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  vocenarrante
 
siamo vortici di luce...
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[17.12.02] Stamane ero ingrigito, ora sto molto meglio e sicuramente il giro che mi sono fatto da Valeria (lei e Maria a occuparsi di me, poi io e Valeria su Maria - sembra la descrizione di una gang bang, ma da certi punti di vista è molto di più) ha contribuito a farmi fare qualche altro passo.

[nota: "giro" qui sta per procedura, anzi serie di procedure, quelle cose difficili da spiegare eppure così semplici da fare, simili alle pratiche reiki per molti versi, in cui le essenze interagiscono grazie a scambi energetici guidati dalle mani che si muovono in aria]


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[4.12.02] Sono stato da V. e abbiamo fatto una seduta definita "grandiosa", lavorando sul giovane F. che alla fine si sentiva "riconnesso" e "di nuovo tra i beati". Prima che si stendesse sul lettino, abbiamo parlato e seguito la scrittura di V., che ci ha invitato a condividere varie letture. Alcune sono state tratte da un libro che avevo per caso con me: Così parlò Zarathustra, di Friedrich Nietzsche. Come al solito, constatavamo che le parole nelle pagine indicate si attagliavano precisamente alla situazione di cui stavamo discorrendo, illuminando alcuni aspetti evolutivi che ciascuno di noi si trova ad affrontare.
Il brano che è stato letto e riletto conteneva questo monito: non gettar via l'eroe nella tua anima! Considera sacra la tua speranza più alta!


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Era il 22 novembre del 2001, giovedì, santa Cecilia protettrice del canto, quando andai per la prima volta da V. previo appuntamento preso per me dalla principessa radiosa. Arrivai là sereno, aperto e curioso in giusta misura. Sapevo che faceva "scrittura automatica" e volevo ascoltare. Mi chiese per quale motivo fossi lì e risposi: "Perché penso che questa esperienza possa aiutarmi a crescere". I successivi sviluppi mi avrebbero dato ragione.
Quel giorno, dunque, una volta che mi fui accomodato su una sedia di fronte al suo scrittoio, V. cominciò a scrivere:
Consideriamo questo tuo passo molto decisivo e ti riconosciamo la qualità di un'essenza che si sta condonando alla luce ti consideriamo attivo e sommamente presente a te stesso per cui la p. 149 del g.d.l. ti si addice.
Lessi dunque quel brano del Manuale del guerriero della luce di Paulo Coelho:
"Dai allo sciocco mille intelligenze, ed egli non vorrà null'altro se non la tua," dice il proverbio arabo. Quando il guerriero della luce comincia a piantare il suo giardino, nota che il vicino lo spia. A costui piace dare consigli su come seminare le azioni, raccogliere i pensieri, irrigare le conquiste.
Se il guerriero presterà ascolto a ciò che l'uomo sta dicendo, finirà per fare un lavoro che non gli appartiene: il giardino a cui si sta dedicando deriverà da un'idea del vicino.
Ma un vero guerriero della luce sa che ogni giardino ha i propri misteri, che solo la mano paziente del giardiniere è capace di decifrare. Perciò preferisce concentrarsi sul sole, sulla pioggia, sulle stagioni. Sa che lo sciocco che dà consigli sul giardino altrui non sta badando alle proprie piante.

