è
tutta questa polizia, che non finisce mai (scompare solo nel momento
in cui il corteo passa di fianco al banchetto dei giovani di Alleanza
Nazionale). Si sente nell'aria un odore di pizza? È il pomodoro che
mi scotta nelle mani. In definitiva, la strategia del pomodoro sembra esser piaciuta a tutti, per cui non posso escludere che la ripeteremo. Nel caso, vi manderò una mail, raccomandando secchi e spazzettone e soprattutto la giacca e la cravatta. La mia? No, la mia è in lavanderia. Sarà pronta tra qualche mese, sì… forse l'anno prossimo. Il sangue, sapete, è una brutta bestia da tirar via. Anche quando è pomodoro.
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