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Che cos’è l’aikido

"L'Aikido è una strada larga senza fine, più avanzate più vedrete davanti a voi...". M. Ueshiba

 

E’ difficile da spiegare. La prima cosa che viene da dire è che si tratti di un’arte marziale. In effetti si può pensare così, e alcuni effettivamente praticano in questa maniera. Non so però se è il migliore tipo di pratica e se è un tipo di allenamento che possa durare a lungo. A volte mi è capitato di pensare che l’aikido derivi dalle arti marziali così come l’uomo si dice discenda dalle scimmie.

In effetti parrebbe che il termine ‘arte marziale’ traduca indifferentemente due distinti termini giapponesi: "Bujutsu" e "Budo".

Il Bujutsu è l’insieme di scuole classiche (Ryu) che studiavano nella maggior parte dei casi un sistema completo di combattimento che comprendeva il maneggio della spada, la lotta a mani nude ecc. ... La chiave di volta di questo sistema era la strategia (Heïhojutsu), considerata l’arte ultima della guerra. Al contrario il Budo, che significa Via del guerriero, a differenza dell’arte della guerra, pone immediatamente la Via come scopo e pratica, ossia trascendere la condizione umana percorrendo la Via del guerriero. La strategia diventa un mezzo per annientare l’ego e permettere all’uomo di trasformarsi nella Via stessa e di essere uno con il Cosmo.

La parola giapponese " Budo " è costituita da due ideogrammi: BU e DO, dove il primo avrebbe il significato di "arrestare le lance", che potremmo interpretare come "soppressione della violenza" mentre il secondo invece significa "la via". Nel complesso Budo starebbe a significare quindi: "la via della soppressione della violenza". Paradossalmente piuttosto che un’arte della guerra dovrebbe essere intesa come un’arte della pace o ancora meglio l’arte che serve a combattere la guerra.

Il Budo si basa quindi su un principio di un'armoniosa coesistenza ed è un mezzo per sedare e prevenire i conflitti.

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D’altro canto per conoscere effettivamente alcune cose bisogna praticarle; diceva Algazello, il maggiore teologo dell’Islam appartenente al gruppo dei Sufi: "Sappi che ad alcune delle domande che mi hai posto non si può dar adeguata risposta per scritto o a voce. Se raggiungi quello stato (di esaltazione), saprai cosa esso è; altrimenti averne nozione è impossibile, perché si tratta d'una di quelle cose che si devono gustare. Tutto ciò che appartiene al dominio del gusto non si può descrivere bene a parole; ad esempio, la dolcezza di ciò che è dolce e l'amarezza di ciò che è amaro non si possono conoscere che mediante il gusto. Si racconta che un impotente scrisse ad un amico chiedendo di spiegargli come fosse il piacere dell'amplesso. E quegli così gli rispose: " Mio caro, ti credevo soltanto un impotente; ora so che sei impotente e sciocco, perché quello è uno dei piaceri che si gustano. Se lo provi, lo conosci; altrimenti la sua descrizione a parole o per iscritto non riesce adeguata "". (Al-Ghazali, O figlio!, in Scritti scelti, Utet).

Ben si giustifica allora il detto di qualcuno che alla domanda "che cos’è l’Aikido?" si può rispondere solamente "praticate! praticate ancora!" . A pensarci bene può essere la sola vera risposta.

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Infine se è vero che la fonte dello zen rimane la pratica: "la Via non deve essere cercata, ma praticata".

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