Era lampante l'invito ad ascoltare me stesso senza seguire necessariamente le orme altrui. Riprese a scrivere:
Come vedi è chiaramente consentito il consenso a questioni superiori e ora la p. 119 dell'I Ching
Era una pagina in cui tra altre cose si parlava della potenza della musica e del valore terapeutico del canto (che avrei sperimentato quella sera stessa).
Di nuovo la penna di V.:
Compreso!!! Ora ti consigliamo di andare sul lettino poiché ne parlerete dopo di ciò che è un'esperienza del sé ma se vuoi dire qualcosa prima parla
Se non ricordo male dissi che quando avevo preso l'appuntamento pensavo di non avere alcun problema e invece da qualche giorno mi sentivo il cuore pesante (causa un distacco sentimentale cui non mi volevo rassegnare - di cui forse nel profondo non mi sono ancora fatto una ragione).
Detto questo vai.
Mi tolsi le scarpe, chiesi se dovevo togliermi anche il maglione, ma mi rispose che spesso sul lettino capitava di avere freddo perché durante le sedute "si va su ".
Ovunque mi trovi, ho facilità al rilassamento e nemmeno quella volta feci eccezione. Non mi parve di avvertire sensazioni eccezionali una volta chiusi gli occhi, benché mi sembrasse di vedere una sorta di cerchio di fuoco attraverso il quale sarei dovuto passare. Però effettivamente sentivo la "presenza" di V. che si spostava mentre le sue mani si muovevano in aria intorno a me.
Alla fine mi disse di avere compiuto un lavoro di connessione tra la mia parte maschile e quella femminile (Yang e Yin, destra e sinistra) che risultavano completamente separate, spaccandomi in due verticalmente.
Tornammo alla scrivania e lei scrisse:
Commentiamo la seduta dicendo che è stato fatto un lavoro di connessivo consenso alla riconosciuta espansione e che nei prossimi giorni ti renderai conto del senso di benessere che può dare un conduzionale corretto assetto di un sistema che si è unito allo stesso modo di un esempio di cui parleremo in altro momento ti salutiamo e sappi che ti renderai libero.


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[2.10.02] Oggi sono tornato da V. (che era reduce da un viaggio importante in tutti i sensi). Dopo un po' di attesa, ho scambiato alcune chiacchiere interessanti e utili con la dolce F., toccando anche la modalità espressiva di queste pagine, delle quali avevo lasciato una copia a disposizione di chi viene e chi va. Poi mi sono affidato a V. e lei si è occupata di me (della mia essenza), con grandi risultati in termini di connessione tra le mie parti "maschile" e "femminile", ma anche di commovente apertura interiore e leggerezza. Senza lobotomizzazione, visto che i sentimenti e le malinconie persistono con grandissima forza: una presenza imperitura, credo (e un po' temo). Comunque godo in una sorta di levità consapevole.


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Il 18 settembre 2002 avevo portato da V. le pagine di vocenarrante e le avevamo lette insieme, cioè avevo letto qualche brano ad alta voce agli astanti, contrappuntisticamente alternato alle letture "guidate", cioè suggerite dalla scrittura automatica. Molti i complimenti ricevuti, importanti le conferme sulla scrittura ispirata (un passo verso la scrittura guidata?). Poi avevo partecipato a tre sedute: su una ragazzina e due signore. A "procedere" (per "procedura" intendo "muovere le mani in aria per agire o interagire sulle energie o sull'essenza") eravamo io e P., conosciuta lì (decisamente una bella scoperta). In estrema sintesi: grandi scambi energetici, calore avvertito a distanza di metri, scioglimento di rigidità presso le signore... Alla fine mi sono "guadagnato" la possibilità di sdraiarmi a mia volta sul lettino e ne sono uscito con l'anima coccolata.


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La telepatia, intesa nel senso etimologico del "sentire a distanza", non è poi tanto straordinario come fenomeno se lo pensiamo in termini di onde energetiche che emaniamo in continuazione, ma che probabilmente si sentiranno di più quando le concentriamo verso uno specifico destinatario e si amplificheranno o addirittura entreranno in risonanza in caso di contemporanea emissione (come spesso succede tra persone affettivamente vicine).
A proposito di onde, l'odio può essere descritto come un'enorme sinusoide che una volta partita rimbalza pesantemente, fa il giro della Terra e ci ripiomba addosso, e l'amore come un'onda sottile ma persistente e in grado di arrivare ovunque, di toccare chiunque e di beneficiare sia il destinatario sia chi la emette.


