![]() |
![]() |
Alice | Tin.it | Foto album | Disco remoto | Community | |
![]() |
|
|
Inauguriamo qui una fortunata - nonchè cospicua - serie di immagini di
vita, ché ci facciano capire e ci trasmettano usi & costumi di luoghi
che non sono i nostri.Vado lesto ad indicare il tytolo: "Guarda un po' se vi levate dai coglioni" Nell'immagine campeggia, perfettamente centrato, un esausto Matafrassi Cullio, 48 anni, segno del Troll, intento in un'operazione di astuto mimetismo per la sua prossima segretissima missione per conto della SPECTRA (Società Per Erezioni Con TRacollo Anale). L'avido fotografo ha voluto carpire lo scatto proprio nel momento clou della vestizione dell'agente, esattamente quando il tapyno -peraltro esausto dopo 42 anni di raddrizzamento banane col culo presso la ditta "Boomerang? No, grazie!" di Sciagattàno (QZ) - sta per esternare alle due premurose truccatrici tutto il suo sdegno & risentimento per l'humiliatio extrema cui viene sadicamente sottoposto. Rimarchevole sulla testa del Matafrassi una sofisticatissima - nonchè mimetizzata pure lei - arma segreta: una bombarda del '400 in grado di sparare a tradimento repentini boccioni di pietra da 48 chilogrammi l'uno. Degne di nota sono anche le due premurose truccatrici: Pampaloni Erminia e Scopafave Ivana le quali, la testa coperta da minicoltri plumbee atte ad evitare le perniciosissime radiazioni alla metanomerda sovente rilasciate dall'ormai esausto colon del Matafrassi, si prodigano nella vestiozione alla meglio del valoroso guerriero. L'analysi si conclude esaltando - aspetto non trascurabile - la tempestività e malizia del fotografo, che ha colto il momento di pre-sdegno del Matafrassi. Infatti il tapino - che ne ha ben pieni i coglioni di imitare uno spaventapasseri - elargirà di lì a poco una generosa sequela di vaffanculo & nocchini sulla testa alle due alle due sfortunate lavoratrici. |
|
|
Non posso ovviamente esimermi dal ringraziare la rete tutta, che con semplice
ricerca mi permette di chiosare un'altra rara testimonianza di altri luoghi
e d'altri cercopitechi.Titolo: "L'hai mascherata bene, ma ti ho sentita che hai scoreggiato." L'impietoso obiettivo cattura qui un sudatissimo Marmanti Fauso, di anni 48, segno del polpo, nel momento dell'attesa verità dopo 14 annetti di serratissimo corteggiamento della ivi presente trota, tale Pollastrini Mascia, anni 46, vice-ajuto-cassiera della farmacia "Da Antonio - vendita preservatiti anche a rate". La trotona, che - nonostante le forti & reiterate pressioni del maschio adulto - non ha la benché minima intenzione di mollargliela, ha testè rilasciato a guisa di diversivo atto a far desistere l'ominide dal suo intento mantrugiatorio una perigliosa e consistente sacca di grisù colico che sta progressivamente saturando l'ambiente. La tempestività del fotografo ci rende quindi partecipi di tutta la drammaticità e la tensione antecedente il momento dell'immane esplosione innescata sul grisù assassino dal raudo pinolo acceso sulla tavola. Tale gadget, acceso dal tapinaccio onde far colpo seduttivo sulla trota, sortisce invece l'effetto collaterale di guadagnare ai due mammiferi la quiete del pronto soccorso. |
|
|
Ancora una volta il peregrinare nell'occulto chissaddove ci propone un tema basilare dell'uso & costume straniero ovvero, quello degli amantes colti nel segreto delle loro stanze. Ma bando agli indugi e veniamo tosto al titolo:"Vedi un po', perchè mi pare di averla pestata" La leggiadra iconografia ci palesa infatti un baldo Caniboldi Furlo, di anni 42, segno del cincillà - degno candidato alla punizione etterna per il solo fatto di portare una cyntura la cui altezza splafona di ben 7 (sette) cm la dimensione umana massima reglamentare - vestire un'elagante cappina da maggiordomo finocchio del '700 veneziano. In fronte a lui la Malloggi Alda, di anni 39, segno del tostapane, lapalissiana preda dell'arrapato & corteggiatore mago, immortalata dal fotografo nell'atto di sdegnarsi per aver testè pestato una clamorosa merda di sanbernardo ivi lasciata di proposito dal supponente nonchè dispettoso canide. L'opportunità del fotografo viene apprezzata ed ingigantita nel cogliere la tensione ed il climax cagionati dall'incidente pestatorio, gradatio che esploderà di lì a pochi secondi dallo scatto in una dvrissima collvttazione, durante la quale la Malloggi tenterà di pulirsi la scarpa sulla elegante cappina del Caniboldi, provocando la sacrosanta & sdegnata reazione di quest'ultimo. Ei, (il mago) la riempirà difatti per ripicca di innumerevoli nocchini sulla testa non senza rimarcarle l'aspetto zoccolesco conferitole dal bell'abitono rosso di style e fattezza pre-merliniano, nonchè l'innata abilità della donna ad affittare a prezzi vantaggiosi il suo portaletame. |