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Muovere le mani in aria... momenti in cui s’intuisce che cosa significa quando “essere” è già “fare”.


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26.7.02, nella seduta da V. sono stato dolcemente investito da molte onde potenti ed emozionanti, come potenti ed emozionanti sono state le parole canalizzate da V.: prima mi comunicavano l'affiancamento di un nuovo angelo custode in aggiunta a chi già amorevolmente si occupava di me ("è stato allineato a voi un nuovo collaboratore"), poi mi invitavano esplicitamente a cimentarmi con la scrittura guidata ("ti diciamo di cominciare a collegarti con il tuo nuovo compagno con la scrittura che si rivelerà molto conduttrice di informazioni importanti che ognuno riceverà separatamente ma che avranno molta importanza nella rilettura comune").


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L'altro ieri (il 10/7/02) sono andato a fare una procedura a casa di una signora. Mi conosce da anni, ma questo mio approfondimento spirituale la stupisce almeno quanto ha stupito me. Comunque ho constatato che è molto aperta anche a cose non facilmente spiegabili come queste. La seduta è stata decisamente utile e incoraggiante anche per me: si sono resi visibili risultati fisici immediati (notevole decongestionamento di una caviglia gonfia, arrossata e addirittura annerita in alcuni punti), ma sono stati riscontrati anche altri effetti. Dopo la seduta, durante la quale per un po' lei si è addormentata, abbiamo chiacchierato tranquillamente: lei mi ha parlato di blocchi e sblocchi della circolazione sanguigna, il che corrisponde a quanto da me avvertito a livello energetico e a quanto ho intuito o desunto riguardo all'aspetto psicologico. Le ho comunicato le mie impressioni e confido che le considerazioni espresse le serviranno come ausilio per avviare un suo processo che la porterà a stare complessivamente meglio.
E tutto questo semplicemente lasciando che le mani si muovano in aria? Sì.


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Alle volte ho la percezione che il tempo sia fittizio, anzi, ancora più sconvolgente: che la successione cronologica degli eventi non sia necessariamente fondante per quanto riguarda la conoscenza e che questa possa vagare e debba saltabeccare per unirsi alla verità.


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Nella seduta del 13 dicembre 2001 (santa Lucia, metafora di illuminazione e nome a me caro), dopo essere stato sul lettino, dissi a V. che sentivo le mani pesanti e lei mi fece mettere a pancia in giù. Dopo qualche movimento in aria, mi toccò entrambi i palmi con la punta delle dita. Alla successiva richiesta di spiegazioni mi rispose: "Ti ho restituito qualcosa che ti apparteneva". Mormorò qualcosa, poi scrisse: "Come vedrai sarà semplice unire le mani e lasciarle andare ora". Sul momento non capii molto bene, ma pochi giorni fa ho avuto conferma che le parole mormorate erano: "Vieni, Esseno". Incoraggiato una volta di più, continuo a muovere le mani in aria su chi potrebbe averne bisogno ogni volta che si presenta un'occasione, esponendomi ai giudizi o al possibile scetticismo altrui senza che questo riesca a bloccarmi. Ed è sempre più facile abbandonarsi a ciò che essere deve.


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31 maggio 2002: ieri sono stato da V., e dopo lunghi e duri discorsi di stampo psicanalitico e qualche lettura illuminante, ho fatto io una doppia seduta a lei, molto intensa a livello spirituale nella prima parte (ho avvertito la sua essenza librarsi un metro sopra il suo corpo) e a livello fisico nella seconda (quando si è messa bocconi sul lettino e anche a 20 cm di distanza sentivo quasi bruciare mano e braccio per la sua emanazione sessuale di Donna - e lei alla fine aveva le gambe stanche "come dopo aver fatto l'amore"). Poi L. si è occupata di me, e dal lettino sono stato gratificato di un vero e proprio bagno di vibrazioni d'amore essenziale o spirituale che dir si voglia. Sono tornato a casa alle 21 (il mio appuntamento era alle 17). Un pomeriggio portentoso, visto che ero andato lì pieno di dubbi, tra confusione e frustrazione, e ne sono uscito rigenerato, anche per le piacevoli chiacchiere scambiate dapprima con L. e poi con altre persone che ho reincontrato (tra di loro I., quella che il 20 dicembre faceva le carte di luce zen: ovviamente mi ricordavo il koan che mi aveva fatto pescare, ma non sospettavo che avesse un paio di tette come quelle che le straripavano sotto alla maglietta).


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Le altalene emotive ricominciano a oscillare dentro e fuori di me. Il potere personale è sempre più pieno e la pienezza dell’essere è bella. La malinconia attizza in parte la spiritualità, non intesa in senso dicotomico, ma a completare l’interezza della mia persona. Le donne, miei specchi, alimentano in me reazioni nucleari, generando nuove molecole multidimensionali, apprezzabili in tutti i loro aspetti e affascinanti per tutte le loro sfaccettature. Trovare questa pietra poliedrica non fuori di me, bensì al centro del mio essere, in collegamento brillante e di risposta al luccichìo trasparente del sé superiore mi permetterà forse di essere uno con tutte e uno con una sola da me scelta, anzi a me chiamata dal risuonare delle vibrazioni profonde e superiori?


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Il 12 aprile 2002 è stata una giornata memorabile. Sette ore e mezza da V. e una serie di esperienze euforicamente sconvolgenti senza mai andare sul lettino.
In mattinata vengo invitato a partecipare a una seduta mettendo le mani su una donna che se ne stava sotto una coperta, terrena come l'Africa e a me sconosciuta quanto l'immenso continente. Alla fine mi fa i complimenti: "Hai una bella energia". Dal canto mio, avverto un duplice senso di unità: con me stesso e tra me stesso e il resto dell'universo. L'energia si muove specialmente in zona pelvica, con pulsioni che denotano il risvegliarsi della mia parte femminile.
Passiamo poi il tempo in sei persone, equamente divise per genere sessuale, mangiando parlando leggendo e scavando gli uni negli altri, con serenità e allegra dolcezza.
Dopo varie considerazioni, scoperte e intuizioni, io e A. veniamo designati per occuparci di S., che lamentava mal di schiena e si sentiva a pezzi. La seduta è meravigliosamente benefica per tutti e tre e la condivisione successiva è strabiliante nel confermare che le cose vissute e provocate semplicemente muovendo le mani in aria sono successe veramente. Tra le altre cose, S. si è sentita cullare dai piedi (vicino ai quali ondeggiavo con le mani); ha avvertito un forte calore alla fronte (ho avvicinato la mia alla sua, inebriandomi mentre sentivo fluire i nostri due sé come se non avessi la parete frontale); ha appena subìto una delusione sentimentale (con dolore, che ho patito fisicamente assorbendolo nel braccio sinistro - per il solito gioco degli specchi che si rivela in quasi ogni interazione tra esseri umani).
Infine, prima di sera, una seduta collettiva con 5 persone intorno al lettino su cui stava V.: al momento non mi era sembrato di aver cavato granché da questa esperienza, ma in tarda serata ho avuto modo di verificare come mi si fossero aperti nuovi canali.
Dapprima avvertendo come una scia fredda l'aura negativa di un certo personaggio; poi, a notte inoltrata, beandomi di un inopinato incontro con la principessa radiosa: bellissimo per l'intensità degli scambi energetici alti avvenuti e percepiti (io con malinconia, lei con profonda commozione). "Ti ho trovato molto più avanti", mi dice successivamente. Mi si era annunciata stanca e quasi sul punto di crollare, ma è stato tale il carico vibrazionale che lo splendore ha prevalso (e avvicinando la fronte a lei ho sentito come se mi si avviasse un motore di frigorifero in testa).

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