|
|
Assurgo honoris causa ad assidua premiazione per questa rinomata icona
di vita d'altri luoghi. La repentinità dell'invenimento di cotal imago
mi induce inoltre a calcar la mano nella descrizione e nel rendere omaggio
alle persone physicae ivi rappresentate.Titolo: "Se vi levate dal cazzo, forse passo..." Ivi accampano tronfî & clamorosi la Balubini Mirca, di anni 43, segno del frullatore, sotto-pseudo-ajuto-cassiera presso la salagiochi "Da Gioistic" di Giovanni Istic e il di lei drudo Pamponi Raoul, 41 anni, segno del Pony, operaio specializzato tornitore di stronzi in cartapesta & merde di uranio-cianuro presso la rinomata ditta Rintintin (Rinnovati Tintinnanti Tinculo). L'impiëtoso scatto accoglie i due tapinacci nel mondo della fotografia proprio durante la fase dell'annuale corteggiamento primaverile, data in cui il Pamponi (plaiboi) si fa crescere la barba, onde sedurre la gentil donzella con frasi romantiche del tipo "se indovini che cosa ci ho in tasca te lo butto nel cacapranzi". Lei (la trotella) finge indifferenza & sdegno unicamente per motivi di contegno in fronte obiectivi, ma è già in realtà pronta ad un poderoso raspone da 4,7 secondy netti. Rimarchevole è comunque l'apparente staticità della scena, scena che, di lì a pochi secondi dal taumatvrgico scatto, verrà platealmente animata dal guidatore della R4, silente attore, che campeggia dietro i nostri eroi. Dopo ben 37 lunghissimi minvti passati allo stop, in attesa che il tapinaccio conquisti la gargonza, si è infatti ormai frantumato i coglioni di aspettare, ed investirà pertanto i due ominidi, dandosi successivamente alla fuga. |
|
|
Non posso che professarmi grato alla rete che, ghiotta di immagini e di
novità, mi permette di arricchire la già cospicua crestomanzia di omaggi
a gente d'altri tempi e d'altri luoghi, aggiungendo così un altro irrinunziabile
tassello ad una tematica che molto sta a cuore allo stolido spettatore,
quella degli spasimanti sorpresi nel intimità delle loro effusioni.Ma senza dilungarci ulteriormente in nojose prefazioni, vengo immantinente a narrarvi il titolo: "Puoi dissimularne il rumore, ma non l'odor di merda" Ivi troviamo il dirompente Marmugi Fauno, segno dell'orologio a cucù, 43 anni di cui 12 trascorsi in allegri all'ospedale "Fate pene fratelli" di Margiasso (ZW) quale ripulitore professionista di padelle da letto & svuotatore di pappagalli. Il sapiens-sapiens è qui ormai giunto - dopo 6 (sei) interminabili ore di corte serratissima alla dama che ha accompagnato alla festa del paese, festa dove ha adito eroici cimenti quali "péstalamerda" e "scoreggiafiammante" - all'acmé della serata venatoria, e quindi sul punto di salutare la trota del giorno, tale Marmorazzi Tosca. Il puttanonte (la Tosca), 39 anni, segno dell'assorbente ascellare, commessa tritaghiaccio presso la pescheria GINAPUILEA (GIno, NAselli PUre In LEAsing), viene qui colta dal repentino scatto fotografico esattamente nel momento in cui il Marmugi, dimentico di essere ormai fuori dalla goliardia del giuoco di pæse, ha testé rilasciato un immane & tritonale scoreggione polpo-verza-crauto (1 a 0 ai supplementari per il crauto), che l'acuta trota non ha mancato di rimarcargli come "disdicevole", facendo così svanire la segreta speranza covata dal neanderthaliensis di un furioso maniglione del 24 lì appo fuori dalla porta.. L'ominide è infatti qui ripreso pochi istanti prima di sdegnarsi irrimediabilmente, e giocare quindi l'ultimo scherzo della serata che la sua classe di esperto padellista gli consente: quello della merda in fiamme sullo zerbino con sonata di campanello e successiva fuga. La finezza dell'estremo tentativo goliardico starà proprio nel fatto che, a pregevole indizio sull'identità del misterioso scherzomane, il Marmugi abbandonerà sul copro-relitto in fiamme il suo giojoso papillon in lamierino radiattivo. |
|
|
![]() |
|
|
![]() |
|
|
![]() |
|
|